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Solidarietà in tempi di covid 19: donazione del Kiwanis Città di Castello all’ospedale tifernate

Solidarietà senza sosta nei confronti degli operatori e sanitari dell’ospedale di Città di Castello. “Ancora una volta l associazione Kiwanis ci ha dimostrato una sensibilità che da sempre la contraddistingue donandoci le preziose tute che ci permettono di assistere in sicurezza i nostri pazienti
Grazie grazie ancora da tutto il pronto soccorso di città di castello”, così gli operatori del Pronto Soccorso al momento di ricevere la preziosa ed utile donazione da parte del service Tifernate presieduto da Paola Dini. Un’altra significativa occasione di dimostrazione di affetto e concreta vicinanza a tutti i sanitari e addetti dell’ospedale tifernate da oltre un anno in prima linea a combattere la battaglia contro la pandemia con straordinaria professionalità, coraggio e abnegazione.

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Sansepolcro: Paola Vannini “la mia esperienza amministrativa si chiude al termine di questa consiliatura, troppe le critiche in questi 5 anni, probabile servano politici esperti in determinati ruoli”

https://www.facebook.com/primo.notizie/videos/924093578127411

Puntata di In Primo Piano dedicata alle politiche sociali e sanitarie, tra Umbria e Toscana in tempo di covid, ospiti del programma condotto da Michele Tanzi, che andrà in onda domani dalle ore 21 su Retesole (Ch 13), gli assessori al sociale del comune di Città di Castello e Sansepolcro, Luciana Bassini e Paola Vannini. Questa la dichiarazione del vice sindaco di Sansepolcro, in tema di prossime elezioni amministrative, rilasciata nel corso del programma. “Chiuderò la mia esperienza amministrativa al termine di questi 5 anni, ho dato tutto quello che potevo dare, a volte sbagliando, ma sono serena per quanto fatto, soprattutto nell’ultimo anno. Abbiamo affrontato la pandemia al massimo delle nostre possibilità, ho sentito critiche e letto di tutto, ed è anche per questo motivo che lascio il mio posto ad altri. Forse in determinati ruoli servono politici, persone capaci ed in grado di andare oltre alle critiche, a volte anche strumentali detto questo, è stata un esperienza importante, che ricorderò per molto tempo”

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Covid-19 a Città di Castello: Bacchetta: “ieri dieci nuovi positivi e cinque guariti, ma anche il decesso di una signora di 94 anni”. Con i sindaci di Citerna e San Giustino ci siamo attivati per chiedere l’apertura del secondo punto per i vaccini nella zona nord”


“Ieri abbiamo avuto numeri più contenuti, perché i nuovi positivi sono stati nove e i guariti cinque”. E’ quanto ha comunicato il sindaco Luciano Bacchetta nell’aggiornamento della situazione dell’emergenza da Covid-19, dovendo però aggiungere che “c’è stata un’altra persona deceduta, una signora di 94 anni, alla cui famiglia porgiamo le più sentite condoglianze, condividendo il grande dolore di perdere un congiunto”. “Il numero dei nuovi positivi continua a essere alto, come quello del resto della regione, per cui ribadiamo la necessità di accelerare la vaccinazione, che è assolutamente decisiva per risolvere l’emergenza sanitaria in atto”, ha sostenuto il primo cittadino. “Occorre che ci sia una maggiore disponibilità di vaccini, perché, se continuano a essere somministrati con la lentezza abbastanza preoccupante di questa fase, i nostri sforzi divengono inutili”, ha ammonito Bacchetta, nel dare conto del fatto che “l’amministrazione comunale è al lavoro per l’apertura di un secondo punto per la vaccinazione nella zona nord, che comprenda il territorio urbano della città e i comuni di Citerna e San Giustino, con i cui sindaci ci siamo attivati in maniera molto stringente presso l’Usl Umbria 1 e la Regione per fare in modo che l’attivazione di questo servizio possa avvenire quanto prima”. Nel riferire delle telefonate di cittadini ultraottantenni che chiedono di sapere quando potranno essere vaccinati, il sindaco ha rimarcato la forte attesa della popolazione tifernate per questa opportunità. “Da parte nostra non possiamo che rinnovare l’invito affinché le istituzioni preposte ci dotino prima possibile dei vaccini, non avendo alcuna autonomia decisionale in questo ambito, dato che la politica sanitaria non è di competenza delle amministrazioni comunali”, ha chiarito Bacchetta. Il sindaco ha, quindi, confermato che all’Asp Muzi Betti sia ormai decisamente sotto controllo il focolaio da Covid-19 scoppiato tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021. “Oggi non ci sono più particolari criticità, sono solo quattro gli ospiti positivi”, ha sottolineato Bacchetta, nel dare atto “al consiglio di amministrazione e agli operatori sanitari della residenza per anziani di aver saputo reagire in maniera piuttosto efficace e celere a un’emergenza particolarmente dolorosa per tutti, verificatasi dopo che per circa dieci mesi la struttura era riuscita sfuggire alla pandemia”. “Ora quello che dovremo fare per la Muzi Betti è di chiedere alla Regione l’aumento delle rette, ma non a carico dei familiari degli ospiti, perché è l’intervento necessario e opportuno per garantire la sopravvivenza e la continuità delle case di riposo in Umbria”, ha puntualizzato il sindaco, evidenziando come “l’istanza in questo senso partita dalla Muzi Betti sia stata raccolta anche da tutte le altre strutture similari a livello provinciale e regionale”. “Nel frattempo – ha affermato Bacchetta – noi abbiamo l’intenzione di proporre all’Usl Umbria 1 di utilizzare parte delle risorse del lascito Mariani per sostenere la Muzi Betti, come è giusto doveroso in questa fase particolarmente complessa

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Coronavirus Umbria: al via la prenotazione per il vaccino anti covid-19 per il personale della scuola, delle forze dell’ordine e per gli ultraottantenni

Saranno aperte a partire dalle 8,30 di domani 24 febbraio, le prenotazioni in Umbria per il personale docente e non docente della scuola e dell’università, a cui perverrà una mail con le istruzioni necessarie. La loro vaccinazione, con vaccino Astrazeneca, riservato ai soggetti di età compresa tra i 18 e i 65 anni senza patologie, inizierà sabato 27 febbraio e proseguirà per tutto il mese di marzo.
Mentre tutti i cittadini, nati da febbraio a dicembre 1941, nel 1939 e negli anni precedenti potranno prenotare la vaccinazione a partire da giovedì 25 febbraio alle ore 8.30. La loro vaccinazione, con vaccino Pfizer, inizierà lunedì 1 marzo e proseguirà nei mesi di aprile e maggio.
Per tutti i soggetti sopraelencati le modalità di prenotazione sono le stesse già comunicate: tramite il Portale https://vaccinocovid.regione.umbria.it/cup/ e presso le farmacie.
Il personale delle Forze dell’Ordine, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza e gli altri corpi, inizieranno la vaccinazione questa settimana e verranno contattati dai rispettivi referenti.
Da lunedì primo marzo inoltre, i medici di medicina generale cominceranno le vaccinazioni a domicilio dei cittadini ultraottantenni impossibilitati a recarsi presso i punti vaccinali. Per questa fascia della popolazione non è necessaria la prenotazione, in quanto coloro che vi rientrano, saranno contattati direttamente dal medico.
I punti vaccinali territoriali sono consultabili sul sito https://emergenzacoronavirus.regione.umbria.it/

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Città di Castello: il teatro comunale degli Illuminati “acceso” ieri sera in segno di speranza nella riapertura dei luoghi della cultura


Sono state luci della speranza quelle accese ieri sera al Teatro comunale degli Illuminati. La speranza del mondo dell’arte e della cultura di riappropriarsi di spazi di espressione chiusi da molto tempo per l’emergenza da Covid-19 e di tornare ad avere spettatori per i quali esibirsi, un lavoro da svolgere, traguardi da raggiungere. “L’adesione del Comune all’appello ‘Facciamo Luce Sul Teatro!’ lanciato dall’Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo (U.N.I.T.A.), che ha recepito la proposta dell’associazione Castello Danza ed è stata possibile grazie alla disponibilità del gestore Sogepu, ha segnato una nuova presa di coscienza, dopo la recente iniziativa ‘Mi manchi come un concerto’ ideata da Edoardo Guarducci di Atmo, della necessità di salvaguardare il patrimonio artistico e culturale che, con i suoi posti di lavoro, con le sue attività, il suo pubblico, è fortemente penalizzato anche a Città di Castello dai divieti imposti dalle misure di contenimento del contagio”, ha ribadito l’assessore alla Cultura Vicenzo Tofanelli.

“Per quanto riguarda il Teatro degli Illuminati siamo pronti a riaprire anche subito – evidenzia l’assessore – grazie agli investimenti per circa 100 mila euro di Sogepu, che hanno completamente riqualificato la struttura, a beneficio del comfort degli spettatori, ma anche della qualità acustica e illuminotecnica”. A dare voce a un appello che rispecchia i destini di tante persone sono stati la presidente dell’associazione Castello Danza, Maria Cristina Goracci, e il presidente dell’associazione culturale Medem, Mauro Silvestrini, che si sono ritrovati davanti alla facciata illuminata del Teatro comunale degli Illuminati, testimoniando con la loro presenza fisica anche la condivisione e la vicinanza dell’assessore Tofanelli, impossibilitato a partecipare per un impegno istituzionale, e dell’Associazione Festival delle Nazioni di Città di Castello, che ha pienamente appoggiato gli obiettivi della mobilitazione nazionale.

“Le luci che abbiamo acceso stasera in questo difficile momento devono spingere a fugare le molte ombre legate al Covid-19, un’emergenza che anche nel nostro territorio ha creato una situazione di grave pregiudizio e incertezza per tutti coloro che operano nell’ambito dello spettacolo dal vivo, dagli artisti alle maestranze, fino alle scuole di danza come le nostre, che hanno nel teatro il loro fulcro espressivo”, ha sottolineato Goracci, facendo proprio l’appello a tornare a parlare di spettacolo dal vivo e a programmare la riapertura in sicurezza dei teatri che l’Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo ha inteso rivolgere al Governo, alle istituzioni e alle comunità locali con l’iniziativa. In segno di condivisione della mobilitazione, Castello Danza ha esposto ai piedi del portone di ingresso del teatro i simboli della professione: un tutù e delle scarpe da punta. “Noi non ci siamo mai fermati, cerchiamo di garantire con passione, ma anche importanti sacrifici economici per tenere aperti i nostri spazi, l’attività in presenza dei nostri giovani che sono impegnati nei concorsi di interesse nazionale, molto limitata e nel pieno rispetto delle normative anti Covid-19 – ha spiegato Goracci – e assicuriamo le videolezioni ai nostri allievi, per non spezzare il legame con la danza che la lontananza dalle nostre scuole mette a repentaglio”. Le ore passate al computer per la didattica a distanza degli istituti di ogni ordine e grado e le difficoltà a danzare, a seguire le lezioni negli spazi domestici, in questi mesi hanno purtroppo allontanato allievi dalla formazione coreutica, creando un danno nel danno ad attività già fortemente penalizzate sotto il profilo economico, con spese comunque da sostenere senza la possibilità di produrre alcun reddito. Le sei scuole di Castello Danza (Academy Ballet, Diamante Danza, Duse Art, Scuola Danza Lama, Studio Danza Giubilei, Zona 10 Danza), che raccolgono circa 700 allievi di Città di Castello e del comprensorio, aspettano un segnale di attenzione dalle istituzioni preposte, che consenta loro di avere un orizzonte e poter ricominciare.

“Abbiamo già in cantiere progetti per la primavera, per l’estate e il prossimo autunno, collaborazioni definite e una programmazione precisa, che hanno bisogno solo del via libera per la ripresa dell’attività nelle nostre scuole, all’interno dei teatri”, afferma la presidente di Castello Danza, nel sottolineare: “progettare in tempi di fermo significa poi produrre in tempi di ripresa e tutte le iniziative che stiamo mettendo in campo sono frutto della volontà di intraprendere un percorso di programmazione, di attuazione delle nostre competenze e delle nostre capacità”. Anche per gli attori di teatro i mesi di emergenza sanitaria sono trascorsi all’insegna dello studio e della progettazione a distanza, in videochiamata, nell’attesa di tornare sul palcoscenico. “E’ triste trovarsi davanti a un teatro chiuso, chiuso da tanto tempo”, ha ammesso Silvestrini, nell’esprimere l’auspicio che “la situazione sanitaria migliori prima possibile e che immediatamente dopo vengano create le condizioni per riaprire i luoghi della cultura”.

“L’uomo non è solo salute fisica, ma anche salute mentale, benessere legato agli stimoli della cultura, che da molto tempo si sta facendo da parte”, ha osservato il presidente dell’associazione Medem, che ha aggiunto: “è ora di pensare di rimettere qualche piede sul palcoscenico, qualche spettatore in platea e tornare a fare un po’ di spettacolo, nel rispetto di tutte le norme di sicurezza: noi siamo pronti”.

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Bilancio preventivo approvato, acceso dibattito in consiglio comunale a Sansepolcro

Approvati in consiglio comunale a Sansepolcro il bilancio preventivo 2021 e il piano triennale delle opere pubbliche, con i voti favorevoli della maggioranza e quelli contrari delle minoranze. La seduta, che si è svolta ieri sera in modalità videoconferenza, ha visto anche l’approvazione delle aliquote IMU, del regolamento per l’applicazione dell’addizionale comunale all’imposta sul reddito delle persone fisiche e del Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari per il triennio 2021/2023.

Sul piano politico si è assistito ad un vivace dibattito tra le parti, con le minoranze che hanno ribadito il loro punto di vista, e cioè “la mancanza di progettualità di ampio respiro in questa legislatura”. “E’ un bilancio fotocopia di quelli precedenti” ha dichiarato la consigliera Andreini (Pd in Comune); “Il bilancio ha ben poco di politico, sembra molto ordinaria amministrazione” ha fatto eco la consigliera Catia Giorni (Movimento 5 Stelle); Tonino Giunti (Forza Italia) ha lamentato la “mancanza di progettualità” mentre Rivi (Lega) ha dichiarato: “Voterò contrario ai documenti di programmazione perchè non hanno portato alla città quello che ci si aspettava”.

Il consiglio ha poi approvato gli ultimi due punti all’ordine del giorno, e cioè il “Piano di lottizzazione residenziale di iniziativa privata relativo all’area di trasformazione TR26 di Pocaia di sotto con contestuale variante semplificata al RU – ADOZIONE ai sensi dell’art. 32 della L.R. 65/2014” e “Adeguamento al decreto del MEF n° 151/2020 degli indirizzi e criteri per la trasformazione in proprietà delle aree concesse in diritto di superficie e la rimozione dei vincoli gravanti sugli immobili costruiti su aree già concesse in diritto di proprietà o in diritto di superficie nelle zone interessate da peep”.

Nel corso della seduta, il presidente del consiglio comunale Lorenzo Moretti ha chiesto di osservare un minuto di silenzio in ricordo delle tre vittime dell’attentato di ieri in Congo. Inoltre ha comunicato che il 12 marzo è in programma la seduta pubblica della Commissione Pari Opportunità, che presenterà il “Bilancio di genere” di questa legislatura.

Per le comunicazioni del sindaco, Cornioli ha informato il consiglio che nel pomeriggio si è riunita l’assemblea Coingas per decidere se costituirsi parte civile nel processo in corso. La decisione è stata rinviata a giovedì prossimo. Quindi il sindaco ha tracciato una panoramica della situazione Covid a Sansepolcro alla luce dell’ordinanza di chiusura delle scuole e dello screening di massa effettuato la scorsa settimana. Dalle opposizioni, pur dando atto al sindaco dell’impegno profuso, sono giunte critiche per lo “scarso coinvolgimento del COC” e per “una comunicazione a tratti allarmistica nei confronti della popolazione”. Le minoranze hanno chiesto di essere maggiormente coinvolte. Il sindaco Cornioli, nel condividere il loro punto di vista, ha ricordato che “a volte manca il tempo per poterlo fare, perchè siamo chiamati a dare risposte o prendere decisioni importanti nel giro di poco”.Durante la seduta si è assistito ad un confronto acceso tra la consigliera Giorni e l’assessore Marzi sul tema del secondo ponte sul Tevere

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Nuova Camera di commercio dell’Umbria: le Consigliere di Parità dell’Umbria “risicata presenza femminile. Solo le quote obbligatorie permettono la rappresentanza delle donne”

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Nuova Camera di commercio dell’Umbria – Le Consigliere di Parità dell’Umbria: “Risicata presenza femminile. Solo le quote obbligatorie permettono la rappresentanza delle donne”
La questione sarà portata all’Assemblea nazionale delle Consigliere di Parità al Ministero del Lavoro
(Cittadino e Provincia) Perugia 23 febbraio ‘21 – Con un comunicato alla stampa le tre consigliere di parità dell’Umbria: per la Regione Umbria Monica Paparelli per la Provincia Perugia Giuliana Astarita e per quella di Terni Maria Teresa Di Lernia, intervengono sulla composizione del nuovo consiglio camerale che riserva una rappresentanza marginale alla presenza femminile.
“Il nuovo consiglio camerale – scrivono le tre consiglie re – insediato il 28 gennaio 2021, vede la presenza di sole 5 donne su 33 membri (15%).
Il consiglio rappresenta il tessuto produttivo in agricoltura, industria, artigianato, commercio, servizi alla persona, servizi alle imprese e cooperazione di questa regione, ragion per cui appare legittimo chiedersi: è così drammatica la situazione delle imprenditrici nella nostra regione?
Sicuramente, dati alla mano, le imprenditrici “pagano un conto salato alla pandemia”: hanno bisogno di maggior supporto economico, sono meno fiduciose degli uomini circa un rapido rientro alla produttività al termine della pandemia e le iscrizioni di nuove aziende guidate da donne in Umbria sono scese di oltre il 30% nell’ultimo anno.
Ma la composizione della nuova Camera di Commercio dell’Umbria ci consegna un’immagine del tessuto imprenditoriale umbro che va oltre la contingenza, in vero datato e immobile, con gli uomini in posizione apicali e le donne ai margini.
Ma vi è di più. All’insediamento del consiglio camerale, il 15 febbraio seguiva l’elezione della giunta camerale che nella sua composizione vede 1 sola donna su 8 membri (12,5%), eletta con un solo voto di preferenza nella categoria obbligatoriamente rappresentata del commercio e in virtù del fatto che la normativa di riferimento (art 3, comma 2, L. n. 580/93 e art 10, comma 6, D.M. n. 156/2011) obbliga alla presenza di entrambi i generi nella giunta.
Un passo indietro per il tessuto imprenditoriale femminile della nostra regione, che paga, in termini di rappresentanza, l’intervenuta unificazione delle camere di commercio provinciali in un unico ente regionale, potendo in precedenza contare sulla presenza di una donna in ciascuna giunta camerale.
Certo è che l’assenza di donne nei posti apicali si riflette inevitabilmente nelle scelte che ogni organo è chiamato a compiere e nella visione politica di sua competenza e, con amarezza, si evidenzia che a nulla valgono gli esempi in cui la presenza di un maggior numero di donne nei posti apicali ha portato a situazioni di sostanziale miglioramento e innovazione.
In mancanza di una visione paritaria dello sviluppo di un paese e della nostra regione, condizione necessaria per una vera ripresa economica, forse sono solo le quote obbligatorie a permettere la rappresentanza delle donne negli organi politici o nei consigli di amministrazione.
Se interventi normativi di quasi dieci anni fa – che hanno imposto percentuali definite di presenza delle donne nelle giunte di comuni e province o nei consigli di amministrazione delle società quotate – hanno assicurato benefici, pur non producendo ancora quel cambiamento culturale necessario, bisognerà agire a livello centrale per estendere tali normative alle società pubbliche e ad enti di secondo livello.
Sarà uno dei temi – concludono le Consigliere – che proporremo con urgenza in sede di Assemblea nazionale delle Consigliere di Parità presso il Ministero del Lavoro, convinte che il nostro paese e la nostra regione non possano permettersi più quei ritardi culturali e quelle rendite di potere che di fatto ostacolano la crescita e la ripresa di tutti”.

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Piano Operativo Comunale: Insieme per Anghiari ” progetto senza ambizioni. Emblema del fallimento di questa amministrazione”

Nel Consiglio Comunale del 20 febbraio 21 è stata messa in votazione l’adozione del nuovo Piano Operativo Comunale di cui all’art. 95 L.R. 65/2014. L’adozione del nuovo strumento di pianificazione territoriale arriva in Consiglio dopo ben due rinvii.

Il punto era infatti già stato inserito all’o.d.g. dei precedenti consigli comunali del 30.12.2020 e del 30.01.2021 dove il nostro Gruppo si era opposto alla messa in votazione di un tema tanto importante quanto poco discusso nelle sporadiche commissioni urbanistiche convocate solo a partire dal mese di dicembre.

Il nostro Gruppo, ottenendo i rinvii che hanno portato al voto all’ultimo Consiglio del 20.02 u.s., ha potuto quanto meno prendere visione in maniera appropriata degli elaborati del nuovo Piano e formulare proposte di modifica. Peraltro, grazie alla nostra richiesta di posticipazione del voto, anche le altre forze politiche, maggioranza in primis, hanno potuto presentare a loro volta proposte e modifiche al P.O. che non avrebbero potuto elaborare con un’adozione frettolosa a fine dicembre.


Quello che è emerso dalle caratteristiche del nuovo Piano Operativo comunale che abbiamo provveduto a contestare, è per noi l’emblema di questa amministrazione: un piano senza ambizioni e senza un’idea di sviluppo del nostro territorio. Un Piano Operativo che sul piano politico si presenta “orfano” di progetti e di strategie. D’altro canto, la mancanza di un assessore all’urbanistica (uno dei tanti che mancano a questa amministrazione) emerge con chiarezza nel momento in cui uno strumento di pianificazione così importante entra in Consiglio senza nemmeno una relazione di presentazione da parte della maggioranza.


Constatiamo una totale mancanza di indirizzi e di contenuti politici in un Piano Operativo che si limita a ridisegnare i margini e ad adeguare le previsioni locali alla Legge Regionale 65/2014. Non c’è nulla, a nostro avviso, che lasci intravedere un ruolo attivo dell’amministrazione comunale nella ridefinizione degli ambiti urbani da riqualificare anche alla luce dei tanti incentivi che potrebbero favorire processi virtuosi di recupero e reinvestimento in tante aree del nostro territorio.


Inoltre, c’è un forte ridimensionamento dell’ambito di tutela del centro storico che il nuovo Piano Operativo riduce in sostanza al nucleo antico del paese.


Infine, non per ultimo, il nostro gruppo non può che stigmatizzare il fatto che i termini per le osservazioni andranno a cadere nel periodo della campagna elettorale; sicuramente un tempismo quantomeno poco opportuno e sconveniente che ben poteva essere evitato se solo quest’amministrazione comunale si fosse adoperata sul tema senza incorrere nei gravi ritardi che si sono invece registrati a fronte di un avvio del procedimento avvenuto nel 2018.

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Città di Castello: aperture e chiusure natalizie dei negozi, la commissione programmazione tornerà a parlare dopo il pronunciamento del TAR

In attesa del pronunciamento del TAR, previsto nella mattina di oggi, martedì 23 febbraio 2021, chiesto dal centro commerciale Il Castello sul regime di aperture e chiusure delle attività commerciali durante il periodo natalizio, la commissione Programmazione del comune tifernate, presieduta da Massimo Minciotti, consigliere PD, si è riunita, ieri lunedì 22 febbraio 2021, per analizzare la materia a partire dai DPCM di novembre e dicembre, che hanno disposto per contrastare l’Emergenza sanitaria una serie di misure restrittive alle attività commerciali.

L’assessore al Turismo e Commercio Riccardo Carletti ha premesso: “Politicamente questa Amministrazione non ha fatto nulla di proprio per incrementare l’efficacia delle misure governative e regionali, abbiamo ricevuto alcune chiamate da alcuni operatori commerciali, abbiamo sollecitato il Comandante per verificare se ci fossero problematiche nell’esecuzione del DPCM in città e successivamente è arrivata la comunicazione per rivederne l’applicazione. Abbiamo inviato una istanza alla Prefettura per avere chiarimenti soprattutto relativi alla zona Nord di Città di Castello. Come amministratori non possiamo né correggere né implementare i DPCM, anche Comuni limitrofi hanno avuto problemi per dare seguito ai decreti, la posizione dell’Amministrazione mi è sembrata molto lineare. Possiamo capire lo stato d’animo dei commercianti che hanno visto il proprio negozio chiuso mentre altri erano aperti ma non potevamo fare altro”.

Il comandante Joselito Orlando ha illustrato i fatti: “Ci siamo trovati a gestire una serie di provvedimenti di natura emergenziale che al di là del periodo iniziale, da novembre del 2020 si sono fatti sempre più stringenti per le attività commerciali. Le difficoltà maggiori sono insorte tra i DPCM di novembre e dicembre. In quello dell’inizio di dicembre il legislatore oltre a mantenere la chiusura delle giornate festive e prefestive ha inteso estendere questa prescrizione anche ad altre strutture assimilabili a centri commerciali o parti commerciali. A questa si è aggiunta una circolare che ha integrato le aggregazioni commerciali. Dal 4 dicembre in poi il Comando ha intensificato i controlli ed ha proceduto a verbalizzazioni anche nell’area del Satellite. Sabato 12 dicembre, su indicazione del sindaco, ho preso contatti con il Prefetto di Perugia per definire la situazione. Il Prefetto, al quale ho rappresentato la situazione con la differenza tra centro commerciale e più esercizi commerciali contigui ma disgiunti, ha detto che a suo avviso la situazione non era equiparabile a centro commerciale o assimilati. Diverso il caso de Il Castello che aveva ingressi e servizi in comune. Il Prefetto mi autorizzò a pubblicare a mia firma una comunicazione con questa interpretazione. Da allora ad oggi la situazione è rimasta tale. E’ prevista nella giornata di domani (oggi, ndr) l’udienza davanti al Tar dell’Umbria per il ricorso presentato dal Centro commerciale Il Castello, secondo il quale anche il Satellite avrebbe dovuto rientrare nelle restrizioni”.

Mirco Pescari, capogruppo del PD, ha ricapitolato la situazione, dicendo: “Il 12 dicembre è la giornata fatidica in cui la Prefettura parla con il sindaco e con il comandante dei Vigili Urbani ma rimette anche un parere al comune di Magione, che non mi sembra coerente con la comunicazione di cui ci ha dato conto il Comandante e sulla base della quale ha emesso la nota. A Magione la Prefettura dice che l’interpretazione del DPCM preclude nelle giornata festive e prefestive la compresenza dentro un’area omogenea con servizi comuni per scongiurare assembramenti dentro i centri commerciali. Al nostro Comune dà un’interpretazione diversa tanto che modifichiamo il nostro atteggiamento e circoscriviamo le restrizioni ai centri commerciali in senso stretto. Ma il 25 dicembre la Prefettura trasmette il parere dato al comune di Magione anche a Regione dell’Umbria e Comune di Città di Castello. Perché non abbiamo ripreso l’interlocuzione visto che dopo ci sono stati i saldi e quindi un periodo strategico per le attività commerciali? Perché il Prefetto interviene su Città di Castello senza alcuna segnalazione? Perché non è stato fatto un quesito scritto? Se fino al 24 dicembre posso capire, perché dopo non abbiamo riapprofondito almeno le procedure? Queste misure hanno coperto Natale e i saldi, praticamente il 50% del movimento economico per le attività interessate; se avessimo sbagliato, se ci fossero stati dei margini di apertura non considerati, avremmo prodotto danni ingenti. Anche per fugare un certo stato d’animo dei commercianti che si sono sentiti per così dire abbandonati. Nessuno ha fatto battaglia per far chiudere gli altri ma per capire se il comune ha attuato il comportamento del buon padre di famiglia”.

Marcello Rigucci, consigliere del Gruppo Misto, ha detto: “Domani potremmo ricadere sugli stessi errori, per questo va approfondita la questione. I negozi che hanno un’entrata ed un’uscita hanno meno possibilità di assembramento ma il problema è la ragione sociale”.

Emanuela Arcaleni, consigliere di Castello Cambia, ha chiesto “perché non si è accennato alle ordinanze restrittive emanate dalla Regione Umbria, perché non si è mandata una lettera alla Prefettura, per avere un responso ufficiale, come quello inviato al comune di Magione? L’interlocuzione tra Prefetto e Comandante quale è stata? La Prefettura può dare interpretazioni diverse? Nel momento in cui ci sono diciture riferibili ai centri commerciali, i codici Ateco e di registrazione degli altri sono uguali o diversi a quelli del Castello?”.

Marco Gasperi, capogruppo del Gruppo Misto, ha detto: “Se c’è stato un errore è stato in buona fede, una leggerezza; stante ciò, meglio metà aperti che tutti chiusi. Dal punto di vista politico chiedo all’assessore se non sarebbero da prendere in considerazione degli aiuti in più per chi è rimasto chiuso. Facciamo un punto di forza della differenziazione di regime. Potremmo di nuovo trovarci in una situazione in cui qualche abbia una sorta di monopolio. Sfruttando una politica di social responsability o altri canali, se da un lato c’è un monopolio, dall’altro si potrebbe trovare il modo di sopperire”.

Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha detto: “Bisogna mettersi nei panni di chi si è sentito danneggiato da questa situazione. Non bisogna sperare nel mal comune mezzo gaudio però osserviamo operatori commerciali di alcune categorie che si scagliano contro altre. I colleghi del PD devono prima far pace con il governo che hanno sostenuto e quindi il primo problema è quello. L’altro: quando si deve interpretare, si può errare. Manca a questa narrazione la corrispondenza biunivoca nella comunicazione. La Prefettura ha detto informalmente che avrebbe risposto se le situazioni fossero meritevoli. Noi avremmo avuto il dovere di chiedere una risposta scritta. Se dà due interpretazioni divergenti, ne risponderà la Prefettura. Ma la mancanza di note ufficiali ha ingenerato tensioni. Infine i ristori sono sempre soldi pubblici”. A latere Lignani ha anche introdotto “l’ipotesi di denunciare alcuni cittadini per post pubblicati sui social: apprendo di un potenziale contenzioso con il Corpo della Polizia. Ricordatevi che viviamo in una situazione straordinaria, oggi il solco tra istituzioni e cittadini si sta ampliando e non possono contribuire ad ampliarlo utilizzando soldi pubblici per andare contro cittadini, comunque esasperati non è opportuno”.

Nella replica Orlando ha detto: “Nel DPCM di novembre si parlava solo di esercizi commerciali dentro centri commerciali. La Regione Umbria restrinse a tutti gli esercizi, alimentare e non alimentare. Dal DPCM di dicembre però la Regione Umbria si adegua alle misure nazionali. Non ci sono differenze di regime tra Magione e noi a parte la tipologia delle strutture commerciali nel DPCM di dicembre, che prevede la chiusura solo dei centri commerciali unitari. Il concetto è il medesimo. Il comune non ha ricevuto indicazioni perché le ha recepito nella nota emessa. C’è la tempistica: il comando dà indicazioni di una maggiore restrizione dal 4 dicembre ma il 12 c’è l’interlocuzione con il Prefetto. Evidentemente il quesito espresso non c’è stato perché il Prefetto mi ha dato questa indicazione, facendomi intendere che era il suo indirizzo ed era consapevole di quali tipo di attività commerciali si stava parlando. A suo avviso non erano equiparabili a centri commerciali. Il Prefetto ha ribadito più volte che quello che conta ai fini giuridici è l’aspetto unitario dell’attività commerciale. L’interpretazione del comando è basata sulle norme e sulla Circolare del Ministero dell’Interno. La Prefettura ha sollecitato un mutamento di interpretazione a partire dal caso tifernate. ”.
Sull’articolo del quotidiano locale, Orlando ha aggiunto : “Certamente se la diffamazione è stata rivolta a singoli operatori, ciascuno potrà difendersi e denunciare il soggetto, se dovesse riguardare il Comando, sottoporrò all’attenzione dell’Amministrazione eventuali situazioni critici”.

Il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta ha ricostruito così: “Il Comandante nei primi giorni del DPCM 4 dicembre ha provveduto ad una chiusura uniforme delle attività commerciali. Io ho ricevuto una telefonata dal capo di gabinetto del Prefetto che mi invitava alla prudenza su queste attività e a fare una riflessione se fossero centri commerciali o meno; io mi sono allarmato, come farebbe qualsiasi sindaco, ho chiamato il Prefetto e l’ho messo in contatto con il Comandante. Il mio ruolo finisce qui. Forse c’è stata qualche sollecitazione, è una mia ipotesi. C’è l’autonomia dei dirigenti, non mi sarei permesso di dire cosa andava fatto. L’Amministrazione non poteva che agire in questo modo. Ora spettiamo il TAR. Non ci sono provvedimenti o atti da impugnare. Mi sembra paradossale chiedere che chiudano tutti anziché che tutti aprano. Quando il comandante Orlando attuò soluzioni draconiane, ci fu una sollevazione. Capisco umanamente il Centro commerciale Il Castello però in tutta serenità in questa materia ci vuole un’interpretazione autentica. Se c’è il Cross è anche per una scelta politica mia. Se domani il Tar dice che dovevamo tenerle chiuse tutte, avrò un sospiro di sollievo, perché quelle attività potevano fare causa. E’ materia spinosa e non può essere cavalcata in maniera politica, c’è solo una situazione drammatica che riguarda tutti gli operatori commerciali. Mi è stato riferito di un intervento di solidarietà del consigliere Schiattelli verso i Vigili urbani, approfondirò se è un problema che riguarda il Corpo o singole persone”.

L’assessore Carletti ha aggiunto: “Sulla decisione del Tar io penso che per l’importanza che ha rivestito questo argomento e per una sorta di chiarezza, potrebbe dedicare un punto all’ordine del giorno. Sui ristori: è chiaro che sono decisioni collegiali della Giunta ma in questa Amministrazione il sindaco utilizzerà tutti gli strumenti a disposizione del comune per andare incontro a queste categorie penalizzate. Nel 2020 le agevolazioni sulla Tari e sull’occupazione die suolo pubblico, nel 2021 valuteremo. Non possiamo essere contro chi è potuto stare aperto da decreto. Conosco molti di quelli che erano chiusi ma non possiamo dare la colpa a chi è rimasto aperto. Potevamo auspicare un DPCM che sulla base delle autorizzazioni facesse riferimento alla capienza della struttura in modo da usare uno stesso metodo verso le grandi e medie strutture”.

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Città di Castello: “un treno da non perdere” Mozione di Pescari (PD), Morani (PSI), Procelli (La Sinistra) su FCU

Considerato che la questione FCU è un esempio tutto italiano di infrastruttura che è andata avanti per decenni in condizione di arretratezza ai limiti di paese c.d. civile, poi oggetto di ristrutturazione, poi chiusa, poi rilanciata con interventi strutturali e altri di make-up, poi riaperta a singhiozzi, per singole tratte e in condizioni più pietose dello stato di arretratezza iniziale.
Preso atto di questo esempio di cattiva gestione, innanzitutto, la cui storia sarebbe avvincente da ricostruire, non fosse che ad oggi riteniamo ben più proficuo e interessante un altro scenario.
Certi che con l’iniezione di denaro pubblico che arriverà con il Next Generation EU e che interesserà progetti volti al rilancio economico in chiave green (decarbonizzazione, sostenibilità ambientale, lotta ai cambiamenti climatici…) si aprono grandi opportunità al settore della riqualificazione del trasporto pubblico che risulta strategicamente uno dei destinatari “naturali” della massiccia operazione di investimento comunitario.
Convinti che in questo scenario la ex Ferrovia Centrale Umbra è sicuramente una infrastruttura che, con un buon progetto, può attirare le ingenti somme per trasformarla in una ferrovia non solo veloce, confortevole ed efficiente, ma all’avanguardia.
In questo contesto, è importante che la politica faccia la sua parte e la faccia in una visione territoriale ampia. È stato realizzato uno studio di fattibilità per la tratta ferroviaria Sansepolcro – Arezzo (il famigerato “sfondamento a nord”) con già l’impegno di indirizzo da parte di tutti gli enti territoriali coinvolti.
Inoltre, la linea ex -FCU risulta essere tra le opere pubbliche oggetto di proposta da parte del Ministero dello Sviluppo economico nella tratta Sansepolcro- Sulmona con motrici alimentate a idrogeno verde.
Per tutti questi motivi, Il Consiglio Comunale di Città di Castello
Impegna il Sindaco e la Giunta
• a promuovere tutte le iniziative necessarie per inserire la ex Ferrovia Centrale Umbra in un progetto di completamento di queste infrastrutture nascenti, essendo un’opportunità notevole da non perdere e considerando che in futuro forse molto prossimo, le motrici dei treni potrebbero essere alimentate a idrogeno, sia nella intera tratta da Arezzo a Sansepolcro (con collegamento all’Alta Velocità) che verso Sulmona passando per Città di Castello, Perugia, Terni, Rieti, L’Aquila.

• A promuovere ogni iniziativa utile affinché identico impegno di sostegno all’iniziativa lo venga assunto da tutti i Consiglieri regionali dell’Umbria e ai Parlamentari eletti nei territori, al fine di, attraverso un fattivo impegno, poter raggiungere tale scopo strategico per uno sviluppo economico e sociale delle nostre comunità in nome della sostenibilità ambientale e di rilancio territoriale.

Città di Castello, 23/02/2021
Partito Democratico (Mirko Pescari)
Partito Socialista (Vittorio Morani)
La Sinistra (Giovanni Procelli)

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Interrogazione del consigliere regionale Bettarelli (PD) su lascito Mariani

Durante il question time odierno, il consigliere regionale Michele Bettarelli (Pd) ha presentato l’interrogazione a risposta immediata con cui chiede alla Giunta di Palazzo Donini “quali siano gli indirizzi trasmessi all’Azienda USL Umbria 1 circa le azioni in cui impegnare le risorse derivanti dal ‘lascito Mariani’ e se non concordi con la necessità di un tavolo operativo che elabori un piano dettagliato delle azioni da attuare mediante l’impiego di tali risorse, al fine di poterne verificare ex ante sia l’aumento quantitativo e qualitativo dei servizi sanitari territoriali erogati, sia la coerenza con le volontà della testatrice, signora Clara Mariani”.

Bettarelli ha illustrato l’atto ispettivo spiegando che “recentemente i 3 milioni e 700mila euro sono giunti nelle casse della Asl. Nella delibera di Giunta si legge che questi soldi dovranno servire per garantire i servizi sanitari sul territorio di Città di Castello. Bisogna ora chiarire se quei fondi serviranno per il recupero dell’ex ospedale e per la futura Casa
della Salute. E in alternativa come queste risorse verranno impiegate e se viene prevista una concertazione con gli enti territoriali circa il loro impiego”.

L’assessore Luca Coletto ha risposto ricordando che “il lascito è destinato alle ‘cure di coloro che soffrono’. È prevista una Commissione paritetica tra Comune di Città di Castello e Asl, che si riunirà giovedì prossimo. Da lì partiranno le proposte per la Giunta regionale rispetto all’utilizzo dei fondi in questione rispetto alla esigenze di quel territorio. Proposte che dovranno essere messe a confronto con il nuovo Piano sanitario, in cui ci saranno previsioni anche rispetto alle nuovo Case della
salute”.

Bettarelli ha replicato dicendosi “soddisfatto per la convocazione del tavolo e la condivisione degli interventi con il Comune. Bisogna evitare che quelle risorse vadano a confluire in un fondo indistinto a copertura di altre spese. Importante che vengano reperite le risorse per il recupero dell’ex ospedale”.

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CNA Arezzo: Binazzi ‘inaccettabili i ritardi nell’erogazione della cassa integrazione; occorrono misure urgenti e di respiro, a partire dalla riforma degli ammortizzatori sociali’

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“La stessa drammatica storia si ripete purtroppo per l’ennesima volta: a febbraio la cassa covid non è ancora arrivata lasciando a bocca asciutta i dipendenti da ormai oltre 4 mesi e le aziende in forti difficoltà”. A parlare è Franca Binazzi, presidente CNA Arezzo secondo la quale è paradossale che le risorse stanziate dal Decreto Agosto e quindi già contabilizzate non siano ancora arrivate. “Il mancato accredito da parte del Ministero nei conti correnti del Fondo nazionale dell’artigianto FSBA sta impedendo l’erogazione delle prestazioni relative al saldo del mese di ottobre 2020, novembre e dicembre”.
Integrazioni salariali che nell’artigianato a livello nazionale riguardano una platea di circa 179.000 dipendenti e 73.000 imprese, per un totale di 266 milioni di euro. La Regione Toscana è drammaticamente prima in classifica, a pari merito con le Marche, per destinazione di tali risorse con il 10% (26 milioni) e di queste ultime il 12% viene assorbito dalla provincia di Arezzo (circa 3 milioni di euro) che si piazza al secondo posto nella classifica regionale insieme a Prato.
“Il continuo avanzare dell’emergenza sanitaria – continua la presidente Binazzi – si riflette inevitabilmente in maniera negativa sulle attività economiche che continuano a viaggiare a regimi parziali quando va bene e bassissimi quando va male. La tanto declamata semplificazione continua a non intravedersi all’orizzonte. Ancora una volta gli ammortizzatori covid si rivelano strumenti importanti per far fonte alla crisi ma è fondamentale procedere subito alla sburocratizzazione di procedure probabilmente superflue in una fase emergenziale come questa per consentire la massima velocità nella erogazione delle prestazioni”.
Le aziende artigiane della provincia di Arezzo che alla metà di febbraio 2021 hanno fatto ricorso al fondo bilaterale di integrazione salariale sono aumentate a 2.818 (a inizio dicembre erano 2.743). Tanti sono quindi gli accordi sindacali siglati presso l’ente bilaterale provinciale dell’artigianato per un totale di 11.274 dipendenti coinvolti (a inizio dicembre erano 11.006). Il settore più colpito è sempre quello orafo argentiero con un’incidenza del 24% con 658 aziende che hanno fatto ricorso all’ammortizzatore e 2.632 dipendenti coinvolti. Questo settore da solo supera l’intero comparto moda (tessile, abbigliamento, calzaturiero, pelletteria) che si attesta al secondo posto della drammatica classifica provinciale con il 23% di incidenza. Seguono meccanica e autoriparazione e servizi alla persona che in totale rappresentano il 28%.
“Occorre agire presto e bene, anche in un’ottica di riforma degli ammortizzatori sociali, di interventi per la formazione e la ricollocazione delle persone, alla luce dei dati degli iscritti allo stato di disoccupazione in provincia di Arezzo: al 31 gennaio 2021 sono 51.627 di cui 29.183 donne e 22.444 uomini. Purtroppo, nonostante il blocco dei licenziamenti e gli ammortizzatori covid volti alla conservazione dei posti di lavoro, il dato è in aumento dell’1,5% rispetto al 31 gennaio 2020 quando si avevano 50.869 iscritti di cui 28.722 donne e 22.147 uomini. E’ amaro constatare che anche in questo caso la componente femminile risulta la più penalizzata dalla crisi”.

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Pallavolo serie B/M: In Job Italia Città di Castello, archiviato il derby dell’Altotevere si cerca il riscatto contro l’Italchimici Foligno

Per la Job Italia c’è appena il tempo di analizzare la secca battuta d’arresto di Sangiustino prima di tornare in campo già mercoledì sera alle 20,30 al Pala Paternesi di Foligno contro l’Italchimici nella prima giornata del ritorno del mini girone F2 della B maschile. Ma prima chiaramente di proiettarsi verso il confronto con il sestetto di Paolo Restani, Marco Bartolini torna sulla sconfitta di domenica scorsa:<<Usciamo da questa partita non felici di quello che abbiamo dato in campo: qualcuno dei nostri si è trovato per la prima volta a giocare una partita così importante in un palazzetto che ha visto anche palcoscenici di ben altro tipo. Faccio i complimenti all’avversario che ha senz’altro ben altri obiettivi rispetto ai nostri che sono relativi alla crescita di quei ragazzi del giovanile che stanno avendo un buon rendimento costante in questo avvio di stagione agonistica. Ci proiettiamo subito a pensare ad un avversario ostico che all’andata abbiamo battuto al quinto set. Giocheremo ancora in un palazzetto molto grande nel quale dovremo prendere rapidamente i giusti riferimenti. L’Italchimici viene da un brutto 0-3 interno patito per mano del Bellaria, anche a causa di diverse assenze causa Covid. Non sappiamo se i giocatori recupereranno ma entrambi avremo voglia di riscattare le sconfitte: soprattutto mi attendo una reazione da parte nostra perché dobbiamo dimostrare ciò che facciamo in allenamento per prendere qualche punticino per muovere la classifica>>.

Inizia quindi al “Pala Paternesi” il girone di ritorno, dopo che l’andata è stata martoriata dal covid: Città di Castello è la squadra che ha giocato più partite,4, seguita da Bellaria e Italchimici con 3, EdottoRossi Foligno con 2 e Montesi Pesaro assieme a Sangiustino con 1 partita sola giocata. Insomma la classifica è parziale e vede in testa Bellaria con 8 punti, seguita da Job Italia e Italchimici a 4, Sangiustino a 3, EdottoRossi a 2 e Pesaro ancora al palo.

Insomma una classifica indecifrabile per ora in un campionato che, per la decisione della Fipav della scorsa settimana, non prevede le retrocessioni. Poco male per i tifernati di coach Marco Bartolini che sono partiti già dalla preparazione con l’intento di valorizzare i giovani interessanti che, come ha affermato più volte l’allenatore biancorosso, stanno avendo un buon rendimento.

All’andata  la Job Italia vinse 3-2 dopo essere stata a un passo dal 3-1 dato che conduceva 2-1 e 22-20.

Così in campo (mercoledì 24 febbraio, ore 21, Foligno, Pala Paternesi, arbitri Dario Grossi e Giorgia Adamo):

ITALCHIMICI FOLIGNO:  Bregliozzi, Guerrini, Floris, Carbone, Battistelli, Merli, Schippa (L1). A disp.: Pierini, Rossi, Giustini. All. Restani.

JOB ITALIA CITTA’DI CASTELLO: Mattei, Fuganti Pedoni, Cipriani, Valenti (Marra), Raffanti, Zangarelli, Cioffi (L1). A disp.: Cesari (L2), Briganti, Marra (Valenti), Cherubini, Celestini, Volpi, Pitocchi. All. Bartolini.

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Pallavolo serie B2/F: Autostop Trestina, sconfitta per 3/0 nella trasferta di Forlì

Torna sconfitta l’Autostop Trestina dalla trasferta di Forlì, capolista del girone I serie B2 femminile con 12 punti all’attivo; squadra costruita senza ombra di dubbio con ambizioni importanti, pronta a fare il salto in B1. Trestina rimane a quota 6 con una gara da recuperare (10 marzo al Palafemac contro la BBC Fano-PU).
Ancora assenti nelle fila bianconere Lillacci e capitan Tarducci, sostituite da Cesari e Giunti, che si è ben comportata nell’insolito ruolo di opposta.
Fin dal primo frangente, l’Autostop Trestina ha faticato nel chiudere punti, perché Forlì riusciva sempre a rigiocare tante palle, con i fondamentali di muro e difesa sugli scudi, e concretizzare in positivo (25-13).
Nel secondo Trestina rischia maggiormente e diventa più aggressiva, tiene botta alle padrone di casa che poi nel finale sono comunque più ciniche e concrete e chiudono anche il secondo set (25-21).
Terzo set fotocopia del primo, le bianconere perdono la lucidità ritrovata nel secondo parziale, le centrali e le bande romagnole ottimizzano ogni palla e chiudono in poco più di 22 minuti gara e incontro (25-13).
Mercoledì 24 si torna già a giocare: ancora una partita insidiosa per le bianconere (terza trasferta consecutiva), che andranno a far visita alle cugine dell’Elettromil Trasimeno: fischio d’inizio ore 21.

BLEULINE FORLI’ – AUTOSTOP TRESTINA: 3-0 (25-13, 25-21, 25-13). Durata set 21 m., 27 m., 22 m.
Autostop Trestina: Ragnacci 9, Giunti 8, Cerbella 6, Mancini 5, Fiorini 2, Cicogna 1, Bertinelli 1, Polenzani, Cesari (L1), Volpi (L2). N.E., Giambi, Meucci, Montacci, Paradisi.

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Basket A2/F: Rinviato il match tra La Bottega del Tartufo Umbertide e Faenza

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La Pallacanestro Femminile Umbertide comunica che il match in programma mercoledì 24 febbraio alle 19:30 al Pala Morandi tra La Bottega del Tartufo Umbertide e Faenza è stato rinviato a data da destinarsi, dopo alcuni casi di positività da CoViD-19 riscontrati nella squadra romagnola.

Alle ragazze colpite dal virus un augurio di pronta guarigione da parte della PFU.

Anche il prossimo incontro, previsto per domenica 28 febbraio a Bolzano è stato rinviato, a causa di un’ordinanza della provincia autonoma che ha decretato un totale lockdown.

Prossimo impegno, salvo ulteriori rinvii, per le bianco-azzurre, sarà domenica 7 marzo alle 18 al Pala Morandi contro Patti.

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Città di Castello: luci del teatro comunale accese questa sera per l’adesione all’iniziativa “facciamo luce sul teatro!”

Le luci del Teatro comunale degli Illuminati saranno accese dalle 19.30 alle 21.30 di oggi, lunedì 22 febbraio, per l’adesione del Comune di Città di Castello, insieme all’associazione Castello Danza e al gestore Sogepu, all’iniziativa dal titolo “Facciamo Luce Sul Teatro!”, promossa dall’Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo (U.N.I.T.A.). “Le restrizioni della zona rossa ci impediscono di aprire le porte del nostro teatro ad artisti, maestranze, appassionati – spiega l’assessore alla Cultura Vincenzo Tofanelli – ma insieme alle scuole di danza riunite nell’associazione Castello Danza, che ci hanno proposto l’idea, e alla nostra società partecipata Sogepu, che gestisce la struttura, abbiamo comunque voluto dare un segnale di condivisione dell’appello a tornare a parlare di spettacolo dal vivo e a programmare la riapertura in sicurezza dei teatri che l’Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo rivolge al Governo, alle istituzioni e alle comunità locali”. La mobilitazione nazionale giunge a un anno di distanza dal primo provvedimento governativo che stabiliva la chiusura dei teatri per contenere la diffusione del Coronavirus e ha l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulla necessità che questi luoghi tornino a essere ciò che da 2.500 anni sono sempre stati, ovvero piazze aperte sulla città, motori della vita sociale e culturale di una comunità. “Castello Danza si è attivata da subito per sostenere questa iniziativa di respiro nazionale e, pur con i limiti alla possibilità di partecipare fisicamente, manifesterà la propria solidarietà portando davanti al Teatro comunale degli Illuminati, luogo sacro e tempio della vita artistica dei danzatori, i simboli di questa professione, di questa passione: un tutù e delle scarpe da punta, uniti all’immagine della nostra associazione”, spiega Maria Cristina Goracci, presidente di Castello Danza. “Il messaggio di cui ci facciamo portatori è quello dell’orgoglio e della consapevolezza che l’unione può fare la differenza, può accendere una luce – sottolinea Goracci – una luce sul teatro, ma prima ancora una luce sulle ‘passioni’, perno e motore dell’animo umano”.

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Covid-19 a Città di Castello: Bacchetta “ieri 24 positivi e 12 guariti. Le disposizioni della zona rossa non hanno prodotto risultati soddisfacenti. Tutti gli sforzi devono essere finalizzati alla vaccinazione di massa”

“I dati di ieri confermano purtroppo la tendenza, già delineata da più di due settimane, di una crescita consistente di nuovi positivi, ben 24 soprattutto in ambito familiare, a fronte di soli 12 casi di guarigione”. A dichiararlo è il sindaco Luciano Bacchetta, che nell’aggiornare la situazione dell’emergenza da Covid-19 a Città di Castello prende atto di come “l’applicazione delle disposizioni della zona rossa, in atto da due settimane e prorogate fino al 28 febbraio, sembri purtroppo aver inciso molto relativamente sulla crescita dei casi, anche in presenza della chiusura delle scuole chiuse”. “Visti i dati, le soluzioni adottate non hanno prodotto risultati soddisfacenti, per cui si impone un grande impegno di tutte le istituzioni per arrivare quanto prima a una vaccinazione di massa, che si estenda a ulteriori categorie di età e di persone rispetto a quelle già individuate per l’avvio della campagna”, sottolinea il primo cittadino, nel ribadire che “per quanto di nostra competenza, come Comune stiamo individuando una seconda area per i vaccini nella zona nord, nel rispetto delle indicazioni dell’Usl Umbria 1”. “La campagna vaccinale mi pare vada piuttosto a rilento, non voglio dare colpa nessuno, ma di fatto oggi siamo fermi ed è un dato molto preoccupante che va affrontato quanto prima”, chiarisce Bacchetta, nel formulare l’auspicio che “il nuovo Governo e la Regione intervengano adeguatamente in un ambito che è decisivo nella battaglia al Covid”. “Solo il vaccino può risolvere la situazione, per cui tutti gli sforzi devono essere finalizzati a una campagna di vaccinazione di massa, altrimenti, per quanto importanti, tutte le misure di prevenzione rischiano di essere dei palliativi rispetto al vero problema, che è quello di debellare il virus”, ha ribadito il sindaco, richiamando l’attenzione sul fatto che “a distanza di un anno dall’inizio della pandemia, nonostante tutte le misure di contenimento, i casi di contagio sono in grande crescita e le guarigioni sono inferiori alle nuove positività”.

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Montone: 25° Umbria Film Festival, si lavora per un’edizione ancora più speciale. Lanciata la campagna di raccolta fondi per sostenere le attività del grande evento cinematografico

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Quest’estate l’Umbria Film Festival tornerà a Montone per la sua 25esima edizione, portando con sé ancora una volta le migliori anteprime di cinema d’autore internazionali.
Per festeggiare il traguardo del quarto di secolo, la macchina organizzatrice dell’UFF sta preparando un’edizione ancora più speciale e, per realizzarla, ha pensato di lanciare una campagna di crowdfunding che aiuterà a rendere questo importante appuntamento bello come non mai.
L’iniziativa di raccolta fondi è indirizzata a chi condivide il desiderio di tornare a stare insieme per conoscere il grande cinema nazionale e internazionale, ma anche mostre, performance musicali, incontri con i grandi artisti del cinema, masterclass e laboratori.
Una donazione aiuterà a tornare a vivere la magia del cinema e dell’arte nelle piazze e nei luoghi di Montone. Oltre a sostenere le attività del festival, chi aderirà alla campagna potrà contribuire al progetto (In The) Limelight: una mostra diffusa di arte contemporanea che coinvolgerà tre giovani artisti emergenti. Inoltre, passeggiando per le strade di Montone durante i giorni del Festival, che quest’anno si svolgerà dal 7 all’11 luglio, sarà possibile essere coinvolti in un percorso espositivo che inviterà a riflettere sulla necessità di costruire un nuovo rapporto con il territorio, godendo della corrispondenza tra il segno contemporaneo, le architetture del paese e l’arte che lo riveste.
“Crediamo che eventi culturali come l’Umbria Film Festival – spiegano gli organizzatori – siano parte di un patrimonio da difendere a tutti i costi. Attraverso il cinema possiamo condividere conoscenza e bellezza, sensazioni ed emozioni, arricchendo la società nella quale viviamo”.
Apprezzato sia dal pubblico italiano, che da quello internazionale, negli anni l’Umbria Film Festival e il suo presidente Terry Gilliam hanno accolto a Montone artisti del calibro di Colin Firth, Lone Scherfig, Ken Loach, Mike Figgis, Hanif Kureishi, Mike Leigh, Michael Winterbottom, Edgar Reitz, Stephen Frears, Bille August, Paola Cortellesi, Ferzan Ozpetek, Vittorio Storaro, Riccardo Milani, Colin Firth, Peter Mullan, Peter Lord, Paul Laverty, Ralph Fiennes, Bill Nighy e Michel Ocelot.
La campagna di raccolta fondi è sostenuta anche dal Comune di Montone, ulteriori informazioni sono disponibili nella sezione “news” del sito http://www.umbriafilmfestival.com e al link https://www.kickstarter.com/projects/umbriafilmfestival/sostieni-lumbria-film-festival?ref=cpzqea&token=18556210.

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