Il partito sollecita i sindaci dell’Alto Tevere a convocare un confronto pubblico con Regione e Usl Umbria 1. Sotto la lente il possibile stop all’ambulatorio del sabato a San Giustino
CITTÀ DI CASTELLO – Rifondazione comunista Alto Tevere torna a chiedere alla Regione Umbria di passare ai fatti sul nuovo Piano sociosanitario regionale. Il partito ricorda che il documento è stato annunciato più volte e che a settembre la presidente Stefania Proietti ne aveva indicato la preadozione entro l’autunno. Ora la federazione di Perugia chiede a che punto sia l’iter, quando il Piano sarà presentato ai territori, discusso e approvato, e con quali risorse, organici e impegni per l’Alto Tevere.
Rifondazione riconosce alcuni interventi: i nuovi spazi del Pronto soccorso di Città di Castello, l’accordo sulla medicina generale e le iniziative per ridurre le attese. Contesta però il metodo. Secondo il partito, una successione di provvedimenti singoli rischia di sostituire un Piano che dovrebbe definire insieme rete ospedaliera, servizi territoriali, personale, investimenti e diritto alle cure. «Una sommatoria di atti – si legge nella nota – non può prendere il posto di una scelta complessiva discussa con le comunità».
Banco di prova sono le Aft, le aggregazioni dei medici di famiglia previste dal nuovo accordo regionale. Rifondazione chiede di chiarire come cambieranno l’accessibilità degli ambulatori, gli orari e la presenza dei medici. A San Giustino, secondo quanto riportato dalla stampa, dal 1° novembre potrebbe essere sospeso il servizio ambulatoriale del sabato e dei prefestivi. Il partito chiede chiarezza agli enti preposti e avverte che nessuna riorganizzazione deve tradursi in un arretramento dell’assistenza di prossimità.
Sulle liste d’attesa Rifondazione invita a evitare sia il disfattismo sia l’autocompiacimento. I dati recenti della Usl Umbria 1 registrano più prestazioni e meno richieste nei percorsi di tutela, ma molte restano oltre i tempi massimi. «Chi ha bisogno di una visita o di un esame deve ottenere una risposta certa».
Le priorità indicate sono due: rafforzare stabilmente il Pronto soccorso e l’ospedale di Città di Castello con personale, turni e servizi adeguati, e potenziare medici di famiglia, Aft, assistenza domiciliare e medicina territoriale nei comuni dell’Alto Tevere.
Da qui l’appello ai sindaci del comprensorio, a partire da quello di Città di Castello. Rifondazione chiede un’iniziativa comune e la convocazione di un confronto pubblico con Regione e Usl Umbria 1 per ottenere tempi certi sul Piano. «La sanità – conclude la nota – non può essere decisa per frammenti, né lasciata alle polemiche del giorno».


