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Pallavolo Altotevere, è una sestina da podio

Con sei 3-0 di fila, la squadra biancazzurra insegue i primati di Pineto, Grottazzolina e Sorrento. Gustinelli: “Bene il record, ma conta soprattutto il secondo posto”

È arrivato il sesto 3-0 consecutivo per la ErmGroup Altotevere e allora è partita la caccia alla statistica per capire se vi siano stati precedenti migliori nel campionato di Serie A3 Credem Banca e se la striscia dei biancazzurri costituisca o meno primato. I numeri dicono che al momento c’è chi ha fatto ancora meglio con le sequenze dei 3-0. Se prendiamo in considerazione la sola regular season, due squadre sono arrivate a quota 7: la M&G Grottazzolina (girone Blu) nella stagione 2019/’20, quella poi interrotta dal Covid e la Romeo Sorrento (sempre girone Blu) nella fase di andata dello scorso anno. Tuttavia, il record assoluto appartiene all’Abba Pineto: nell’annata 2022/’23, gli abruzzesi – inseriti nel girone Bianco – arrivarono a otto sommando le ultime sei gare della stagione regolare con le prime due dei play-off. Dietro le tre performance sopra descritte, si colloca quella della ErmGroup, anche se il diesse Valdemaro Gustinelli guarda in primis alla sostanza: “Ciò che conta è il fatto di trovarci oramai a un passo dalla qualificazione in Coppa Italia – dice – ma l’obiettivo da inseguire è il secondo posto in classifica al giro di boa, poi tutto in teoria può ancora accadere: a oggi, servono altre due vittorie piene per garantirselo, il che significa battere Mantova e San Donà di Piave. Noi abbiamo a disposizione sei punti (perché riposiamo l’ultima giornata) e Belluno nove; a parità di punti e di vittorie con i veneti, saremmo avvantaggiati dal quoziente set, che attualmente è di 3,33, migliore persino di quello della capolista Reggio Emilia. Virare al secondo posto significherebbe giocare in casa il 14 gennaio la partita secca di Coppa del nostro girone”. Calcoli a parte, Gustinelli è alquanto soddisfatto per l’andamento in generale del campionato: “Contro Trebaseleghe hanno funzionato battuta, correlazione muro-difesa e contrattacco, segnali chiari di crescita perché significa che stiamo imponendo il nostro gioco. Gli stessi singoli sono cresciuti: Favaro ha dimostrato di essere una pedina di equilibrio, Marzolla è tornato a essere lui e adesso stiamo attendendo il totale recupero di Cipriani, che ci farà comodo. Anche per Cappelletti, entrato domenica scorsa a terzo set avviato per un risentimento al polpaccio, le notizie sembrano buone in vista della delicata gara di sabato a Mantova”. Dove la ErmGroup ritroverà l’ex Matteo Maiocchi e dove Gustinelli avrà per “speciale” avversario il suo amico Andrea Radici, tecnico tifernate della Gabbiano Farmamed.  

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La consigliera regionale Letizia Michelini accoglie con piacere la notizia dell’inserimento dell’Ospedale di Città di Castello tra i 15 migliori ospedali d’Italia nel Piano Nazionale Esiti di Agenas

Accolgo con grande piacere la notizia che l’Ospedale di Città di Castello sia stato inserito tra i 15 migliori ospedali d’Italia nel Piano Nazionale Esiti di Agenas. Si tratta di un riconoscimento importante, che conferma la qualità del lavoro svolto quotidianamente dagli operatori sanitari e il valore del presidio tifernate per l’intero sistema regionale.
La Regione Umbria, attraverso il lavoro della Presidente Stefania Proietti, intende proseguire con determinazione nel percorso di rafforzamento di tutti i presidi ospedalieri e nella riorganizzazione delle reti, affinché si possano migliorare le specializzazioni, ampliare le prestazioni e garantire un’offerta sanitaria sempre più qualificata e omogenea. L’obiettivo è chiaro e cioè che ogni ospedale deve diventare un punto di forza di una rete integrata, capace di rispondere in modo efficace ai bisogni dei cittadini in tutto il territorio regionale.» E’ quanto dichiarato dalla consigliera regionale Letizia Michelini.

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Agenas: l’Ospedale di Città di Castello tra i 15 migliori d’Italia. Nessun ospedale umbro rimandato per gli standard di qualità


Dal Piano nazionale esiti 2025 di Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) arriva un riconoscimento significativo per la sanità umbra. L’Ospedale di Città di Castello è stato inserito tra le 15 migliori strutture italiane, avendo raggiunto livelli alti e molto alti in sei delle otto aree cliniche considerate: cardiocircolatorio, sistema nervoso, respiratorio, chirurgia generale, chirurgia oncologica, gravidanza e parto, osteomuscolare e nefrologia.
Il rapporto Agenas evidenzia inoltre un miglioramento delle performance di altri tre ospedali della regione: Orvieto, Foligno e Gubbio. All’Azienda ospedaliera di Perugia è stato attribuito un livello molto alto in tre ambiti strategici: sistema nervoso, chirurgia oncologica e gravidanza e parto.
Un ulteriore dato rilevante riguarda gli standard di qualità dell’assistenza: nel Programma nazionale esiti 2025 l’Umbria risulta tra le poche realtà italiane – insieme a Valle d’Aosta e Provincia di Trento – a non registrare alcun ospedale “rimandato”. A livello nazionale, quasi due strutture su dieci sono state invece individuate come critiche e sottoposte a revisione tramite audit: 197 su 1.117 valutate, con una maggiore concentrazione nel Mezzogiorno.
La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha commentato: “I risultati diffusi da Agenas rappresentano un segnale importante per il nostro sistema sanitario. Il fatto che l’Umbria non presenti strutture rimandate sugli standard di qualità e che diversi presidi mostrino miglioramenti concreti conferma l’impegno dei professionisti e delle direzioni aziendali. Continueremo a lavorare senza sosta per garantire servizi pubblici di sanità e salute sempre più efficaci e vicini ai cittadini

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Chiesa di San Francesco gremita per il concerto di Joy Garrison Quartet

Chiesa di San Francesco gremita per il concerto di Joy Garrison Quartet,
Concerto bellissimo e coinvolgente con il pubblico che nel finale ha cantato insieme all artista un paio di brani
entusiasti i commercianti del Consorzio Pro Centro promotore dell evento.
“Ringrazio il Sindaco Luca Secondi che ci ha onorato della sua presenza, il Comune, e l’associazione Jazz e Blues che ne hanno consentito la realizzazione”, ha dichiarato Flavio Benni presidente del consorzio Pro Centro

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Sansepolcro ha celebrato il ponte dell’Immacolata con una carrellata di inaugurazioni, tradizione protagonista con presepi e mostre d’arte.

Sansepolcro, anche quest’anno, ha vissuto un ponte dell’Immacolata ricco di partecipazione e bellezza. Accanto all’apertura ufficiale del Borgo del Natale 2025/26 e all’accensione delle luminarie, l’intera città si è animata con numerose inaugurazioni che hanno confermato la straordinaria vitalità della tradizione presepiale borghese.

Diversi i momenti significativi che hanno scandito questo fine settimana di festa, a partire dall’apertura della 6ª edizione della Mostra di Arte Presepiale alla Chiesa di Santa Maria dei Servi, un appuntamento ormai consolidato che ogni anno si rinnova fonte di attrattività. Un evento che continua a crescere grazie all’impegno dell’Accademia Enogastronomica della Valtiberina e di tutte le realtà che contribuiscono con passione alla sua riuscita.

Il fine settimana ha visto anche l’apertura del tradizionale Presepe di Santa Marta, curato con sensibilità e dedizione dalla Rionale di Porta Romana, L’edizione di quest’anno accoglie la Natività attraverso scenografiche geometrie, un percorso simbolico e narrativo che prende ispirazione dalla Puglia e dai suoi elementi architettonici più iconici: il cono del trullo, il quadrato della masseria, l’ottagono di Castel del Monte. Un paesaggio essenziale, fatto di pietra, muretti a secco e ulivi secolari, che diventa metafora perfetta dell’incontro tra Cielo e Terra rappresentato dalla nascita di Gesù.

Un allestimento che unisce arte, fede e tradizione, capace di rinnovarsi di anno in anno pur rimanendo profondamente radicato nella storia della nostra comunità. Ad attirare l’attenzione di cittadini e turisti è stata anche la Via dei Presepi, un suggestivo percorso che da Porta Romana conduce fino a Piazza Torre di Berta, trasformando il cuore della città in un itinerario di arte e spiritualità.

Particolarmente apprezzato il presepe di Porta Fiorentina realizzato dall’Associazione Le Centopelli, dedicato quest’anno alla Natività di Andrea della Robbia. Un omaggio di grande valore culturale nel cinquecentenario della morte dell’artista, che richiama uno dei capolavori custoditi al Museo Civico di Sansepolcro. La scelta di riprodurre e valorizzare uno dei dettagli centrali dell’opera, insieme ai riferimenti alla figura di San Francesco in vista dell’ottavo centenario della sua morte, rinnova il legame profondo tra arte sacra, identità cittadina e storia del territorio.

L’Amministrazione comunale desidera esprimere un sentito ringraziamento a tutte le associazioni rionali, ai volontari, alle famiglie e agli artisti che, con creatività e impegno, continuano a rendere Sansepolcro un punto di riferimento regionale per la tradizione del presepe.

Una ricchezza culturale che si rinnova anno dopo anno, capace di unire memoria, fede, arte e comunità, regalando alla città un’atmosfera unica nel periodo più atteso dell’anno. Proprio come una nuova iniziativa realizzata dall’Associazione Commercianti del Centro Storico che ha pensato di creare un contenitore di arte e cultura popolare con l’iniziativa “I nonni raccontano” un luogo dove alcune figure storiche della città accolgono bambini di ogni età per tramandare tradizioni poi non così lontane

Sansepolcro prosegue così il suo cammino nel Borgo del Natale, invitando cittadini e visitatori a scoprire, lungo tutto il mese di dicembre e fino all’Epifania, le tante iniziative diffuse che rendono il nostro territorio un luogo speciale da vivere e da condividere.

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Sansepolcro ha celebrato il ponte dell’Immacolata con una carrellata di inaugurazioni, tradizione protagonista con presepi e mostre d’arte

Sansepolcro, anche quest’anno, ha vissuto un ponte dell’Immacolata ricco di partecipazione e bellezza. Accanto all’apertura ufficiale del Borgo del Natale 2025/26 e all’accensione delle luminarie, l’intera città si è animata con numerose inaugurazioni che hanno confermato la straordinaria vitalità della tradizione presepiale borghese.

Diversi i momenti significativi che hanno scandito questo fine settimana di festa, a partire dall’apertura della 6ª edizione della Mostra di Arte Presepiale alla Chiesa di Santa Maria dei Servi, un appuntamento ormai consolidato che ogni anno si rinnova fonte di attrattività. Un evento che continua a crescere grazie all’impegno dell’Accademia Enogastronomica della Valtiberina e di tutte le realtà che contribuiscono con passione alla sua riuscita.

Il fine settimana ha visto anche l’apertura del tradizionale Presepe di Santa Marta, curato con sensibilità e dedizione dalla Rionale di Porta Romana, L’edizione di quest’anno accoglie la Natività attraverso scenografiche geometrie, un percorso simbolico e narrativo che prende ispirazione dalla Puglia e dai suoi elementi architettonici più iconici: il cono del trullo, il quadrato della masseria, l’ottagono di Castel del Monte. Un paesaggio essenziale, fatto di pietra, muretti a secco e ulivi secolari, che diventa metafora perfetta dell’incontro tra Cielo e Terra rappresentato dalla nascita di Gesù.

Un allestimento che unisce arte, fede e tradizione, capace di rinnovarsi di anno in anno pur rimanendo profondamente radicato nella storia della nostra comunità. Ad attirare l’attenzione di cittadini e turisti è stata anche la Via dei Presepi, un suggestivo percorso che da Porta Romana conduce fino a Piazza Torre di Berta, trasformando il cuore della città in un itinerario di arte e spiritualità.

Particolarmente apprezzato il presepe di Porta Fiorentina realizzato dall’Associazione Le Centopelli, dedicato quest’anno alla Natività di Andrea della Robbia. Un omaggio di grande valore culturale nel cinquecentenario della morte dell’artista, che richiama uno dei capolavori custoditi al Museo Civico di Sansepolcro. La scelta di riprodurre e valorizzare uno dei dettagli centrali dell’opera, insieme ai riferimenti alla figura di San Francesco in vista dell’ottavo centenario della sua morte, rinnova il legame profondo tra arte sacra, identità cittadina e storia del territorio.

L’Amministrazione comunale desidera esprimere un sentito ringraziamento a tutte le associazioni rionali, ai volontari, alle famiglie e agli artisti che, con creatività e impegno, continuano a rendere Sansepolcro un punto di riferimento regionale per la tradizione del presepe.

Una ricchezza culturale che si rinnova anno dopo anno, capace di unire memoria, fede, arte e comunità, regalando alla città un’atmosfera unica nel periodo più atteso dell’anno. Proprio come una nuova iniziativa realizzata dall’Associazione Commercianti del Centro Storico che ha pensato di creare un contenitore di arte e cultura popolare con l’iniziativa “I nonni raccontano” un luogo dove alcune figure storiche della città accolgono bambini di ogni età per tramandare tradizioni poi non così lontane

Sansepolcro prosegue così il suo cammino nel Borgo del Natale, invitando cittadini e visitatori a scoprire, lungo tutto il mese di dicembre e fino all’Epifania, le tante iniziative diffuse che rendono il nostro territorio un luogo speciale da vivere e da condividere.

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Sansepolcro, Dicembre a CasermArcheologica: inaugurazione di “Sacri scenari” e proseguimento di “Studio per un paesaggio”

Dicembre a CasermArcheologica è un mese che si apre e si moltiplica.

Inaugura Sacri scenari (in 4 atti) di Dalila Chessa, un attraversamento sensibile che inizierà il 13 dicembre alle 18.00.

Prosegue il dialogo della mostra Studio per un paesaggio di Laura Cattabianchi e Patrizio Anastasi, visitabile fino al 14 febbraio.

La mostra nasce in ascolto delle architetture di Palazzo Muglioni e trasforma ogni stanza in una soglia percettiva.

L’apertura di sabato 13 dicembre alle 18.00 sarà accompagnata dagli interventi di Alberto Serpente (corno), Samuele Boncompagni (teatro) e Luca Provenzani (violoncello), che guideranno il pubblico in un attraversamento performativo degli spazi.

La mostra, a cura di Matilde Puleo, è visitabile fino al 14 febbraio.

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“Maledetta Menopausa… che fretta c’era?” di Rita Ciani: un successo a Città di Castello

Grande successo alla Biblioteca Comunale di Città di Castello per la presentazione di “Maledetta Menopausa… che fretta c’era?”, il primo libro di Rita Ciani, psicologa, psicoterapeuta, sessuologa e ipnoterapeuta. La sala Paolo Rossi Monti era completamente gremita, con pubblico anche in piedi pur di assistere all’evento.

Il Sindaco Luca Secondi ha aperto l’incontro sottolineando il forte interesse per il tema trattato, evidenziato dall’affluenza straordinaria.

A seguire, l’intervento dell’avvocato Maria Grazia Giorgi, relatrice della serata, che non solo ha offerto una lettura attenta e profonda dei temi centrali del libro, ma ha saputo guidare con maestria l’intera presentazione. Con competenza, eleganza e una straordinaria capacità di rendere accessibili temi complessi, ha contribuito in modo determinante al successo dell’appuntamento.

Coinvolgente anche la lettura di alcuni brani a cura di Alessia Franceschi, che ha dato voce ai passaggi più significativi dell’opera.

L’autrice Rita Ciani ha risposto alle numerose domande del pubblico, dando vita a un confronto vivace, professionale, molto partecipato e piacevolmente ironico.

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Simone Cumbo, poeta tifernate, vince la menzione speciale al premio nazionale di Prosa e poesia Giuseppe Carpanacci

Il poeta tifernate Simone Cumbo si è aggiudicato la menzione speciale per la sua lirica Sguardi, poesia che parla della tragedia palestinese, alla quattordicesima edizione del premio nazionale di Prosa e poesia Giuseppe Carpanacci organizzato dalla Pro Loco di Spello e dall’associazione culturale il Tribbio.

«Ringrazio la Giuria per questa menzione, la poesia Sguardi parla di Palestina e di come questa tragedia ci vede spesso impotenti nel “Per non aver voluto vedere Per non aver voluto sentire”, come recita un verso della poesia…» – ha dichiarato Simone Cumbo

La premiazione si è svolta Sabato 6 dicembre presso il Teatro Subasio di Spello.

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A Cronache dal Palazzo Enea Paladino

Torna Cronache dal Palazzo. Ospite del programma condotto da Michele Tanzi, il Sindaco di Citerna, Enea Paladino

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Arezzo – Concluso il restauro della facciata della Pieve di Santa Maria

Si sono conclusi i lavori di restauro e consolidamento della superficie lapidea della facciata principale della Pieve di Santa Maria Assunta in Arezzo, uno dei gioielli d’arte e della fede più preziosi per la Chiesa diocesana e la comunità di Arezzo, un edificio tanto bello, quanto fragile. La facciata, dal piano del sagrato fino al terzo loggiato compreso, è stata sottoposta a un complesso ciclo di interventi con pulitura, consolidamento e successiva protezione del paramento lapideo. L’intervento, che si è protratto per circa nove mesi, si è concluso nei tempi previsti ed è stato reso possibile grazie a donazioni private, tra cui spicca quella di 1.000.000 di euro effettuata da Patrizio Bertelli, Presidente del Gruppo Prada, alla parrocchia.

“Sono felice che in tempi ragionevolmente brevi si sia arrivati a questo bel risultato – dice il vescovo Andrea Migliavacca -. Sono grato alla Soprintendenza per la celerità con cui è stata trattata la pratica, al dott. Bertelli per il contributo che rende possibile questo intervento, a don Alvaro e al nostro ufficio beni culturali e quello tecnico per aver seguito le procedure e a tutti coloro che si sono attivati. Si tratta di un intervento reso possibile grazie all’interessamento e al contributo di tanti, a partire dalla parrocchia, la Soprintendenza, il Comune, i tecnici e impresari e alcuni finanziatori che, compreso il valore dell’opera, non hanno fatto mancare un concreto aiuto. Tra i tanti va anche da parte mia ringraziato Patrizio Bertelli del gruppo Prada per il suo decisivo e importante intervento di finanziamento. Una chiesa come è la Pieve è patrimonio della diocesi, ma anche di tutta la città di Arezzo. Essa custodisce e riassume il racconto di secoli di storia e di fede, di vicende di vita e di volti che hanno varcato la sua soglia per trovare pace, speranza, consolazione e l’incontro con il Signore della vita. La facciata in particolare racconta queste tracce di Vangelo e di fede, di storia cristiana e di sguardo alla città”.

“La Pieve ci rammenta quanto importante sia continuare a perseguire gli obiettivi di una proficua collaborazione tra lo Stato e la Chiesa, secondo quanto previsto dall’Accordo di revisione del Concordato del 1984, dalle Intese Ministero e CEI del 1996, 2000 e 2005, tradotta in concrete azioni di tutela e valorizzazione – spiega il Soprintendente arch. Gabriele Nannetti –. La necessità di procedere celermente con sostanziosi interventi conservativi sull’imponente monumento, segnato però da una fragilità intrinseca nel materiale lapideo che lo caratterizza, ha favorito l’attivazione di fondamentali sinergie tra la Diocesi, la Soprintendenza e l’imprenditoria locale. All’intervento di restauro conservativo eseguito sulla facciata principale, condotto dalla Diocesi, si affianca quello della Soprintendenza, finalizzato alla riduzione della vulnerabilità statica e sismica del campanile, dell’abside e del transetto”.

Il restauro sulla facciata della Pieve ha previsto, ove indispensabile per motivi strutturali, la reintegrazione delle parti fortemente degradate e la sostituzione del fusto della colonna del secondo loggiato spezzatosi il 12 giugno 2023. Un lavoro effettuato con materiale lapideo identico o comunque somigliante all’originale in modo da garantire la distinguibilità dell’intervento di restauro, contemperando al tempo stesso l’esigenza storica con quella estetica e strutturale.

Nell’esprimere la soddisfazione per il compimento di questo intervento, si auspica altresì che si avviino al più presto i lavori previsti dal Ministero per l’ulteriore e necessario restauro della Pieve.

Il progetto di restauro della facciata principale della Pieve di Santa Maria Assunta in Arezzo e delle opere architettoniche è a cura dell’architetto Lorenza Carlini e insieme a Sandro Ceccolini, direttrice operativa; i lavori sono stati eseguiti dall’impresa Capannini Massimo e Alessandro; l’ingegner Gaetano Parisi, è stato il responsabile per la sicurezza; gli Uffici della Curia hanno seguito passo passo tutti i lavori e la cura del volume commemorativo.Con sincera gratitudine desidero esprimere il mio ringraziamento a coloro che ci hanno permesso di arrivare oggi al traguardo del restauro della facciata della Pieve. In particolare il cavalier Patrizio Bertelli, antico parrocchiano e come Giorgio Vasari, legato da sempre alla Pieve e testimone delle gioie e dei dolori della sua famiglia, insieme al ringraziamento all’avvocato Gatteschi, prezioso tramite. La ditta AEC Illuminazione s.r.l. per le luci della facciata. Il Rotary Club Arezzo Est per la costruzione della bussola in vetro con particolare ringraziamento al signor Marco Montini, promotore e finanziatore dell’iniziativa e all’attuale presidente dott.ssa Paola Falcone. La Banca Crédit Agricole Italia per il restauro dei tre portoni settecenteschi della Pieve e le spese di realizzazione del volume dedicato all’evento di inaugurazione. La ditta Novart s.p.a. di Maurizi Claudia. La ditta Oro Flash s.r.l. di Paffetti Mauro. Un ringraziamento particolare va ai vari benefattori che con la loro offerta anonima hanno contribuito a questo importante traguardo. Un grazie al cavaliere Alberto Papini del Rotary Club Arezzo, prezioso collaboratore per tutte le iniziative di restauro. Un doveroso ricordo va a una persona che si è prodigata lungamente per questo progetto, il signor Romolo Bianchini recentemente scomparso. Un grazie inoltre va a tutti coloro che hanno contribuito a una rapida soluzione del complesso restauro.

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Festa della Toscana 2025 – Il Coro Altotiberino celebra Andrea Della Robbia con un ponte di Pace

Grande successo per il convegno organizzato nell’ambito della Festa della Toscana 2025, che ha visto protagonista il progetto del Coro Altotiberino “Toscana, un ponte per la Pace – Simbolismo di Pace nelle terrecotte Robbiane”.
L’iniziativa ha inteso valorizzare il messaggio universale di pace racchiuso nelle opere di Andrea Della Robbia, in occasione del cinquecentesimo anniversario della sua morte, coniugando arte, storia e spiritualità in un dialogo aperto e inclusivo.
Relatori di prestigio
Il convegno ha ospitato interventi di grande rilievo:
• Mons. Luca Monti, Cancelliere della Chiesa Ortodossa in Italia e critico d’arte
• Fernando Bolivar Galiano, professore di Storia dell’Arte all’Università di Granada
• Silvia Gradi, professoressa di Lettere e studiosa della scuola Robbiana
• Bruno Guerpillon, scultore                                                      

• Emilia Dragoti M, scultrice
Ognuno ha offerto un contributo originale, sottolineando come il linguaggio simbolico delle terrecotte robbiane continui a parlare al presente, evocando valori di riconciliazione e dialogo tra culture.
Riconoscimento istituzionale.
Grazie alla compartecipazione del Consiglio Regionale della Toscana, il progetto del Coro Altotiberino è stato selezionato tra i migliori della rassegna, confermando la qualità e la forza del messaggio portato avanti dalla comunità musicale altotiberina.
 Il Coro Altotiberino rinnova così il suo impegno nel promuovere iniziative che uniscono arte e valori universali, offrendo alla Toscana e al pubblico un ponte di bellezza e di pace.

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Unione dei Comuni Valtiberina Toscana: Precisazioni su attività del servizio sociale, in merito all’allontanamento di alcuni minori dal nucleo familiare


A seguito delle notizie e dei filmati diffusi negli ultimi giorni riguardo l’allontanamento di alcuni minori dal nucleo familiare, si ritiene doveroso fornire precisazioni ufficiali allo scopo di garantire un’informazione corretta e completa. Il nostro Servizio è subentrato al Servizio Sociale e al Tribunale di Bolzano, che avevano già avviato un percorso di tutela nei confronti dei minori.
L’intervento è avvenuto in esecuzione di un provvedimento dell’Autorità Giudiziaria, emesso dal Tribunale d i Firenze dopo una attenta e approfondita valutazione della situazione familiare, nell’ambito del quale le nostre assistenti sociali hanno operato soltanto in qualità di ausiliarie del Tribunale per i Minorenni, attenendosi rigorosamente alle indicazioni ricevute.


Le modalità operative adottate durante l’esecuzione del provvedimento sono state preventivamente valutate tra tutti i soggetti coinvolti, i quali hanno operato con professionalità e nel pieno rispetto della normativa vigente. L’esecuzione del provvedimento è stata proceduta da un dialogo e da tentativi nei quali ogni professionista chiamato ad operare ha fatto la sua parte; questo per prevenire possibili situazioni di pericolo e con l’obiettivo primario di tutelare la
sicurezza e l’incolumità dei minori, dei familiari e degli operatori presenti.


È opportuno ricordare che il servizio sociale ha cercato, fin dalla presa in carico del caso, una collaborazione con l a
famiglia affinché questa attuasse i n autonomia gli interessi dei loro figli.
Dopo i primi incontri però i l dialogo della famiglia con i servizi sociali è progressivamente venuto meno.
Questa situazione h a determinato la valutazione di un intervento più strutturato, deciso dalla competente Autorità Giudiziaria, del quale il servizio sociale è stato mero esecutore.
È importante ricordare che né gli assistenti sociali né le forze dell’ordine coinvolte avrebbero potuto sottrarsi all’esecuzione del provvedimento del giudice. Invero la mancata esecuzione di esso costituisce il reato.


Il Servizio Sociale, nel pieno rispetto delle norme vigenti e della riservatezza, ribadisce che ogni azione intrapresa ha avuto e avrà come unico obiettivo la tutela dei minori, nel pieno rispetto dei loro diritti, della loro sicurezza e ribadisce la propria osservanza al mandato istituzionale.
Ribadiamo la disponibilità a fornire supporto e aiuto ai genitori in questo momento di particolare complessità e difficoltà, cercando di contemperare il più possibile le esigenze di questi ultimi con il percorso istituzionale in atto e le specifiche prescrizioni del giudice.


Unione Montana dei Comuni della Valtiberina Toscana

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Sansepolcro, il Teatro Dante ospita “UBI MAIOR”: sul palco Leo Gassmann e Sabrina Knaflitz diretti da Enrico Maria Lamanna

Il Teatro Dante di Sansepolcro prosegue la sua stagione di prosa con un appuntamento di grande rilievo artistico. Mercoledì 10 dicembre arriva in scena “UBI MAIOR”, intenso testo teatrale scritto da Franco Bertini, interpretato da Leo Gassmann e Sabrina Knaflitz, con la regia di Enrico Maria Lamanna.

La pièce racconta la storia di Tito, ventenne campione olimpico di scherma, un ragazzo integerrimo, dedito alla disciplina sportiva e impermeabile alle tentazioni del successo. La sua esistenza rigorosa e lineare subisce però una brusca interruzione quando un improvviso messaggio del padre lo richiama a casa. Ad attenderlo non c’è la gloria del podio, ma un pericolo reale, qualcosa che nemmeno la forza dello sport può arginare.

“UBI MAIOR” esplora con profondità il momento di svolta in cui un atleta idolatrato deve confrontarsi con la fragilità dell’essere umano, con i limiti, con la necessità di scegliere chi essere davvero. È un racconto contemporaneo che indaga il passaggio dall’eroe al figlio, dall’atleta al giovane uomo, in un intreccio emotivo che parla di responsabilità, coraggio e identità.

Accanto ai due protagonisti, completano il cast Barbara Begala e Matteo Taranto. Lo spettacolo si avvale di contributi artistici importanti: le scene sono di Fabiana Di Marco, i costumi di Teresa Acone, il disegno luci di Pietro Sperduti e le musiche originali di Adriano Pennino.

Un appuntamento di alto valore culturale che conferma la qualità della programmazione teatrale della città e offre al pubblico un’occasione per riflettere attraverso una storia intensa e attuale.

Il Comune invita la cittadinanza a partecipare a una serata di teatro ricca di emozione e grande interpretazione.

Inizio spettacoli ore 21. Prevendita attiva presso la Biblioteca a partire da due giorni prima di ogni spettacolo.

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Prevenzione furti e truffe: un incontro informativo per la cittadinanza promosso dalla Pro Loco Cisa con il patrocinio del Comune di Sansepolcro

La Pro Loco Cisa, a fronte dei casi di furto in abitazione e tentativi di truffa che nelle ultime settimane hanno interessato diversi comuni della Valtiberina organizza un importante appuntamento pubblico dedicato alla prevenzione e alla sicurezza dei cittadini.

L’incontro, patrocinato dal Comune di Sansepolcro, si terrà sabato 13 dicembre, dalle 10:00 alle 12:00, presso la Sala del Consiglio Comunale di Palazzo delle Laudi.

L’iniziativa, in collaborazione con le forze dell’ordine, nasce dall’esigenza di offrire alla popolazione informazioni chiare, strumenti utili e consigli pratici per riconoscere e prevenire le principali forme di raggiro e per tutelarsi dai reati predatori che, in questo periodo.

Durante la mattinata interverranno:

Ing. Fabrizio Innocenti, Sindaco del Comune di Sansepolcro

Prof. Stefano Farinelli, Vicepresidente del Comitato Provinciale UNPLI per la Valtiberina

Capitano Carmine Feola, Comandante della Compagnia Carabinieri di Sansepolcro

Saranno affrontati temi fondamentali come i principali modus operandi utilizzati dai truffatori, le buone pratiche quotidiane per mettere in sicurezza la propria abitazione, il ruolo delle reti di vicinato e l’importanza della collaborazione con le forze dell’ordine.

L’Amministrazione comunale esprime il proprio apprezzamento per l’iniziativa, sottolineando come momenti di informazione e confronto siano oggi più che mai necessari per rafforzare la consapevolezza dei cittadini e favorire comportamenti prudenti e responsabili.

La cittadinanza è invitata a partecipare. Un’occasione preziosa per informarsi, fare domande e contribuire insieme alla sicurezza della comunità.

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Inarrestabile Altotevere: contro Trebaseleghe arriva la sesta vittoria di fila per 3-0

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Trascinati da Marzolla (19 punti ed Mvp), i biancazzurri di Bartolini liquidano ancora in tre set i veneti. Il coach: “Continuiamo a lavorare così, per i bilanci c’è tempo”

Arriva il sesto 3-0 di fila per la ErmGroup Altotevere fra le mura amiche del palasport di San Giustino in una partita contro la Sav Trebaseleghe che nei primi due set non ha avuto storia dopo il sostanziale equilibrio iniziale. Difesa, battuta e attacco i fondamentali che hanno scavato il netto divario sul taraflex, poi però nella terza frazione i veneti si sono riorganizzati e hanno avuto il merito di approfittare anche di qualche distrazione dei locali per tenere in bazzica il confronto. Simone Marzolla, autore di 19 punti, è stato premiato come Mvp da Rachele Ranieri, titolare dell’omonimo oleificio di Città di Castello, sponsor della società.

CRONACA  Starting six consueti per le due squadre, ma con Cappelletti tenuto prudenzialmente a riposo a causa di un risentimento muscolare. Altotevere parte con la diagonale Biffi-Marzolla, schiacciatori Alpini e Favaro, al centro Quarta e Compagnoni, alternati nel ruolo di libero Pochini e Chiella. Risponde Trebaseleghe con la diagonale Martinez-Cester, centrali Munarin e Rampin, in banda Candeago e Ceoli, libero Amarilli. Non c’è coach Daldello, fisicamente indisposto e allora il compito di guidare la squadra spetta a Maria Ilaria Donadi.  Si parte con al servizio di Ceolin per i veneti e il primo punto è per Altotevere sull’errore di Cester in attacco. Punto a punto nelle prime fasi del set iniziale fino al 5 pari, con le formazioni che sembrano studiarsi, ma che non sembrano ancora trovare le misure giuste, soprattutto in attacco.

Compagnoni firma il 6-5 con un mani out dal centro, ma poi l’errore al servizio dei padroni di casa consegna la nuova parità (6-6). Il primo break è dei biancocelesti sull’errore in attacco di Ceolin, che spedisce fuori asta da zona 4 (8-6). Trabaseleghe si mantiene a contatto, ma Alpini su palla che scende a filo mette a terra per il nuovo + 2 dei padroni di casa, che si trasforma in + 4 con 2 ace consecutivi di Alpini (13-9). Altotevere allunga ancora: Marzolla mette a terra da zona 2 e va + 6 (17-11). Ancora ace, questa volta di Favaro, per il 19-12. Dalla parte di Altotevere funziona bene anche il collegamento muro-difesa, che consente di allungare ancora, liberando l’attacco su tutti i fronti (21-12). Trabaseleghe non ci sta, si riavvicina colpendo da zona 4, ma Altotevere è molto attenta e chiude il parziale con Favaro che mette a terra in diagonale da posto 4 (25-17). Nella seconda frazione, si riparte con le stesse formazioni iniziali. Di nuovo c’è equilibrio nelle prima fasi (3-3). Alpini aggiusta una pipe che diventa vincente, ma pareggia ancora Trebaseleghe con l’attacco vincente di Candeago (4-4). Pasticcio in ricezione degli ospiti sul servizio di Marzolla, ma è ancora parità sulla palla insaccata di Cester (6-6). Il primo break è dei padroni di casa che, con il muro di Biffi su palla spinta (9-7) e con il primo tempo di Quarta (10-8) mantengono il gap e allungano ancora con Alpini che mette a terra e con il muro di Quarta (12-8). Coach Daldello ferma il gioco, ma il turno al servizio di Biffi frutta il +7 con due ace consecutivi (15-8). Cester per i suoi cerca di non far dilagare gli avversari. Turno in battuta di Tesone (al posto di Quarta), che difende anche un pallone impossibile e propizia il + 8 per i suoi (20-12). 

Il tecnico dei veneti mischia le carte mandando in campo Zaghetto al posto di Candeago, poi fermando ancora il gioco. Interrompe l’emorragia degli ospiti un muro vincente del nuovo entrato, ma Altotevere è chirurgica. Cambio al palleggio per i veneti, con Rampazzo al posto di Martinez, ma il set è saldamente nelle mani di Biffi e compagni, che chiudono con l’ace di Alpini ottenuto con l’aiuto del nastro (25-14). Il terzo set inizia con Altotevere a spingere molto dai nove metri, ma anche in attacco, portandosi sul 3-1. Bagherone degli ospiti che coglie impreparati i padroni di casa e parità sull’attacco di parallela da zona 2 di Candeago che mette a terra (4-4). Streliotto (entrato al posto di Rampin) firma il 6-6 con un primo tempo vincente. Si veleggia ancora sulle ali della parità sull’attacco vincente di Cester da zona 2 (8-8). È ancora Cester da zona 2 che consente ai suoi di mettere il naso avanti e sull’azione successiva il muro vincente di Ceolin sull’attacco di Marzolla induce coach Bartolini a fermare il gioco sul punteggio di 9-11. Alla ripresa del gioco arriva il momento di Cappelletti, che rileva Alpini. Lungo videocheck sul muro di Marzolla che poi assegna il punto ad Altotevere (11-11). Il tecnico dei veneti ferma il gioco sul 12-11 e dopo un’azione molto lunga e combattuta è Candeago che riporta la parità (12-12). Ancora azione lunga, risolta da Marzolla che smeriglia le falangi del muro avversario (14-13). Doppio ace di Marzolla (17-14), con coach Daldello che è di nuovo costretto a fermare il gioco. Alla ripresa delle ostilità, il muro vincente di Favaro su Cester vale il +4 per i colori di casa (18-14).

Altotevere sembra in controllo, ma Trebaseleghe non molla e si riporta a –2 grazie all’ace di Munarin (21-19). Gli ospiti difendono tutto, ma alla fine Favaro mette a terra in diagonale da zona 4 (23-20). Poi è ancora Marzolla a mettere a terra con il videocheck che conferma e che consegna 4 match point ad Altotevere (24-20). Trabaseleghe si riavvicina annullando 2 palle match, con coach Bartolini che ci vuole parlare su e ferma il gioco. La chiude Compagnoni con Biffi che ha palla in mano e non esita a servirgli il primo tempo vincente su un piatto d’argento. Alla fine dei giochi, i valori in campo sono stati rispettati. Ma più che altro Altotevere ha continuato a macinare gioco come in occasione ella striscia di match vincenti che inanellato dopo le prime due sconfitte. E anche questa volta con un deciso 3-0, che, oltre a consegnare una squadra tonica e senza sostanziali sbavature, con l’attenzione molto alta in tutte le situazioni, ritrova un Marzolla sugli scudi, giustamente acclamato come Mvp del match. Il secondo posto è consolidato e adesso la squadra potrà guardare all’impegnativa trasferta di Mantova con il vento in poppa della piazza d’onore. Se non ci fosse una squadra hors catégorie come Reggio Emilia, non è certo fuori luogo affermare che queste sei vittorie consecutive potrebbero valere il primato. Ma alla fine i numeri contano relativamente, perché la squadra ha dimostrato di esserci, eccome. 

INTERVISTE

Simone Marzolla, opposto ErmGroup Volley Altotevere“Sono contento di aver ricevuto il premio Mvp e in generale della prestazione della squadra. Stiamo acquisendo consapevolezza e lo dimostriamo in ogni partita. Adesso ci attende la sfida di Mantova, dove dovremo fare altrettanto bene”. 


Marco Bartolini, coach ErmGroup Volley Altotevere“Una bella vittoria anche se non è stata così facile come si poteva pensare. Veniamo da una settimana difficile con tanti acciacchi. I ragazzi hanno reagito bene. Continuiamo a lavorare partita dopo partita. Tra qualche settimana fare un primo bilancio”


Gioele Favaro, laterale ErmGroup Volley Altotevere“Bello tornare a giocare con continuità. Per me poi è stata la prima volta dall’inizio. Mi sento meglio anche se sono limitato nel salto. Siamo ormai una squadra matura in grado di affrontare chiunque. Adesso ci attende Mantova, faremo bene”.

TABELLINO

ERMGROUP ALTOTEVERE – SAV TREBASELEGHE 3-0

(25-17, 25-14, 25-22)

ERMGROUP ALTOTEVERE: Tesone, Biffi 6, Marzolla 19, Favaro 10, Chiella (L2), Procelli 1, Alpini 9, Compagnoni 6, Pochini (L1) ricez. 50%, Cappelletti, Quarta 6. Non entrati: Cipriani, Cherubini, Marra. All. Marco Bartolini e Mirko Monaldi.

SAV TREBASELEGHE: Candeago 15, Cester 11, Streliotto 1, Munarin 4, I. Martinez, Zaghetto, Rampazzo, Amarilli (L1) ricez. 44%, Rampin 1, G. Martinez, Ceolin 5. Non entrati: Mason, Mistretta, Tosatto (L2). All. Maria Ilaria Donadi e Giorgio Reginato (assente Matteo Daldello). 

Arbitri: Matteo Mannarino di Roma ed Erika Burrascano di Messina. 

ALTOTEVERE: battute sbagliate 9, ace 9, muri 7, ricezione 41% (perfetta 24%), attacco 49%, errori 14.

TREBASELEGHE: battute sbagliate 9, ace 2, muri 2, ricezione 44% (perfetta 19%), attacco 33%, errori 27.

Durata set: 24’, 27’ e 32’, per un totale di un’ora e 23’.

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Una cabina di “regia” per monitorare le criticità delle dipendenze e della salute mentale

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Si è insediata ufficialmente presso la sede comunale su iniziativa dell’assessorato alle politiche sociali. Oltre al comune con la struttura dei servizi sociali ne fanno parte i referenti dell’arma dei carabinieri, commissariato di pubblica sicurezza,  guardia di finanza,  polizia locale, distretto sociosanitario altotevere, centro di salute mentale, servizio per le dipendenze oltre che la coordinatrice della zona sociale 1, Lorenza Scateni. 

Nello specifico l’intenzione è quella di iniziare ad analizzare situazioni problematiche del territorio, con complessità che possano riguardare più servizi per arrivare all’elaborazione di linee guida e protocolli operativi. L’assessore alle Politiche Sociali, Benedetta Calagreti, nel presiedere il primo incontro ha sottolineato “l’importanza di riunire rappresentanti di diversi livelli amministrativi e professionali per garantire un’azione sinergica ed efficace, fungendo da centro decisionale e di raccordo. “Con l’obiettivo di monitorare le criticità del territorio legate al mondo delle dipendenze e della salute mentale, e sulla scorta di esigenze emerse anche dai servizi sanitari di riferimento – ha detto Calagreti – come amministrazione comunale abbiamo invitato allo stesso tavolo tutte le forze territoriali che, a vari livelli di competenza, quotidianamente operano sul tema. L’idea è quella di dare una continuità periodica a questa cabina e consolidare il collegamento fra servizi e forze dell’ordine. Per questo stiamo lavorando alla redazione di un protocollo d’intesa e procederemo alla calendarizzazione di appuntamenti mensili, oltre alla possibilità di convocare il tavolo in situazioni emergenziali.” Durante l’incontro è emersa la necessità di coinvolgere il presidio ospedaliero ed altri servizi di medicina territoriale, che rappresentano spesso porte d’accesso per situazioni complesse. 

“Per questo – ha proseguito Calagreti – chiederemo loro di far parte integrante di questa cabina di regia che, ha l’obiettivo di consolidare una gestione unitaria di problemi che appartengono alla comunità e che, per questo, dobbiamo ben coordinare fornendo anche buone pratiche di comunicazione. Inoltre ho richiesto la disponibilità di un incontro con il consiglio comunale, per aggiornalo sulla situazione del territorio e offrire l’opportunità di un confronto costruttivo con i consiglieri”. La questione era stata già oggetto di una interrogazione ad Ottobre scorso della consigliera Luciana Bassini. Proprio in quella occasione l’assessore Calagreti aveva annunciato il varo della “cabina di regia” fornendo numeri e statistiche ufficiali che fotografano alla perfezione l’andamento della situazione. Nel premettere che l’amministrazione comunale di Città di Castello è costantemente impegnata sul versante delle dipendenze in coordinamento con gli altri enti della Zona Sociale 1, l’Usl Umbria 1, le forze dell’ordine e le scuole, l’assessore Calagreti aveva rese note le informazioni e i dati messi a disposizione dal Distretto Alto Tevere dell’Usl Umbria 1 diretto da Daniela Felicioni attraverso lo psicologo del Servizio per le Dipendenze (SerD) Francesco Valentini e un resoconto dell’attività svolta nel 2024 nell’ambito della Zona Sociale 1. Dalla relazione dell’azienda sanitaria locale è emerso gli accessi al SerD avvengono prevalentemente per forme di dipendenza come cocaina, gioco d’azzardo patologico (GAP) e alcol e che i soggetti assistiti sono sempre più poliassuntori. 

Nel solo comune di Città di Castello nel 2024 erano in carico al Servizio per le dipendenze 128 utenti (24 femmine e 104 uomini), di cui 95 in terapia sostitutiva (20 femmine e 75 maschi). Il servizio che si occupa della dipendenza da gioco d’azzardo patologico aveva in carico 29 persone (5 femmine e 24 maschi). L’assessore ha dato conto del fatto che “negli ultimi tre anni il SerD di Città di Castello ha iniziato un percorso finalizzato a generare risposte adeguate alle forme di dipendenza sempre più complesse, in un contesto generale nel quale il servizio si occupa anche dei percorsi per soggetti a cui a stata ritirata la patente per alcol, vicende del tribunale ordinario, dei minorenni e del carcere”. “Oggi la situazione è sempre più complessa e ramificata – aveva riferito Calagreti – non riguarda più solo l’abuso di alcol o sostanze stupefacenti, ma ci sono altre dipendenze: internet, lavoro (workaholism), sesso, relazioni affettive, attività fisica (vigoressia), mangiar sano e naturale (ortoressia), estetica, shopping, gioco d’azzardo (gambling). In virtù del mutamento di questi scenari il SerD ha intrapreso un percorso di forte collaborazione col Centro di Salute Mentale Alto Tevere e con i servizi sociali dei Comuni della Zona Sociale 1”.  In aggiunta all’azione che il SerD promuove da circa due anni nelle scuole per tutte le fasce di età, Calagreti si è soffermata sugli interventi negli istituti che i Comuni della Zona Sociale 1, di cui Città di Castello è capofila, programmano assieme alla medicina territoriale attraverso un tavolo integrato. 

Nel 2024 le attività di promozione della salute sono state attuate con il progetto “Formazione Unplugged” per la prevenzione delle dipendenze, che ha coinvolto la scuola secondaria di primo grado l’Istituto Comprensivo Leonardo da Vinci di San Giustino (12 docenti e 80 studenti formati); con il progetto “Pensiamo Positivo” per l’educazione socio-affettiva, che ha interessato l’Istituto Comprensivo Leonardo da Vinci di San Giustino (18 docenti e 180 bambini della scuola materna e primaria coinvolti) e il Secondo Circolo Didattico di Città di Castello (con 13 insegnanti formati e 99 bambini coinvolti); con il progetto “Yaps” (Peer education) nell’istituto Patrizi Baldelli Cavallotti (sede IPSIA Angelo Baldelli), rivolto a 30 alunni e 3 insegnanti, nel Campus Leonardo da Vinci di Umbertide (28 ragazzi e 5 docenti coinvolti) e nell’istituto Franchetti-Salviani di Città di Castello (26 alunni e 4 insegnanti formati). Calagreti aveva aggiornato il consiglio comunale anche sulle attività del programma d’accompagnamento territoriale attuate con le unità di strada, che nel 2024 hanno riguardato 8 utenti (strettamente del SerD) e 11 utenti del servizio GAP. Complessivamente, sono state assicurate 300 ore di attività di formazione per il GAP, 652 ore di servizio sul territorio, 1.006 ore finalizzate alla promozione della salute. 

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Escursione al canile: scarponi, giacconi e zaino in spalla per una inedita passeggiata insieme agli amici a quattrozampe

Sabato 13 dicembre alle ore 14 la Sezione CAI APS di Città di Castello, in accordo con ENPA, promuove l’originale esperienza di visitare il canile comprensoriale a Mezzavia di Lerchi con la possibilità di condurre in passeggiata alcuni cani ospiti della struttura. L’iniziativa, senza dubbio meritevole, è volta a sensibilizzare i soci sulle urgenti problematiche dell’abbondono degli animali, del randagismo e del maltrattamento, temi questi, che seppur affrontati legislativamente a partire dalla legge quadro 14 agosto 1991 n. 281, legge 189/2004 sul maltrattamento, il Decreto Legislativo n. 116/1992, fino alla recente Legge 6 giugno 2025 n. 82 in materia di reati contro gli animali e le modifiche al Codice penale e al Codice di procedura penale entrate in vigore il 1 luglio 2025, necessitano di un’attenzione e dedizione costante.

“Quest’ultima legge – precisano gli organizzatori del Cai con il presidente Claudio Busco in testa – oltre ad avere inasprito le pene per maltrattamenti e uccisioni, ha riconosciuto gli animali come esseri senzienti. Una mutazione normativa radicale che riconosce agli animali uno status giuridico.” “Siffatte constatazioni, inerenti il legame uomo-cane in quanto essere senziente, non sorprendono il CAI.

Basti pensare come i cani diventino preziosi alleati nelle attività del soccorso alpino. Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), che è una seziona nazionale del Club Alpino Italiano, agisce come servizio di pubblica utilità per soccorrere le persone in difficoltà in montagna, nelle grotte e in ambienti impervi, disperse sotto le valanghe, etc. ed i cani ne sono una componente fondamentale”. L’evento presso il Canile ENPA di sabato 13 dicembre si configura dunque tra quelle attività di sensibilizzazione su tematiche ritenute fondamentali per una crescita di civile consapevolezza e convivenza e che il CAI sostiene quali finalità statutarie del sodalizio. Info: ww.caicastello.it

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