Corone di fiori, il tricolore accanto alla bandiera slovena e un piccolo gruppo di autorità davanti al sacrario del cimitero urbano. Stamattina a Sansepolcro si è rinnovato un appuntamento che ormai è tradizione. Una delegazione della Repubblica di Slovenia è tornata in Valtiberina per onorare i connazionali, caduti e prigionieri, morti durante la seconda guerra mondiale e sepolti in città.
A guidare la delegazione c’erano il vice capo missione, il ministro plenipotenziario Boris Antolic, e l’addetto militare, il colonnello Simon Sajovic. Li ha accolti il presidente del consiglio comunale Antonello Antonelli. Erano presenti anche l’Anpi, le associazioni combattentistiche e le forze dell’ordine.
“Il solido legame che ci unisce alla Repubblica di Slovenia – ha detto Antonelli – rinnova oggi un nuovo capitolo di amicizia e di ideali comuni”. Il presidente del consiglio ha poi ringraziato i rappresentanti sloveni per la volontà di tenere viva, così lontano da casa, la memoria di chi è morto in nome della libertà. Sono valori, ha aggiunto, che il Borgo e tutta la vallata sentono come propri.
La mattinata non si è chiusa a Sansepolcro. La delegazione, accompagnata dalle autorità locali, ha raggiunto l’ex campo di internamento di Renicci, nel territorio di Anghiari, dove durante la guerra furono rinchiusi civili sloveni e croati. L’ultima tappa è stata Caprese Michelangelo, sulla tomba di Dusan Bordon. Anche lì sono state deposte corone di fiori.



