Primo week end di Natale a Città di Castello: Natale in centro domani, sabato 7 dicembre 2019, propone dalle 16.30 alle 19. 30 il laboratorio “L’albero di Babbo Natale” a cura di Manuel Events. Domenica 8 dicembre 2019 dalle ore 16.30 alle 19.30 laboratorio “Letterina a Babbo Natale” e incontro con il vero Babbo Natale nel boschetto magico di Piazza Matteotti a cura di Manuel Events. Domani, sabato 7 dicembre, parcheggi gratuiti all’ex Sogema e in via Luca Della Robbia e con le strisce blu. In corso Cavour Tavole Natalizie a cura del Club 8.3, nella basilica inferiore, nella ex chiesa di Sant’Apollinare e a Palazzo Vitelli a Sant’Egidio la XX Mostra internazionale di arte presepiale. Domenica 8 dicembre torna sotto le Logge Bufalini l’Albero del Volontariato con oltre 50 associazioni dalle ore 9,00 alle ore 20,00 (il taglio del nastro ufficiale è previsto per le ore 10,30). Domenica 8 dicembre nella chiesa di San Francesco primo appuntamento del Dicembre Organistico tifernate alle ore 17.00 e l’inaugurazione del presepe della Mattonata in via del Molino. A Petrelle il Villaggio di Babbo Natale organizzato dalla Pro-loco.
Pallavolo serie C/F: Città di Castello, sconfitta e passo indietro, nel percorso di crescita
Nell’ottava giornata del campionato regionale di serie C il team biancorosso di mister Brizzi & Caterino cede malamente l’intera posta alle padrone di casa giocando in modo non convincente e non riuscendo a replicare le ultime buone prestazioni fatte. L’iter della gara è sempre stato in mano delle trevane anche se sia nel primo e terzo set le tifernati hanno cercato di opporsi e controbattere alle giocate delle avversarie e lottando nei set fino quasi alla fine. Nel secondo set invece si è mollata la contesa troppo presto e le biancorosse non sono state in grado di reagire agli attacchi delle padrone di casa.
Trevi, 07/12/2019 ore 21.00 palasport Trevi
TREVI VOLLEY – CITTA’ DI CASTELLO ……. 3 / 0
(25/17 25/9 25/20)
CITTA’ DI CASTELLO:. Boni, Caselli 1, Mearini 1, Alivernini 3, Poccioni (L1), Senesi 7, Ferrini 2, Bruschi, Mariottini 8, Pettinari, Traversini (L2). All. Brizzi – ass. Caterino – dir. Mandrelli
Trent’anni di CEIS insieme al Cardinale Gualtiero Bassetti. Teatro comunale gremito e tante toccanti testimonianze
“Dobbiamo credere che il desiderio di riscatto per risollevarsi da certi baratri è presente in tutti noi. Per questo è importante che i gruppi sociali, le parrocchie, i genitori lavorino più in sinergia per affrontare il problema delle dipendenze, non solo dalla droga. Si costituisca e si continui a costituire anche nel territorio una presenza operativa contro qualsiasi forma di dipendenza. Invito tutti, ciascuno nella propria condizione a continuare questo cammino perché fino a che ci saranno delle necessità o delle istituzioni che ve lo chiedono dovete continuare in maniera più forte, in maniera ancora più agguerrita quello che voi state facendo da trenta anni, grazie Don Paolino”. E’ quanto dichiarato ieri sera dal Presidente della Cei (Conferenza Episcopale Italiana), Cardinale, Gualtiero Bassetti, dal palco del teatro degli Illuminati di Citta’ di Castello nel corso della celebrazione dei trenta anni di attività del Ceis a Città di Castello, “trenta anni di lotta alle dipendenze e di aiuto alle persone”, come hanno precisato nell’introduzione don Paolino Trani, responsabile del Centro e l’amministratore Modesto Urbani, affiancati dal Presidente del Csa di Arezzo (di cui il Ceis dal 13 novembre del 1989 e’ una emanazione territoriale), Franco Valori, dal vescovo di Città di Castello, Monsignor Domenico Cancian, dal primo presidente e fondatore del Ceis tifernate, don Antonio Rossi. Accanto a loro presenze istituzionali a partire dalla vice-ministro alla Istruzione, Università e Ricerca, On. Anna Ascani, al sindaco, Luciano Bacchetta e all’assessore alle politiche sociali, Luciana Bassini. In sala anche il comandante della Stazione dei Carabinieri di Città di Castello, luogotenente, Fabrizio Capalti. L’incontro è stato preceduto e intervallato dalla esibizione musicale applaudita del maestro Fabio Battistelli e di Stefano Falleri. Quindi il teatro a cura di Gilda Foni ed alcune toccanti testimonianze dei ragazzi presenti in sala assieme alle loro famiglie e agli operatori socio-sanitari che da sempre collaborano con il centro tifernate. Nel ricordare che la “droga continua ad uccidere” e che Città di Castello non può considerarsi “isola felice”, il vescovo tifernate a fatto riferimento alla recente relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia curata dal dipartimento delle Politiche antidroga della presidenza del Consiglio da cui dati alla mano, si evince purtroppo che l’Umbria “è la regione con il più elevato tasso di decessi droga-correlati, davanti ad Abruzzo e Molise”. “Dati e statistiche che fanno riflettere – ha detto Cancian – e ci riportano tutti alla realtà e alla consapevolezza che insieme in sinergia e collaborazione quotidiana puntando sull’educazione, la prevenzione, l’ascolto si può uscire da questo tunnel e vedere la luce della speranza in fondo. I trenta anni del Ceis, grazie a don Antonio, Don Paolino ai volontari alle famiglie dei ragazzi, agli operatori, alle istituzioni, alle parrocchie stanno a rappresentare proprio questo, una base di partenza per rilanciare con forza e vigore questa straordinaria esperienza di servizio e di comunità che è racchiusa in questo teatro. Noi saremo sempre al vostro fianco”, ha concluso il vescovo Cancian. “Ho praticamente l’età del Ceis e mi occupo di educazione dei giovani, di cultura, di scuola – ha dichiarato la vice-ministro Anna Ascani – non potevo mancare a questo importante appuntamento e con orgoglio anche da tifernate sono qui per farvi sentire la vicinanza delle istituzioni nazionali che accanto a quelle locali a partire dal comune da sempre in prima linea possono fare tanto per il futuro. Quello della droga e della diffusione delle sostanze stupefacenti soprattutto fra i giovanissimi è un problema emergenziale da affrontare tutti insieme nella consapevolezza che la fragiltà non è una colpa ma è ciò da cui puo’ entrare la luce della speranza”, ha concluso la vice-ministro Anna Ascani. Di passione, senso di appartenenza e vicinanza costante ai più deboli e a coloro che si trovano in difficoltà ha parlato il sindaco, Luciano Bacchetta, che ha ringraziato i fondatori del Ceis, Don “Tonino” Rossi in testa, Modesto Urbani e Don Paolino Trani, autentici motori di una macchina di solidarietà e assistenza di cui tutta la comunità tifernate è orgogliosa. “Don Paolino e tutti coloro che gli sono a fianco da trenta anni – ha concluso il sindaco Bacchetta – hanno affrontato il rapporto con i ragazzi in maniera laica senza pregiudizi e sentenze annunciate. Il comune come allora ha fatto e farà sempre la sua parte stando vicino a tutti voi che ogni giorno tenete accesa la speranza dei ragazzi e delle loro famiglie che proprio questa sera hanno raccontato che si può uscire dal tunnel delle dipendenze e ripartire a testa alta consapevoli di aver intrapreso la strada sbagliata”. Anche l’assessore alle Politiche Sociali, Luciana Bassini ha rinnovato i ringraziamenti di tutta la comunità locale e del mondo dell’associazionismo che oggi celebra al Loggiato Gildoni con “L’albero del volontariato” la giornata della solidarietà. “In questi trenta anni sono passate per il Ceis circa 1300 persone con un’età media che va da 25 a 50 anni, uomini in prevalenza, un terzo dei quali provenienti dal carcere. Sempre più spesso accogliamo stranieri anche se non abbiamo dati sul successo di questo cammino, che è molto tortuoso e può non raggiungere mai punti di non ritorno” ha concluso don Paolino Trani, menzionando il sacerdote Enrico Trebalzini, che negli anni Ottanta ebbe l’intuizione del Centro Solidarietà e Accoglienza di Arezzo in seno al quale è nato e si muove il Ceis di Città di Castello. “
Pallavolo serie B/1 F: Co.met Città di Castello, altra pesante sconfitta, a Capannori non c’è partita
Nuova secca sconfitta esterna per 0-3 (e con i primi due parziali alquanto netti) per la Co.Me.T. Volley Città di Castello, che ora è precipitata in zona retrocessione. Al PalaPiaggia di Capannori, la formazione locale della Bionatura Nottolini ha dominato con autorità la scena, mettendo in fila due pesanti quanto decisivi “filotti” e subendo il ritorno delle tifernati soltanto nel terzo set, l’unico combattuto fino in fondo. La compagine di Francesco Brighigna si è improvvisamente smarrita e non ha saputo trovare il bandolo della matassa. Lo scout della partita parla chiaro: 45% in attacco delle locali (autrici anche di ben 14 ace) contro il 27% delle biancazzurre, 60% in ricezione contro il 49% e chiara superioritàanche sui contrattacchi (43% contro 23%), a dimostrazione di quanto sia stato efficace il lavoro in difesa delle toscane, nelle cui file si è distinta l’opposto Sofia Renieri con 24 punti e un 44% di realizzazione, ma anche la laterale Beatrice Roni ha fatto la voce grossa con uno score di 15 e il 50% di prolificità. Al centro, ottima Ariana Magnelli e sempre preziosa l’esperta Erica Mutti. Sul versante Co.Me.T., segnali positivi sono giunti da Caterina Errichiello, che ha messo a segno 14 punti con una media del 38% e dalla giovane Camilla Sergiampietri: 7 punti e 55% di realizzazione. Ma resta il fatto che sul piano del gioco il collettivo ha sofferto oltre misura e che mettere a terra il pallone è stata una un’impresa alquanto ardua: questo il dato più preoccupante.
Sandro Becheroni, tecnico del Capannori, schiera la diagonale Bresciani-Renieri, la coppia centrale Mutti-Magnelli, a lato Roni e Puccini e libero la Battellino. Le scelte di Francesco Brighigna sono quelle annunciate: Vingaretti in regia, Errichiello opposto, Borelli e Sergiampietri al centro, Mancini e Lachi alla banda e Cesari libero. La partenza della Co.Me.T. Città di Castello non è negativa: un 3-0 a freddo, al quale le locali replicano subito, fino a passare avanti sul 5-4; nuovo pareggio sul 7-7, ma da questo momento in poi la Bionatura Nottolini prende il via: da 10-7 il punteggio si dilata fino a 14-9 e poi ecco la prima letale striscia di 9-0 (e 10-1 complessivo), con muri, difesa e attacco che mettono ko le biancorosse, le quali sul 10-23 rompono il digiuno per poi soccombere sul 12-25. Anche la seconda frazione vede al viaCittà di Castello avanti, ma il 2-0 d’acchito è ribaltato da un incredibile black-out che frutta 13 punti consecutivi alle locali, comprensivi dei tre ace di file piazzati dalla Renieri. La situazione è ancora compromessa e l’unica cosa che la squadra di Brighigna riesce a fare è quella di contenere il ritardo sulle 10 lunghezze, fino al 15-25 che manda in breve tempo Capannori sul 2-0. Al contrario, il terzo set vede più toniche in avvio le padrone di casa, che operano un altro piccolo strappo sul 6-2, rintuzzato da un Città di Castello che comincia ad alzare il muro e a trovare una buona correlazione con la difesa: sul 9-9 è aggancio, con immediato vantaggio tifernate che tocca il massimo sul 14-12; la Bionatura Nottolini riprende tuttavia ben presto il comando delle operazioni e sul 20-16 sembra oramai aver messo definitivamente le mani anche su questo set, non fosse per la reazione di Errichiello e compagne, che agguantano le avversarie sul 22-22, ma i successivi errori commessi permettono a Capannori di chiudere i giochi con i tre punti che mancano. Terza sconfitta di fila (un solo punto incamerato dopo il 3-1 al Castelbellino) e le due partite casalinghe contro Trevi e Quarrata, che precedono la sosta natalizia, rivestiranno adesso un’importanza decisiva anche per l’intera stagione della Co.Me.T. Città di Castello.
BIONATURA NOTTOLINI CAPANNORI – CO.ME.T. VOLLEY CITTA’ DI CASTELLO 3-0
(25-12, 25-15, 25-22)
BIONATURA NOTTOLINI CAPANNORI: Mutti 6, Magnelli 12, Renieri 24, Puccini 5, Roni 15, Bresciani 1, Battellino (L1) ricez. 80%. Non entrate: Mazzotta, Salvestrini, Migliorini, Giani, Ceragioli (L2). All. Sandro Becheroni e Matteo Lupetti.
CO.ME.T. VOLLEY CITTA’ DI CASTELLO: Errichiello 14, Lachi 3, Borelli 3, Gobbi, Sergiampietri 7, Cesari (L) ricez. 48%, Mancini 5, Vingaretti 1. Non entrate: Leonardi, Belotti, Nardi. All. Francesco Brighigna e Claudio Nardi.
Arbitri: Giuseppe Soffietto di Genova e Roberto Russo di Savona.
CAPANNORI: battute sbagliate 5, ace 14, muri 5, ricezione 60% (perfetta 36%), attacco 45%, errori 20.
CITTA’ DI CASTELLO: battute sbagliate 4, ace 6, muri 1, ricezione 49% (perfetta 18%), attacco 27%, errori 25.
Durata set: 20’, 23’ e 29’, per un totale di un’ora e 12’.
Pallavolo serie B/M: Erm group San Giustino, vittoria importante in Terra toscana
Ermgroup San Giustino (PG) vince al tie-break contro Arno Volley 1967 (PI), per 3-2, campionato di serie B/M, girone D.
Al primo set i boys altotiberini mostrano il giusto atteggiamento, riuscendo ad essere incisivi e concentrati. Giro di boa l’ace di Valla R. che porta a segno il 13esimo punto, permettendo di staccare gli avversari, e i due ace di Puliti L. sul finale di set, siglando la chiusura 25-16. Arno Volley 1967 (PI) reagisce al secondo parziale e approfittando di qualche errore degli altotiberini, si porta in vantaggio 8-3. L’ ace di Valla R. per il quarto punto e il muro di Conti R. per il sesto, aiutano i ragazzi a recuperare momentaneamente la fiducia ma Arno affila gli artigli e dimostra di avere carattere, portando a casa il set 25-19. Terzo parziale sulla falsa riga del secondo, con un Arno incisivo e una San Giustino incostante che concede troppo. Anche questo viene strappato dal padroni di casa per 25-18. Gli altotiberini non possono più sbagliare. Quarto set al cardiopalma. Le squadre partono in equilibrio, procedendo passo passo ma San Giustino non si arrende e porta a casa il parziale 25-13. Si gioca tutto al tie-break. Anche in questa fase si avanza punto a punto, con un mezzo set che vede avanti gli altotiberini 8-7. Tanta tensione, ma i biancoazzurri giocano il tutto per tutto e vincono il set 15-13, aggiudicandosi anche l’incontro 3-2. Al termine della gara Puliti L., opporto di Ermgroup San Giustino ha lasciato la seguente dichiarazione:”Quella di oggi è stata sicuramente una partita di alto livello. I ritmi di gioco sono stati elevatissimi quindi abbiamo fatto bene a mantenere l’attenzione, soprattutto nei momento finali. È stata comunque una partita di alti e bassi, visto anche il susseguirsi di ace però siamo stati bravi, perché siamo usciti di squadra, quindi sono molto soddisfatto di questo aspetto, aldilà della prestazione personale. L’importante era vincere questo campo.”
Arno Volley 1967 (PI)- Ermgroup San Giustino (PG): 2-3 (16-25, 25-19, 25-18, 23-25, 13-15)
Arno Volley 1967 (PI): Andreatta F. 20, Pitto F. 10, Alberti L., Da Prato F. 22, Benaglia D. 11, Riposati L. 4, Cannella C., Falaschi N. 6, Pinzani R. (L). All. Nuti M.
Ermgroup San Giustino (PG): Cesaroni G. 3, Conti R. 11, Giunti G., Sitti A. 4, Antonazzo D. 5, Thiaw S., Stoppelli D. 5, Santi S., Valla R. 18, Puliti L. 31, Celli S. 1, Di Renzo L. (L). All. Sideri E.
Pallavolo serie B/M: Job Italia Città di Castello, ancora una sconfitta al PalaJoan
Non riesce la rimonta alla Job Italia Città di Castello di fronte ad un San Marino diretto concorrente per la salvezza che si era portato avanti di due set, sfruttando principalmente gli errori dei biancorossi, scesi in campo con una formazione molto rimaneggiata per gli infortuni. Alla prevista assenza di Fuganti Pedoni, si era aggiunta quella del capitano Alessandro Franceschini, anche lui per problemi ad una caviglia accusati nell’ultimo allenamento prima della gara, e del primo cambio dei centrali, Montacci, dolorante al ginocchio. In panchina e poi in campo per qualche breve apparizione c’è anche Enrico Zampetti, grande protagonista di stagioni memorabili in serie B con la maglia di Città di Castello: a 38 anni si è rimesso in gioco per dare una mano alla sua vecchia società e alla città che tanto ama anche se necessita di ritrovare il ritmo partita. Per cui Marco Bartolini manda in campo Pitocchi, alla prima apparizione in serie B, in diagonale con Marino al centro, Cherubini e Zangarelli in posto 4, Marini e Cipriani come palleggiatore ed opposto, Cioffi libero. Ben presto San Marino si accorge delle difficoltà della Job Italia, anche a livello mentale e scappa sul 9-14 con l’ace di Lazzarini e il conseguente time out di Bartolini. Il vantaggio ospite diventa incolmabile e il 14-25 è la chiusura di una frazione dominata da San Marino. Anche nel secondo set la partenza è shock per Città di Castello: 0-4 poi 7-11. Sull’11-16 entra Zampetti, poi anche Franceschini testa la tenuta con un giro in battuta. Marino mura Mondaini e riavvicina i suoi (17-19) ma Benvenuti non ci sta e chiude (21-25).
Il terzo set è il più emozionante della sfida: entra Giglio per Marini, Cherubini rileva Zampetti e spinge con grinta i suoi alla rimonta dopo il 2-6 iniziale. Il primo sorpasso avviene sull’11-10 poi è un crescendo biancorosso fino al 22-16: finita? Niente per sogno. La Job Italia si incarta sulla P1e il parziale di 0-6 riporta la contesa in parità. Ci pensano Cipriani, per lui 22 punti a referto, e il muro di Franceschini a rimandare il verdetto (26-24). Inizio difficile per la Job Italia anche nel quarto set (1-4) poi Cherubini, Zangarelli e Marino suonano la carica (10-6). La formazione del Titano è alle corde e soccombe con un netto 25-16. Ma nel quinto set i problemi dei biancorossi tornano a galla: a nulla vale l’immediato time out di Bartolini sul 2-5, San Marino non sbaglia e porta a casa i 2 punti.
2-3 (14-25/21-25/26-24/25-16/6-15)
JOB ITALIA CITTA’DI CASTELLO: Marini, Cipriani 22, Cherubini 9, Zangarelli 13, Marino 6, Pitocchi, Cioffi (L), Zampetti, celestini 1, Giglio 3, Franceschini 2. N.E.: Camilletti, Cesari (L2). All. Bartolini.
TITAN SERVICES SAN MARINO: Rondelli, Mondaini, Bernardi, Benvenuti, Olivi, Cicconi, Lazzerini, Zonzini, Bacciocchi (L), Rizzi (L2). All. Mascetti.
Note: Città di Castello (b.v. 4, b.s. 14, muri 3, errori 17).
Il vecchio ponte di Trestina torna ai cittadini: stamattina l’inaugurazione dei lavori di riqualificazione
“Con la riapertura del ponte di Trestina torna ai cittadini un patrimonio storico e affettivo importante per questa comunità, nel segno di una collaborazione tra istituzioni pubbliche e soggetti privati che è un bellissimo segnale di condivisione per il raggiungimento di obiettivi comuni”. E’ quanto hanno dichiarato il sindaco Luciano Bacchetta e l’assessore ai Lavori Pubblici Luca Secondi al taglio del nastro per l’inaugurazione dei lavori di riqualificazione del vecchio ponte di Trestina durante la cerimonia che si è tenuta stamattina. “La presenza di tante persone esprime in maniera palese come si siano unite molte volontà e disponibilità di cittadini e aziende, che ringraziamo per il contributo che hanno dato insieme a Comune e Provincia di Perugia”, ha detto il sindaco Bacchetta, con l’assessore Secondi che ha rimarcato: “un percorso di forte sinergia come quello che si è creato per la riapertura di questa infrastruttura non deve essere strumentalizzato da nessuna forza politica per rivendicare ruoli, come invece è inopportunamente avvenuto in questi giorni”. A seguito della pubblicazione da parte del Comune di un avviso per la ricerca di sponsorizzazioni finalizzate alla manutenzione del ponte, come prevede il Codice degli appalti, l’investimento complessivo di 30 mila euro per l’acquisto dei materiali è stato sostenuto dai privati, dai quali sono state offerte a titolo gratuito manodopera e prestazioni professionali. L’assessore Secondi ha ringraziato i 15 sponsor professionali e i 10 sponsor economici, cui si sono aggiunti Sogepu, Afor e Pro Loco di Trestina, sottolineando in particolare il lavoro di Lorenzo Mennella nella messa in rete dei privati e la generosità delle famiglie Fiorucci e Piccinelli. I nomi di quanti hanno contribuito alla manutenzione del ponte sono stampati su due cartelli collocati in corrispondenza degli accessi dell’infrastruttura. “Questo intervento, che ristabilisce un collegamento antico tra le comunità di Trestina, Cornetto, Promano e Cinquemiglia, rappresenta l’ultimo tassello che va a rendere funzionali tutti gli investimenti sui percorsi ciclo-pedonali effettuati nel territorio”, ha puntualizzato Secondi, mentre il consigliere provinciale Andrea Lignani Marchesani ha sottolineato “la soddisfazione dell’ente per il ripristino di una infrastruttura importante per i cittadini, che rappresenta un segnale di rinascita, dimostrando che il privato sociale può essere un volano di riscossa per il nostro territorio in una fase di minore disponibilità di risorse economiche da parte delle istituzioni pubbliche”. Alla cerimonia hanno preso parte autorità civili, militari e religiose, tra le quali i rappresentanti del consiglio comunale, del consiglio provinciale e del consiglio regionale. L’assessore al Sociale Luciana Bassini ha sottolineato “il gesto di amore e sensibilità degli abitanti di Trestina di installare una panchina dipinta di rosso per rafforzare il messaggio contro la violenza sulle donne”. Insieme al presidente della Pro Loco di Trestina Luca Medici, che ha espresso “la soddisfazione e la commozione per il ritorno alla piena disponibilità della comunità locale di una via di collegamento che fa parte del vissuto di tante persone”, è stato Alvaro Fiorucci a ripercorrere con dovizia di riferimenti storici e aneddoti le tappe della storia dell’infrastruttura e a sottolinearne il valore affettivo per i residenti della zona. Con canti e la declamazione di pensieri ispirati alla costruzione di ponti tra le persone, gli studenti dell’Istituto Comprensivo Alberto Burri di Trestina hanno sottolineato il senso di una riappropriazione intergenerazionale dell’intero percorso che attraversa il fiume Tevere. Prima del taglio del nastro il parroco don Stefano Sipos ha impartito la benedizione di rito.
L’intervento. L’ex ponte della strada provinciale 105, della lunghezza di 52 metri e della larghezza di 4 metri, risale agli anni ’50 ed era dismesso dai primi anni ’90. Per la sua ri-qualificazione è stato seguito un iter amministrativo che ha avuto due tappe: la prima, ha visto la Provincia di Perugia riaffidare la competenza sull’infrastruttura (insieme a quella sul tratto di pista ciclopedonale che lo collega alla frazione di Cornetto) al Comune di Città di Castello, previa verifica strutturale sulla tenuta statica del manufatto; la seconda tappa è consistita nella definizione di uno studio di fattibilità per la manutenzione del ponte e nell’emanazione da parte del Comune di Città di Castello di un avviso pubblico per la spon-sorizzazione dell’intervento da parte di privati, secondo quanto previsto dal Codice degli appalti. L’adesione di numerose aziende e professionisti ha reso possibile l’investimento da 30 mila euro per i materiali necessari alla riqualificazione della struttura, oltre alla redazione del progetto e alla realizzazione delle opere, effettuati a titolo gratuito I lavori, che hanno avuto una durata di sette mesi, hanno riguardato la rimozione della pavimentazione stradale esistente, attraverso la quale è stato possibile riportare alla luce gli antichi marciapiedi laterali, che sono stati mantenuti nella loro conformazione originaria nell’ambito della successiva realizzazione del manto di copertura del ponte tramite il metodo della depolverizzazione di ghiaia e bitume. La nuova carreggiata per l’utilizzo ciclo-pedonale è ora di tre metri, più i 50 centimetri laterali dei marciapiedi. L’intervento più consistente ha riguardato il restauro dei parapetti del ponte, dove è stata risistemata la parte in muratura e sono state installate ringhiere di protezione a norma. L’infrastruttura è stata anche dotata di un impianto di illuminazione, prima inesistente, con il montaggio di lampade a led, di un piedistallo con le foto storiche del ponte, di due panchine in corrispondenza degli accessi, di cui una dipinta di rosso contro la violenza sulle donne. Grazie all’Afor, che curato la pulizia della vegetazione e del sottofondo dell’area, nel tratto che collega il ponte a via Grecia sono state installate anche le recinzioni laterali, mentre Sogepu ha contribuito all’acquisto delle forniture necessarie per i lavori e la funzionalizzazione del ponte.
Oggi la presentazione della “NOI PER SANSEPOLCRO”. Il ringraziamento del coordinatore Roberto Neri
“Al termine della presentazione della lista civica “NOI PER SANSEPOLCRO”, mi corre l’obbligo di ringraziare tutte le forze politiche presenti, tutti i cittadini intervenuti ed un ringraziamento particolare verso tutti coloro che hanno creduto in questo progetto.
Ringrazio altresì gli organi di stampa per la visibilità che ci hanno dato e non per ultima Laura, per la partecipazione, la dedizione e l’impegno profuso nella progettazione e creazione del logo.
Mi scuso in anticipo se dimentico qualcuno e soprattutto mi duole non poter programmare un gazebo in Piazza Torre di Berta per potervi incontrare personalmente e farvi i più fervidi auguri di buone feste.”
Il Coordinatore
Roberto Neri
Stanotte maxi-emergenza sulla ferrovia: È stata una simulazione ma per esercitarsi a uno scenario possibile. ngruppo di Protezione Civile per i soccorsi al finto incidente di due treni superveloci sulla linea della direttissima in Valdichiana.
Ha preso il via nelle ultime ore di ieri sera per terminare solo poco prima dell’alba. S’è trattato di un’esercitazione ma sono stati così in pochi a esserne a conoscenza nei dettagli della simulazione che tutto è sembrato estremamente verosimile. Lo scenario: un convoglio ferroviario di Trenitalia subisce un guasto al pantografo e resta immobilizzato da ore in aperta campagna, con i passeggeri al freddo, all’umido e senza illuminazione per totale assenza di energia elettrica; parallelamente, un treno di Italo subisce un colpo anomalo di maltempo, con una grandinata così violenta da provocare la rottura esplosiva di finestrini, cui si aggiunge un parziale deragliamento. Nel primo caso si segnalano disagi, malori e necessità di evacuare dal luogo i passeggeri, per avviarli ad altri mezzi con cui possano proseguire il viaggio o trovare alloggio in zona per la notte. Nel secondo, politraumi e feriti vari, con ogni livello di urgenza nel soccorso. Già soltanto in quest’ultimo scenario, il più grave per le condizioni sanitarie delle vittime dell’incidente, le persone coinvolte sono almeno 15. E la simultaneità delle due situazioni ne aumenta la criticità: un quadro complesso da gestire. Insomma si tratta di una vera e propria maxi-emergenza! Ma andiamo con ordine, ci vuole un passo indietro.
Eravamo in pizzeria, ieri sera. Poteva sembrare un qualsiasi spuntino serale tra amici, nostri confratelli, prima di fare alcune ore di volontariato fino a mezzanotte. Poi una sosta presso la centrale operativa del 118, notizie frammentarie, prove radio, telefonate degli organizzatori con la sala di crisi della Prefettura, test agli apparati di bordo dei mezzi, controllo equipaggiamenti. Comincia quindi un lento avvicinamento al teatro delle operazioni che dalla periferia della città ci porta verso la prima parte dellaValdichiana. Potrebbe far venire in mente il normale avvicendamento di servizi in giro sul territorio di una serata come un’altra. Ci sono tutti, qua e là, oltre a noi: Vigili del Fuoco, Croce Rossa, La Racchetta, Croce Bianca e, naturalmente, personale sanitario dello stesso 118.Nonché Polizia, Carabinieri e operatori tecnici delle Ferrovie dello Stato. Eppure molti non conoscono con precisione quello che di lì a poco diventerà il target: le coordinate esatte verranno comunicate al momento in cui sarà decretata la maxi-emergenza. Proprio come accadrebbe se fosse vera. Alcuni sono a conoscenza dell’orario fissato per il deragliamento e a un certo punto segnalano che è già passato senza che si sia ancora ricevuto l’ordine di invio dei mezzi. C’è impazienza nell’aria, anche se tutti ostentano una calma apparente. E all’improvviso eccola: l’attivazione per maxi-emergenza! Viene finalmente segnalata come tale. Tutti dobbiamo dirigerci subito verso quello che nelle foto che vedete qui diventerà il km 163 + 82 della linea direttissima, nel cuore della Valdichiana. Partiamo in sirena. I nostri mezzi in campo sono il Pick-up 4 x 4 con carrello, il Daily Iveco e l’Ambulatorio mobile (inaugurato solo pochi giorni fa) al suo debutto effettivo. Noi siamo a bordo del Daily, un veicolo fuoristrada entusiasmante. Altissimo da terra, poderoso nella motorizzazione e nell’assetto, dà un grande senso di sicurezza a bordo. Nessun terreno lo impensierisce, è concepito per non fermarsi di fronte a nulla. Alla militare, insomma. Spartano, privo di comodità ma inarrestabile.
È buio pesto, la strada è bagnata, fa freddo e sembra che il target sia in capo al mondo anche se invece è lì a pochi chilometri, ormai. Nei minuti che mancano viene da cercare di immaginarsi a quale scenario ci si troverà davanti, come a volersi preparare meglio già mentalmente. Ecco la prima postazione di automezzi e segnali luminosi, sono i Carabinieri che dalla strada principale fanno viabilità verso una direzione obbligata. Una strada secondaria, in realtà corridoio d’accesso a un ampio spiazzo che viene reso adatto a ospitare una sorta di “campo base”, con tutti i mezzi da sosta che vengono schierati lì. Anche il nostro ambulatorio mobile viene posizionato lì, pronto a ricevere – come gli altri – gli evacuati. La logistica si occupa delle torri faro, per illuminare a giorno la zona. Mentre con il Daily proseguiamo per avvicinarci più possibile al punto in cui si trovano i feriti sul treno Italo. C’è nell’aria una puzza nauseabonda, siamo nei pressi di una grande porcilaia…e si sente. Anche se dopo un po’ nessuno ci fa più caso. Perché, compiendo l’ultimo tratto a piedi, tutti i sensi vengono improvvisamente rapiti dalla scena del treno che si materializza alla vista, immobile e spento sui binari. Come un grande animale morente, abbattuto dal fato: il cacciatore più spietato.
Lo sguardo cerca di dare la rispettiva paternità a quella surreale varietà di colori fluo (le differenti divise dei soccorritori), di mettere ordine tra fari, lampeggianti e strobo che balenano nel buio; mentre i luccichii argentei o dorati sono sempre quelli delle “metalline”, le sottilissime coperte termo-riflettenti con cui vengono avvolti i pazienti (per evitar loro l’ipotermia), uguali in ogni tragedia: dalle calamità naturali ai naufragi, dagli incidenti stradali alle valanghe.
Il casello ferroviario del km 163 + 82 viene adibito all’equivalente di un PMA – Punto medico avanzato: lì vengono portati i feriti e i traumatizzati estratti dal treno, per essere visitati e schedati. Gli si attribuisce un codice-colore di gravità, ma la medicina delle catastrofi prevede criteri diversi da quella normale: assomiglia drammaticamente a quella di scenari bellici. In una maxi-emergenza, come nei pressi d’un campo di battaglia, chi si regge ancora in posizione eretta è un codice di minor gravità per definizione, fosse anche in equilibrio sulla sola gamba rimastagli, insomma a prescindere da come stia veramente. Perché la precedenza va data a chi è a terra inanimato. E sono in tanti. Troppi. Infatti, raggruppati a sedere su una panchina fuori dal PMA attendono i codici verdi, sebbene siano visibilmente sanguinanti, o disorientati, o si lamentino di forti dolori (a proposito: i simulatori sono straordinari attori in questo teatro, e si avvalgono di un “trucco e parrucco” formidabile!…). Intravedere i soccorritori attraverso i finestrini del treno che si affannano a “ragnare” i traumatizzati graviper immobilizzarli sulla barella spinale ed estrarli in questo modo dal treno tra il buio, le ombre e tutte quelle luci – così tante eppure incerte – è qualcosa di talmente sinistro che fa venire i brividi. E non è per il freddo, che a quello nessuno fa più caso. È piuttosto la sensazione cruda, improvvisa, veritiera della precarietà della vita. La stessa vita che potrebbe essere quella di ciascuno di noi. Per un momento non importa più quale sia stata la causa accidentale – magari così improbabile – che li ha ridotti in quel modo: pensi solo come sarebbe se succedesse a te. E che in effetti potrebbe accedere anche a te.
Beh, in tal caso, immaginando di poterla raccontare, diciamo comunque che ti augureresti di essere trattato da questi soccorritori, che – sebbene Volontari, anzi proprio in quanto tali – nei casi del genere mostrano così bene tutta quanta la loro maestria, le tantissime competenze sia tecniche sia sanitarie acquisite, le infinite abilità mantenute costantemente aggiornate e addestrate proprio da simulazioni come questa.
Di una notte che volge al termine e che non dimenticheremo facilmente. Proprio per averli visti all’opera.
Grazie ragazzi!
PD, attenzione all’Ospedale: “quest’anno la chirurgia allunga i tempi di chiusura”
“La Chirurgia ad Umbertide chiude dal 13 dicembre. Le attività programmate negli anni passati chiudevano dal 22 dicembre quest’anno si anticipa. “Si chiude per un mese intero la chirurgia di Umbertide – afferma il pd umbertidese – Creando disservizi ai pazienti e costringendo il personale a ferie obbligatorie.” Che poi continua: “È il primo anno che accade una cosa del genere e negli altri ospedali di comunità dell’Umbria questo non accade. Perché solo ad Umbertide, esiste un assessore comunale alla Sanità? Il Sindaco se ne è accorto? E l’assessore Veneto alla sanità umbra?”
“Bisogna difendere i nostri servizi – conclude il PD – Gli Umbertidesi tutti meritano attenzione! Non vorremmo che nel disinteresse genere sia l’inizio del depotenziamento della nostra sanità, a scapito soprattutto di chi sta male e ha bisogno di cure.”
Il Centro Studi Villa Montesca a Roma per la Conferenza Internazionale sui processi d’integrazione
Questa mattina, giovedì 6 dicembre, il Centro Studi Villa Montesca ha presenziato a Roma alla Conferenza Internazionale sui “processi di integrazione dei giovani di origine straniera e la riforma della cittadinanza”. L’incontro si inserisce nell’ambito del progetto ArtsTogether, sostenuto dalla Commissione Europea con il programma AMIF, ed ha visto la presenza, fra i tanti partecipanti, del sindaco di Roma, Virginia Raggi, del Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, nonché relatore della legge sulla riforma della cittadinanza, Giuseppe Brescia, e di Graziano del Rio, capogruppo PD alla Camera dei Deputati.
Il progetto ArtsTogether mira a sviluppare e sperimentare un curriculum basato su attività artistiche e approcci collaborativi che saranno utilizzati per fornire agli insegnanti gli strumenti per affrontare competentemente le diversità, promuovere la comprensione reciproca ed il rispetto fra studenti e migliorare il rendimento degli studenti migranti. Nella sede della Conferenza Internazionale, Smaro Boura dell’Università del Peloponneso ha presentato appunto i risultati finali del progetto che intende integrare i bambini migranti nelle scuole sperimentando un curriculum inclusivo basato su attività artistiche
Il progetto ArtsTogether – “Integrazione dei bambini migranti nelle scuole attraverso l’espressione artistica” è un progetto biennale partito nel 2018 e che terminerà nel mese di dicembre di questo anno, cofinanziato dal Programma AMIF dell’Unione Europea e implementato da dieci partner appartenenti a cinque Paesi Membri dell’UE, il progetto aspira a creare misure ed attività specifiche rivolte ai bambini migranti, con l’obiettivo di ridurre lo svantaggio educativo ed eliminare le barriere culturali. Un risultato da raggiungersi attraverso una combinazione di elementi come il supporto linguistico e accademico, il coinvolgimento dei genitori e della comunità e l’educazione interculturale.
Cure palliative, una serata di musica e informazione al CAS di Tortaia Iniziativa della Sud Est insieme al Calcit in programma martedì prossimo
“C’era una volta San Martino” E’ il titolo della serata in programma martedì 10 dicembre al CAS di Tortaia ad Arezzo per la Giornata delle Cure palliative e Hospice.
La Giornata Nazionale in realtà ricorre l’11 novembre (San Martino, appunto) ma la Asl Toscana sud est e il Calcit di Arezzo hanno voluto organizzare un’iniziativa nel mese di dicembre per sensibilizzare la popolazione sulle Cure Palliative e i relativi servizi nel territorio.
Si tratta di una apericena-spettacolo, a partire dalle ore 20,30, durante la quale si esibiranno Katia Barrella (voce), Marco Feri (sax tenore) e Marco Margiotta (sax tenore). Consigliabile la prenotazione al Calcit (tel 328 7254025). Ingresso ad offerta libera.
Saranno presenti il direttore delle Cure palliative Pierdomenico Maurizi e l’equipe del Servizio Scudo e Hospice. “Questa occasione – dichiara Maurizi – vuole offrire uno spunto di riflessione sul significato del termine Cure palliative, da ‘pallium’, il mantello, cioè le cure che possono avvolgere. Tutte le misure adottate in questo ambito sono orientate alla qualità di vita delle persone affette da una grave patologia e al sostegno dei loro familiari. Questa serata servirà per sensibilizzare e informare gli aretini”.
Presentato, nella sala consiliare, il libro di Gaetano Rossi “Angelo da Orvieto – genio del suo tempo”
E’ stato presentato presso la sala del Consiglio Comunale di Palazzo dei Priori a Città di Castello il volume: “Angelo da Orvieto, genio del suo tempo” Edizioni Pigreco – Roma. L’opera è una approfondita ricerca dell’arch. Gaetano Rossi condotta sull’opera di Angelo da Orvieto artefice del palazzo dei Priori di Città di Castello, oggi residenza Municipale e del palazzo del Popolo o dei Consoli di Gubbio, oggi sede della Pinacoteca Civica. L’autore, nell’ intento di ricercare elementi caratterizzanti che potessero distinguere l’opera dell’Orvietano da quella di altri architetti del XIV secolo, arriva a dimostrare come le opere di Arnolfo di Cambio autore di Palazzo Vecchio a Firenze, Lorenzo Maitani associato al Duomo di Orvieto ed appunto di Angelo, non soltanto derivano tutte dall’applicazione di concetti e metodi ampiamente utilizzati dall’architetto gotico, ma addirittura presentano delle componenti aventi la stessa dimensione. Questo non può essere dato dal caso e ciò viene avvalorato anche dal fatto che tale dimensione non risulta divisibile con le unità di misura del tempo. Si viene così a sostenere l’esistenza di una scuola senese che allarga la sua influenza in Umbria, scuola della quale Angelo da Orvieto era il più giovane esponente. Ad ulteriore conferma di quanto sostenuto l’arch. Rossi, attraverso un’ampia documentazione grafica, fa emergere palesi analogie compositive tra il palazzo di Città di Castello con Palazzo Vecchio e come queste vengono poi trattate successivamente nel palazzo dei Consoli di Gubbio. Alla presentazione hanno portato il saluto il sindaco Luciano Bacchetta, l’arch. Alessandro Bonci in rappresentanza dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Perugia e Michele Bettarelli consigliere regionale; mentre gli interventi sono stati curati dal prof. Paolo Micalizzi, docente presso il dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre e dalla dott.ssa Laura Zamperoni, restauratrice.
Politica Città di Castello: Castello Cambia fa il punto sulle attività consiliari del 2019
“Si chiude un’altro anno di battaglie politiche, per il nostro gruppo consiliare. Ci siamo spesi per la valorizzazione e salvaguardia dell’ambiente, del centro storico, ci siamo battuti contro un piano regolatore, poco incline alle reali esigenze di cittadini e imprese, abbiamo portato in Consiglio Comunale tante proposte e istanze, ma questa maggioranza è sorda, almeno per quanto ci riguarda. Noi continueremo a batterci, per il bene del nostro territorio e dei cittadini che ci abitano”
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Torna a San Giustino “L’Isola di Natale”, Domenica 8 Dicembre accensione delle luci e canti sotto l’Albero
Domenica 8 dicembre come da tradizione avrà inizio l’Isola di Natale, il periodo che si concluderà il 6 gennaio e che raccoglie tutte le iniziative che si svolgeranno all’interno del Territorio Comunale durante le festività natalizie.
L’inaugurazione avverrà alle ore 16.00 di domenica 8 dicembre in Piazza del Municipio a San Giustino con l’accensione dell’Albero e canti di Natale interpretati dai bambini della Scuola dell’Infanzia di San Giustino, del Doposcuola Comunale Gimogiù e della Parrocchia di San Giustino.
A seguire le associazioni del territorio offriranno dolci sorprese per grandi e bambini, i piccoli potranno consegnare la loro letterina agli aiutanti di Babbo Natale presenti in Piazza.
“Questo è il terzo anno che inauguriamo l’isola di Natale con questa iniziativa – commenta l’Assessore alla cultura Milena Crispoltoni – un’ occasione per stare insieme, scambiarci gli auguri e dare inizio a tutte le attività che avranno luogo in questo periodo di festività grazie alla preziosa collaborazione delle associazioni, scuole e parrocchie del nostro comune. Un ringraziamento particolare ai commercianti ed AIMET che hanno contribuito per le luminarie del paese, rendendolo più bello, accogliente e caloroso. Ringraziamo in anticipo tutte le famiglie che parteciperanno a questa giornata e che renderanno vivace il centro del paese.”
Politica a San Giustino, se ci sei batti un colpo!
Sono passati oltre sette mesi, dall’insediamento del parlamentino sangiustinese. Sette mesi avari di proposte politiche e comunicazioni istituzionali. Il problema si pone per la Giunta, “obbligata” per dovere morale, nei confronti della cittadinanza che amministra, a comunicare tempi e le modalità con cui attuerà il programma elettorale, che ha permesso a Fratini e al centro sinistra di governare il Comune di San Giustino per altri cinque anni. Ma anche per le istanze di tutti quei cittadini che hanno scelto il centro destra, e che ad oggi, non conoscono quali siano le interrogazioni, mozioni e proposte portante nelle commissioni e riunioni del consiglio comunale, dalle minoranze. Ricordiamo, per dovere di cronaca, che in tanti si aspettano risposte e soluzioni concrete su alcuni temi rilevanti per questo territorio.
In primo luogo, si attende ancora una proposta in merito all’interrogazione avanzata alcuni mesi fa da Luciana Veschi, che riguarda un problema sentito da queste parti, quale l’eventuale regolamentazione dell’uso dei fitofarmaci in agricoltura, così come dovrà essere chiarito, dopo il l’imminente pensionamento di alcuni medici di base e pediatri, quali possano essere le ricadute sulle famiglie interessate da questo evento. Ma c’e di più, dopo l’accelerata pre elettorale, sulla manutenzione stradale e sui lavori della variante capoluogo, serve sapere quando i lavori verranno portati a termine, il completamento di opere così importanti, ci riferiamo alla variante, può subire rallentamenti questo deve essere, gioco forza, messo in preventivo, così come è nella norma, che tali lavori creino disagi al traffico. L’auspicio, però, è che tali disagi possano essere nel più breve tempo possibile risolti. Altra questione centrale, che pare essere passata in secondo piano, sono i lavori che riguardano la riapertura, o meno, della tratta Sansepolcro/Città di Castello della ex FCU. Temi corposi di una campagna elettorale che sembra distante lustri, oramai. Ci sarà, forse, da ripensare ad un nuovo piano regolatore, perchè la San Giustino del domani, dovrà essere connessa e al momento, la fibra latita in molte zone, rispettosa dell’ambiente, dove le energie rinnovabili abbiano un ruolo preminente, dove si pensi di mantenere e ripristinare l’esistente, limitando al minimo indispensabile nuovi interventi di edilizia pubblica e privata che forse, visto il perdurare della crisi, possano risultare in parte superflui. Per non parlare della raccolta differenziata dove serve, da subito, un programma forte e condiviso, per riportare San Giustino a livelli accettabili.
Pallavol serie B/M: la Job Italia cerca punti Contro San Marino
Per la Job Italia Città di Castello comincia una seconda parte di girone di andata estremamente importante: dopo aver incontrato nelle prime giornate sei delle prime sette in classifica, manca solo la Querzoli Forlì, con la sfida a San Marino i punti cominciano a diventare pesanti. E’ vero che la formazione del Titano è reduce da due vittorie di fila contro Monteluce e Pontedera ma il fattore campo potrebbe essere l’ago per fare pendere la bilancia dalla parte di Franceschini e compagni. I tifernati invece non fanno punti dalla prima di campionato a Monteluce ma nelle ultime settimane hanno mostrato segnali di crescite nel gioco e nell’affiatamento di squadra. Anche a Spoleto sabato scorso sarebbe servita un pizzico di determinazione in più, soprattutto nelle prime fasi dei set quando gli avversari prendevano quei 3-4 punti di vantaggio che poi diventavano incolmabili. Marco Bartolini chiede ai suoi ragazzi un ulteriore passo avanti, soprattutto a livello di personalità:”I nostri avversari hanno giocatori giovani con qualche esperienza in più dei nostri, il buon risultato contro Pontedera li ha di sicuro galvanizzati. Ruotano attorno a Benvenuti, che lo scorso anno era il secondo libero di Modena, hanno un buon centrale ed anche la diagonale è esperta. Sbagliano poco e difendono tanto, noi sappiamo che sarà importantissimo avere pazienza ed avere la giusta determinazione: se siamo concentrati ed aggressivi tutti allo stesso modo e giochiamo di squadra potremmo avere delle chances”.
Così in campo (Sabato 7 dicembre, ore 21,00, Pala Joan, arbitri Alberto Avanzolini e Michele Albergamo):
JOB ITALIA CITTA’DI CASTELLO: Marini, Cipriani, Cherubini, Zangarelli, Marino, Franceschini, Cioffi (L). A disp.: Giglio, Cherubini, Montacci, Cesari (L2), Pitocchi, Volpi. All. Bartolini.
TITAN SERVICES SAN MARINO: Rondelli, Kiva, Benvenuti, Lazzarini, Zonzini, Oliva, Bacciocchi (L1), Rizzi (L2). A disp.: Cicconi, Tabarini, Mondaini, Bernardi. All. Mascetti
A Natale un grande regalo per gli amanti dell’arte
“Arte di Governo e la Battaglia di Anghiari” è la più importante mostra dedicata alla Battaglia di Anghiari di Leonardo del 2019 ed offre un’opportunità straordinaria per queste festività. Ne parliamo, in questa breve intervista, con Gabriele Mazzi, direttore del Museo della Battaglia e di Anghiari.
Coupon natalizi per l’ingresso alla mostra di due persone permetteranno di avere in omaggio il catalogo. Una promozione che sembra molto allettante. Come mai questa decisione?
“Le mostre si realizzano per facilitare l’avvicinamento del pubblico verso nuovi argomenti, aggiungendo informazioni e riflessioni su ciò che le persone hanno visto, letto, ascoltato. Non è mai sbagliato favorire l’accesso ai musei con modalità fuori dall’ordinario, quando si tratta di piena valorizzazione della missione per cui l’istituzione museale è stata creata”.
Ci sarà comunque un limite alla promozione?
“Si, alcuni limiti, abbiamo anche delle spese (ride n.d.r.), ma la promozione durerà fino al termine della mostra, il 12 gennaio 2020, quindi i coupon saranno disponibili per tutto il periodo natalizio, Epifania compresa. L’unica limitazione? Il numero. Solo ottanta disponibili, che immagino termineranno in fretta.
L’iniziativa poi si può combinare con una delle aperture straordinarie gratuite del Museo di Palazzo Taglieschi ad Anghiari, per utilizzare subito il regalo il 26 dicembre e per raddoppiare una straordinaria esperienza”.
Ci saranno anche eventi, fra i quali alcune conferenze, il 28 dicembre e l’11 gennaio, oltre ad un paio di pomeriggi speciali. Si annuncia un periodo davvero intenso.
“Ha ragione, un paio di speciali appuntamenti: il 1 gennaio e il 4 gennaio. Riguardo il primo giorno dell’anno non solo il museo effettuerà il consueto orario, ma il pomeriggio sarò a disposizione del pubblico per accompagnare le persone in mostra, fino alla chiusura. Sabato 4 invece un appuntamento con l’amico Fabrizio Lepri, che ci farà vedere e sentire live alcuni degli strumenti antichi rappresentati nelle splendide miniature tardo quattrocentesche del Birago ora in mostra. Le conferenze saranno in due momenti distinti: il 28 dicembre un appuntamento a cura di Michelangelo Modica farà osservare attentamente alcune opere di Leonardo, mentre l’11 gennaio è in programma l’evento scientifico di chiusura della mostra, con la partecipazione di illustri studiosi. Di questo però ne parleremo più avanti”.
Dopo questa anticipazione siamo ancora più curiosi di sapere quali saranno gli argomenti trattati nella conferenza dell’11 gennaio?
“Un tema molto caro ad Anghiari, per eventi storici e tradizione borghese del Quattrocento… ma non sarà la battaglia”.
Ci ha lasciato così, sospesi. Non resta che aspettare.


