Gli alunni della scuola di Monte Santa Maria Tiberina hanno sperimentato materiali, sfumature e contrasti ispirandosi alla ricerca artistica di Alberto Burri
CITTÀ DI CASTELLO – Il nero di Alberto Burri diventa materia da osservare, toccare e trasformare. È quello che hanno sperimentato i bambini e le bambine della scuola di Monte Santa Maria Tiberina, protagonisti di un laboratorio didattico organizzato negli spazi degli Ex Seccatoi del Tabacco.
Un’esperienza pensata per avvicinare i più piccoli all’arte contemporanea partendo proprio da uno degli elementi più caratteristici della ricerca di Burri: il nero.
Durante il laboratorio, i bambini hanno potuto esplorare le diverse possibilità espressive del colore, lavorando su sfumature, contrasti, segni e superfici e scoprendo come anche quello che comunemente viene considerato un “non colore” possa offrire infinite possibilità artistiche.
Un percorso pratico, fatto di sperimentazione e curiosità, che ha permesso agli studenti di confrontarsi direttamente con alcuni dei temi centrali dell’opera di Burri, trasformando la visita agli Ex Seccatoi in un’esperienza non soltanto di osservazione, ma anche di partecipazione.
La didattica museale diventa così uno strumento per rendere l’arte contemporanea più vicina ai bambini, lasciando loro la possibilità di sperimentare e interpretare liberamente materiali e linguaggi.



