Tartufo, i campioni a quattro zampe conquistano Città di Castello: oltre 70 cavatori in gara

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Al Giardini del Cassero il 5° Memorial Alessandro Ghigi. I cani hanno sfidato il cronometro nella ricerca di sei tartufi. Il Salone del Tartufo Bianco Pregiato prosegue il 7-8 e 14-15 novembre

CITTÀ DI CASTELLO – Il fiuto non tradisce. E a Città di Castello, dove il tartufo è una tradizione che si tramanda da generazioni, i veri protagonisti sono ancora una volta loro: i cani da cerca.

Questa mattina i Giardini del Cassero hanno ospitato il 5° Memorial Alessandro Ghigi, la gara di ricerca e cavatura del tartufo su ring organizzata dall’Associazione Tartufai Alta Valle del Tevere insieme al Comune di Città di Castello. Un appuntamento ormai consolidato, capace di richiamare concorrenti e appassionati anche da fuori regione.

Sono stati oltre 70 i cavatori presenti alla gara, con i loro inseparabili compagni di ricerca: lagotti, bracchi, bracchi-pointer, meticci, cocker spaniel e altre razze specializzate nella ricerca del prezioso tubero.

La prova è soprattutto una questione di fiuto e velocità. I cani devono individuare, nel minor tempo possibile, sei tartufi distribuiti all’interno di un’area delimitata. Una sfida nella quale ogni secondo può fare la differenza.

Il Memorial prevede diverse categorie: cuccioli fino a sette mesi, adulti e riporto, con gare distinte tra maschi e femmine. Particolare attenzione anche al premio “Jimmy”, dedicato alla memoria di Giovannino Jimmy Cecchini, storico tartufaio e imprenditore del settore, riservato al più giovane tartufaio in gara.

Alla fine il cronometro ha dato il suo verdetto. Nella categoria cuccioli ha vinto Alvaro Giardini con Kimmy. Nella categoria riporto primo posto per Luca Rosatini con Leroy. Tra gli adulti, invece, successo per Alessandro Mischianti con Tina, capace di completare la prova in 1 minuto e 11 secondi.

Una fotografia di un mondo che in Alta Valle del Tevere è particolarmente radicato. Qui i cani da tartufo sono compagni di lavoro, ma soprattutto compagni di vita. Lo raccontano i tanti tartufai presenti alla manifestazione e lo raccontano le storie di chi da decenni frequenta boschi e colline con il vanghino in mano e il proprio cane al fianco.

L’Associazione Tartufai Alta Valle del Tevere, fondata nel 1986, conta oltre 700 iscritti. Il presidente Andrea Canuti è affiancato da un consiglio formato anche da giovani, mentre accanto alle nuove generazioni continuano a esserci i veterani della ricerca. Tra loro Aldo Bianchini, 93 anni, ancora attivo dopo circa settant’anni da tartufaio.

E proprio il rapporto tra uomo e cane resta uno degli aspetti più belli di questa tradizione. Una passione che va ben oltre il valore economico del tartufo e che continua a coinvolgere un numero crescente di appassionati.

Città di Castello si conferma così uno dei punti di riferimento italiani per il mondo della trifola. Il territorio dell’Alta Valle del Tevere conta infatti una presenza particolarmente significativa di cani da tartufo, dai meticci ai lagotti romagnoli, dagli springer spaniel ai pointer, fino ai bracchi e ai labrador.

Il Memorial si inserisce nel programma del 46° Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato, che dopo il primo fine settimana proseguirà nel centro storico di Città di Castello anche il 7 e 8 novembre e il 14 e 15 novembre, con ingresso libero.

Il primo fine settimana ha già portato nel centro storico numerosi visitatori e appassionati. Il programma prosegue dunque con altri due appuntamenti dedicati al tartufo, alla gastronomia e alle tradizioni del territorio.

«Il nostro tartufo bianco e gli altri prodotti del bosco non temono confronti», sottolineano il sindaco Luca Secondi e l’assessore al Commercio e Turismo Letizia Guerri, evidenziando il valore della manifestazione anche per la promozione culturale, artistica e ambientale del territorio.

E in questa storia i cani sono davvero protagonisti. Perché dietro ogni tartufo trovato nel bosco c’è spesso un rapporto fatto di fiducia, esperienza e complicità tra il tartufaio e il suo compagno a quattro zampe.

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