Furti nelle aziende orafe dell’Aretino, tre arresti: colpi per 130mila euro

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Le indagini dei Carabinieri di Arezzo hanno ricostruito l’attività di un gruppo che avrebbe utilizzato una base logistica nel Milanese. Nel mirino diverse aziende del settore orafo.

AREZZO – Agivano di notte, utilizzando auto di grossa cilindrata con targhe clonate e attrezzature professionali per forzare porte, pareti e casseforti. Nel mirino soprattutto le aziende orafe, dalle quali sarebbero riusciti a portare via oro, argento e altri materiali preziosi. Cinque i furti contestati, per un danno complessivo stimato in circa 130mila euro.

Sono tre i cittadini albanesi raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita dai Carabinieri di Arezzo con il supporto dei colleghi di Milano e Fermo. Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Arezzo, su richiesta della Procura della Repubblica, al termine di un’indagine condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Arezzo.

Gli accertamenti, iniziati nel novembre 2025 e proseguiti fino allo scorso settembre, avrebbero permesso agli investigatori di ricostruire l’attività di un gruppo organizzato, specializzato nei furti ai danni delle imprese che lavorano oro e metalli preziosi.

Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo avrebbe avuto una base operativa a Trezzano sul Naviglio, in provincia di Milano. Un’autorimessa utilizzata per custodire le auto impiegate nei colpi, altri veicoli destinati agli spostamenti quotidiani, attrezzi da scasso e parte della refurtiva.

Particolare attenzione veniva riservata alla preparazione delle incursioni. I Carabinieri hanno ricostruito un sistema che prevedeva l’utilizzo di targhe clonate sulle vetture impiegate durante le trasferte notturne. Una volta raggiunte le aziende, gli autori dei furti avrebbero forzato gli accessi e le casseforti, arrivando in alcuni casi a praticare fori nelle pareti. Per evitare di essere individuati, sarebbero stati inoltre manomessi i sistemi di allarme e gli impianti di videosorveglianza.

Cinque gli episodi finiti al centro dell’inchiesta. Il primo risale alla notte tra il 21 e il 22 novembre 2025, quando venne presa di mira un’azienda orafa. Altri tre furti sono contestati per la notte tra il 21 e il 22 febbraio 2026, ai danni di due ditte orafe e di un’impresa specializzata nella verniciatura di mobili. L’ultimo episodio risale al 23 febbraio, ancora ai danni di un’azienda del settore orafo.

Durante i colpi sarebbero stati sottratti oro, argento, bronzo, ottone e materiale tecnologico, per un valore complessivo di circa 130mila euro.

Sulla base degli elementi raccolti dai Carabinieri, la Procura ha chiesto l’applicazione della misura cautelare più restrittiva. Il Gip, valutando la gravità del quadro indiziario e il concreto pericolo che gli indagati potessero commettere altri reati, ha disposto per tutti e tre la custodia cautelare in carcere.

Le accuse riguardano il furto aggravato in concorso, con le aggravanti legate alla violenza sulle cose, all’azione commessa da tre persone e alle circostanze notturne che avrebbero ostacolato la possibilità di difesa.

Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. Le responsabilità dei tre indagati dovranno essere accertate nelle successive fasi giudiziarie, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.

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