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Pallavolo serie C/F: Città di Castello, altra prova importante, battuta Assisi per 3-1

Per la terza gara del campionato di serie C femminile arriva al PalaAndreaIoan di Città di Castello la coriacea formazione assisana della Sir; formazione tecnicamente valida ed ottima in tutti i fondamentali. Il Città di Castello è altresì un team ben strutturato che sta crescendo gara dopo gare e dove i meccanismi incominciano a girare bene. I tecnici Brizzi & Ranieri schierano inizialmente le diagonale Nofri O./Ioni, in banda Pettinari e Monti, al centro Zampini/Gnassi con libero Alivernini, mentre il tecnico Moscioni risponde con Lomurno-Uccellani, Agostinelli-Capocciuti, Shahvandi-Andreoli; il set si gioca punto a punto e alla fine della prima rotazione si è sul 13/13; le squadre si fronteggiano a viso aperto e le ospiti addirittura si portano sul 22/21 per poi impattare di nuovo sul 23 pari. Le tifernati sono in palla e con due colpi finali tagliano il primo traguardo. La seconda frazione è una lotta tra attaccanti e difensori con i muri che cercano di bloccare le giocate; le ragazze di mister Brizzi riescono comunque ha guadagnarsi un buon gap che riescono a mantenere fino al raddoppio. Sembra fatta, si festeggia troppo presto senza prevedere la reazione delle assisane che partono determinate e convinte e si creano un vantaggio importante; i tecnici tifernati si consultano e sostituiscono Ioni con Rellini e poi via via tutta l’intera rosa per far riposare le giocatrici e preparasi alla quarta frazione.

Rellini resta in campo da opposta, la squadra sbaglia meno e difende tantissimo facendo spazientire le ospiti che iniziano a commettere vari errori; arrivano punti e punti, il gap aumenta fino a premiare le tifernati che si aggiudicano set ed incontro. Ora con i tre punti conquistati si naviga in vetta alla classifica ma già da sabato dietro l’angolo c’è una forte insidia con la trasferta ad Ellera di Corciano alla corte di Tomassetti esperto tecnico della categoria.

Città di Castello, 30/10/2021 ore 17.30  palasport Andra Joan

CITTA’ DI CASTELLO  – SIR SAFETY SYSTEM ASSISI ……. 3 / 1

(25/23   25/19   14/25   25/18)

CITTA’ DI CASTELLO:.  Ioni Alice 3, Alivernini Elena (L1) 66%pos., Gnassi Ilaria 13, Puletti Aurora, Pettinari Ester, Monti Eleonora 12, Nofri Onofri Federica 5, Lucaccioni Giulia,  Zampini Martina 8, Rellini Valeria 4, Coltrioli Giorgia, Pettinari Francesca 11, Braccini Claudia (L2) . All. Brizzi Enrico – ass. Ranieri Raffaella – dir. Mandrelli Maurizio

SIR SAFETY ASSISI: Agostinelli, Andreoli, Biavati, Capocciuti, Centi, Gaudenzi, Lomurno,  Raspa, Shahvandi, Stacchiotti, Uccellani, Pommelati (L1) Ronchetti(L2).

All. Moscioni –  Dirigente: Lillocci.

Arbitri:   Angeloni – Merendelli – segnapunti  Mariangeli

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Anghiari: Ultimo giorno de “I centogusti dell’Appennino”

Ultimo giorno ad Anghiari dell’edizione 2021 de “I centogusti dell’Appennino” che si è aperta venerdì 29 ottobre e che si concluderà lunedì 1° novembre, al termine di quattro giorni dedicati alle eccellenze enogastronomiche del nostro territorio (e non solo). La manifestazione organizzata dalla Proloco di Anghiari grazie alla collaborazione del Centro Commerciale Naturale Vie di Anghiari, di Confesercenti e di Vetrina Toscana a Tavola, il patrocinio della Camera di Commercio di Arezzo-Siena, del Comune di Anghiari e della Banca di Anghiari e Stia Credito Cooperativo, rappresenta un importante momento di incontro diretto tra produttore e consumatore.

Presenti come sempre innumerevoli articoli d’eccellenza, dai pecorini al cioccolato, dai vini agli ortaggi, dai dolci tipici ai salumi, con possibilità di degustazioni e acquisto sul posto e con il vantaggio di un dialogo diretto con le aziende produttrici. A fare da cornice alla manifestazione è come da tradizione il centro storico di Anghiari con le affascinanti botteghe che lo caratterizzano. Ben 32 gli espositori presenti (provenienti dal territorio, ma anche da Emilia Romagna, Marche e Umbria). La mostra rappresenta ormai un appuntamento fisso per le realtà enogastronomiche, tanto da essere giunta alla XXI edizione.

Attivo lungo le mura un punto di ristoro con il rinomato brustichino anghiarese (pane “abbrustolito” con salsiccia, olio di frantoio, sale e aglio) e con il caratteristico braciere per la cottura diretta delle castagne del Ponte alla Piera. Nei primi due giorni tanta gente ha visitato Anghiari per “I centogusti dell’Appennino” 2021 e chi non lo ha ancora fatto avrà tempo fino alla sera di lunedì 1° novembre per gustare le eccellenze enogastronomiche, in uno dei Borghi più belli d’Italia.

Orario Botteghe dei Centogusti negli ultimi due giorni

orario continuato dalle 10:00 alle 19:00

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Calcio serie D: il Foligno vince il derby al Bernicchi contro la Tiferno

TIFERNO 1919 0 – 1 FOLIGNO

Tiferno 1919: Aluigi, Sensi, Avellini (74’ sost. Coulibaly), Mariucci, Gorini, Gomes, Ruggeri, Benedetti, Dorato (89’ sost. Battellini), Calderini, Bruschi (86’ sost. Massai) (allenatore: Machi Gualtiero)

Foligno: Gil De Oliveira, Dell’Orso, Vespa, Bengala (65’ sost. Tetteh), Gomisi, Rossi, Settimi, Belli, Oliva, N’Diaye (70’ sost. Amadio), Peluso, Valentini (86’ sost. Canalicchio) (allenatore: Monaco Francesco)

Gol: Peluso (46’)
Espulsi:
Ammoniti: Tiferno: Sensi (4’), Gomes (40’), Mariucci (57’); Foligno: Belli (49’), Bengala (61’), Peluso (75’)

Arbitro: Stefano Striano; 1° assistente: Lorenzo D’Alessandris; 2° assistente: Davide Gneo

Primo tempo con ritmo molto alto fra le due squadre, buone occasioni da entrambe le parti. Subito il Foligno in avanti al 3’: Oliva dal limite dell’area prova tiro, supera Aluigi ma la traversa si oppone. Buona occasione per il Tiferno al 13’: su rimessa laterale dalla sinistra Ruggeri prolunga di testa, Calderini prova il tiro in rovesciata ma non inquadra la porta. Al 17’ Peluso prova tiro da lunga distanza, ma è centrale e debole e Aluigi blocca sicuro. Al 20’ il Tiferno si fa vedere in avanti: Gorini da fuori area si coordina per il tiro, Gil De Oliveira si allunga e riesce ad allontanare in angolo. Benedetti dalla bandierina mette in mezzo all’area del Foligno, Mariucci intercetta di testa, la conclusione si spegne a lato della porta. Al 25’ corner per il Tiferno: il Foligno respinge e parte in contropiede, Belli trova Oliva libero davanti al portiere del Tiferno, ma il numero 8 del Foligno mette a lato la conclusione.

Occasione per il Tiferno per portarsi in vantaggio al 36’: Dorato davanti al portiere del Foligno non sbaglia, ma si alza la bandierina del guardalinee. Al 41’ punizione per il Foligno: sulla palla Peluso che calcia direttamente in porta, Aluigi blocca facilmente. Al 44’ di nuovo il Foligno in attacco: Settimi serve Peluso che calcia in porta, Aluigi si allunga e respinge. Si conclude sullo 0-0 il primo tempo. Nella ripresa non passano neanche 40 secondi che Peluso si fa trovare pronto sulla trequarti, calcia verso la porta del Tiferno, Aluigi non riesce a raggiungere il tiro che si stampa sul palo e poi finisce in rete. Gol dello 0-1 per il Foligno. Il Tiferno ci mette il cuore e prova a raddrizzare il risultato: al 53’ calcio d’angolo dalla sinistra, Gomes colpisce di testa ma l’estremo difensore del Foligno riesce ad allontanare la palla. Al 58’ calcio di punizione per il Foligno: batte Oliva, la palla è diretta all’incrocio dei pali, Aluigi allontana corto sui piedi di Vespa che ribatte verso la porta, ma il portiere del Tiferno blocca. Al 63’ si fa vedere ancora in avanti il Tiferno con Bruschi che, da buona posizione all’interno dell’area prova il tiro, ma il palo si oppone. Di nuovo Tiferno in avanti: al 70’ Gorini dalla distanza prova il tiro, la palla esce di pochissimo all’incrocio dei pali. Numerose le occasioni da calci piazzati per il Tiferno, ma nessuna riesce ad impensierire il portiere del Foligno. Si conclude il derby umbro sullo 0-1.

La dichiarazione di mister Machi: “il primo tempo non siamo riusciti a giocare la partita, eravamo bloccati a centro campo e non riuscivamo a sviluppare delle azioni come facciamo di solito. Secondo tempo abbiamo preso subito gol, con le condizioni del risultato ci siamo buttati con spirito giocando un calcio migliore, ma non siamo riusciti a rimettere in piedi questa partita. Il secondo tempo non posso rimproverare niente alla mia squadra. Chiaramente un primo tempo così ci ha penalizzato. Quello che conta su queste categorie è l’interpretazione e la motivazione con cui arrivi alle partite, questo campionato è molto equilibrato, tutti possono vincere contro tutti, devo fare i complimenti al Foligno perché ha fatto una grande partita”.

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Pallavolo serie B/M: la Ermgroup San Giustino si riscatta vincendo in rimonta per 3-1 a Castelfranco di Sotto

IMBALLPLAST ARNO 1967 CASTELFRANCO DI SOTTO – ERMGROUP SAN GIUSTINO 1-3
(25-15, 23-25, 19-25, 17-25)
IMBALLPLAST ARNO 1967 CASTELFRANCO DI SOTTO: Testagrossa 7, Samminiatesi 2, Berberi 2, Nicotra 14, Taliani (L1) ricez. 70%, Aliberti 4, Da Prato 21, Carrai, Puente, Cantini 3, Puccetti 1, Falaschi 6. Non entrati: Ammannati (L2), Stagnari. All. Francesco Mattioli.
ERMGROUP SAN GIUSTINO: Cesaroni 6, Marra (L1) ricez. 76%, Sitti 1, Conti 5, Bartoli (L2), Agostini 14, Skuodis 6, Cioffi 1, Stoppelli 1, Muscarà 10, Cipriani 21. Non entrati: Daniel, Ricci, Zangarelli. All. Marco Bartolini e Mirko Monaldi.
Arbitri: Andrea Zaccaria e Benedetta Fibbi di Firenze.
CASTELFRANCO DI SOTTO: battute sbagliate 10, ace 7, muri 7, ricezione 60% (perfetta 25%), attacco 37%, errori 22.
SAN GIUSTINO: battute sbagliate 12, ace 1, muri 11, ricezione 64% (perfetta 35%), attacco 42%, errori 27.

Durata set: 22’, 31’, 28’ e 28’, per un totale di un’ora e 49’.

CASTELFRANCO DI SOTTO – Primo set e metà del secondo da dimenticare, poi la ErmGroup San Giustino prende le misure agli avversari e riscatta il ko casalingo contro la Sir Safety Monini, andando a vincere per 3-1 al PalaBagagli di Castelfranco di Sotto contro una Imballplast Arno 1967 che era a punteggio pieno dopo due giornate del campionato di Serie B, girone F. La migliore risposta che i biancazzurri potessero fornire, sgretolando pian piano tutte le certezze acquisite dai padroni di casa e vestendo i panni di squadra da alta classifica, con un carattere che finalmente è venuto a galla. Risultato: seconda frazione vinta in rimonta e le successive due dominate in maniera netta, con una ricezione più ordinata, una difesa diretta dall’ottimo Marra e un attacco nel quale Cipriani, sistematicamente neutralizzato nel set iniziale, è poi diventato incontenibile: 21 punti e un 40% di realizzazione, nonostante i numeri negativi sullo 0-1. Rimarchevoli, sul piano individuale, anche le prestazioni di Muscarà al centro e di Agostini, che alla banda ha imposto in più di una circostanza la sua esperienza. Per la Imballplast, da segnalare i 21 punti dell’opposto Da Prato e la pericolosità, anche dai nove metri, dello schiacciatore Nicotra.

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Francesco Mattioli, tecnico della formazione pisana con un passato da giocatore anche a San Giustino nel Vivi Altotevere (stagione 2012/’13), schiera Berberi in regia, Da Prato opposto, Testagrossa e Samminiatesi al centro, Falaschi e Nicotra a lato e Taliani libero. Il collega Marco Bartolini risponde con la diagonale Sitti-Cipriani, con la coppia centrale Muscarà-Cesaroni, con Agostini e Skuodis a lato e con Marra libero. All’inizio, la ErmGroup prova un paio di allunghi, subito rintuzzati dai locali, che vanno sul 6-4 con l’ace di Berberi e costruiscono l’allungo sulla potente battuta di Nicotra, che piazza tre ace sullo stesso turno e porta l’Arno 1967 sull’11-5, con il 12esimo punto firmato dal muro di Da Prato su Skuodis. Sbagliano molto i biancazzurri e anche la ricezione non è certo delle migliori; Cipriani trova spesso davanti il muro avversario e non passa. Anche Samminiatesi pizzica al servizio (19-10) e i pisani, quasi in scioltezza, chiudono in breve tempo la pratica sul 25-15 con la pipe di Nicotra.


Formazioni invariate nel secondo set, che ben presto imbocca la falsariga del primo: la ErmGroup sembra non essersi scrollata di dosso il fardello della partita precedente, anche se la mano di Cipriani comincia a piazzare i primi colpi. Sul 9-6 per i pisani, l’ace a fondo campo di Cioffi, entrato in battuta, riavvicina San Giustino (9-10), che tuttavia continua a soffrire il servizio di Nicotra, ma la svolta del match è vicina e prende corpo quando Muscarà firma in primo tempo il punto del 12-15. Il margine di vantaggio dell’Arno 1967 si riduce progressivamente: il muro sangiustinese comincia a funzionare e i ragazzi di Bartolini dapprima tengono il -1 sui cambi palla poi raggiungono la parità sul 18-18 con un contrattacco di Agostini, dando la chiara sensazione di essersi sbloccati. Si procede sul punto a punto fino al 22 pari, quando una invasione concretizza il sorpasso della ErmGroup, che con la battuta di Sitti mette in crisi la ricezione dei toscani e perfeziona lo scambio con Cipriani, il quale da posto 4 appone successivamente il sigillo del 25-23 che ristabilisce la parità.


L’1-1 mette le ali alla ErmGroup, che nella terza frazione contiene i tentativi del Castelfranco con un muro e un primo tempo di Muscarà e prende il largo con un Cipriani oramai sugli scudi. I padroni di casa accusano un calo e subiscono un autentico sbandamento del quale approfittano Cesaroni a muro e Agostini, che con tre punti di fila (slash compreso) fissa il vantaggio a +7 sul 15-8. Nemmeno il time out frena il ritmo di Marra e compagni, perché Muscarà e Cipriani scavano il fosso fino al 17-9, permettendo un piccolo recupero sull’altro fronte fino al 12-17 e rimettendosi in marcia con il solito Cipriani e con un mani fuori di Agostini. Castelfranco muove lo score solo per effetto di tre errori al servizio della ErmGroup, che nel finale – con Skuodis sostituito da Conti, reduce da una tormentata settimana a livello fisico – beneficia di un errore al servizio, stavolta commesso dai biancoverdi e innesca di nuovo Cipriani sul contrattacco che decide il set (25-19) e ribalta la situazione in campo.


Coach Mattioli, che già aveva operato qualche cambio per provare a scuotere i suoi, decide adesso di ripartire in posto 4 con Aliberti in luogo di Falaschi. La ErmGroup, con Conti confermato, capisce che può far sua l’intera posta in palio e non molla la presa: la retroguardia è sempre attenta e il Castelfranco non ha più la precisione di inizio gara, con Da Prato e Nicotra che concludono out. Nicotra subisce un muro da Cesaroni e viene richiamato in panchina, senza tuttavia che la musica cambi, perché una invasione e un tocco di Cesaroni – a seguito di un’altra battuta di Sitti che crea scompiglio – producono un gap di sei lunghezze (11-5) da dover amministrare con razionalità sui cambi palla perfezionati da Muscarà e da Conti, che va a segno in pipe. Cipriani c’è sempre e pure Cesaroni non fa sconti a muro; sul 20-13, la partita conosce di fatto il proprio destino: Cipriani e Conti non ne sbagliano una e il vantaggio accumulato regge bene; anzi, c’è spazio anche per un primo tempo vincente di Stoppelli appena entrato, che precede l’ultima prodezza di Cipriani e la battuta lunga di Da Prato, che chiude i giochi sul 25-17 per San Giustino.


“Ci voleva proprio”: è questo il commento a caldo di Marco Bartolini, tecnico della ErmGroup San Giustino, sull’impresa di Castelfranco di Sotto. “Nel corso della settimana – prosegue l’allenatore biancazzurro – ci siamo chiusi dentro lo spogliatoio per confrontarci sulla situazione, anche perché dobbiamo conoscerci meglio. I nostri avversari sono partiti molto forte, specie dai 9 metri, riuscendo a fare cose che raramente si vedono in categoria, ma noi abbiamo risposto con una grande prova caratteriale, che ha esaltato alcune pedine del gruppo. Dico allora: non eravamo dei brocchi la settimana scorsa, come non siamo diventati fenomeni oggi. E’ semplicemente una sorta di “work in progress”, tipico di un organico che si è in larga misura rinnovato”.

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Pallavolo serie C/M: Città di Castello, esordio con sconfitta a Castiglion del Lago

SERIE  C  MASCHILE

Il team del Città di Castello pallavolo maschile ritorna a giocare e lo fa in una gara in trasferta contro una formazione esperta quale quella del Castiglion del lago di mister Carloncelli;                   i ragazzi tifernati erano al loro debutto in un campionato di serie essendo la squadra biancorossa formata completamente da ragazzi under ai quali oltre ben figurare interessava rimettersi in gioco dopo circa due anni di inattività e provare a confrontarsi in un torneo che riserverà sicuramente delle soddisfazioni. La società è consapevole dell’irto cammino da affrontare ma basilare sarà la mentalità che il team riuscirà a portarsi dietro in ogni gara; ogni gara sarà una cosa a sé che servirà a far crescere gli atleti e proiettarli in un contesto da dove si potrà poi ottenere delle soddisfazioni.

Per una breve cronaca la partita in riva al lago è stata affrontata subito con carattere e determinazione; nel primo set i lacustri hanno preso un piccolo gap iniziale che hanno portato avanti incrementandolo di volta in volta con i ragazzi di Radici che cercavano sempre di riportarsi sotto ma risultato invano. Nella seconda frazione i tifernati partono bene e vanno in vantaggio per 5/1 e restano in vantaggio guidando il gioco fino al 18 quando gli esperti padroni di casa riescono ad impattare e poi allungare fino alla vittoria. Radici aiuta con consigli continuativi i biancorossi che partono ancora bene e vanno in vantaggio sul 5/0 ma il sopraggiungere di qualche errore di troppo (tante sono le battute errate durante i 3 set) lascia strada al Manzo team. Al di la della sconfitta, la nota positiva è che i tecnici del Città di Castello hanno dato campo all’intera rosa facendo a tutti rompere il ghiaccio con la categoria; ora più determinati e coesi che mai si torna in palestra per prepararsi al derby della settimana prossima quando al Palaandreaioan arriverà la NVBSansepolcro nelle cui file giocano molti atleti ex Città di Castello.

Manzo team C. del Lago……….3

Città di Castello pallavolo……..0

(25/18    25/21    25/14)

CASTIGLION DEL LAGO: Giannotti, Calabresi, Guarino, DellaMarta, Giangottini, Leandri, Rossi, Mussari, Piersanti (L1) – all. Carloncelli – ass. Pippi –

CITTA’ DI CASTELLO: Cerrini Christian 7, Rovere Tommaso 6, Magrini  Alessandro 1, Panizzi Giovanni, Panizzi Lorenzo 5, Borghini Davide (L1), Moscioni Giacomo 6, Pasqui Lorenzo, Rumori Ettore, Gennaioli Luca, Cesari Leonardo 5, Silvestrelli Tommaso (L2), Medici Alessandro, Polenzani Alessandro. – All. Radici Andrea – ass. Nardi Claudio – team manager Magrini Marco

Arbitri :Gessone Rosa, Marani Azzurra

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“Dolcetto o scherzetto” per Monica Bellucci a sorpresa in altotevere.

“Dolcetto o scherzetto” per Monica Bellucci a sorpresa in altotevere. Toccata e fuga per la bellissima Monica che ha trascurato in famiglia un pomeriggio al Castello di Sorci di Anghiari, una vera e propria famiglia per le e i suoi cari. Accolta come sempre dalla famiglia Barelli (indimenticabili in passato le serate con Primetto e Gabriella) ed in particolare da Veronica, la star del cinema icona della bellezza Made in Italy non e’ certo passata inosservata. Quando arriva Monica si sa è sempre una bellissima sorpresa, anche perché lei arriva sempre all’improvviso. Ma stavolta è stata Monica ad essere sorpresa, da ciò che ha trovato nel suo caro Castello di Sorci. Come ha varcato l’ingresso del cortile, la corte interna del 1100, una cascata di ragnatele ha avvolto il suo sguardo , sorridente e vivace come sempre. Del resto quale altra atmosfera ci si può aspettare il giorno di Halloween in un castello medievale?! Divertitissimi, tutti i membri della famiglia Bellucci, sempre numerosi e festosi, si sono accomodati al solito tavolo, imbandito con le intramontabili tagliatelle, arrosti e contorni e il proverbiale torcolo e vin santo. L’ultima volta di Monica Bellucci al Castello di Sorci risale alle vacanze di Natale del 2019 quando si presentò bella più che mai con un nuovo taglio di capelli. Ed ora eccola di nuovo ancora lì nel luogo del cuore. 

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Festa del sodalizio Anps (Associazione nazionale polizia di Stato) – Sindaco Luca Secondi: “oggi siamo qui per ribadire la gratitudine delle istituzioni alle forze di polizia e forze dell’ordine per il prezioso lavoro che svolgono”.


“Giornate come quella di oggi sono occasioni importanti e significative per ricordare tutti i caduti della Polizia di Stato, delle forze dell’ordine e di coloro che a vari livelli ogni giorno mettono a repentaglio anche la propria vita per garantire la sicurezza dei cittadini ed il controllo del territorio. Siamo qui per ribadire la gratitudine delle istituzioni e dalla comunità locale per il lavoro importante che svolgete.” E’ quanto dichiarato dal sindaco Luca Secondi, questa mattina nel corso della “Festa del Sodalizio” dell’Anps (Associazione nazionale della polizia di stato), che si è svolta presso la sede del Commissariato della Polizia di Stato in Via Morandi alla presenza dei vertici dell’associazione, Presidente Giovanni Marino, il consigliere nazionale Anps, Maurizio Lucchi, del Commissariato, delle Forze dell’Ordine, associazioni combattentistiche, Cri. Il sindaco Luca Secondi ha inoltre ringraziato il vice-questore e dirigente del Commissariato, Michele Santoro e tutti i rappresentanti della Polizia di Stato di Città di Castello per il lavoro svolto fino ad ora spesso in collaborazione con le altre forze dell’ordine, vigili del fuoco e istituzioni a vari livelli.
Come da programma, poi c’è stata la deposizione della corona al Monumento dei caduti, che si trova negli spazi antistanti il commissariato. “L’importanza di ricordarsi chi ha svolto il proprio lavoro con grande rettitudine e senso di appartenenza e chi è deceduto nell’adempimento del proprio dovere, sono oggi alla base di questa ricorrenza sentita da tutti”, ha dichiarato il Presidente dell’Anps tifernate, Marino.

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“Nati per leggere” torna con due appuntamenti

SANSEPOLCRO – Tornano gli appuntamenti con “Nati per leggere”, iniziativa rivolta ai bambini e alle loro famiglie. Dopo un lungo stop dovuto alla pandemia, gli incontri alla biblioteca comunale di Sansepolcro riprendono con due date: sabato 6 novembre e sabato 4 dicembre, grazie al supporto di due volontarie appositamente formate dal programma “Nati per leggere” e cioè Martina Bellucci e Carla Pannilunghi. 

Le letture per bambini da 0 a 6 anni si terranno quindi sabato prossimo dalle 10 alle 12 con un’apertura straordinaria della biblioteca. 

“Nati per Leggere” è promosso a livello nazionale dall’Associazione Culturale Pediatri, dall’Associazione Italiana Biblioteche e dal Centro per la Salute del Bambino. Obiettivo del progetto è offrire al bambino occasioni di sviluppo affettivo e cognitivo con il coinvolgimento dei genitori in un contesto di libri e letture.

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Ultimi due giorni de “I centogusti dell’Appennino”. Appuntamento ad Anghiari fino a lunedì 1° novembre

Ultimi due giorni ad Anghiari dell’edizione 2021 de “I centogusti dell’Appennino” che si è aperta venerdì 29 ottobre e che si concluderà lunedì 1° novembre, al termine di quattro giorni dedicati alle eccellenze enogastronomiche del nostro territorio (e non solo). La manifestazione organizzata dalla Proloco di Anghiari grazie alla collaborazione del Centro Commerciale Naturale Vie di Anghiari, di Confesercenti e di Vetrina Toscana a Tavola, il patrocinio della Camera di Commercio di Arezzo-Siena, del Comune di Anghiari e della Banca di Anghiari e Stia Credito Cooperativo, rappresenta un importante momento di incontro diretto tra produttore e consumatore. 

Presenti come sempre innumerevoli articoli d’eccellenza, dai pecorini al cioccolato, dai vini agli ortaggi, dai dolci tipici ai salumi, con possibilità di degustazioni e acquisto sul posto e con il vantaggio di un dialogo diretto con le aziende produttrici. A fare da cornice alla manifestazione è come da tradizione il centro storico di Anghiari con le affascinanti botteghe che lo caratterizzano. Ben 32 gli espositori presenti (provenienti dal territorio, ma anche da Emilia Romagna, Marche e Umbria). La mostra rappresenta ormai un appuntamento fisso per le realtà enogastronomiche, tanto da essere giunta alla XXI edizione.

Attivo lungo le mura un punto di ristoro con il rinomato brustichino anghiarese (pane “abbrustolito” con salsiccia, olio di frantoio, sale e aglio) e con il caratteristico braciere per la cottura diretta delle castagne del Ponte alla Piera. Nei primi due giorni tanta gente ha visitato Anghiari per “I centogusti dell’Appennino” 2021 e chi non lo ha ancora fatto avrà tempo fino alla sera dilunedì 1° novembre per gustare le eccellenze enogastronomiche,in uno dei Borghi più belli d’Italia.

Orario Botteghe dei Centogusti negli ultimi due giorni

orario continuato dalle 10:00 alle 19:00

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Patto Civico Per San Giustino: “Bocciato l’ordine del Giorno sul divieto di concessione di spazi Comunali ad associazioni o movimenti che si ispirano a regimi totalitari” 

“In qualità di capo gruppo del gruppo consiliare di minoranza del comune di San Giustino, “Patto Civico” nonché proponente del odg di cui in oggetto, porto a conoscenza l’opinione pubblica, tramite i mezzi di stampa, della bocciatura da parte della maggioranza, di una richiesta simbolo di democrazia e rispetto della persona contro le discriminazioni di ogni genere da parte dei regimi totalitari così come individuati dalla Carta Costituzionale e dalle risoluzioni del consiglio d’Europa e del Parlamento Europeo. “ Anche se la bocciatura non è stata unanime, il Sindaco Fratini e il Consigliere Pompei si sono astenuti,  è stata persa l’occasione per ribadire la volontà del nostro Comune di combattere ciò che discrimina in ogni sua forma “l’essere umano”, così come definito dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo. Tutto questo per una presa di posizione anacronistica che vede la necessità di contrapporre per forza destra e sinistra, specificando un regime piuttosto che un altro. In questi ambiti, non può esistere un “male” e un “meno male”, il male è male, la crudeltà è tale in ogni sua forma al di la di chi la pone in essere e va combattuta sempre, sia che essa ci abbia toccato da vicino o se ne sentano gli echi da lontano. Questo non significa dimenticare la storia, ma rafforzarla e nel ricordare doverosamente la nostra non possiamo dimenticare quella altrui.”

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Occhi su Raffaello giovane a Città di Castelli e io suo sguardo. Inaugurata sabato 30 ottobre, la mostra prosegue fino al 9 gennaio 2022 alla Pinacoteca comunale

L’uno di fronte all’altro a guardarsi e contemporaneamente a farsi ammirare. Da un lato il Gonfalone della Confraternita della SS. Trinità, unica opera mobile di Raffaello rimasta in Umbria e considerata uno dei suoi primi dipinti, dall’altro il Martirio di San Sebastiano, di Luca Signorelli, uno degli artisti più studiati dal pittore urbinate negli anni della sua giovinezza, e recentemente sottoposta a restauro. D’ora in poi i due dipinti condivideranno la stessa sala della Pinacoteca comunale di Città di Castello dove è stata inaugurata, sabato 30 ottobre, la mostra ‘Raffaello giovane a Città di Castello e il suo sguardo’, in scena fino al 9 gennaio 2022.

Questi due dipinti sono legati, idealmente, dallo sguardo di Raffaello che li aveva congiunti insieme in un medesimo disegno, ora all’Ashmolean Museum di Oxford e qui riprodotto, in cui il pittore studia la posa del Dio Creatore della Creazione di Eva del Gonfalone e copia il balestriere del Martirio, visto di spalle.


Promossa da Comitato regionale umbro per le celebrazioni raffaellesche, Comune di Città di Castello e Regione Umbria, e inserita nel calendario delle manifestazioni approvate dal Comitato nazionale per le celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio, presieduto dal prof. Antonio Paolucci dal 2018 al 2021 e dalla prof.ssa Michela di Macco dal 2021, la mostra è a cura di Marica Mercalli, già Soprintendente dell’Umbria e ora direttore generale per la sicurezza del Patrimonio culturale del Ministero della cultura, e Laura Teza, professoressa associata di Storia dell’Arte moderna dell’Università degli studi di Perugia.


Le sale ospitano, inoltre, per la prima volta insieme, i frammenti del primo dipinto tifernate di Raffaello, la grande tavola de ‘L’Incoronazione di san Nicola da Tolentino’ eseguita per la Chiesa di Sant’Agostino. Danneggiata in seguito al terremoto del 1789, l’opera è appunto conservata in stato frammentario a Napoli (Museo Nazionale di Capodimonte), Brescia (Pinacoteca Tosio Martinengo) e Parigi (Musée du Louvre). Dopo ‘l’incontro impossibile’ tra Raffaello e Signorelli, ecco quindi che la mostra realizza un nuovo incontro, rendendo possibile il ritorno a Città di Castello di tre frammenti, l’Eterno e la Vergine, custoditi a Capodimonte, e la testa di Angelo, custodita a Brescia. Oltre all’esposizione dei tre frammenti, vi è anche una ricostruzione virtuale della pala che ne ripropone la fisionomia complessiva e che entrerà a far parte in maniera definitiva del percorso di visita permanente della Pinacoteca.
Se il cuore della mostra è il Gonfalone, che per l’occasione è stato sottoposto ad uno straordinario restauro di reintegrazione estetica direttamente sorvegliato dall’Istituto Centrale per il Restauro (ICR) di Roma, grande fascino esercita la sezione della mostra dedicata alle numerose copie derivate dallo Sposalizio della Vergine, che documenta l’eco che questo dipinto produsse in città e nell’ambito regionale in genere. L’opera fu commissionata a Raffaello da Filippo Albizzini per l’altare di famiglia nella chiesa di San Francesco a Città di Castello e nella mostra sarà presente l’unico disegno preparatorio finora noto (Oxford, Ashmolean Museum), con uno studio, sia sul fronte che sul retro, delle teste di fanciulle presenti nel corteo dello Sposalizio e intorno a cui faranno corona tre copie antiche dello Sposalizio della Vergine e alcune incisioni tratte dal dipinto, che segna una svolta nella carriera di Raffaello ed è infatti considerato un paradigma dello stile classico del Rinascimento (attualmente conservato nella Pinacoteca di Brera).
Infine, una collaborazione d’eccezione: il maestro Stefano Lazzari, della Bottega Artigiana Tifernate, renderà omaggio allo Sposalizio della Vergine attraverso la realizzazione di una copia che prenderà forma di giorno in giorno, sotto gli occhi dei visitatori dell’esposizione, per poi essere definitivamente consegnata alla cittadinanza e conservata all’interno della Pinacoteca comunale di Città di Castello, a mostra conclusa.


“La mostra di Raffaello è un evento di grande prestigio per la nostra Regione – ha dichiarato Michele Fioroni, assessore allo Sviluppo economico della Regione Umbria –, che assume così un ruolo da protagonista nel Cinquecentenario del pittore. Non molti sanno che proprio a Città di Castello, il Principe delle arti dipinse alcune delle sue opere più celebri, come lo Sposalizio della Vergine e la Crocifissione Gavari, divenendo effettivamente il Raffaello che tutti conoscono, uno dei pittori più completi e amati del Rinascimento. Una celebrazione della bellezza, che ci ricorda quanto la nostra Regione possa essere un luogo d’ispirazione, dove il talento può sbocciare e dove i giovani devono trovare le opportunità per spiccare il volo. Lo sguardo di Raffaello, un momento per riprendere dal passato l’ispirazione per il futuro”.


“Non poteva esserci per questa amministrazione comunale un inizio di mandato amministrativo migliore dell’inaugurazione di questa mostra – ha affermato il sindaco di Città di Castello, Luca Secondi –. Un evento espositivo a lungo rinviato a causa dell’emergenza pandemica che finalmente vede la luce e dona speranza per il futuro della valorizzazione dell’offerta culturale cittadina. Il Comune di Città di Castello ha fin da subito creduto in questo progetto, finanziando il restauro dei frammenti della Pala Baronci, conservati a Capodimonte, e sostenendo l’importante intervento sul Gonfalone della Santissima Trinità, unica opera mobile del Maestro rimasta in Umbria e vanto della Pinacoteca cittadina. Anche se gran parte delle opere realizzate dall’artista per la città hanno lasciato il territorio tifernate, l’eco della presenza di Raffaello a Città di Castello ha attraversato i secoli. Con la persuasione che anche la città abbia lasciato il suo segno nella formazione dell’artista urbinate ci auguriamo che la mostra rappresenti per tutti un’opportunità formativa di grande interesse e rilievo, un modo speciale e ottimistico di guardare al futuro della nostra città che trova in Raffaello una sua profonda cifra identitaria”.


“L’ICR – ha spiegato Alessandra Marino, direttrice dell’Istituto centrale per il restauro – in collaborazione con il Comune di Città di Castello e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, ha sovrinteso al nuovo intervento di restauro dello Stendardo. Le due tele di cui è composto, originariamente erano costituite da due facce incollate, staccate nel 1628. L’opera presentava grossi problemi conservativi e l’ICR era intervenuto svariate volte, negli anni 1952, 1983 e 2003.

Nel gennaio 2020, in un importante convegno a Bologna, si è ragionato sulla possibilità di rivisitare criticamente quelli che erano stati gli interventi precedenti. In particolare, si è deciso di rimettere mano al restauro per ridurre il disturbo delle lacune presenti, con estremo rigore e attenzione, perché non si può inventare ciò che non c’è. L’ICR ha messo a disposizione delle simulazioni digitali che ci hanno aiutato per capire fino a che punto potersi spingere. Ora è terminata una prima fase, relativa alle decisioni e operazioni su lacune reintegrabili, si auspica di poter proseguire sulle lacune non reintegrabili. L’idea è quella di cercare di abbassare il tono di disturbo laddove si vede la tela in quanto non si può intervenite con restauro pittorico”.


“L’emergenza sanitaria – ha raccontato il professor Arnold Nesselrath, membro del Comitato nazionale per le celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio – ha reso difficile l’organizzazione di questa mostra perciò siamo contentissimi di averla realizzata e di trovarci qui oggi per celebrare i 500 anni della morte di Raffaello proprio nel luogo in cui ha esordito come artista, subentrando a Luca Signorelli”.


“L’esposizione – hanno aggiunto Teza e Mercalli – ha portato interventi di riqualificazione della Pinacoteca comunale, grazie a un contributo della Regione Umbria, attraverso la realizzazione di un percorso espositivo dedicato al giovane urbinate e alla sua attività in città, installazioni e dispositivi che rimarranno in permanenza alla Pinacoteca, una nuova illuminazione e lo spostamento dell’ingresso da via della Cannoniera al lato dello splendido giardino rinascimentale. Un risultato concreto, dunque, per la collettività”.

Apertura al pubblico contingentata e su prenotazione
Info: 075.8554202 – cultura@ilpoliedro.org – www.cittadicastelloturismo.it
Domenica 31 Ottobre e Lunedi 1 Novembre orario di apertura standard


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Citerna: Cittadinanza onoraria al Milite Ignoto. Paladino: “Importante ricordare il sacrificio di coloro che hanno reso la nostra Patria libera e unita”

In occasione della ricorrenza del centenario della traslazione del Soldato sconosciuto all’altare della Patria (4 novembre 1921), il Consiglio Comunale di Citerna nella seduta di venerdì 29 ottobre ha deciso all’unanimità il conferimento della cittadinanza onoraria al Milite Ignoto

“È stata commuovente la discussione in consiglio comunale – ha riferito il sindaco Enea Paladino –  dove tutte le forze politiche del nostro Comune si sono ritrovate concordi nel conferire la massima onorificenza a questo ragazzo di cui nessuno conosce l’identità, sappiamo solamente che ha combattuto per l’Italia nella I Guerra Mondiale e che da cento anni rappresenta il sacrificio delle centinaia di giovani soldati che hanno donato la vita per la libertà e l’unità della nostra Patria. Durante il dibattito sono stati ricordati il momento della scelta della salma del soldato non più riconoscibile ad opera di Maria Bergamas e il viaggio funebre in treno accompagnato da due ali di folla in una sorta di sacro rito laico che unì tutta la nazione. Tenere vivo il ricordo del Milite Ignoto è stato doveroso per ricordare alle future generazioni il sacrificio di chi ci ha permesso di vivere in una nazione libera e unita. Da primo cittadino sono orgoglioso che la massima assise citernese abbia conferito questa cittadinanza onoraria, ad uno per tutti”.

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Città di Castello: Prevenzione delle truffe, partecipato incontro tra Carabinieri e cittadini

I Carabinieri della Stazione di Città di Castello nell’ambito di un più vasto progetto del Comando Provinciale di Perugia, stanno effettuando degli incontri informativi per la prevenzione ed il contrasto delle truffe in danno di persone appartenenti alla fascia di quelle più anziane.

Nei giorni scorsi, con la collaborazione della Parrocchia del centro storico di Città di Castello “Santi Florido e Amanzio”, i Carabinieri hanno informato le numerose persone presenti sui rischi delle sempre più ricorrenti truffe che vengono perpetrate soprattutto ai danni di persone anziane.

Sono stati forniti suggerimenti e consigli utili per evitare di diventare facili vittime di persone senza scrupoli, stimolando ad implementare la collaborazione dei cittadini con i Carabinieri così da aumentare la sicurezza “in casa e fuori casa” adottando alcune semplici accortezze.

I cittadini hanno accolto con entusiasmo questa iniziativa interagendo fattivamente con il comandante della Stazione al quale sono state rivolte numerose domande e chiesti consigli per tutelare al meglio la sicurezza personale e quella dei propri beni.

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Città di Castello: ritardi nella spedizione degli avvisi relativi al pagamento della Tassa Rifiuti, interrogazione di Lignani, Rossi e Leveque

“Premesso che non sono pervenute ancora nelle case dei tifernati gli avvisi relativi al pagamento della Tassa Rifiuti e che lo scorso 30 giugno il Consiglio comunale ha approvato il Piano Economico e i parametri determinati per il 2021 relativi a detta Tassa unitamente al Regolamento modificato inerente la TARI, serve ricordare che il Regolamento prevede espressamente la possibilità di suddivisione in tre rate dell’importo destinato ad ogni singola utenza, la tempistica è invece determinata annualmente da apposita Delibera di Giunta comunale. Essendo ormai la fine di ottobre è di fatto impossibile la suddivisione in tre rate entro il 2021 a cadenza mensile. Gli impegni presi in sede di dibattito del 30 giugno prevedevano una prima scadenza entro il mese di settembre. Pertanto interroghiamo il Sindaco di Città di Castello sulle motivazioni che hanno determinato il ritardo nella spedizione degli avvisi”

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Sansepolcro: Il Milite Ignoto spiegato agli studenti. Il sindaco Innocenti ha fatto pervenire un video e un pieghevole alle scuole

SANSEPOLCRO – Un video edito dall’Istituto Luce e un pieghevole informativo. E’ quanto il sindaco Innocenti ha fatto pervenire alle scuole del territorio di Sansepolcro in vista del 4 novembre, anniversario della fine della Prima Guerra Mondiale, quando si celebrerà il centenario della traslazíone della Salma del Milite lgnoto da Aquileía all’Altare della Patria a Roma.

“Il treno che trasportava la salma del Soldato sconosciuto transitò fra il 3l ottobre ed il I novembre l92l anche nella Provincia di Arezzo, dove una grande partecipazione popolare rese omaggio in riverente silenzio lungo le massicciate della ferrovia: madri, padri, spose, figli, vedevano in quel soldato il loro caro, che non aveva fatto ritorno alla propria casa ed era stato sepolto in cimiteri di guena lontani o disperso. Questo fu uno dei momenti spiritualmente più alti e partecipati della storia del nostro paese” ha scritto il sindaco nella lettera di accompagnamento alle scuole, invitando così insegnanti e dirigenti scolastici a far conoscere alle giovani generazioni la storia e il simbolo del soldato sconosciuto.

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Inaugurata questa mattina la Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco di Città di Castello: eccellenze in mostra nel centro storico tifernate da oggi a Lunedi 1 Novembre

Tartufo “acchiappaturisti”, volano della ripresa economica e della promozione del territorio. “Il tartufo in Umbria rappresenta una delle eccellenze che sviluppano una catena del valore in termini di produzione, gestione del territorio, tutela della biodiversità. Motivo per cui la Regione Umbria investe nella tartuficoltura credendo nel suo potenziale per il rilancio delle aree. A breve uscirà, infatti, un bando per una ricaduta di risorse significative nel settore che consentano interventi volti a favorire la concentrazione dell’offerta, l’incremento delle attività di produzione, la trasformazione, la valorizzazione e la commercializzazione.

Le iniziative della Regione Umbria intendono perseguire la realizzazione di un importante progetto di filiera atto a rafforzare il ruolo e le opportunità economiche della nostra regione con riferimento a questa straordinaria eccellenza”, è quanto dichiarato dall’assessore alle politiche agricole e agroalimentari ed alla tutela e valorizzazione ambientale dell’Umbria, Roberto Morroni, questa mattina in piazza Matteotti subito dopo il taglio del nastro della 41esima edizione della Mostra Mercato Nazionale del Tartufo bianco di Citta’ di Castello alla presenza del sindaco, Luca Secondi, del Presidente dell’Associazione Mostra del tartufo, Mauro Severini, del presidente del Gal, Mirko Ceci, del Presidente dell’associazione nazionale Città del Tartufo, Michele Boscagli, di sindaci altotiberini, rappresentanti istituzionali, autorità civili e militari. Prima del consueto itinerario fra gli stand della mostra nel salotto buono della città si è svolta una toccante cerimonia di consegna di una targa ricordo alla famiglia di Giovannino “Jimmy” Cecchini (alla moglie Daniela e ai figli Andrea e Silvia) storico tartufaio ed imprenditore di successo scomparso poco tempo fa.

“Nel ricordo di Giovannino “Jimmy” Cecchini pioniere appassionato della promozione, valorizzazione del territorio e delle tradizioni attraverso il tartufo e le eccellenze agro-alimentari. Con gratitudine e affetto”, questa la motivazione impressa nella targa con i loghi dei comuni di Citta’ di Castello, Pietralunga e dell’Associazione Mostra del Tartufo. A margine della inaugurazione si è svolta una manifestazione di un gruppo di tartufai che hanno chiesto l’attenzione delle istituzioni pubbliche per il valore della ricerca del tartufo e delle problematiche connesse. Il sindaco Luca Secondi, l’assessore regionale, Roberto Morroni, il presidente della Mostra, Mauro Severini ed alcuni rappresentanti istituzionali li hanno incontrati in piazza Matteotti ed ascoltato le loro richieste. Fino a lunedi 1 novembre il centro storico si trasforma in una vera e propria vetrina delle eccellenze agro-alimentari, con il tartufo bianco, la prelibata e profumata trifola in bella mostra a portata dei palati più esigenti e buongustai pronti a gustare i piatti della cucina umbra preparati dai ristoranti della città.

Una tre giorni diventata tappa fissa per gli appassionati di prelibatezze, buongustai e soprattutto del tartufo bianco dell’Alto Tevere, re incontrastato della tavola. La Mostra fin dal suo esordio, è stata un motore fondamentale di promozione non solo per il tartufo bianco, ma per tutto il territorio. Questa nuova edizione, ha sì il profumo inconfondibile del tartufo, ma anche della ripartenza con un’attenzione particolare alla territorialità e alla tipicità del patrimonio agro-alimentare. L’evento promosso dal comune di Città di Castello, dall’associazione Mostra del Tartufo, dall’associazione Tartufai, insieme alla Regione dell’Umbria e agli enti pubblici locali, tra cui il GAL con il progetto “DeGustibus”, sarà un’occasione da non perdere. Una vetrina d’eccezione per celebrare tutte le tipologie del tartufo, perché in questa zona, per via del microclima, ogni tartufo ha la sua stagione, con un’attenzione in particolare alla “trifola” dell’Alto Tevere umbro, (“Tuber magnatum pico”, prelibato tartufo bianco) che matura proprio in autunno. “Le quattro stagioni del tartufo” non a caso è lo slogan, scelto già da alcune edizioni, per distinguere la specifica territorialità e, l’esercito di cavatori, circa un tifernate ogni venti, fanno di Città di Castello la “capitale del tartufo” e, soprattutto nella stagione culmine di questa produzione, una fabbrica vera e propria di tutte le pesature e per tutte le tasche.

Il prezzo del tartufo bianco è aumentato circa del 30% arrivando in media a 300-400 euro all’etto come hanno sottolineato associazioni di categoria del mondo agricolo qualche giorno fa. Si tratta di valori sui massimi toccati negli ultimi anni con i 350 euro nel 2013, i 500 euro nel 2012 e i 450 euro all’etto del 2017 per pezzature medie dai 15 ai 20 grammi. A far alzare le quotazioni è stato il lungo periodo di siccità che ne ha frenato le nascite, ma ora con le possibili precipitazioni in autunno, si potrebbe vedere positivo per le regioni vocate per la raccolta, fra cui l’Umbria. Il Tuber magnatum Pico si sviluppa in terreni che devono restare freschi e umidi sia nelle fasi di germinazione che in quella di maturazione. L’arrivo della pioggia, dunque, fa sperare cercatori e appassionati che affollano mostre e sagre dedicate al tartufo. Città di Castello, capitale della “trifola” è anche capofila del territorio dell’Alta Valle del Tevere, come socio dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo, della proposta di candidatura, presentata dal MiC per l’Italia all’UNESCO, della “Cerca e cavatura del Tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali” affinché il vasto complesso di saperi che consentono ai tartufai di cercare e cavare il prezioso fungo, fosse riconosciuto come patrimonio immateriale dell’umanità, garantendone la salvaguardia e la trasmissione alle giovani generazioni.

“La mostra da sempre ed ora più che mai e’ un evento fondamentale per il tessuto economico-turistico del nostro territorio – ha dichiarato Mauro Severini, in rappresentanza del comitato promotore – con il contributo di tutti siamo riusciti ad allestire una edizione in sicurezza, mantenendo vivo lo spirito della manifestazione che fa parte integrante del nostro tessuto cittadino, della storia, delle tradizioni”. “Il tartufo è una eccellenza che caratterizza da sempre il nostro territorio e da oltre 40 anni grazie alla mostra mercato riesce a promuovere la città e le altre eccellenze culturali, storico-artistico-ambientali. Grazie anche al tartufo ed al suo richiamo irresistibile, i ristoranti e le strutture ricettive sono tornati ad essere al centro dell’attenzione e gradimento di turisti e visitatori come nei migliori momenti del passato: segnali che fanno ben sperare per il futuro”, ha precisato il sindaco di Citta’ di Castello, Luca Secondi che ha ringraziato tutti gli enti, l’associazione mostra del tartufo, la regione umbria, il Gal e i comuni altotiberini per la fattiva collaborazione e sinergia. Durante la tre giorni della mostra nelle piazze del centro storico si svolgeranno mercati, saloni, degustazioni, laboratori del gusto, cooking show. Non mancheranno eventi, quali degustazioni gratuite, a base di piatti tradizionali con ricette impreziosite dal pregiato tartufo che sono organizzate tramite il progetto DeGustibus, finanziato dal GAL Alta Umbria con Il comune di Città di Castello come capofila.

I cooking show vivacizzeranno la mostra e permetteranno ai visitatori di fare delle vere esperienze sulla conoscenza dei sapori e del gusto dei prodotti agroalimentari di eccellenza del territorio. Tartufo, prodotti enogastronomici locali e cooking show quindi nel centro storico di Citta di Castello, all’interno del Mercato sapore di tartufo allestito come ogni anno in Piazza Matteotti dove saranno presenti come nelle passate edizioni, Giuliano Tartufi, Penna Tartufi, Il Tartufaro, Mirko Tartufi, Tartufi Martinelli e Jimmy Tartufi che proporranno il meglio del tartufo locale e dei prodotti a base di tartufi. Il Mercato dei Sapori d’Italia in piazza Gabriotti ospiterà invece produttori di eccellenze provenienti da tutto lo stivale, mentre il Loggiato Gildoni accoglierà’ le eccellenze locali nel Mercato delle eccellenze a #KilometroZero con i Presidi, i produttori locali. Saranno programmati molti eventi collaterali grazie alla collaborazioni con i partner della Mostra tra cui i presidi, L’Istituto di Istruzione Superiore “Patrizi – Baldelli – Cavallotti” e la stessa Associazione Nazionale Città del Tartufo, i canali dove trovare tutte le informazioni: https://www.cittadicastelloturismo.it/il-tartufo-bianco/

  • https://degustibus.cittadicastelloturismo.it
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Città di Castello: nel week end la 41esima Mostra Nazionale del Tartufo Bianco

Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco di Città di Castello eccellenze in mostra nel centro storico tifernate – Inaugurazione, sabato 30 ottobre alle ore 10 alla presenza dell’assessore alle politiche agricole e agroalimentari ed alla tutela e valorizzazione ambientale dell’Umbria, Roberto Morroni, del sindaco Luca Secondi e del Presidente dell’Associazione Mostra del tartufo, Mauro Severini.

Weekend di Ognissanti all’insegna del tartufo bianco e delle eccellenze agro-alimentari. Dopo lo stop dell’edizione 2020 dovuta all’emergenza sanitaria, torna da sabato 30 ottobre a lunedi 1 novembre a Città di Castello la 41esima edizione della Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco: una tre giorni diventata tappa fissa per gli appassionati di prelibatezze, buongustai e soprattutto del tartufo bianco dell’Alto Tevere, re incontrastato della tavola. La Mostra fin dal suo esordio, è stata un motore fondamentale di promozione non solo per il tartufo bianco, ma per tutto il territorio. Questa nuova edizione, ha sì il profumo inconfondibile del tartufo, ma anche della ripartenza con un’attenzione particolare alla territorialità e alla tipicità del patrimonio agro-alimentare. L’evento promosso dal comune di Città di Castello, dall’associazione Mostra del Tartufo, dall’associazione Tartufai, insieme alla Regione dell’Umbria e agli enti pubblici locali, tra cui il GAL con il progetto “DeGustibus”, sarà un’occasione da non perdere. Una vetrina d’eccezione per celebrare tutte le tipologie del tartufo, perché in questa zona, per via del microclima, ogni tartufo ha la sua stagione, con un’attenzione in particolare alla “trifola” dell’Alto Tevere umbro, (“Tuber magnatum pico”, prelibato tartufo bianco) che matura proprio in autunno.

“Le quattro stagioni del tartufo” non a caso è lo slogan, scelto già da alcune edizioni, per distinguere la specifica territorialità e, l’esercito di cavatori, circa un tifernate ogni venti, fanno di Città di Castello la “capitale del tartufo” e, soprattutto nella stagione culmine di questa produzione, una fabbrica vera e propria di tutte le pesature e per tutte le tasche. Il prezzo del tartufo bianco è aumentato circa del 30% arrivando in media a 300-400 euro all’etto come hanno sottolineato associazioni di categoria del mondo agricolo qualche giorno fa. Si tratta di valori sui massimi toccati negli ultimi anni con i 350 euro nel 2013, i 500 euro nel 2012 e i 450 euro all’etto del 2017 per pezzature medie dai 15 ai 20 grammi. A far alzare le quotazioni è stato il lungo periodo di siccità che ne ha frenato le nascite, ma ora con le possibili precipitazioni in autunno, si potrebbe vedere positivo per le regioni vocate per la raccolta, fra cui l’Umbria. Il Tuber magnatum Pico si sviluppa in terreni che devono restare freschi e umidi sia nelle fasi di germinazione che in quella di maturazione.

L’arrivo della pioggia, dunque, fa sperare cercatori e appassionati che affollano mostre e sagre dedicate al tartufo. Città di Castello, capitale della “trifola” è anche capofila del territorio dell’Alta Valle del Tevere, come socio dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo, della proposta di candidatura, presentata dal MiC per l’Italia all’UNESCO, della “Cerca e cavatura del Tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali” affinché il vasto complesso di saperi che consentono ai tartufai di cercare e cavare il prezioso fungo, fosse riconosciuto come patrimonio immateriale dell’umanità, garantendone la salvaguardia e la trasmissione alle giovani generazioni. “La mostra da sempre ed ora più che mai e’ un evento fondamentale per il tessuto economico-turistico del nostro territorio – ha dichiarato Mauro Severini, in rappresentanza del comitato promotore nel corso della conferenza stampa di presentazione – purtroppo abbiamo dovuto annullare l’edizione 2020 a causa della pandemia e quest’anno, grazie all’arrivo dei vaccini, con il contributo di tutti siamo riusciti ad allestire una edizione in sicurezza, mantenendo vivo lo spirito della manifestazione che fa parte integrante del nostro tessuto cittadino, della storia, delle tradizioni”. “Il tartufo è una eccellenza che caratterizza da sempre il nostro territorio e da oltre 40 anni grazie alla mostra mercato riesce a promuovere la città e le altre eccellenze culturali, storico-artistico-ambientali. Grazie anche al tartufo ed al suo richiamo irresistibile, i ristoranti e le strutture ricettive sono tornati ad essere al centro dell’attenzione e gradimento di turisti e visitatori come nei migliori momenti del passato: segnali che fanno ben sperare per il futuro”, ha precisato il sindaco di Citta’ di Castello, Luca Secondi che ha ringraziato tutti gli enti, l’associazione mostra del tartufo, la regione umbria, il Gal e i comuni altotiberini per la fattiva collaborazione e sinergia.

“Un grazie particolare ai tartufai e ai loro splendidi cani, campioni del fiuto veri e propri protagonisti della nascita e del successo della manifestazione nel corso degli ultimi decenni”, ha concluso il sindaco Luca Secondi, affiancato dal sindaco di Pietralunga, Mirko Ceci, del direttore del Gal Alta Umbria, Matteo Montanari e del dirigente scolastico dell’International Campus Patrizi Baldelli Cavallotti, Marta Boriosi. Durante la tre giorni della mostra nelle piazze del centro storico si svolgeranno mercati, saloni, degustazioni, laboratori del gusto, cooking show. Non mancheranno eventi, quali degustazioni gratuite, a base di piatti tradizionali con ricette impreziosite dal pregiato tartufo che sono organizzate tramite il progetto DeGustibus, finanziato dal GAL Alta Umbria con Il comune di Città di Castello come capofila. I cooking show vivacizzeranno la mostra e permetteranno ai visitatori di fare delle vere esperienze sulla conoscenza dei sapori e del gusto dei prodotti agroalimentari di eccellenza del territorio. Tartufo, prodotti enogastronomici locali e cooking show quindi nel centro storico di Citta di Castello, all’interno del Mercato sapore di tartufo allestito come ogni anno in Piazza Matteotti dove saranno presenti come nelle passate edizioni, Giuliano Tartufi, Penna Tartufi, Il Tartufaro, Mirko Tartufi, Tartufi Martinelli e Jimmy Tartufi che proporranno il meglio del tartufo locale e dei prodotti a base di tartufi. Il Mercato dei Sapori d’Italia in piazza Gabriotti ospiterà invece produttori di eccellenze provenienti da tutto lo stivale, mentre il Loggiato Gildoni accoglierà’ le eccellenze locali nel Mercato delle eccellenze a #KilometroZero con i Presidi, i produttori locali. Saranno programmati molti eventi collaterali grazie alla collaborazioni con i partner della Mostra tra cui i presidi, L’Istituto di Istruzione Superiore “Patrizi – Baldelli – Cavallotti” e la stessa Associazione Nazionale Città del Tartufo, i canali dove trovare tutte le informazioni: https://www.cittadicastelloturismo.it/il-tartufo-bianco/

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Città di Castello: L’International Campus Patrizi Baldelli Cavallotti protagonista della 41esima edizione della Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco

Da sabato 30 ottobre a lunedì 1 novembre, in occasione della 41esima edizione della Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco di Città di Castello, anche l’International Campus Patrizi Baldelli Cavallotti sarà ancora presente all’evento con tavoli espositivi rappresentativi sia della scuola Agraria che dell’Istituto Alberghiero con i suoi tre indirizzi di enogastronomia, sala e accoglienza turistica. Una vetrina importante per la storica scuola tifernate che da sempre attesta l’appartenenza al territorio e la stretta collaborazione con le iniziative dell’Amministrazione Comunale. Un’occasione preziosa anche per tutti gli studenti e i loro docenti che, in questa tre giorni di mostra delle eccellenze della scuola e di degustazioni, potranno ancora una volta mettersi al servizio della città con competenza e professionalità.

Si parte sabato 30 ottobre alle ore 18.00 con “ 50 sfumature di rosso”, percorso sensoriale sul peperoncino a cura degli studenti dell’Indirizzo Agrario, presenti sotto il loggiato Gildoni sia con uno stand della Bottega del Patrizi per la vendita dei prodotti biologici dell’azienda agraria della scuola, sia con uno stand dove i ragazzi presenteranno le varietà di peperoncino prodotte tra colori e sapori. Domenica 31 ottobre invece appuntamento tradizionale con lo show Cooking dell’Istituto Alberghiero in due battute, alle 15.00 e alle 17.00, con allestimento nello Stand Progetto de Gustibus; su prenotazione, sarà possibile partecipare alla presentazione e degustazione di due piatti rigorosamente al tartufo ( “ carbonara destrutturata e tartufo” e “ guancia brasata su crema di ceci e patate di Pietralunga al tartufo”), cui saranno abbinati due cocktail ( Beer Spritz e Conte Ugo) serviti dai nostri studenti di sala per allietare i palati e valorizzare i prodotti del territorio. Per prenotarsi sarà sufficiente cliccare sul QR code che troverete nei volantini allegati o a margine di questa nota; link ed informazioni anche sul sito istituzionale della scuola www.iiscittadicastello.edu.it o all’indirizzo dedicato infoeventotartufo@iiscittadicastello.net

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