Stop anche alle Fiere di San Florido: il comune di Città di Castello con un’ordinanza pubblicata oggi, martedì 20 ottobre 2020, ha disposto l’annullamento delle fiere del Patrono, quest’anno previste nelle giornate del 13, 14 e 15 novembre. “Dopo aver rinunciato ad Altrocioccolato e alla Mostra del Tartufo, l’evolversi della situazione epidemiologica ci inducono di estendere a malincuore questa misura anche ad una manifestazione che tutti i tifernati amano molto e sulla quale dunque sarebbe difficile quasi impossibile osservare le misure di distanziamento” dichiarano il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta e l’assessore al Turismo e Commercio Riccardo Carletti. “il decreto ferma le occasioni che facilitano il contagio per affrettare l’uscita da una pandemia che sta condizionando pesantemente, spesso drammaticamente, la vita di tutti, a qualsiasi latitudine. Osserviamo che anche altri, con eventi di simile importanza in gestazione, hanno dovuto addivenire alla decisione da noi assunta già ad inizio ottobre, per non rischiare di investire soldi pubblici in iniziative che sarebbero state inevitabilmente minate da un indice di contagio in crescita. Vogliamo rivolgere un pensiero agli ambulanti che avranno un danno diretto da questo annullamento nella previsione che, trascorsa l’emergenza Covid, potremmo tornare ad organizzare con tutti i crismi e tutta l’attrattiva di un evento che si ripete da secoli come le Fiere. A loro diciamo che questo annullamento è funzionale nelle nostre intenzioni ad avvicinare quel momento, e per farlo dobbiamo contribuire a contrastare con tutti i mezzi l’emergenza sanitaria in corso”.
“Luppolo Made in Italy, la Filiera del Luppolo italiano”: si annunciano ospiti importanti al convegno del prossimo 29 ottobre
Il convegno “Luppolo Made in Italy: la Filiera del Luppolo italiano” sia in presenza (dopo una valutazione alla luce del nuovo Dpcm) sia comunque online in modalità streaming.
Prime importanti conferme, come Michele Cason, presidente nazionale di Assobirra e Teo Musso, presidente del Consorzio Birra Italiana, oltre all’assessore regionale all’agricoltura Roberto Morroni.
Parteciperanno esponenti delle istituzioni regionali, dei ministeri dell’agricoltura e dello sviluppo economico, oltre a rappresentanti di enti e associazioni che compongono la filiera e tutti i principali stakeholders del settore.
Il Luppolo è un prodotto agricolo di grande qualità e di elevato valore aggiunto. La Filiera italiana, con il cuore in Umbria e in particolare nell’Altotevere, si propone quindi di rappresentare un punto di riferimento a livello nazionale: ecco tutte le aziende della Rete di imprese Luppolo Made in Italy
Sarà Perugia, e non più Città di Castello, la città scelta per il convegno di giovedì 29 ottobre “Luppolo Made in Italy: la Filiera del Luppolo italiano”. Alla luce delle nuove disposizioni anti contagio e per consentire una partecipazione ampia e in sicurezza gli organizzatori della Rete di imprese “Luppolo Made in Italy” hanno scelto come luogo dell’incontro l’Etruscan Chocohotel.
In attesa di valutare, alla luce del nuovo Dpcm, la situazione di convegno in presenza, l’evento (diviso in due parti: ore 10 -13 e 14 -17) sarà comunque anche online in modalità streaming.
Partirà quindi dal capoluogo umbro il “lancio” della filiera italiana del luppolo, prodotto agricolo di grande qualità e di elevato valore aggiunto. La Filiera italiana, con il cuore in Umbria, si propone così di rappresentare un punto di riferimento a livello nazionale per capacità di innovazione, efficienza, competitività nel mercato globale e qualità certificata del prodotto.
Innovazione e sostenibilità sono le parole chiave della Rete composta da 12 aziende agricole, agroalimentari e di innovazione tecnologica che dall’Alto Tevere hanno iniziato a muovere i primi passi per una agricoltura d’eccellenza: dalla produzione della birra e non solo, sono tanti i campi di applicazione.
Con l’obiettivo di costruire alleanze e sinergie per dare vita ad una Rete nazionale del Luppolo Italiano, all’incontro del 29 ottobre parteciperanno esponenti delle istituzioni regionali, dei ministeri dell’agricoltura e dello sviluppo economico, oltre a rappresentanti di enti e associazioni di settore che compongono la filiera (Assobirra, UnionBirrai, Consorzio Birra italiana, Aiab, Cia).
Rete e filiera sostenute dalla Regione Umbria, grazie alla Misura sulla cooperazione e innovazione delle Reti di nuova costituzione del Piano di Sviluppo Rurale, con la presenza quindi il 29 ottobre anche dell’assessore regionale all’agricoltura Roberto Morroni.
A conferma della forte attenzione delle istituzioni a questa nuova importante Filiera al convegno interverranno anche il Consigliere regionale Valerio Mancini, presidente della II Commissione permanente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria e l’onorevole Filippo Gallinella, presidente della Commissione agricoltura della Camera.
Stanno arrivando, inoltre, le altre conferme come quella di Michele Cason, presidente nazionale di Assobirra, l’Associazione dei Birrai e dei Maltatori che racchiude il 90% del comparto. “Abbiamo da tempo avviato un proficuo confronto con AssoBirra e con tutti i principali stakeholders del settore” commenta Stefano Fancelli, presidente della Rete di Imprese ‘Luppolo Made in Italy’.
Confermato anche Teo Musso, presidente del Consorzio Birra italiana, e la presenza di un rappresentante di UnionBirrai, nonché diversi manager delle multinazionali proprietarie dei marchi italiani, grandi players del mercato della birra e del mondo della produzione.
Il luppolo è infatti un ingrediente fondamentale nella produzione brassicola. Pur essendo impiegato in dosi limitate, il contributo che apporta a livello organolettico è un’impronta caratterizzante e peculiare. A livello mondiale, per il solo settore birrario, vengono prodotte ogni anno poco meno di 200.000 tonnellate di infiorescenza secca, a cui corrisponde una superficie coltivata di circa 60.000 ettari.
Per l’Umbria porteranno la loro testimonianza anche alcune realtà della Rete come Agricooper, Aboca e i produttori biologici Aiab (Lombrico Felice, Melagrani, Reno, Tenuta i Canta Lupi, La Rondine a Maccarello, Panta Res).
Parleranno le aziende ma ad alzare la sua voce sarà anche la qualità del luppolo (biologico, convenzionale e indoor). Il progetto “Luppolo Made in Italy” è infatti articolato su tre opzioni di coltura: in campo convenzionale, biologico e indoor.
L’organizzazione di Filiera è necessaria per competere in un mercato globale in costante espansione che vede emergere nuovi Paesi produttori e una costante innovazione del prodotto: connessione con il territorio e produzioni a chilometro zero garantiscono l’alta qualità del luppolo italiano. Costante innovazione di processo e di prodotto per la migliore resa delle colture, la remuneratività delle produzioni e la piena sostenibilità e circolarità del ciclo produttivo.
L’organizzazione della Filiera del Luppolo è affrontata in ogni aspetto: produzione in campo e indoor, raccolta, conservazione, prima trasformazione, trasformazione finalizzata al mercato, rete organizzativa e commerciale, a partire dalla sperimentazione innovativa dell’introduzione della coltura con talee, piante e rizomi di tipologia internazionale.
La presenza del professor Giuseppe Perretti, direttore del CERB – Centro di eccellenza di ricerca sulla birra dell’Università di Perugia come coordinatore scientifico del progetto Luppolo Made in Italy conferisce poi autorevolezza alla compagine umbra.
A dare così solidità scientifica al progetto ci sono infatti sia il CERB, che coordina quindi le attività di ricerca e innovazione, sia il CNR IBBR, un istituto specializzato nella genetica.
Le aziende della Rete
Idroluppolo, Start-up innovativa leader nella produzione indoor di luppolo
Azienda specializzata nelle coltura indoor, che si occupa di innovazione in agricoltura, in un’ottica di AG4.0, precision farming e IOT in agricoltura: una start-up innovativa leader nel panorama europeo della coltivazione indoor del Luppolo.
Aboca
Azienda leader nel mercato globale dell’erboristeria biologica che si sta rapidamente espandendo nel settore della salute.
Le aziende biologiche
(Lombrico Felice, Melagrani, Reno, Tenuta i Canta Lupi, La Rondine a Maccarello, Panta Res)
Aziende biologiche che stanno sperimentando la coltivazione del Luppolo in 6 luppoleti, di differenti superfici, per un totale di 1,8 Ha, collocati in condizioni di terroir e di pedoclima differenti e rappresentative della ricchezza del territorio umbro.
Agricooper
Il Gruppo Cooperativo Agricooper si occupa della sperimentazione di un impianto convenzionale costruito sul modello dei Luppoleti di agricoltura industriale presenti nel bacino dell’Hallertau della superficie di 1 Ha.
Spazzavento e Barbarossa
L’azienda Spazzavento di Nicola Verini e il Barbarossa di Libero Valenti completano il quadro della sperimentazione con due impianti convenzionali, anche questi varianti ideati dalla Rete dei modelli di produzione presenti nel panorama europeo, per una superficie di 0,5 Ha.
Consiglio comunale: no all’ipotesi dell’ospedale dedicato Covid a Città di Castello
No all’ospedale dedicato COVID: anche se non ha assunto un pronunciamento, il consiglio comunale di Città di Castello nella seduta di lunedì 19 ottobre 2020 si è espresso contro la possibilità che l’ospedale possa essere convertito completamente alla cura del Covid. Il sindaco Luciano Bacchetta ha dichiarato “questa ipotesi mi ha stupefatto, non ha fondamento logico. Abbiamo accettato di creare un reparto COVID a Città di Castello che da 14 è diventato di 30 posti, 28 sono occupati, nessuno è del posto ma per il criterio giusto della solidarietà abbiamo detto sì. La situazione in Umbria è drammatica, ieri ci sono stati più di 300 positivi. Stranamente Città di Castello ne ha solo 20. Comunità più piccole hanno numeri superiori a 50. Si sta discutendo di dedicare ospedali per intero a pazienti COVID. Nella conferenza stampa della Regione Umbria non è stato ancora comunicato quali saranno i due ospedali. Gli interventi governativi dovranno essere incrementati nella vita quotidiana anche a Città di Castello verso possibili assembramenti. Nei prossimi giorni dovremmo limare alcuni aspetti. I sindaci sono stati promossi custodi dell’ordine pubblico. Il lato paradossale è che il numero dei positivi va a merito o demerito della politica ma non è così. In questa fase sta creando turbolenze anche organizzative che vanno monitorate, credo che la presidente Tesei dimostrerà equidistanza e saggezza ma in certi casi il campanile va abbinato alla solidarietà. Oggi abbiamo 28 ricoverati nessuno tifernate e 30 posti letto. Città di Castello è uno dei 4 ospedali dell’urgenza- emergenza in Umbria non può diventare dedicato COVID. Ci sono strutture sanitaria sotto stress ed altre quasi indenni. C’è una sola struttura per pazienti in isolamento domiciliare ed anche questa è a Città di Castello. Stiamo già facendo moltissimo”.
Il dibattito è nato sulla scorta di un’interrogazione di Castello Cambia, sulla chiusura della RSA, per pazienti fragili non trattabili a casa presso l’ospedale e di un’interpellanza di Tiferno Insieme sulle modalità ed i tempi dei servizi socio-sanitari. “Con la riorganizzazione Covid dell’ospedale è stata chiusa la RSA le famiglie si sono trovate in grande difficoltà alla cura e gestione di patologie croniche e degenerative” ha detto Emanuela Arcaleni, consigliere di Castello Cambia “Si è tamponato con sei posti, collocati presumibilmente presso RSA di Umbertide, che risultano esigui. Il piano della regione destina 12 milioni all’assunzione di personale anche ma non solo in funzione anti Covid. In questo quadro, quante richieste ci sono per ricoveri in Rsa e quanto è stato incrementato il personale assunto pre e post emergenza COVID, fino ad oggi?”. Nicola Morini, capogruppo di Tiferno Insieme, ha aggiunto “vogliamo sapere tempi e modalità dei servizi socio-sanitari. Se emerge la pandemia non regrediscono altre malattie che sono sempre ben presenti, soprattutto a carico degli anziani. Sta emergendo disagio per il ritardo di alcune visite specialistiche. L’assistenza domiciliare per queste dinamiche deve essere potenziata. Proponiamo un incontro in commissione Servizi con i vertici regionali e locali della sanità”.
Luciana Bassini, assessore alle Politiche sociali, ha riportato la relazione della ASL: “La direzione generale ha deciso di chiudere la RSA a marzo in concomitanza alla comparsa di un focolaio all’ospedale. Nel 2019 la RSA ha ricoverato 245 residenti fragili con patologie complesse. Chiudendola, i pazienti sono stati presi in carica dall’assistenza domiciliare nel rispetto delle linee nazionali e regionali COVID. Alcuni pazienti sono stati ricoverati nella lungo degenza di medicina, altri con l’assistenza domiciliare: 590 pazienti nel 2020, più rispetto del 2019, ma ci sono state difficoltà per il lock down che ha reso difficoltosa la diagnosi multidisciplinare. Il COVID ha complicato tutto con il triage, la dislocazione del centro prelievi, Villa Muzi, attualmente al completo con 17 posti, gestito dal Centro Salute di Città di Castello con richieste da tutta la regione. Ora stanno attivando anche l’ambulatorio mobile della Croce Rossa, gestito da via Vasari. Da agosto c’è il servizio tamponi: circa 200 al giorno, con lo screening sierologico del personale della scuola e di altri servizi. Il personale è stato incrementato di 3 unità il personale. Gli screening saranno ripristinati. Chiederemo qualcosa in piu”.
Dibattito. Il capogruppo di Forza Italia Cesare Sassolini ha proposto “L’assistenza domiciliare è un problema: serve anche per le persone giovani. L’altro aspetto sono le persone in stato di necessità economica. Facciamo una ricognizione e non respingiamo richieste d’aiuto, facciamo controlli ex post”. Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha detto: “Sugli anziani conseguenze pesanti. Non è vero che l’ospedale è tutto pieno. Ci sono possibilità di differenziare. Le risposte finora sono insufficienti. Programmiamo e approfondiamo le proposte alla ASL in commissione. La capacità di mediare ha un limite: Città di Castello da 16 è andato a 30 letti COVID; non siamo disponibili ad aumentare la capienza nella tutela dei cittadini e dell’ospedale”. Luciano Tavernelli, consigliere del PD, ha detto: “La RSA non può insistere dentro l’ospedale ma dentro la Muzi Betti, che già oggi garantisce un’alta specializzazione. Le scelte sull’ospedale non possono essere imposte ma vanno condivise. Per la sua posizione non può essere dedicato COVID. Ci aspettavamo un potenziamento della pneumologia ma non si è verificato. Condividiamo la linea del sindaco e i primi interventi devono essere per le persone più fragili”. Gaetano Zucchini, capogruppo del Gruppo Misto, ha detto: “La Rsa va inserita nella Casa della salute. Rendere l’ospedale dedicato COVID significa depotenziarla. La logica è far rimanere tutte le vocazioni che ha l’ospedale e sono i piani regionali a decidere non le strutture locali. L’ospedale è un DEA di primo livello, quindi dà risposte sanitarie di eccellenza, nella chirurgia, oculistica, rianimazione etc. Renderlo solo Covid significa spogliare un territorio di un servizio. Ognuno deve fare la propria parte e noi abbiamo già dato una grande disponibilità”. Marcello Rigucci, consigliere del Gruppo Misto, si e detto preoccupato del fatto che “siamo diventato il pozzo di San Patrizio dei problemi, rifiuti in discarica ed ora i malati Covid, si toglie il rischio dalle altre parti e si porta qui. Smettiamo di finanziare i CVA e diamo quei soldi a chi ha bisogno”. Giovanni Procelli, capogruppo della Sinistra, ha detto: faccio un appello ai deputati di tutti i partiti. Dovrebbero intervenire e dovrebbero dire che non siamo più disposti a subire queste violenze”. Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha constatato “siamo usciti dai binari dell’interpellanza che attiene poco ai poteri del comune ma ha valore geopolitico. Ma neanche oggi esauriremo l’ordine del giorno per parlare di niente. Non è nelle cose l’ospedale COVID a Città di Castello non per questo dibattito ma per buon senso. In cambio dei posti COVID abbiamo ricevuto un reparto di pneumologia. Il Governo ha scaricato sulle Regioni e sui Comuni. Un reparto Covid fa comodo anche a noi. Noi abbiamo abdicato in tutta Italia a situazioni in cui già stiamo pagando come le rsa, i tumori, tra qualche anno pagheremo la prevenzione non fatta.”.
Resoconto. No all’ospedale dedicato COVID: anche se formalmente non ha assunto nessuna determinazione, il consiglio comunale di Città di Castello nella seduta di lunedì 19 ottobre 2020 si è espresso contro la possibilità che l’ospedale fosse convertito completamente alla cura del Covid. Il dibattito è nato sulla scorta di un’interrogazione di Castello Cambia, sulla chiusura della RSA presso l’ospedale e di un’interpellanza di Tiferno Insieme sulle modalità ed i tempi dei servizi socio-sanitari.
“Con la riorganizzazione Covid dell’ospedale è stata chiusa la RSA (Residenza Sanitaria Assistita) che, a partire da maggio 2014, metteva a disposizione 16 posti”, ha detto la consigliera di Castello Cambia Emanuela Arcaleni presentando l’interrogazione, nella premessa evidenziando inoltre come “la RSA è inserita al 3° piano nell’Ospedale di Città di Castello, è una struttura finalizzata a fornire ospitalità, prestazioni sanitarie e assistenziali e di recupero a persone anziane e adulti non autosufficienti, con patologie cronicizzate, spesso non assistibili a domicilio per cause di tipo sanitario e/o socio-ambientali, e che non necessitano di ricovero nei reparti medici ospedalieri o nei centri di riabilitazione. Considerato che la chiusura della RSA presso l’Ospedale tifernate ha generato un’evidente ed effettiva carenza di posti di degenza, generando una situazione di notevole disagio sia in pazienti così fragili che all’interno delle loro famiglie che si sono trovate a dover gestire situazioni estremamente difficili, spesso non sentendosi in grado di affrontarle a causa dei molteplici e complessi compiti indispensabili alla cura e gestione di patologie croniche e degenerative”. “Come emerso nel dibattito consiliare e riferito dal sindaco “per la RSA, di cui con la realizzazione delle aree Covid al terzo piano dell’ospedale non è stata attuata un’esternalizzazione, si è proceduto alla collocazione dei pazienti presso il proprio domicilio, laddove possibile, o presso residenze protette, i cui posti Ietto complessivi disponibili sono stati aumentati di 6 unità”, che i sei posti, collocati presumibilmente presso RSA di Umbertide, risultano decisamente inferiori a quelli di prima e insufficienti alle esigenze, dovendo accogliere le richieste di un territorio molto vasto, l’andamento dell’epidemia ha generato in questi giorni la decisione della Regione Umbria di riaprire in via precauzionale il reparto Covid presso l’Ospedale tifernate e appreso che la Regione Umbria, ha reso nota la definizione di un Piano per il potenziamento e la riorganizzazione della rete assistenziale territoriale, finanziato con oltre 20,5 milioni di euro. Di questi, quasi 12 milioni (11,835 milioni) sono destinati nel 2020 all’assunzione di personale, in particolare di infermieri di famiglia e comunità per potenziare le cure domiciliari e far fronte all’emergenza epidemiologica da Covid-19 e soprattutto alla eventuale recrudescenza della pandemia, oltre che di medici e altre figure professionali”, il consigliere di Castello Cambia Emanuela Arcaleni, presentando al documento, chiedono “di rilevare attraverso ASL e Direzione Sanitaria, quale situazione stiano vivendo le famiglie con anziani precedentemente inseriti nella RSA tifernate, e se essi siano assistiti a domicilio o inseriti in altre Residenze sanitarie assistite; quante siano le richieste di assistenza e degenza presso RSA, attualmente non esaudite per mancanza di posti letto e quali aiuto stiano ricevendo le famiglie toccate da questo problema; di rendere noto se e quando sarà aperto di nuovo il servizio RSA pubblico, presso l’Ospedale o presso altra struttura e con quali disponibilità di posti e infine a fronte degli annunci, quale sia stato l’effettivo aumento di personale medico e infermieristico dedicato ai servizi territoriali domiciliari, a partire dal personale assunto pre e post emergenza COVID, fino ad oggi”. Nicola Morini, capogruppo di Tiferno Insieme, ha aggiunto “vogliamo sapere tempi e modalità dei servizi socio-sanitari. Il problema è che se emerge la pandemia non regrediscono altre malattie che sono sempre ben presenti, soprattutto a carico degli anziani. Il tema della ristrutturazione del servizio l’abbiamo vissuto in prima linea quando la RSA si è trasformata in reparto Covid. Ora c’è la possibilità che l’ospedale diventi Covid dedicato. Al di là dello spirito di servizio di molti addetti, sta emergendo disagio per il ritardo di alcune visite specialistiche. L’assistenza domiciliare per queste dinamiche deve essere potenziata. E’ una rete importante e all’avanguardia rispetto a deospedalizzare. Ma era già debole ed ora è andata più in sofferenza e gli utenti questo lo vedono. Proponiamo un incontro in commissione Servizi con i vertici regionali e locali della sanità”.
Il sindaco Luciano Bacchetta ha detto “abbiamo accettato di creare un reparto COVID a Città di Castello che da 14 è diventata 30, 28 sono occupati, nessuno è del posto ma per il criterio giusto della solidarietà abbiamo detto sì. La situazione in Umbria è drammatica, ieri ci sono stati più di 300 positivi. Stranamente Città di Castello ne ha solo 20. Comunità più piccole hanno numeri superiori a 50. Si sta discutendo di dedicare ospedali per intero a pazienti COVID. Nella conferenza stampa della Regione Umbria non è stato ancora comunicato quali saranno i due ospedali. Gli interventi governativi dovranno essere incrementati nella vita quotidiana anche a Città di Castello verso possibili assembramenti. Nei prossimi giorni dovremmo limare alcuni aspetti. I sindaci sono stati promossi custodi dell’ordine pubblico. Il lato paradossale è che il numero dei positivi va a merito o demerito della politica ma non è così. In questa fase sta creando turbolenze anche organizzative che vanno monitorate, credo che la presidente Tesei dimostrerà equidistanza e saggezza ma in certi casi il campanile va abbinato alla solidarietà. Oggi abbiamo 28 ricoverati nessuno tifernate e 30 posti letto. Città di Castello è uno dei 4 ospedali dell’urgenza- emergenza in Umbria non può diventare dedicato COVID. Ci sono strutture sanitaria sotto stress ed altre quasi indenni. C’è una sola struttura per pazienti in isolamento domiciliare ed anche questa è a Città di Castello. Stiamo già facendo moltissimo”.
Luciana Bassini, assessore alle Politiche sociali, ha riportato la relazione della ASL: “la RSA erano nate come punti di assistenza a persone con fragilità non gestibili a casa. La responsabile del Distretto sanitario Daniela Feligioni ci scrive che la RSA aveva 16 posti. Su decisione della direzione generale è stata chiusa a marzo in concomitanza alla comparsa di un focolaio all’ospedale. Nel 2019 la RSA ha ricoverato 245 residenti fragili con patologie complesse, assistiti e introdotti alla riabilitazione, garantire assistenza per mancanza di rete parentale. Il presidio ha trasformato la rsa per la lungodegenza. Chiudendola, i pazienti sono stati presi in carica dall’assistenza domiciliare nel rispetto delle linee nazionali e regionali COVID. Abbiamo aumentato i posti letto e la RSA si è trasformata in una Residenza protetta, sempre garantendo la sicurezza della struttura. Alcuni pazienti sono stati ricoverati nella lungo degenza di medicina, altri con l’assistenza domiciliare: 590 pazienti nel 2020, più rispetto del 2019, ma ci sono state difficoltà per il lock down che ha reso difficoltosa la diagnosi multidisciplinare. Il COVID ha complicato tutto con il triage, la dislocazione del centro prelievi, Villa Muzi, attualmente al completo con 17 posti, gestito dal Centro Salute di Città di Castello con richieste da tutta la regione. Ora stanno attivando anche l’ambulatorio mobile della Croce Rossa, gestito da via Vasari. Da agosto c’è anche il servizio tamponi: circa 200 al giorno, con lo screening sierologico del personale della scuola e di altri servizi, è stato incrementato di 3 unità il personale. Gli screening saranno ripristinati”.
L’impegno della ASL è importante. Chiederemo qualcosa in piu”. Il capogruppo di Forza Italia Cesare Sassolini ha proposto “di fare il punto. Il Governo ha lasciato un ambito di libertà in restringimento ai sindaci sulla sfera sociale. Li applicherà alla movida? L’assistenza domiciliare è un problema: serve anche per le persone giovani. L’altro aspetto sono le persone in stato di necessità economica. Facciamo una ricognizione e non respingiamo richieste d’aiuto, facciamo controlli ex post”. Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha detto: “Non si può continuare con questa logica con ricadute pesanti per gli anziani. Non è vero che l’ospedale è tutto pieno. Ci sono possibilità di differenziare. Le risposte finora sono insufficienti. Programmiamo e approfondiamo le proposte alla ASL in commissione. La capacità di mediare ha un limite: Città di Castello da 16 è andato a 30 letti COVID; non siamo disponibili ad aumentare la capienza nella tutela dei cittadini e dell’ospedale”. Luciano Tavernelli, consigliere del PD, ha detto: “I servizi territoriali sono importanti, il COVID ce lo ribadisce. La RSA non può insistere dentro l’ospedale ma dentro la Muzi Betti, che già oggi garantisce un’alta specializzazione. Le scelte sull’ospedale non possono essere imposte ma vanno condivise. Per la sua posizione non può essere dedicato COVID. Ci aspettavamo un potenziamento della pneumologia ma non si è verificato. Condividiamo la linea del sindaco e siamo sensibili al discorso che i primi interventi devono essere per le persone più fragili e sono certo che anche dentro il bilancio i fondi si troveranno. Anche perché il Governo ha promesso il ristoro”. Gaetano Zucchini, capogruppo del Gruppo Misto, ha detto: “La Rsa va inserita nella Casa della salute come accade nelle altre realtà. L’ospedale dedicato al COVID non esiste a mio giudizio perché nasce per coprire tutte le domande primarie di salute. Rendere una struttura dedicata significa depotenziarla. La logica è far rimanere tutte le vocazioni che ha l’ospedale e sono i piani regionali a decidere non le strutture locali. Mi imbarazza sottolineare che l’ospedale è un DEA di primo livello, quindi dà risposte sanitarie di eccellenza, nella chirurgia, oculistica, rianimazione etc. Renderlo solo Covid significa spogliare un territorio di un servizio. Ognuno deve fare la propria parte e noi abbiamo già dato una grande disponibilità”. Marcello Rigucci, consigliere del Gruppo Misto, si e detto preoccupato del fatto che “siamo diventato il pozzo di San Patrizio dei problemi, rifiuti in discarica ed ora i malati Covid, si toglie il rischio dalle altre parti e si porta qui. Smettiamo di finanziare i CVA e diamo quei soldi a chi ha bisogno”. Giovanni Procelli, capogruppo della Sinistra, ha detto: faccio un appello ai deputati di tutti i partiti. Dovrebbero intervenire e dovrebbero dire che non siamo più disposti a subire queste violenze”. Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha constatato “siamo usciti dai binari dell’interpellanza che attiene poco ai poteri del comune ma ha valore geopolitico. Ma neanche oggi esauriremo l’ordine del giorno per parlare di niente. Non è nelle cose l’ospedale COVID a Città di Castello non per questo dibattito ma per buon senso. Ogni Regione però lo deve trovare questo ospedale che nessuno lo vuole nel suo giardino. In cambio dei posti COVID abbiamo ricevuto un reparto di pneumologia. Il Governo ha scaricato sulle Regioni e sui Comuni. La Regione Umbria si è presa la libertà di una parziale didattica a distanza. Un reparto Covid fa comodo anche a noi. Noi abbiamo abdicato in tutta Italia a situazioni in cui già stiamo pagando come le rsa, i tumori, tra qualche anno pagheremo la prevenzione non fatta. Non dimentichiamo le battaglie che fece don Giuseppe Amantini per trasformarla in una Rsa. Non c’è riuscito ma forse è stato un bene. La commistione tra soggetti deboli mentalmente e fisicamente va tenuta distinta. Cerchiamo ognuno con il buon senso di dare delle risposte”.
Arcaleni, alla fine del dibattito è intervenuta per dire “Scongiuriamo un ospedale solo COVID. Il nostro territorio ha bisogno anche degli altri servizi. Sulla RSA: non sono pienamente soddisfatta. Può non stare in ospedale ma la RSA è di passaggio, a volte soltanto diventa lungodegenza. L’alternativa debba essere trovata: 590 pazienti assistiti in questi mesi dall’assistenza domiciliare sono stati sulle spalle degli stessi operatori. Molti servizi sono stati rallentati. I 3 infermieri di potenziamento sono pochi. Il disagio è serio ed evidente. Chiedo che venga portato all’attenzione non so in qualche forma. Avremmo dovuto farli per problematiche già esistenti come le liste d’attesa. Chiedo una progettazione nuova”. Morini: “Constato che ognuno ha il suo cavallo di battaglia, io ho la famiglia, che sta reggendo tutto in termini di emergenza. La rete familiare non ci sarebbe stato, regione, comune che tenga. Il numero di addetti o l’organizzazione è insufficiente? A scuola a maggior impegno corrispondono maggiori premi. Gli enti locali a Città di Castello non si tirate indietro ma quando si dice che a fronte di questo impegno ci sono tre infermieri in più non mi sembra perequativo”. In chiusura il sindaco: “Non ho pregiudizi sulla Regione. Mi ha stupefatto che circolasse la notizia del COVID dedicato che non ha fondamento logico. I dati di Sansepolcro parlano di 9 positivi. La situazione sta precipitando. Si porrà il problema dei posti COVID già al completo per i tifernati: sarebbe un paradosso. Il problema del personale è annoso e sussisteva anche prima. La nostra ASL ha lavorato molto bene: quando avevamo un cluster all’ospedale ne siamo usciti con una ricostruzione epidemiologica eccellente ed anche oggi si sta lavorando bene. Il Covid di oggi ha caratteristiche diverse: i nostri 28 positivi sono tutti giovani oltre la metà delle signore provenienti dall’Est. Ci sono due e tre minorenni. Il decreto del Governo dà ai sindaci poteri restrittivi, stiamo valutando la possibilità di misure calibrate sull’assembramento, ritrovi abituali nei parchi ad esempi. Dobbiamo cercare di non rovinare l’adolescenza ai nostri figli ma in questa fase temporanea e transitoria alcune valutazioni vanno fatte. Sull’ospedale COVID coinvolgerò i capigruppo”.
Scuole sicure: Carabinieri e Polizia locale insieme per il contrasto all’uso di sostanze stupefacenti
Scuole sicure. Carabinieri della stazione di Città di Castello e polizia locale insieme per i controlli finalizzati alla prevenzione all’uso di sostanze stupefacenti e osservanza normative anti-Coviv19: presidi in piazza Garibaldi nei pressi delle fermate dei bus e davanti ad alcune scuole superiori della città. Operazioni che rientrano nell’ambito del progetto finanziato dal Ministero dell’Interno presentato dalla Polizia Municipale. Il Comune di Città di Castello era stato individuato dal Ministero fra i comuni beneficiari delle risorse del Fondo per la sicurezza urbana destinate al finanziamento di iniziative di prevenzione e contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti nei pressi degli istituti scolastici per l’anno scolastico 2020/2021 ( “Scuole Sicure 2020/2021 “).
Per accedere al finanziamento il Comune aveva presentato alla Prefettura di Perugia apposita domanda corredata da un progetto nel quale sono state descritte tutte le iniziative che si intendono porre in essere. La Prefettura ha verificato l’ammissibilità dell’istanza ed ha ammesso il progetto. Il progetto si svilupperà fino a maggio 2021 e coinvolgerà tutti gli Istituti Superiori e le Scuole Secondarie del Comune di Città di Castello. Prevede azioni educative ed informative all’interno delle Scuole che puntano a rendere i giovani consapevoli dei rischi e dei danni derivanti dall’uso delle droghe e ad indirizzarli verso scelte positive e responsabili. Saranno inoltre rafforzati ed incrementati i servizi della Polizia Locale, in sinergia con le altre Forze di Polizia, nei pressi degli Istituti Scolastici e lungo i percorsi di avvicinamento per contrastare il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti. “L’avvio di questo importante progetto – commentano il sindaco e vicesindaco e assessore tifernate alla Polizia Municipale, Luciano Bacchetta e Luca Secondi – testimonia da un lato le capacità di progettazione della amministrazione comunale che in questo modo è sempre pronta a cogliere le opportunità di finanziamento; d’altro lato riafferma come fra i principali obbiettivi vi sia quello educativo, specie delle fasce giovanili, al rispetto civico ed un controllo preventivo anche sul versante delle disposizioni del contenimento della pandemia Covid19. “Cogliamo ancora l’occasione – hanno concluso – per ringraziare il Prefetto di Perugia e tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine membri del comitato della sicurezza che hanno approvato tale nostro intervento, una dimostrazione di attenzione gratificante. Una menzione particolare alle agenti del Corpo di Polizia Locale, Martina Passeri e Lorena Gazzilli che hanno di fatto redatto il tutto ed è soprattutto grazie al loro impegno che si è addivenuti a questo importante risultato.” CDCNOT/20/10/20/COMINLINEA/423/GGAL
“A scuola ci andiamo da soli”: divertente, sano e sicuro. Firmato il protocollo del progetto più comunemente conosciuto come “Pedibus”
Firmato questa mattina nella Sala del Consiglio il protocollo del progetto “A scuola ci andiamo da soli”, che ha messo intorno al tavolo amministrazione comunale di Sansepolcro, Asl Toscana sud est, Istituto Comprensivo di Sansepolcro, Comitato Nessunisola, Confcommercio provincia di Arezzo, Confesercenti e Associazione Commercianti Centro Storico.
Erano presenti il sindaco Mauro Cornioli, l’assessore Gabriele Marconcini, la responsabile dell’articolazione del Distretto Asl Valentina Anemoli, la presidente del Comitato Laura Giovannacci, il rappresentate di Confcommercio Massimiliano Micelli e il dirigente scolastico Domenico De Angelis.
Gli obiettivi del progetto sono di educare i bambini al rispetto dell’ambiente e delle norme relative alla sicurezza stradale, progettando la città a dimensione di bambino. “Dopo la fase sperimentale dello scorso anno, adesso stanno funzionando i due percorsi che portano i bambini da Porta Fiorentina e da Porta Romana fino alle due scuole primarie – ha spiegato Giovannacci – Si tratta di quasi 60 alunni in tutto, entusiasti di questa iniziativa. Sono accompagnati da volontari, spesso genitori o nonni che si sono messi a disposizione. Il risultato che vorremmo raggiungere è che i ragazzi vadano a scuola da soli, senza necessità di accompagnatori. Pian piano, mettendo in completa sicurezza l’area, ci riusciremo”.
Sul fronte della sicurezza è stata indispensabile la collaborazione della Polizia Municipale a cui sono andati i ringraziamenti di tutti i soggetti coinvolti. Ma anche il ruolo dei commercianti non è da meno. “Chi ha l’attività lungo la strada diventa una sentinella per questi bambini – ha spiegato Micelli – I negozi sono punti di riferimento e luogo sicuro, anche al di fuori del percorso fatto al mattino”.
“La Asl ha sempre incentivato e sostenuto le iniziative come questa – ha detto Anemoli – perché non si parla mai abbastanza di salute e di stili di vita salutari. La crescita sana dei nostri ragazzi passa anche da progetti di questo tipo”.
Il dirigente scolastico De Angelis ha sottolineato che, pur avendo un ruolo marginale nel progetto, la scuola accoglie con grande entusiasmo l’iniziativa, che “cade” proprio in un momento difficile, in cui è bene evitare assembramenti di studenti e genitori di fronte agli istituti.
“Innanzitutto per i bambini, la possibilità di andare a scuola da soli produce risvolti psicologici e sociali che fanno crescere – ha concluso l’assessore Marconcini – In questo modo si responsabilizzano e nel prendere confidenza con il mondo esterno imparano ad essere autonomi. Inoltre, in un momento delicato come quello che stiamo vivendo, questo progetto ci aiuta a gestire razionalmente gli accessi a scuola. Approfitto dunque dell’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno permesso di dare seguito a questa esperienza. Il protocollo ha la durata di tre anni”.
Cercatore di funghi trova esemplare a dir poco originale del peso di 1,35 kg
Va a funghi e si imbatte su un esemplare ad dir poco maxi ed originale. Tre porcini con i gambi attaccati allo stesso ceppo che alla prova della bilancia hanno superato il chilo e 350 grammi. Se non e’ un record poco ci manca e comunque quella inusuale composizione non e’ certo cosa di tutti i giorni. Anche per un abituale cercatore di funghi infatti non e’ facile imbattersi in esemplari di questo peso e forma: così e’ accaduto nei boschi della zona sud del comune ad un tifernate da sempre appassionato per le passeggiate in mezzo ai boschi con cestino e bastone in legno sempre con il naso all’ingiù pronto a scorgere questi tesori della natura prelibati e ricercati in cucina come i tartufi. Dopo il comprensibile attimo di stupore al fortunato cercatore non e’ rimasto altro che immortalare quel porcino a “tre teste” con qualche foto prima di consegnarlo in mani esperte fra i fornelli e gustarlo con i propri familiari. Sarà senza dubbio una giornata da ricordare. Se non è un record assoluto poco ci manca e per lo meno lo è per questa stagione. Il tutto è dovuto, secondo gli esperti cercatori di funghi, a un ottobre non freddo umido al tempo stesso, che ha fatto sì che la stagione dei funghi si prolungasse. Con il risultato di canestri colmi e successive pietanze da far leccare i baffi.
Ad in Primo Piano, Luciana Bassini
Torna In Primo Piano. Ospite del programma condotto da Michele Tanzi, ed in onda questa sera dalle ore 21 su retesole (Ch 13), l’assessore al sociale del Comune di Città di Castello Luciana Bassini
Covid-19 a Sansepolcro: Cornioli “oggi si registrano 9 casi di positività. Da oggi torna l’aggiornamento quotidiano”
Cari cittadini,
Dopo il DPCM di ieri non è più possibile abbassare la guardia. Lo abbiamo fatto in questi ultimi mesi, inutile nascondersi. La voglia di normalità era troppo forte, ma non si può più.
Teniamo bene a mente le regole, che nessuno può evitare: ognuno di noi può essere positivo e non saperlo. Il nostro primo pensiero devono essere le persone più fragili, soprattutto gli anziani. Per loro il virus può diventare davvero pericoloso. Tuteliamoli, teniamoli isolati, prendiamo tutti gli accorgimenti possibili.
A livello di scuole, al Borgo per il momento sono in quarantena due classi: una del Liceo classico linguistico e una della scuola materna. Buone notizie invece dall’Artistico: la classe che era in quarantena è rientrata.
Valgono per tutti le cosiddette 3 M: mascherina, mani pulite e metro di distanza. Tutti devono rispettare queste regole, non c’è un’alternativa.
Il virus può interessare chiunque e spesso è difficile anche capire quando avviene il contagio.
Familiari, amici, colleghi di lavoro: chiunque è a rischio e può contagiarci.
Ecco i dati di oggi comunicati dall Asl Toscana sud est relativamente ai nuovi positivi a Sansepolcro. Si tratta di 9 persone:
Bambino di 3 anni in isolamento domiciliare
Uomo di 57 anni in isolamento domiciliare
Donna di 60 anni in isolamento domiciliare, contatto di caso
Uomo di 65 anni in isolamento domiciliare
Ragazzo di 15 anni in isolamento domiciliare, contatto di caso
Donna di 24 anni in isolamento domiciliare
Uomo di 52 anni in isolamento domiciliare
Donna di 60 anni in isolamento domiciliare
Uomo di 90 anni, ricovero in ospedale.
Da oggi, l’aggiornamento sui casi sarà quotidiano.
A domani, un saluto
Scegliere tra cuore e progresso, in via Agio Torto parla la Street Art
Continuerà a lavorare a Sansepolcro fino a mercoledì prossimo Zed 1, lo street artist fiorentino che sta trasformando la grande parete di un edificio tra via Agio Torto e via dei Servi.
Con la collaborazione di Benedetta Matteucci, il suo progetto sta prendendo forma, con il disegno di un uomo, un balestriere per la precisione, che ha nelle mani la possibilità di orientare il suo futuro o verso le mete imposte dal consumismo, o verso quei sentimenti autentici che sono simboleggiati da un cuore.
“Il soggetto scelto rientra perfettamente nel tema della cultura della pace che stiamo portando avanti con il progetto ‘L’Arte in-strada’ – dichiara l’assessore Gabriele Marconcini, che stamattina ha fatto visita al cantiere – Abbiamo chiesto a Zed 1 di utilizzare qualcosa che sia emblematico di Sansepolcro e siamo entusiasti che la scelta sia ricaduta sul tema della balestra. L’opera è veramente bella e sembra quasi uscire dalla bidimensionalità della parete; i colori sono vivi e luminosi, mentre il volto riporta i tipici tratti distintivi che con il tempo sono diventati il segno più caratteristico di Zed 1”.
Si arricchisce quindi il circuito della Street Art al Borgo, dopo le opere di altri artisti che negli ultimi mesi si sono alternati nel centro storico: da Ache 77 a Ninjaz, da Cento e Deno a ExitEnter.

“Aver deciso di creare un circuito nel centro storico, con questi lavori, ha un duplice significato – spiega Marconcini – Da una parte ci sono il recupero e la valorizzazione degli spazi imbrattati, garantendo così una manutenzione più accurata nel tempo; dall’altra per motivi culturali e turistici, visto che sull’onda di Banksy al Borgo stanno arrivando tanti visitatori che amano questa arte, soprattutto giovani. Creare questo tipo di sistema in periferia, per esempio, non ci aiuterebbe più di tanto in questo senso: sarebbe dispersivo e sicuramente i turisti non avrebbero occasione di apprezzare le opere come accade invece nelle loro passeggiate in centro. Dobbiamo essere bravi a trovare il giusto equilibrio tra antico e moderno. Questa può essere una marcia in più per la nostra comunità e per la rivitalizzazione del centro storico”.
Intanto, sabato prossimo alcuni ragazzi dello Skate Park saranno con l’assessore Marconcini in via del Campaccio per ridipingere due muri imbrattati. “E’ un modo per sensibilizzare i giovani contro gli atti vandalici. Un’azione di valore simbolico ed educativo in cui crediamo molto”.
Incidente in via delle crocerossine a Città di Castello. Donna trasportata in ospedale per accertamenti
Alle 10,00 di questa mattina, si è verificato un incidente in via delle crocerossine a CittàdiCastello.
Un autovettura Citroën condotta da una cittadina extracomunitaria uscendo dal distributore con direzione ospedale è entrata in collisione con una Fiat panda che stava percorrendo la stessa arteria in direzione zona industriale.
La conducente della Citroën e stata accompagnata in ospedale dal 118. Sul posto per i rilievi il Corpo di Polizia Municipale tifernate.
A Trestina un’area verde intitolata ad Angiolo Zamponi, esponente politico del PSI tra i anni 60 e 90″
L’area verde pubblica di via Svezia a Trestina porterà il nome di Angiolo Zamponi, detto “Angelo”, esponente politico socialista che ha legato la propria vita a un impegno nelle istituzioni, nella comunità di Trestina e nella zona sud del territorio comunale che ancora oggi, a oltre vent’anni dalla sua morte, parla a tutti della passione, della serietà e del senso civico di un uomo considerato un benefattore. Con una cerimonia pubblica particolarmente sentita sabato mattina è stata scoperta la targa che d’ora in poi legherà all’indimenticato personaggio scomparso nel 1998 lo spazio pubblico al centro della nuova lottizzazione residenziale della frazione.
“Il giusto e doveroso riconoscimento a una persona che tanto ha dato al Comune di Città di Castello, rappresentando bene la comunità di Trestina, per la quale ha fatto molto, lasciando di sé il buon ricordo di una persona che ha messo una passione infinita, un impegno unico, una grande volontà di lavorare e impegnarsi per la collettività”, ha commentato il sindaco Luciano Bacchetta, che ha partecipato all’iniziativa pubblica insieme ai familiari, i figli Tommaso, Giulio, Annunziata e Augusto, la nuora Ivetta Dini e i nipoti Nara e Daniele, ai rappresentanti del gruppo consiliare del Partito Socialista, guidati dal capogruppo Vittorio Morani, al presidente della Società Bocciofila Trestinese Luciano Domenichini, al presidente della Pro Loco Luca Medici, a tanti amici e conoscenti. Presente anche Luciano Tavernelli, presidente della commissione Assetto del Territorio che ha recepito la richiesta di intitolazione presentata dai componenti del gruppo consiliare del Partito Socialista a supporto della petizione sottoscritta dai cittadini del trestinese.
Ricordato come “assessore alla breccia” per il suo impegno a sostegno delle esigenze legate ai lavori pubblici nella zona sud, Angiolo Zamponi è stato eletto consigliere comunale per tre legislature, dal 1965 al 1980, ricoprendo anche la carica di assessore nella giunta comunale del sindaco Venanzio Nocchi. “Una persona che voleva bene a questa comunità e si è sempre spesa per risolvere i problemi e creare opportunità, un politico vero, che dava molto per il senso di appartenenza a questo territorio e perché credeva tanto nelle risorse dei suoi cittadini”, hanno ricordato durante la cerimonia il figlio Giulio e la nipote Nara. Il consigliere Morani ha sottolineato la soddisfazione del gruppo del Psi per la possibilità di dare il meritato riconoscimento alla figura di “un personaggio che ha interpretato la politica vera, quella fatta tra la gente e per la gente”, mentre Domenichini ha sottolineato “il grande impegno con cui ha sostenuto lo sviluppo socio-economico di Trestina e della zona sud, favorendo la creazione di opportunità di lavoro per centinaia di persone appartenenti a quest’area territoriale”.
Covid-19 a Città di Castello: Bacchetta “in due giorni 6 nuovi positivi e un guarito. Da noi non c’è vera emergenza, come in Umbria. Su ospedali Covid necessario assunzione di responsabilità regionale”
“Città di Castello ha avuto negli ultimi due giorni sei nuovi positivi e un guarito, per cui il totale passa a 27 positivi, un numero sicuramente da monitorare, ma nettamente inferiore al contesto umbro”. E’ così che il sindaco Luciano Bacchetta ha aggiornato oggi la situazione dell’emergenza da Covid-19, nel quadro di una valutazione della situazione regionale legata alla gestione della pandemia. “Ieri in Umbria abbiamo avuto 327 nuovi positivi, una delle percentuali più alte d’Italia”, ha osservato il primo cittadino, nel richiamare l’attenzione sul fatto che “la nostra regione stia vivendo un’emergenza vera, drammatica”. “A Città di Castello non ne abbiamo la percezione, per fortuna, perché non abbiamo nessun ricoverato e i nostri positivi sono in isolamento domiciliare contumaciale – ha sottolineato Bacchetta – mentre il reparto Covid del nostro ospedale ospita 28 ricoverati, nessun tifernate, per cui questo è un tributo che paghiamo ovviamente e volentieri alla solidarietà regionale”. “La situazione umbra oggi è assolutamente di totale emergenza e qualcuno ne deve prendere atto”, ha puntualizzato il sindaco, che ha elencato i casi di positività registrati a livello regionale: “714 a Perugia; 262 a Terni; 122 a Bastia Umbra; 111 a Foligno; 106 a Corciano; 94 ad Assisi; 70 a Magione; 66 a Gubbio; 63 a Passignano; 55 a Spoleto; 50 a Marsciano; 48 a Sangemini; 47 a Narni; 36 a Umbertide; 29 a Tuoro; 28 a Deruta”. “Il contesto regionale umbro è assolutamente drammatico – ha ribadito Bacchetta – non poniamoci il problema del perché lo sia, le motivazioni possono essere moltissime, ma il dato vero e inquietante è che i malati di Covid sono oggi di fatto a Perugia, a Terni e a Città di Castello”. “Occorre una programmazione regionale seria – ha chiarito il sindaco – vi sono alcuni ospedali che sembrano non toccati dal Covid, ma siccome la solidarietà deve essere regionale, il problema è regionale e non è possibile che Città di Castello per senso di solidarietà e responsabilità ospiti 28 malati Covid, nessuno di questa città, e altri ospedali invece non abbiano alcun reparto Covid”. “Bisognerà porsi il problema in maniera seria, responsabile, non ipocrita e non farisea, altrimenti il sindaco di Spoleto ha ragione”, ha sostenuto Bacchetta, che ha spiegato: “non è possibile che vi siano agnelli sacrificali in Umbria, per cui bisogna spalmare sull’intero territorio regionale il peso dei malati Covid da ricoverare in ospedale”. “C’era un piano iniziale, completamente disatteso e non so perché, che va ripristinato e credo che davvero, uscendo dai campanili, l’assunzione di responsabilità dev’essere generalizzata, da parte di tutti”, ha rimarcato il sindaco. “Il nuovo Dpcm del governo imporrà alcune scelte abbastanza significative, i sindaci sono chiamati a fare gli sceriffi, ma io non lo sono e non lo sarò mai, ma come sempre faremo il nostro dovere”, ha affermato Bacchetta, ricordando “la decisione già assunta a suo tempo di annullare la Mostra del Tartufo, nonostante nella nostra realtà ci siano pochissimi positivi, al contrario di altri che invece la volevano confermare con moltissimi positivi”. “Oggi il Dpcm spazza via ogni ipotesi, per cui iniziative legate a mostre non ci saranno e dovremo lavorare intensamente sulla messa in sicurezza del nostro territorio comunale, facendo in modo, se possibile, di assicurare il divieto di assembramento nei parchi e nelle zone dove è possibile che la cosiddetta movida dei nostri giovani sia concentrata”, ha anticipato il primo cittadino. “Voglio però spendere una parola per i giovani”, ha puntualizzato Bacchetta, che ha detto: “gli stiamo rubando la giovinezza, l’adolescenza, e non è una bella cosa, mi dispiace molto, però purtroppo ci dev’essere un’assunzione di responsabilità collettiva”. “Oggi è una fase nella quale l’eccesso di prudenza è comunque consigliabile rispetto a ogni altra ipotesi”, ha ammonito il sindaco, che si è detto in accordo con il fatto che le attività di pubblico esercizio possano lavorare fino alle ore 24.00 e che sulle scuole, “giustamente, si escludano la chiusura e l’applicazione della didattica a distanza tout court, per cui lavoreremo perché la didattica in sede, a scuola, nelle classi, continui perché è un fatto educativo e sociale”. Vedo che la filosofia di quest’ultimo Dpcm sia quella di tentare di eliminare le situazioni di rischio, senza per questo tornare a un nuovo lockdown e io lo condivido molto, moltissimo, perché dobbiamo continuare a vivere, utilizzando le norme della sicurezza che sono necessarie”, ha asserito Bacchetta. A margine di un incontro in ufficio, il sindaco ha chiamato in causa anche il direttore del Distretto Altotevere dell’Usl Umbria 1 Daniela Felicioni, cogliendo l’occasione per “ringraziare gli operatori della struttura territoriale dell’azienda sanitaria per la grande passione e il grande impegno che mettono nella battaglia contro il Covid, perché sono loro che fanno tamponi, fanno la ricerca epidemiologica, il lavoro di base contro questa pandemia”. Nel ringraziare i colleghi del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica e del Dipartimento di Prevenzione dell’Usl Umbria 1, con particolare riferimento alla dottoressa Pasquale e alla dottoressa Pazzaglia, “che – ha detto – seguono passo, passo tutti i casi positivi e i loro contatti stretti, proprio per contribuire a contenere la diffusione del contagio”, la dottoressa Felicioni ha sottolineato l’importanza dei controlli effettuati attraverso l’esecuzione dei tamponi, “il test di elezione per stabilire la contagiosità di un individuo”. “Grazie alla costituzione del drive-through nello storico Centro di Salute in via Vasari a Città di Castello, solo negli ultimi 16 giorni abbiamo fatto 1.441 tamponi e più di 300 test sierologici”, ha riferito la responsabile del Distretto Altotevere, nel ringraziare “i medici e gli infermieri della struttura e dei centri di salute del Distretto, che hanno fatto un grandissimo lavoro, rendendosi disponibili anche ad andare nelle case all’inizio della pandemia per fare i test e continuando a fare vaccinazioni, assistenza domiciliare, prelievi sanguigni”. “E’ con questo lavoro che siamo riusciti a individuare i positivi, a tenerli a casa, a risalire ai loro contatti e a proteggerli e quindi ad avere una conoscenza anche delle situazioni che si stanno verificando nel territorio, quelle familiari, prevalentemente, perché adesso la maggior parte dei casi sono intra-familiari, ma anche quelli nelle scuole, dove abbiamo dovuto lavorare sui gruppi di classe nelle stesse modalità”. “Ringraziamo anche i cittadini per la pazienza che hanno quando ci sono file per le prestazioni che eroghiamo, anche al drive-trough, nelle situazioni in cui sono più della media dei 100 al giorno che stiamo tenendo”, ha concluso Felicioni.
Pallavolo serie B/M: ErmGroup San Giustino, al via la sesta settimana di preparazione
I boys di Ermgroup San Giustino iniziano oggi il sesto ciclo di preparazione atletica. Questa settimana sono previste due sedute in sala pesi, martedì e giovedì mattina, con il preparatore atletico Giovanni Collacchioni, allenamenti tecnici al palazzetto con Coach Francesco Moretti, e due allenamenti congiunti insieme a Sir Safety Perugia, martedì ore 18:45 nuovamente a Santa Maria degli Angeli e sabato, ore 18:00, tra le mura domestiche del Palazzetto di San Giustino. Da oggi comincia la fase di scarico e con i due allenamenti congiunti si inizia a prendere il ritmo di gara.

Bilancio in consiglio, soldi per scuole, covid e antisismica. Approvato DUP e mappa delle agevolazioni gpl
Variazione di bilancio in somma urgenza per il comune di Città di Castello che l’assessore alle Finanze Vincenzo Tofanelli ha illustrato al consiglio di lunedì 12 ottobre 2020: “Circa 500mila euro destinati prevalentemente alle scuole sia per le misure di distanziamento sociale che per l’adeguamento sismico a La Tina, Riosecco e Pascoli, 75mila andranno ai sette ex ed attuali dirigenti come arretrati al rinnovo contrattuale.
Vittorio Vincenti, consigliere di Tiferno Insieme, ha chiesto “il ripristino delle strade di accesso alle scuole”. Nicola Morini, capogruppo di Tiferno Insieme, “dove sono previsti i gazebo”. Marcello Rigucci, consigliere del Gruppo Misto, ha parlato anche delle misure presenti nell’aggiornamento al DUP e nella variazione di bilancio relativa, a partire “da circa un milione e cinquecentomila euro per il Fondo dei debiti non esigibili, per un milione e mezzo dell’Archivio di Palazzo Vitelli che doveva essere concluso nel 2019 e invece si mettono altre 14mila euro a bilancio. Per la Scatorbia poco meno di un milione, ma gli stanziamenti precedenti? Spesi per i Cva?
A Trestina oltre mezzo milione, Titta e Badiali circa 250mila euro, La Casella 400 mila euro, etc. Si spendono i soldi a Lugnano e San Leo Bastia ma non per le Logge Bufalini. Per le scuola 140mila euro di progettazione: Badia Petroia smantellare la vecchia scuola e rifarla nuova costerà un milione di euro. A Trestina 1milione e 350 per fare la riqualificazione sismica. Per le spese legali abbiamo speso 500mila euro: il comune è sempre in Tribunale. Per Palazzo Vitelli che è della Fondazione spendiamo un milione e mezzo”. L’assessore ai Lavori Pubblici Luca Secondi ha replicato che “i gazebo sono strutture mobili che saranno utilizzati anche in seguito a rotazione negli edifici a cui serviranno. Li compreremo. Nella replica Tofanelli ha ribadito “è una variazione in positivo, sono soldi in entrata”. Il consiglio ha approvato a maggioranza con 4 astenuti, 15 favorevoli e il voto contrario di Rigucci.
Quasi lo stesso esito (14 sì, un astenuto e 6 contrari) per l’aggiornamento del DUP con conseguente variazione di bilancio: “Abbiamo mutato gli obiettivi su cui saranno giudicati i dirigenti. Attualmente il nostro stato d’attuazione è a settembre. Ma siamo intervenuti perché il COVID ha cambiato le cose specialmente per l’accertamento sui tributi e sulla programmazione delle scuole ed altri servizi che prevedevano libera circolazione e presenza. E’ un DUP è indicativo: per gli obiettivi siamo ad una realizzazione del 45%. Aspettiamo il rendiconto del 2020 per avere un’idea più compiuta. Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha detto che “non si può liquidare in due parole il ritardo negli obiettivi. Il problema del Covid non spiega tutto.
La manovra sull’Irpef comunale ha colpito pensionati e lavoratori precari. Nel 2020 non si è tornati indietro ma si è gravato ancora di più sulla no tax area. I problemi di questa amministrazione sono strutturali, compresa la riscossione dei tributi”. Rigucci è intervenuto ancora per dire che “Abbiamo formato un dipendente pagandogli un corso di due anni per il Digipass ma usufruiamo della Bufalini e la paghiamo per questo servizio. La Biblioteca non funziona e non ci va nessuno ma ristrutturiamo il terzo piano”. Tofanelli ha detto : “Pagare tutti per pagare meno sarebbe l’ottimale e agiremo su questo. L’addizionale comunale è la stessa dell’anno scorso ma è stato ridotto l’introito perché la gente ha lavorato meno. I più poveri hanno avuto dei benefici. La Tari non è stata aumentata ma ridotta, l’Imu è ferma come i servizi a domanda individuale, neanche l’inflazione abbiamo adeguato. Vogliamo fare una città talebana e vendiamo i cva o chiudiamo la biblioteca? Questa amministrazione ha mantenuto tutti i servizi”. Tofanelli ha presentato anche la mappa delle zone metanizzate e non metanizzate per gli sgravi previsti a chi non ha la fornitura: “Ogni anno estendiamo la rete ma ancora ci sono zone non servite. Con questa delibera i gestori del GPL per il riscaldamento possono applicare l’agevolazione”.
Bucci ha chiesto “di informare i cittadini di questa opportunità e del facsimile della domanda”. Marco Gasperi, consigliere del Gruppo Misto: “Alcune aziende hanno avuto problemi ad avere le agevolazioni. La Giunta si interessi a questa problematica”. La mappa è stata approvata.
La scuola primaria Di Vittorio e la scuola dell’infanzia Monini premiate con il certificato di qualità nazionale eTwinning
Doppio riconoscimento per il II Circolo di Umbertide che con la scuola primaria “G. Di Vittorio” e la scuola dell’infanzia “Marcella Monini” ha ottenuto il certificato di qualità nazionale eTwinning rispettivamente per i progetti “My Poem My Song My Picture” e “I feel you”.
Nell’anno scolastico 2019/2020 e soprattutto in un momento molto difficile a causa della sospensione delle attività didattiche dovuta alla pandemia da Covid -19, i due plessi hanno infatti portato avanti con impegno e dedizione i progetti pianificati attraverso la collaborazione tramite TIC di insegnanti e alunni non solo di scuole italiane, ma anche di Paesi diversi.
La condivisione e l’interazione tra le classi partner è avvenuta all’interno di un’area virtuale detta “TwinSpace”, uno spazio di lavoro online pensato per incentivare la partecipazione diretta degli alunni e consentire di personalizzare il progetto didattico a distanza.
“My Poem My Song My Picture” ha coinvolto gli alunni delle classi terze, quarte e quinte della scuola primaria “G. Di Vittorio” che sono riusciti a familiarizzare con la lingua inglese e hanno acquisito una buona competenza digitale. Alcuni prodotti sono stati realizzati in modalità cooperativa con strumenti digitali collaborativi ed interessanti.
Con “I feel you” tutte le classi della scuola dell’infanzia Monini hanno inteso condividere con altri Paesi il progetto di plesso e di Circolo incentrato sulla consapevolezza emotiva come base di una buona cittadinanza, realizzando anche laboratori sulle emozioni, in particolare sulla gioia, la paura, la tristezza e la rabbia. Da questo percorso ne è uscita una bellissima collaborazione che è continuata in DAD soprattutto con un’altra scuola italiana, quella di Casalmaggiore di Cremona, e la scuola di Humpolec nella Repubblica Ceca, con le quali gli scambi sono continuati anche attraverso collegamenti via Skype.
ETwinning è la più grande community europea di insegnanti attivi in progetti collaborativi tra scuole nata nel 2005 su iniziativa della Commissione Europea e attualmente tra le azioni del Programma Erasmus+ 2014-2020, eTwinning si realizza attraverso una piattaforma informatica che coinvolge i docenti facendoli conoscere e collaborare in modo semplice, veloce e sicuro, sfruttando le potenzialità del web per favorire un’apertura alla dimensione comunitaria dell’istruzione e la creazione di un sentimento di cittadinanza europea condiviso nelle nuove generazioni.
L’azione è il tramite per aprirsi ad una nuova didattica basata sulla progettualità, lo scambio e la collaborazione, in un contesto multiculturale e con numerose opportunità di formazione e riconoscimento di livello internazionale.
Pierluigi Marzocchi presidente regionale di Confartigianato Estetica. Eletto all’unanimità, guiderà la categoria regionale per i prossimi 4 anni
È aretino il nuovo presidente regionale di Confartigianato estetica. Si tratta di Pierluigi Marzocchi, che ricopre anche l’incarico di presidente provinciale della categoria. Per Marzocchi, che è stato eletto all’unanimità, è un grande segno di fiducia da parte di tutti i suoi colleghi che testimonia il grande lavoro e la dedizione che Marzocchi ha sempre dimostrato in tutti gli incarichi avuti fino ad oggi
“Sono lieto di questo nuovo incarico e ringrazio i colleghi che mi hanno votato all’unanimità- ha detto Marzocchi – continuerò con il massimo impegno un lavoro che mi ha già visto impegnato in passato sui tavoli regionali e nazionali in rappresentanza della Toscana.”
Quello dell’estetica in Toscana è un comparto importante che conta diverse migliaia di imprese. “Abbiamo una legge regionale – ricorda Marzocchi – che si differenzia in molti punti dalla normativa nazionale. Per questo il rapporto con la Regione a Firenze è particolarmente importante e, come ho già fatto in passato, sarà questo uno dei punti principali del mio impegno, che porterò anche al livello nazionale, tanto più che presto sarà recepita anche in Italia una nuova normativa europea.”
Un impegno a tutto tondo quello di Marzocchi, che riguarderà tutti gli aspetti che riguardano la categoria, a tutti i livelli, da quello provinciale, a quello regionale e non mancherà certo l’impegno anche in campo nazionale, specialmente in un momento come questo caratterizzato dall’emergenza covid, che impone di essere pronti in ogni momento per fronteggiare la situazione.
In proposito Marzocchi ribadisce la posizione nettamente contraria di Confartigianato su ipotetiche chiusure degli esercizi, che nei giorni scorsi era stata ventilata più volte, anche se è stata per il momento scongiurata.
“Un simile provvedimento – sottolinea Marzocchi – è da evitare assolutamente , perché sarebbe inutile oltre che estremamente dannoso per la categoria. I nostri imprenditori hanno investito tantissimo per garantire la massima sicurezza delle aziende, per gli operatori e i clienti, pertanto un’eventuale chiusura di queste attività non servirebbe a nulla, se non a mettere in ginocchio un settore, molto importante per l’economia e anche per la salute delle persone, e che ha già pagato molto salato il periodo di lockdown della scorsa primavera. E’ necessario invece, ed in questa direzione va il nuovo Dpcm, che ha conferito maggiori poteri ai sindaci, che le autorità vigilino altrove, ovvero sugli assembramenti nelle strade e nelle piazze dei centri urbani, che sono forieri di pericoli quando si verificano concentrazioni di persone, spesso senza osservanza di misure di sicurezza. Per quanto ci riguarda – conclude Marzocchi – saremo sempre estremamente vigili e pronti ad intervenire per difendere la salute di tutti, ma anche per tutelare un’attività economica, qualle del comparto estetica e benessere, importante per gli operatori e per tutta l’economia.”.
Covid 19 a Citerna: oggi e domani verrà donato dal ComunediCiterna, a tutti gli studenti delle scuole elementari e medie, set con 10 mascherine per ogni alunno
Oggi e domani verrà donato a tutti gli studenti delle scuole elementari e medie del nostro Comune un set di 10 mascherine per ciascun alunno.
La consegna sarà fatta ai docenti dal gruppo della Protezione Civile di Citerna.
L’Amministrazione comunale ha deciso di destinare ai ragazzi delle nostre scuole molte delle mascherine che sono state donate al Comune in questi mesi sia dai privati che dalle aziende.
Un segnale importante per sensibilizzare e supportare i ragazzi all’utilizzo delle mascherine non solo durante le lezioni, ma anche in quei contesti della vita quotidiana in cui la protezione è necessaria per contenere la diffusione del Virus.
Grazie ai comportamenti corretti di ognuno di noi, potremo continuare a svolgere le nostre attività quotidiane in sicurezza.
Incidente a Trestina, conducente estratto dalle lamiere dai Vigili del Fuoco
La squadra dei Vigili del fuoco di Citta’ di Castello è intervenuta qiesta mattina intorno alle 5.30 in località Trestina a seguito di un incidente stradale. Vista la complessità del sinistro si è reso necessario un intervento per l’estrazione del conducente del mezzo, dopodiché lo stesso è stato affidato alle cure del 118












