CITTÀ DI CASTELLO – Dal cinema Neorealista al teatro di Dario Fo, passando attraverso una storia personale e artistica fatta di incontri, passione e anche di scelte controcorrente. È stato questo il filo conduttore del nuovo appuntamento dell’UNITRE Città di Castello, dedicato alla figura di uno degli artisti italiani più conosciuti e apprezzati nel mondo.
A raccontare il percorso umano e professionale di Dario Fo sono stati Mattea Fo e Stefano Bertea, che hanno ripercorso alcune delle tappe più significative della vita dell’artista, a partire dagli anni dell’infanzia e dalla sua precoce passione per il teatro.
Un racconto che ha inevitabilmente incrociato anche la figura di Franca Rame, compagna di vita e di teatro. Il loro incontro diede origine a un sodalizio umano e artistico destinato a lasciare un segno profondo nella cultura italiana, con la costruzione di uno stile personale, originale e spesso irriverente.
Un modo di fare teatro che non sempre venne accolto senza difficoltà. Fo e Rame pagarono anche il prezzo delle loro posizioni e della loro libertà espressiva, arrivando a essere allontanati per un lungo periodo dalla Rai.
Il percorso di Dario Fo sarebbe però arrivato al massimo riconoscimento internazionale nel 1997, con l’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura. Un riconoscimento che consacrò definitivamente un artista capace di utilizzare il teatro, la parola e l’ironia per raccontare la società e le sue contraddizioni.
Durante l’incontro è emersa anche la dimensione internazionale della sua opera. Dario Fo è infatti conosciuto e rappresentato in numerosi Paesi e la ricorrenza del centenario della sua nascita è stata ricordata in diverse parti del mondo, anche in Cina.
Un appuntamento che ha permesso così di tornare a parlare non soltanto di teatro, ma di una figura che ha attraversato la cultura italiana con uno stile inconfondibile, lasciando un’eredità ancora oggi capace di suscitare interesse e discussione.



