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Lo Sportello a 4 zampe della Provincia ‘batte’ il Covid-19 con dati da guinness dei primati.

Punto di riferimento per chiunque ama e si prende cura degli animali, lo Sportello a 4 zampe della Provincia di Perugia non ha sospeso la sua attività neanche in piena emergenza coronavirus.
Attraverso la propria pagina facebook, che ad oggi conta più di 247 mila fan, lo Sportello ha continuato a divulgare notizie che riguardano gli animali, comunicando in tempo reale smarrimenti, emergenze, ritrovamenti e abbandoni, oltre a raccogliere segnalazioni di maltrattamenti e avvelenamenti. Lo Sportello a 4 zampe, grazie al social network, ha ampliato considerevolmente il bacino di utenti estendendosi in tutto il territorio italiano, ma è seguito anche in Europa e America. I post pubblicati sono visualizzati da più di 1.500.000 persone al mese, le interazioni (commenti, condivisioni, “mi piace”) sono oltre 100.000 alla settimana.
Durante il lockdown, sembra strano, molte sono state le segnalazioni di smarrimento e ritrovamento alle quali lo Sportello ha dato voce. Un prezioso segnale di vicinanza e conforto nei confronti delle persone in apprensione per il proprio amico peloso. Storie vere, che si ripetono e che raccontano il forte legame tra l’uomo e gli amici a quattro zampe. Ogni giorno, infatti, sono stati pubblicati foto e appelli specifici di cui una grande percentuale è andata a buon fine.
L’approccio comunicativo è sempre diretto e di pronto intervento per le situazioni a rischio, con il coinvolgimento e la collaborazione di molti operatori del settore, come la Usl Umbria 1 – Servizio Igiene Urbana e Prevenzione del Randagismo, l’Università degli Studi di Perugia – Dipartimento di Medicina Veterinaria, il progetto ‘RandAgiamo’ e le associazioni protezionistiche.
Tra le storie più belle di questo periodo, c’è sicuramente il ritrovamento in un bosco vicino a Perugia di cinque cuccioli di pastore maremmano. L’appello pubblicato, con tanto di foto, per la loro adozione ha scatenato l’interesse di numerose persone, che si sono rese disponibili per adottarli.
Purtroppo, anche durante la quarantena, non sono mancati bocconi avvelenati, un orribile pratica che ha interessato varie zone del territorio perugino. Anche in questo caso, ricevuta la segnalazione, lo Sportello tramite appositi avvisi ha subito allertato la popolazione, invitando in particolare i proprietari dei cani a fare attenzione durante le passeggiate.
“Un plauso all’attività dello Sportello a 4 Zampe – commenta il presidente della Provincia di Perugia, Luciano Bacchetta –, da sempre vicino a tutti coloro che hanno a cuore gli animali. Il servizio, svolto prevalentemente in rete, negli anni è cresciuto ed è riuscito a creare forti sinergie sul territorio sia con Istituzioni che Enti e associazioni. I dati relativi alle utenze dimostrano che lo Sportello risponde alla necessità dei cittadini che cercano un punto di riferimento efficace per le questioni che riguardano gli amici più fedeli dell’uomo. Non a caso, vivere con un animale da compagnia è un grande vantaggio, in quanto sono una risorsa preziosa per il corpo e la mente. In questo particolare momento storico e sociale, avere un amico a quattro zampe per molte persone ha significato sentirsi meno soli, più forti e più utili, oltre al fatto che ha permesso di uscire un po’ all’aria aperta per espletare le sue necessità”.
Lo Sportello a 4 zampe, fra i primi in Italia, nasce nel maggio del 2001 come progetto pilota di comunicazione per sensibilizzare le istituzioni, le associazioni, i cittadini, gli organismi pubblici e privati, su temi che riguardano gli animali, il loro benessere, la tutela e la convivenza con essi.
E’ uno strumento di comunicazione a valenza regionale e nazionale dedicato alla tutela e al benessere degli animali d’affezione e fornisce servizi ai cittadini utilizzando diversi canali, sia fisici che digitali: front office, telefono, e-mail, pagina web, Facebook, Twitter e WhatsApp.
Ogni giorno vengono pubblicati appelli specifici di cui una grande percentuale ha un lieto fine, con un significativo incremento di adozioni dei cani nei canili e conseguente risparmio di costi per Comuni e Usl. Lo Sportello, inoltre, è sempre in contatto con il canile sanitario di Collestrada della Usl Umbria 1, per aiutare gli amici a quattro zampe sprovvisti di microchip a ritrovare il proprio proprietario.

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Montone – Le Commissioni consiliari approvano proposte a sostegno della comunità

Nel palazzo del Comune di Montone si sono riunite le Commissioni consiliari permanenti, che hanno condiviso all’unanimità alcune proposte finalizzate a supportare la comunità in questo periodo così difficile e di grave crisi economica, a seguito del Covid-19.

L’incontro ha confermato e definito alcune scelte già prese dalla giunta comunale, che, proprio per aiutare le persone in difficoltà a causa della pandemia, aveva già sospeso tutte le tassazioni, in attesa di reperire risorse sufficienti a supportare chi ha avuto delle oggettive penalizzazioni dai decreti che si sono susseguiti nei mesi scorsi.

Di fatto, grazie alle rinegoziazioni dei mutui in essere e alle risorse che arriveranno dallo Stato centrale, sarà possibile fin da ora praticare alcune riduzioni che alleggeriranno la pressione fiscale sui contribuenti.

In particolare, per le famiglie che hanno bambini e ragazzi che frequentano la scuola di Montone è prevista la riduzione del 40% del contributo per il trasporto scolastico e la riduzione della tariffa della mensa rispettivamente di 3 mensilità per la scuola primaria e secondaria e di 4 mensilità per l’infanzia. Per chi ha già pagato l’intero importo sarà possibile congelarlo fino a settembre con la ripresa della scuola o richiedere il rimborso agli uffici.

Altre decisioni importanti riguardano le attività commerciali e i servizi: il Comune ha deciso di eliminare la Tassa sul suolo pubblico (Tosap) per l’anno in corso e verranno cancellati i canoni di affitto sulle proprietà comunali per i mesi di chiusura obbligatoria.

Per le aziende che insistono nel territorio comunale, inoltre, verrà ridotta la TARI in base ai giorni di chiusura obbligatori. Questa operazione, pari a oltre 20 mila euro, sarà resa disponibile alle attività commerciali e alle aziende grazie ad un bando che verrà pubblicato sul sito comunale e al quale si potrà partecipare con una semplice autodichiarazione.

Tali misure si vanno ad aggiungere a quelle ordinarie a domanda individuale (REI, Reddito di cittadinanza ecc..) e a quelle straordinarie messe a disposizione nei mesi passati per le famiglie in difficoltà a causa della pandemia, come nel caso dei buoni spesa.

Le commissioni hanno valutato anche altre proposte riservate alle famiglie, riservandosi di approfondirne i criteri, benché tutti hanno convenuto sulla necessità di una facilitazione di accesso ai servizi per quest’ultime, come per esempio per i centri estivi, e un rilancio economico e turistico del territorio che favorisca una celere ripresa per tutte le attività.

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Vota la casa paradiso di Città di Castello: il cohusing di Gino, Alessio e Salvatore tra i video di in concorso europeo

Anche la Casa Paradiso di Città di Castello dove da oltre due anni Alessio, Gino, Giacomo e Salvatore stanno sperimentando un progetto di vita indipendente è stata inserita nella playlist del concorso “Giovani giornalisti per l’Europa” sponsorizzato dalla Regione Umbria e promosso dal Centro italiano di studi superiori per la formazione e l’aggiornamento in giornalismo radiotelevisivo. Nato come innovativa progettualità per superare la disabilità attraverso una palestra di autonomia quotidiana reale, “il co-housing di Città di Castello ha già trovato molte imitazioni per i buoni risultati che sta dando e per le prospettive che apre nel mondo del Dopo di noi” dichiara l’assessore alle Politiche sociali tifernate Luciana Bassini, invitando tutti a collegarsi al link https://www.youtube.com/watch?v=dR-RKzTbJU4&list=PLAJEvoZ-sKbJz45eeMZQU6nyoUAblVk7N, perchè il video con il numero più alto di visualizzazioni vincerà questa gara non competitiva di best practices”.

L’esperienza della Casa Paradiso è stata selezionata dal Campus Leonardo Da Vinci di Umbertide, una delle scuole umbre che partecipa al concorso. I progetti dovevano essere attinenti a tematiche europee ed eventi finanziati tramite il Por, il Fondo sociale europeo. La classe 3° A del Liceo Economico-sociale ha creato una playlist che mette in luce realtà legate all’Alta Valle del Tevere tra cui il progetto dell’ambito sociale 1 di Vita Indipendente. “Siamo molto felici che questa esperienza abbia una platea così ampia ed eterogenea e possa diventare un patrimonio di tutti i cittadini europei che la vedranno, perché sono stati loro a finanziarla attraverso il Fondo sociale europeo”.

Quanto al Casa Paradiso, il video racconta di Alessio, Gino, Giacomo e Salvatore, ragazzi tra i 21 ed i 26 anni di età, che abitano da soli in un appartamento del centro storico da ormai due anni lavorando all’emancipazione dalla famiglia di origine e a situazioni di vita in autonomia, attraverso il supporto di un’assistente personale. Per loro la scommessa è gestire un Dopo di noi, fuori da strutture protette, una volta che la rete parentale si assottigli. Significa anche sul piano dell’autonomia personale uno sviluppo delle abilità per limitare la richiesta di aiuto nella cura della persona ed abituarsi a vivere adeguatamente nella propria casa, collaborando nelle faccende domestiche e nella gestione della casa attraverso semplici compiti”.

Attraverso il supporto degli assistenti personali, possono non solo consolidare ma potenziare i livelli di autonomia rispetto la gestione del quotidiano e dei rapporti interpersonali e implementare il senso di responsabilità e di auto-organizzazione; la modalità di co-housing, inoltre, favorisce lo scambio e l’aiuto reciproco tra i conviventi, l’apertura ad ambienti esterni, diventando anche un’occasione di incontro, scambio e inclusione. “Alessio, Gino e Salvatore dopo due anni di vita indipendente non sono più gli stessi, sono diventati più sicuri e consapevoli, hanno sviluppato routine, interessi abitudini. La loro scommessa è già vinta, ora a vincere tocca alla Casa Paradiso, perché possa diventare un’ispirazione per altri ragazzi disabili il cui futuro potrebbe non essere dentro uno struttura protetta”.

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Coronavirus la fase 3: Bacchetta “3 positivi in tutto, di cui 2 storici. Al lavoro per l’estate in città ai tempi del covid”

“L’aggiornamento di oggi parla di 2 positivi storici e la nuova positività di cui si è parlato ieri per altro asintomatica. Il numero dei positivi complessivo a Città di Castello è 3. Rispetto alle evoluzioni di questo virus anche gli esperti vanno cauti perché ci sono evenienze a volte non previste né prevedibili. Le persone positive a Città di Castello però sono 3 e il numero dice da solo che la situazione è sotto controllo anche nella ripresa di tante attività e della vita culturale cittadina, come la Pinacoteca e la Biblioteca; annuncio che domani, giovedì 11 giugno, riaprirà anche il Digipass. Il 20 giugno prossimo davanti all’ospedale si svolgerà la messa di ringraziamento verso i sanitari che sono stati in prima linea, la messa è stata fortemente voluta da Sua Eccellenza il vescovo Cancian; domenica prossima 14 giugno ci sarà alla la celebrazione, in modalità distanziamento, del Corpus Domini. Per concludere siamo reduci da un lungo incontro sulle iniziative di Estate in città. Stiamo improntando alcune iniziative che spero andranno in porto e che garantiranno una fruibilità per i cittadini del centro storico e di tutto il territorio. Stiamo facendo questi sforzi per dare un segnale di ripartenza dato che la situazione sanitaria è stabilizzata e non abbiamo focolai che destino preoccupazione. Il lavoro compiuto dalle nostre strutture sanitarie è stato di grande livello e l’impegno profuso nel contenimento del virus è stato encomiabile. Le novità che si sono manifestate sono riconducibili all’oggi e, a quanto viene detto dagli esperti, si tratta di casi isolati. Faticosamente, lentamente le cose stanno tornando ad essere quelle di una volta”.
COMUNILINEA/2020/10/GIU/256/SSC

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Tamponamento in Viale Nazario Sauro, coinvolte tre auto. Sul posto due ambulanze del 118 e la Polizia municipale

Martedi 9 giugno alle ore 17:30 si è verificato un tamponamento in Viale Nazario Sauro, coinvolte tre autovetture: una condotta da un uomo di 42 anni, una da una donna di 47 anni con a bordo la figlia di 6 anni e una terza condotta da una donna di 29 anni con a bordo il marito, tutti residenti a Città di Castello. Sul posto, per i rilievi di legge, e per regolare il traffico, molto intensi data l’ora, due pattuglie della Polizia Municipale di Città di Castello, coordinate dal Cap. Andrea Rondoni, che provvedevano ad effettuare i rilievi per ricostruire la dinamica del sinistro e regolare il traffico, intenso. Intervenute due ambulanze del 118 per soccorrere soccorso le persone coinvolte. Dopo i primi accertamenti la conducente di un auto e la figlia che aveva a bordo, il conducente di un altra auto e il passeggero di un altra, sono stati trasportati al pronto soccorso del nosocomio tifernate . Il tratto di Viale Sauro interessato dal sinistro è stato chiuso al traffico per circa un ora, questo per consentire in tutta sicurezza le operazioni di soccorso da parte del 118, i rilievi da parte della Polizia Municipale e la rimozione dei veicoli incidentati.

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Approvato a maggioranza il rendiconto 2019 del comune di Citta’ di Castello. l’Assessore: “5 milioni di interventi e disavanzo tecnico sul fondo crediti edigibili”. La minoranza: “riscossione punto debole, misure per famiglie ed imprese”

Nel corso della prima riunione dopo la pandemia, lunedì 8 giugno 2020, il consiglio comunale di Città di Castello approvato a maggioranza il rendiconto 2019. L’assessore alle Finanze Vincenzo Tofanelli ha illustrato l’atto: “Il rendiconto è l’attività che ho svolto l’ente nell’anno 2019, esaminato da revisori dei conti e commissioni. Il rendiconto risente dell’emergenza COVID perché i cicli di bilancio sono triennali. Dal 2011 in aventi i trasferimenti statali sono diminuiti, per Città di Castello il taglio è stato di 7 milioni. L’ente però paga i suoi rifornitori molto rapidamente anche a discapito della cassa comunale. Un parametro molto indicativo è il fondo dei crediti di dubbia esigibilità, le partite più importanti sono Tari, Imu…Quest’anno abbiamo dovuto accantonare di più, oltre 12 milioni e questo ha provocato un disavanzo finale di poco meno di 500mila eu-ro. Abbiamo aspettato prima di certificarlo perché aspettavano dal governo una proroga del vecchio sistema agevolato e non di quello integrale. Altrimenti avevamo un avanzo. Attualmente è consentito all’ente di spendere quello che incassi. Il disavanzo si potrà spalmare in 15 anni, 33 mila euro per ogni anno.

Se la riscossione migliorerà, il disavanzo potrà anche azzerarsi. L’ente ha sofferto ma non i fornitori del comune. Le entrate sono 7milioni e 770mila da Imu, oltre un milione di recupero, Tasi 31mila euro, servizi indivisibili circa 43mila euro, addizionale comunale Irpef 3 e 400mila, 7 milioni e 700 anche per la Tari. Tutti i servizi a domanda individuale nel 2019 sono costati oltre 3 milioni e ha incassato poco più di un milione perché copriamo con risorse nostre. Circa 5 milioni di euro sono stati investiti in Piazza dell’Archeologia per un milione e mezzo, 200mila euro per manutenzione delle strade, 2milioni di mutuo serviranno a completare la riqualificazione della viabilità.

Abbiamo investito sulla biblioteca, su strutture pubbli-che per esempio nel quartiere Madonna del Latte, 300mila euro per la sicurezza nelle frazioni, altri 300 per cimitero, un milione su Agenda Urbana, altre risorse su Palazzo Bufalini. In base ad una spesa corrente di circa 36milioni di euro e in conto capitale di 40milioni, il rapporto tra interessi e mutui è molto basso, 2,21% molto al di sotto del 10%”. Il capogruppo di Forza Italia Cesare Sassolini ha commentato: “Le schede sono state molte chiare ma un disavanzo di bilancio non è un elemento positivo specialmente perché il Covid era da venire ed ora ci sarà bisogno di risorse per le misure di pre-venzione alla pandemia. 400mila euro di disavanzo non sono un numero enorme ma preoccupante.

Non è stato ricavato nessun fondo per gli esercizi in perdita delle parte-cipate, in particolare il Centro Valtiberina produce, in dismissione con debito, e Polisport. E’ possibile non iscriverlo ma il debito c’è. Forse dovremmo rivedere la politica fiscale, ci sono ambiti di difficile riscossione, forse varrebbe la pena di pagare meno ma pagare tutti. Le imprese: c’è una grande desolazione e preoccupazione tra le Partite Ive. E’ possibile varare interventi urgenti a loro favore? Sarebbe un investimento sul futuro perché se c’è la ripresa anche il gettito fiscale in prospettiva aumenterà”. Nicola Morini, capogruppo di Tiferno Insieme ha parlato del disavanzo di 495mila euro come “un campanello d’allarme. Il fondo dei crediti difficilmente esigibili è comunque molto alto, da 8 del previsionale a 12 milioni. La difficoltà va aumentando.

Chiunque si troverà a fare un bilancio il prossimo anno, sarà in difficoltà anche per la mancata riscossione delle tasse. Se anche riusciremo a non denunciare un mancato introito, far quadrare i conti sarà difficile così come mettere a disposizione dei cittadini i servizi che si pagano con le tasse”. Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha detto “il bilancio preventivo, dato il disavanzo, pretende scelte politiche importanti. Che la Giunta faccia una riflessione pesante perché quello che è di dubbia esigibilità dal punto di vista tecnico, potrebbe avere una doppia esigibilità di natura politica più ampio. Quello che adesso si pensa di poter incassare sarà ancora più difficile, per situazioni oggettive e per dolo. Questo fa il paio con quanto detto in commissione: c’è la necessità di vedere le entrate non nella impostazione radicale che ha proposto Sassolini ma pagare meno pagare tutti va presa in considerazione.

Facciamo scelte, anche se poco popolari, non facciamo un bilancio prelettorali perché i cittadini se ne accorgono. Se abbiamo tesoretti nel caso la movida riparta usiamoli: non stiamo vedendo una povertà reale perché dopo due mesi di lock down se si ha qualche soldo per euforia si spendono. Ma potrebbe essere un fuoco di paglia. Settembre potrebbe manifestare difficoltà ulteriori”. Mirco Pescari, capogruppo del PD, ha precisato: “Mai bilanci elettorali ma nel momento in cui si registra un disavanzo tecnico di 496mila euro, c’è anche un avanzo effettivo di circa 700mila euro. Davanti ad uno scostamento di 1 milione e 300 di ulteriore ac-cantonamento – una partita contabile – il disavanzo è di 495mila euro. Sono molto sod-disfatto del 2019. Il pagare meno per pagare tutti lo può fare la regione ma non il co-mune con la Tari, che i cittadini pagano al cento per cento. Farebbe un torto alle partite IVA non sarebbe un aiuto. L’unica preoccupazione è la riscossione.

C’è un dato da approfondire: tra parte corrente e parte di recupero c’è un 10% incerto. 700mila euro su 7milioni. Non c’è solo un 10% di furbi ma anche un errore sulla base impositiva. Ri-badendo il documento della maggioranza depositato in fase COVID rinnovo la proposta tra fondi nazionali e locali di mettere a disposizione queste risorse tra le categorie eco-nomiche e sociali che hanno sofferto di più e che tarderanno di più a ripartire”. Marcello Rigucci, consigliere del Gruppo Misto, ha puntato l’attenzione su “costi da ritagliare, come le gomme per 25mile euro, la raccolta differenziata, il personale per 9milioni su 260 dipendenti, collaborazioni e contratti a tempo hanno cifre residue. I costi vengono da ferie non godute. Oltre 5000 ore di straordinari, pari a 4 dipendenti in più l’anno, concentrati su poche persone. I trasporti scolastici, le mense scolastiche e di altro tipo, Umbria Digitale che ci costa più di quanto ci dà e durante il COVID ci ha finanziato la Protezione civile per le connessioni. Le spese per protezioni e mascherine, dovute alla pandemia per il personale della raccolta differenziata, dovrebbero essere ordinarie”.

Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha sostenuto che “ritrovo i difetti e i limiti dei bilanci precedenti e che dipendono dalle scelte politiche dell’Amministrazione. I servizi sono il punto debole. Sul trasporto scolastico c’è il costo di un milione contro 200mila euro di partecipazione. In Pinacoteca non ci va nessuno: dai biglietti sembre-rebbe di noi. Sulla Polisport c’è un impegno del comune di 900mila euro. Le criticità si aggravano. Ripensiamo come utilizzare le risorse”. Vittorio Morani, capogruppo del Psi, ha parlato di “un rendiconto in un momento critico. Bene l’intervento del neo as-sessore. Il numero che conta è il risultato di competenza positivo di 650mila euro. Mi compiaccio con l’Amministrazione: i conti sono in ordine. L’ufficio finanziario ha lavorato bene al contrario di altre amministrazioni. Sulla viabilità, portata a termine la riqualifi-cazione urbana non ci si dimentichi di quella rurale. Un’altra nota di merito è il conteni-mento della Tari.

C’è da proseguire il lavoro di recupero. Ma si è agito molto bene. Il gruppo socialista approva”. Gaetano Zucchini, capogruppo del Gruppo Misto, ha detto: “Il bilancio previsionale, per quanto possiamo sforzarci, avrò delle carenze dovute alla crisi del COVID: dovremmo mettere in campo una progettualità in alcune partite cruciali. Il dettaglio delle entrate tributarie è gestito da poche partite: va fatta una rifles-sione sulla irrilevanza economica di tasse per concorso e diritti sulle pubbliche affissio-ni”. Nella replica Tofanelli ha detto che “molte questioni sono rimandate al bilancio pre-ventivo. Il problema di Polisport è il versante sociale che riveste: costa ma svolge una funzione importante. Il 2019 probabilmente sarà anche peggio del 2020 perché è stata chiusa. Per quanto riguarda l’economia. Tutti ci sentiamo questa responsabilità: con il preventivo cercheremo di aiutare questo comparto. Il nostro bilancio sarebbe stato po-sitivo se fossero rientrate le partite dei crediti di dubbia esigibilità. Speriamo che lo Stato comprenda la situazione dei fondi e liberi risorse immobilizzate. Sull’Imu lo Stato è intervenuto e 75mila euro non verranno corrisposte; se interverrà anche per i comuni procederemo.

Il cittadino non pagherà di più per i servizi a domanda individuale e restituiremo la parte non usufruita e già pagata. Rimane fuori Tari e addizionale regionale. L’Autorità di permette di tagliare per le strutture e redistribuire sui cittadini ma così non siamo d’accordo. Dovrebbero arrivare risorse dallo Stato che destineremo a questo ce-spite. C’è un capitolo per le famiglie in difficoltà per la Tari, già 191 ne hanno usufruito nel 2019. Lo confermeremo. Sulla riscossione dobbiamo mettere mano ai soggetti che se ne occupano ed in particolare ad Equitalia. Chi non è stato penalizzato dal COVID dovrà pagare le tasse perché serviranno a garantire i servizi”. In fase di voto, il rendi-conto è passato con 15 favorevoli e il voto contrario delle minoranze.

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Il pittore Pietro Pecorari di San Giustino autore di una trilogia sul coronavirus

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L’eccezionale genialità creativa che lo rende unico ha messo in moto il suo pennello anche nel periodo dell’emergenza coronavirus. E a una persona sempre attenta alle vicende dei tempi non poteva sfuggire una parentesi così epocale, tradotta in quella chiave surreale che costituisce il perfezionamento di uno stile inizialmente tendente al naif. All’età di 85 anni ottimamente portati, dei quali oltre 60 dedicati alla pittura, Pietro Pecorari continua a inviare precisi messaggi dalla quiete del convento francescano di San Martino a Pitigliano di San Giustino, dove vive con la famiglia da più di trent’anni e dove ha anche allestito la sua mostra permanente. In linea perfetta con lo stile artistico e con il suo lucido tratto accompagnato dai colori e da una straordinaria ricchezza di sfumature, Pecorari ha trasformato le fasi del Covid-19 in una trilogia pittorica carica di significato. Tre sono infatti le opere nelle quali ha espresso la sua ispirazione: le prime due sono su tela, realizzate con la tecnica classica della tempera a olio e inquadrate in un contesto con lo sfondo di colore scuro, lo stesso che accompagna le precedenti opere aventi per tema piaghe sociali quali alcol, droga e aids. Ciò vale in particolare per il quadro relativo alla fase 1, nel quale vi è una sagoma dell’Italia trasformata, che si difende e che mantiene la propria bellezza, ma che apre la bocca per vomitare a terra il virus. C’è uno sfondo scuro già più attenuato a fungere da scenario alla tela della fase 2, quella forse più forte dal punto di vista simbolico: l’Italia, nella quale compaiono sfumate le sagome delle regioni, si trasforma in una ragazza che brilla al centro del mondo, portando la mascherina al volto (che coincide con la parte settentrionale del nostro Paese) e con in testa un cappello tricolore. Una soluzione molto accattivante anche dal punto di vista estetico, che precede la fase 3, quella della ripresa, nella quale subentrano china e pastello e dove una stella celeste protegge l’Italia cambiata; un’Italia che mantiene le sembianze femminili, con la sua tradizione e la sua cucina che regalano alla gente sapore e sorriso. “Non avrei mai pensato di vivere un simile momento”, ha commentato Pietro Pecorari, che pure da bambino ha conosciuto anche l’esperienza della guerra. Ma il suo finale è sempre pieno di speranza, perché comunque l’artista sangiustinese conserva fra le sue prerogative quella di essere anche il “pittore del bello” e, come tale, non può fare altro che trasmettere fiducia e ottimismo nel futuro.  

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Intensificare i controlli per contrastare l’abbandono dei rifiuti. “Pugno duro dell’amministrazione per incastrare i furbetti”.

Il sindaco di Anghiari Alessandro Polcri annuncia controlli più serrati per individuare chi trasgredisce le regole del corretto conferimento dei rifiuti e pensa all’istallazione di telecamere. “Proporrò a Sei Toscana un piano comune per individuare i trasgressori, che preveda in primis l’istallazione di foto trappole nei punti nevralgici del territorio” ha spiegato Polcri. 

Ad accendere la polemica l’ennesimo caso di abbandono di un materasso accanto ai cassonetti. “Come amministrazione comunale abbiamo l’obbligo, istituzionale e morale, di portare avanti questa battaglia contro i trasgressori che, senza alcuno scrupolo, continuano a compiere atti incivili e irrispettosi come quello dell’abbandono dei rifiuti – ha aggiunto Polcri – quello che è successo nei giorni scorsi è l’ennesimo episodio di abbandono, a dimostrazione di una assoluta mancanza di rispetto verso l’ambiente, verso il territorio e nei confronti dei suoi residenti. Il periodo difficile che abbiamo vissuto non può lasciarci indifferenti, deve segnare un punto di cambiamento, di rinascita, di maggiore responsabilità e rispetto, per questo ho intenzione di chiedere a Sei di collaborare per predisporre un piano di maggiori controlli”.

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Interrogazione dei consiglieri comunali Pescari (Pd), Masciarri (Psi) e Tavernelli (Pd) sul possibile trattamento in un’azienda del territorio di rifiuti provenienti dal ternano

I consiglieri comunali Mirko Pescari (Pd), Ursula Masciarri (Psi) e Luciano Tavernelli (Pd) chiedono conto dell’attività di “un’azienda del territorio” con una interrogazione urgente al sindaco Luciano Bacchetta e alla giunta nella quale domandano “se corrisponde al vero  che nell’impianto risultano trattati e riciclati rifiuti provenienti dalla provincia o dal comune di Terni”. “Come risulta dalle pubblicazioni Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), sezione Catasto Rifiuti (riportate nell’interrogazione, ndr), con autorizzazione decennale fino al 2025 – scrivono i rappresentanti della maggioranza – un’azienda del territorio è autorizzata al riciclo di sostanze organiche (R3), di sostante inorganiche (R5), oltre che scambio di rifiuti (R12) e messa in riserva degli stessi, (R13)”. Nell’evidenziare che “ingenti quantitativi risultano autorizzati al trattamento, per complessive 50.000 tonnellate all’anno nel periodo 2015/2025”, Pescari, Masciarri e Tavernelli chiedono di sapere, qualora fosse confermato che l’impianto riceve rifiuti dal territorio ternano, “quali caratteristiche hanno questi rifiuti”, “i quantitativi provenienti da Terni che risultano già lavorati nell’impianto e in prospettiva quanti altri ne siano previsti e per quale periodo” e quale sia “l’impianto di trattamento o smaltimento al quale sono destinati i rifiuti al termine del loro trattamento”. Per i consiglieri comunali autori dell’interrogazione è necessario sapere anche “quali iniziative a breve termine sono state intraprese o progettate in conseguenza al consistente incremento del traffico di mezzi pesanti che si è determinato nelle zone limitrofe all’impianto” e “se negli ultimi 3 anni l’impianto è stato oggetto di adeguamento tecnico strutturale per abbattere il persistente inquinamento olfattivo caratterizzato da fetori nauseabondi e miasmi, come denunciato dai cittadini delle località contigue e come appurato da Arpa Umbria, richiamando le attività di monitoraggio effettuate nel periodo 2016/2017, che hanno evidenziato ‘la presenza di criticità relative alle emissioni odorigene causate dai quantitativi eccessivi di rifiuti putrescibili trattati nell’impianto rispetto ai presidi ambientali in essere’. Pescari, Masciarri e Tavernelli concludono rappresentando l’esigenza di sapere “se risulta allo studio la possibilità di delocalizzare l’attività di recupero, così come affermato nell’ultima campagna elettorale dagli attuali amministratori”. “La situazione regionale in tema di gestione dei rifiuti risulta in un delicato e precario equilibrio, per una diffusione di impianti di trattamento e trasformazione non uniformi nel territorio e rispettivi ambiti”, commentano i rappresentanti della maggioranza, nel sottolineare che “tutti i piani dei rifiuti hanno come impostazione un ciclo virtuoso da completarsi all’interno del proprio ambito gestionale, evitando il cosiddetto ‘nomadismo dei rifiuti’, che oltre che inquinare per se stessi, inquinano in quanto trasportati a spasso nel territorio”. “L’esigenza di un conferimento dei rifiuti fuori ambito e spesso da fuori regione mina ancora di più questo precario equilibrio, determinando anche un incremento dei costi a carico dei contribuenti – puntualizzano Pescari, Masciarri e Tavernelli – considerato che nel nostro territorio, al confine sud del nostro comune, operano aziende di trattamento e recupero di rifiuti speciali non pericolosi”.

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Coronavirus fase 3: Secondi “2 guariti è un nuovo positivo da test sierologici, il virus è ancora tra di noi, massima prudenza”

“L’aggiornamento di oggi registra sui dati forniti della ASL, due guariti e un positivo, asintomatico che è emerso attraverso l’analisi seriologica e quindi il tampone. Il caso non preoccupa ma fa emergere plasticamente l’elemento che la prudenza è d’obbligo perché il virus non è scomparso. I tifernati si son comportati bene nella fase emergenziale e devono continuare con questa impostazione e la massima attenzione. Rispetto all’attività amministrativa è ripartita con progetti di lavori pubblici tra cui asfaltature e pubblica illuminazione, altri progetti partiranno: i cimiteri frazionali di San Secondo. Lugnano Santa Lucia a Badia Petroia per 200mila euro, il palazzetto di Trestina per la sistemazione di un’area per 100mila euro, l’edilizia scolastica per l’affidamento della progettazione di San Filippo per un milione e 400mila euro. Ringrazio infine il Vespa Club di Città di Castello che ha donato dei presidi al nostro ospedale”

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Arezzo Multiservizi cerca un Responsabile tecnico della società per assunzione a tempo indeterminato

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La società Arezzo Multiservizi ha indetto una selezione pubblica, per titoli, curriculum e prove d’esame, per l’eventuale assunzione a tempo indeterminato di una figura professionale a cui affidare l’incarico di Responsabile unico del procedimento in materia di appalti (RUP).

Nel sito www.arezzomultiservizi.it, nella sezione Bandi di gara, è possibile consultare l’avviso di selezione pubblica (http://www.arezzomultiservizi.it/bandi/107/ITA/7/15/Selezione-pubblica-per-responsabile-tecnico-da-inserire-nellufficio-appalti) dove sono elencati, nel dettaglio, i requisiti per l’ammissione, le cause di esclusione, la composizione della commissione giudicatrice e il diario delle prove. Sono inoltre specificati la procedura di selezione, l’assegnazione dei punteggi, le modalità di assunzione, il trattamento economico, mansioni e orari di lavoro.

La selezione avverrà attraverso una prova scritta, un colloquio individuale e le valutazioni dei titoli di studio, del curriculum e della precedente esperienza lavorativa.

La domanda di partecipazione, scaricabile anch’essa dal sito, debitamente compilata e firmata, dovrà pervenire all’ufficio protocollo di Arezzo Multiservizi entro e non oltre le ore 13 di lunedì 13 luglio 2020.

Le eventuali richieste di chiarimenti inerenti al bando dovranno essere formulate al responsabile del procedimento esclusivamente tramite mail all’indirizzo graverini@arezzomultiservizi.it oppure tramite pec all’indirizzo graverini@pec.arezzomultiservizi.it entro lunedì 29 giugno.

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Fine anno scolastico, il saluto del sindaco Carizia e dell’assessore Villarini agli studenti: “Grazie per l’entusiasmo che avete sempre mantenuto e per non esservi arresi nei momenti di difficoltà”

“Carissime ragazze e carissimi ragazzi, è giunto alla conclusione anche quest’anno scolastico, un anno insolito e complicato che ha messo a dura prova tutto il mondo della scuola, voi studenti, le vostre famiglie, il corpo docente e non docente, le Dirigenze, il personale tecnico amministrativo”: inizia così il messaggio agli studenti in occasione dell’ultimo giorno di scuola da parte del sindaco Luca Carizia e dell’assessore all’Istruzione, Alessandro Villarini.
“Tutti insieme – proseguono sindaco e assessore – abbiamo reagito con grandissima forza e coraggio alle difficoltà scaturite dall’emergenza sanitaria legata al Coronavirus, siamo stati costretti a cambiare le nostre abitudini, ma abbiamo mantenuto la nostra capacità di guardare al futuro con speranza e ottimismo, sapendo che certi difficili passaggi vanno superati tutti insieme come una vera comunità.
Quindi, grazie ragazzi per l’entusiasmo che avete sempre mantenuto e per non esservi arresi nei momenti di difficoltà, grazie alle vostre famiglie che hanno condiviso con voi un passaggio complicato supportandovi, e grazie al corpo docente che con grande serietà, professionalità e dignità è riuscito a portare avanti il proprio lavoro e a svolgere la propria funzione, rappresentando un importantissimo sostegno per tutti.
Grazie di nuovo e in bocca al lupo per il vostro futuro”.

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Scontro tra bici e auto, ciclista trasportato all’ospedale di Città di Castello

Lunedi 8 giugno, alle ore 18:45 in Via Cadibona all’intersezione con Via Futa, nel quartiere La Tina, si è verificato un incidente stradale. Un giovane di 21 anni alla guida di una mountain bike, per cause in corso di accertamento da parte della Polizia Municipale di Città di Castello, si è scontrato con un autovettura Fiat Tipo condotta da un uomo di 45 anni, entrambi residenti a Città di Castello. Oltre alla Polizia Municipale che ha effettuato i rilievi al fine di ricostruire la dinamica del sinistro, sul posto un ambulanza del 118 che dopo primi i soccorsi al conducente della bici, lo ha trasportato all’ospedale di Città di Castello il referto parla di una prognosi è di 10 giorni.

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Scuole – Il saluto del Presidente della Provincia di Perugia Bacchetta e del Consigliere Masciolini a studenti, famiglie, corpo docente e non docente

“Si è chiuso un anno scolastico durante il quale dall’oggi al domani ci siamo dovuti reiventare modalità di approccio alla didattica e ai rapporti interpersonali in una situazione di forzata “clausura” determinata dall’emergenza sanitaria. Un anno scolastico che difficilmente dimenticheremo, a volte drammatico, ma che ha anche permesso di mettere ancor più in risalto l’importanza fondamentale dell’istruzione. Con grande sforzo da parte di studenti, famiglie, corpo docente e non docente si è rimarcata la necessità di garantire alle generazioni del futuro la possibilità di andare a scuola e di usufruire di un apprendimento costante”.
Il Presidente della Provincia di Perugia, Luciano Bacchetta e il Consigliere delegato all’edilizia scolastica Federico Masciolini ringraziano il mondo della scuola per l’impegno e risultati positivi conseguiti, impensabili il 5 marzo quando scattò la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado. Un grazie va anche alle famiglie che in questi giorni hanno aiutato i loro figli, soprattutto i più piccoli a non perdere preziosi giorni di didattica in modalità remota.
“Il lavoro messo in campo dai dirigenti scolastici ed insegnanti – aggiungono – l’impegno degli studenti e la collaborazione delle famiglie, hanno consentito, malgrado tutto, lo svolgimento delle lezioni”.
E già si guarda alla riapertura delle scuole prevista a settembre che vede nella Provincia di Perugia 29.890 studenti iscritti al prossimo anno scolastico che occuperanno circa 1.385 classi così suddivisi: indirizzi Liceali n. 654 classi per 15.081 studenti; indirizzi Tecnici n. 455 classi per 9.684 studenti; indirizzi Professionali n. 276 classi per 5.125 studenti.
“Le Province e i Comuni – prosegue Bacchetta – sono chiamati a garantire, in vista della riapertura autunnale delle scuole, la massima garanzia di sicurezza in termini sanitari. Stiamo lavorando senza sosta affinché i nostri ragazzi possano tornare ad essere una comunità senza timori, nel rispetto di tutte le norme che sono state previste dal Governo centrale. E’ nostra ferma volontà contribuire a ripristinare con l’avvio del nuovo anno scolastico il rapporto diretto tra studenti e insegnanti fondamentale per l’armonico sviluppo della personalità dei giovani. Gli uffici sono impegnati altresì a mettere in campo un piano per l’utilizzo degli spazi anche alla luce delle maggiori iscrizioni verso i licei rispetto agli altri indirizzi. L’augurio quindi è che anche il mondo della scuola possa tornare alla normalità”.
“Una menzione speciale – conclude Bacchetta – va alla popolazione scolastica delle aree terremotate della Valnerina, in particolare a Norcia dove, già prima che scattasse il lockdown per il Coronavirus, insieme al capo della Protezione civile Angelo Borrelli, al sindaco Nicola Alemanno e alla dirigente scolastica Rossella Tonti, la Provincia è impegnata nella costruzione della nuova scuola secondaria che auspichiamo possa essere inaugurata con l’avvio dell’anno scolastico 2020-2021”.
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Ultimo giorno di scuola a distanza: Sindaco e Assessore “l’impegno continua per tornare in aula a settembre”

“Ultimo giorno di scuola. Messaggio del sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta e dell’assessore ai Servizi Educativi Rossella Cestini agli studenti, alle famiglie, ai docenti e a tutto il mondo della scuola: “Oggi si chiude un anno scolastico per tanti aspetti indimenticabile: la pandemia, nell’arco di pochi giorni, ha stravolto le routine di ognuno di noi, ha chiuso le aule, interrompendo bruscamente non solo la didattica ma la relazione.

Per questo gli auguri di buone vacanze che il comune tradizionalmente rivolge a tutto il mondo della scuola, docenti, personale, famiglie e in primo luogo studenti assumono un valore speciale, come speciale sta mostrandosi il 2020.In primo luogo vogliamo ringraziare tutti coloro, dai dirigenti agli amministrativi, dagli insegnanti alle realtà economiche o associative coinvolte nelle attività scolastiche per il lavoro compiuto negli ultimi tre mesi, con la mentalità giusta di trovare occasioni di crescita anche nelle avversità.

Dal lock down la didattica a distanza non tornerà indietro, prefigurando nuove frontiere didattiche ma anche nuove organizzazioni delle funzioni urbane più compatibili con la salvaguardia ambientale.La necessità ci ha indotto anche a spingere l’acceleratore sui progetti di copertura digitale del territorio per garantire ad ogni studente tifernate il diritto all’istruzione, specialmente se a distanza.

Ma la conversione rapida ed efficace della scuola da in presenza a remoto è stata una missione riuscita grazie alla professionalità e all’impegno di ogni categoria, che, nei momenti più duri o in quelli più scoraggiati, ha gettato il cuore oltre l’ostacolo. La stessa determinazione dovrà guidarci nel pensare e progettare la ripresa di settembre, perché la relazione torni ad essere un elemento strategico della crescita formativa e umana degli studenti.

A distanza c’è apprendimento ma, come sappiamo, la scuola è relazione e confronto mediate dall’identità fisica, non dal nostro account digitale. Su questo percorso ancora da compiere provincia, comune e scuola nel suo complesso dovranno continuare a lavorare, coniugando la gestione della logistica con le nuove potenzialità degli edifici, interessati da un importante piano di interventi pubblici, atti a renderli più sicuri e più adattabili a riorganizzazioni interne.

Un pensiero particolare di vicinanza e sprone va agli studenti che si stanno preparando a sostenere gli esami di maturità perché sappiamo che saranno messi nelle condizioni di esprimere al meglio le loro competenze e di affrontare senza penalità questo rito di passaggio verso una nuova fase della vita.Infine vogliamo rivolgerci alle famiglie e agli studenti, con l’augurio che l’estate sia meno cupa e – fatte salve le misure di sicurezza – più condivisa.

L’impegno dei ragazzi nella DAD è stato serio e positivo, nonostante il notevole sforzo di attenzione che ha richiesto. Siamo orgogliosi della loro reazione davanti all’Emergenza e del senso di responsabilità dimostrato mediamente nelle attività scolastiche.La quarantena ci ha regalato spazi impensabili in famiglia e ma ci ha anche dimostrato che la confort zone domestica può diventare una gabbia.La lezione del Covid 19 è l’importanza della libertà, anche quella più trascurabile, e dell’autodeterminazione personale.

L’abbiamo riacquistata e – lo diciamo soprattutto ai giovani – non possiamo rischiare di perderla di nuovo. Quindi buone vacanze, siamo certi che mascherine e distanziamento non rovineranno il divertimento né le possibilità di incontrarsi. Se a settembre torneremo nelle aule, insieme ai compagni di scuola, molto dipenderà da voi e da avrete vissuto quella che passerà alla storia come l’estate del COVID 19”.

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Bettarelli (PD) “su ex ospedale serve forte accelerazione, pronta mozione per prossimo Consiglio Regionale”

“La Giunta regionale è chiamata a fare l’ultimo passo di un lungo e complesso percorso per l’ex ospedale di Città di Castello, per il quale serve ora un impegno, atti concreti e
risorse certe affinché il progetto della Casa della Salute possa prendere
forma”. A chiederlo è il consigliere regionale del Partito democratico,
Michele Bettarelli, che ha annunciato la presentazione di una mozione per
impegnare la Giunta alla “sottoscrizione del Protocollo d’intesa per il recupero e il consolidamento sismico della struttura e la realizzazione del progetto della Casa della Salute, elaborato dai tecnici della Usl Umbria 1 e dal Comune di Città di Castello”.

“L’antico edificio del ‘700, sviluppato su tre piani per una superficie
di 8500 metri quadrati e un valore di 4,5 milioni di euro – ricorda
Bettarelli – era stato al centro dell’attenzione dell’attività della
scorsa legislatura, con un accordo di programma approvato il 30 gennaio 2018 per interventi relativi al consolidamento e al riuso della struttura. Il 17 maggio 2019 si era arrivati alla preadozione del protocollo d’intesa per il
suo recupero. Un documento che specifica quanto l’impegno al recupero del fabbricato, per la realizzazione della Casa della Salute, sia prioritario per la Regione, per il Comune di Città di Castello e per l’Usl Umbria 1.
L’interesse da parte della Regione – spiega il consigliere Dem – è dovuto al fatto che l’edificio, di pregio architettonico e sottoposto a
vincolo di interesse culturale, possa essere rifunzionalizzato. Quanto alla
Usl Umbria 1 sarebbe prioritario concentrare i servizi, attualmente dislocati in edifici in locazione, in una struttura regionale. Sarebbe questo anche un modo per potenziare la rete dei servizi sanitari sul territorio”.

“Serve dunque un’accelerazione – conclude Bettarelli – andando a
concretizzare la volontà degli enti coinvolti. Un’azione che per trovare
compimento non può prescindere da un ruolo attivo e presente della Regione,
nell’interesse e a beneficio di un’intera comunità”.

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FCU: Annalisa Costa (comitato Pendolari Stufi) “siamo alle solite, tante promesse da parte della politica, puntualmente e totalmente disattese”

“E come avrebbe detto Oscar Luigi Scalfaro… “Io non ci sto”!!!
Direi che come al solito gli orari sembrano fatti con il tiro delle freccette, da parte di principianti,… dove si prendono in considerazione i numeri centrati dal dardo.
Rimaniamo basiti soprattutto perché, ancora una volta va di moda fare orecchie da mercante in merito a consigli di cambio rotta. Gli orari, seppur estivi, devono essere studiati e non approssimativi e completamente errati.
Togliere ora sostitutivi del treno (considerando che di cambiare la benedetta velocità per ora rimane un miraggio) significa incentivare le persone che si devono recare a Perugia ad arrangiarsi in maniera autonoma. Consideriamo inoltre che i pendolari ora e chissà per quanto tempo, devono adeguarsi alle norme covid, quindi per l’intero e infinito viaggio, dovranno indossare la mascherina…. Credo che sia abbastanza traumatico, in vista del caldo estivo e delle condizioni all’interno dei mezzi in cui non di certo si è provveduto a sistemare areazione e quindi con la sola possibilità di avere corrente d’aria per l’apertura di finestrini paralleli, sostenere viaggi di più di 100 minuti. La domande sono tante… Una tra queste è : ma davvero si vuole mantenere una ferrovia nata più di 100 anni fa con questi presupposti? Mi fanno davvero ridere gli scatti irosi di tutte le parti politiche in cui ci si lamenta degli spot pubblicitari in cui non compare l’alta valle del Tevere. Anche sul magazine di Fs “la freccia” del mese di giugno, si invitano gli italiani a visitare il cuore verde d’Italia (l’Umbria) … Ma in che modo??!! Addirittura in questo periodo nei fine settimana è quasi impossibile prendere un mezzo per recarsi da San Sepolcro a Perugia… E non parliamo poi se volessimo recarci ad Assisi in cui il nativo Santo, patrono del nostro Paese, dovrebbe fare altro che un miracolo!!
O ancora,pendolari che addirittura devono timbrare il cartellino alle 12.00 e sono costretti a partire poco dopo le 8.30.
Sappiamo dell’esistenza dell’orario (che ci dovrebbe appartenere valutando le nostre esigenze), solo poche ore prima della partenza dello stesso, senza essere avvisati su ciò che avremmo trovato nella mattinata di questo ennesimo calvario e senza sapere quando avrà fine!Purtroppo anche la comunicazione tra Enti e utenti si adegua alla velocità di Va-lentino…. (n,d,r soprannome del treno Fcu)
Snobbati i pendolari che hanno incominciato a lavorare e ancora più snobbati gli eventuali turisti. Quindi non ci siamo anche in questa occasione… I consigli sono stati dati a chi di dovere… Ma ancora una volta il pendolare è preso in considerazione come il due di picche nella briscola.
Agli studiosi degli orari in questione si chiede inoltre se hanno pensato al fatto che ci sia possibilità che gli universitari riprendano nel mese di luglio in presenza per eventuali esami… Cosa dovranno fare???
Forse si potrebbe pensare al cammino Francescano o come va di moda ora.. al bonus monopattino!!!!”

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Ospedale Sansepolcro: Lega e Forza Italia ” continueremo a batterci per un piano di rilancio serio”

Per anni abbiamo affermato che il nostro territorio, per la sua natura montana, per il fatto di essere un territorio di confine e marginale, meritasse un’attenzione particolare da parte della Regione Toscana. Per questo ci siamo sempre battuti per l’autonomia del nostro distretto sanitario, contro lo smantellamento dei servizi del nostro ospedale e, anzi, per un potenziamento dello stesso” dichiarano Alessandro Rivi, Consigliere Comunale della Lega e Tonino Giunti, Consigliere Comunale di Forza Italia,

Il lavoro che abbiamo portato avanti durante gli ultimi dibattiti consiliari” prosegue Rivi “è stato importante, e come Lega abbiamo richiesto che fosse nei punti cardine del documento programmatico votato dal Consiglio Comunale un potenziamento del nostro ospedale, anche alla luce della recente emergenza sanitaria. Riteniamo che aver contribuito a riportatare alla luce richieste legittime, come il ripristino della terapia intensiva, che sembravano inattuabili prima, con il voto unanime del Consiglio Comunale, sia stato un importante segnale per la sanità valtiberina”.

Ho presentato nel corso degli ultimi anni degli atti consiliari precisi e specifici sul tema dell’ospedale,” continua Giunti, “fra cui, anche recentemente, una mozione che prevedesse il ripristino della terapia intensiva. Il nostro ospedale dev’essere in grado di affrontare situazioni emergenziali, come quelle che abbiamo vissuto con l’emergenza covid, ma anche emergenze di routine che l’ambito valtiberino deve riuscire a gestire autonomamente.”

Ci auguriamo, infine,” concludono Giunti e Rivi “che possa aprirsi finalmente e concretamente uno spiraglio e una speranza per un vero potenziamento del nostro ospedale di zona, per il quale non smetteremo di lottare”.

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