La Federazione di Perugia di Sinistra Italiana–AVS esprime profondo cordoglio per la morte del giovane operaio impegnato nei lavori stradali in Valtopina. Alla famiglia, alle persone a lui care e ai colleghi rivolgiamo la nostra vicinanza.
Una vita spezzata mentre si lavora è una ferita che riguarda tutta la comunità. A vent’anni si devono poter costruire progetti, indipendenza e futuro. È inaccettabile che quel futuro finisca in un cantiere.
Spetterà agli accertamenti ricostruire la dinamica e individuare eventuali responsabilità. Chiediamo che venga fatta piena chiarezza su quanto accaduto. Ma il doveroso rispetto delle indagini non può diventare un motivo per rinviare una questione politica e sociale urgente: garantire la sicurezza di chi lavora.
Servono più personale e risorse per i servizi di prevenzione e gli organi ispettivi, controlli capillari nei cantieri, formazione effettiva e verifiche rigorose sulla sicurezza dei mezzi e sull’organizzazione del lavoro. Negli appalti e nei subappalti, la tutela della salute deve essere una condizione concreta e verificata: tempi e costi delle lavorazioni non possono scaricarsi sulla pelle delle persone.
Chiediamo alle istituzioni, ciascuna per le proprie competenze, di rafforzare il confronto con le organizzazioni sindacali e i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, traducendolo in interventi, risorse e risultati verificabili.
Non possiamo abituarci alle morti sul lavoro, né lasciare che il cordoglio si esaurisca senza conseguenze. La sicurezza deve essere una priorità ogni giorno, anche quando i riflettori si spengono.
Lavorare deve permettere di vivere, non costare la vita.



