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“Non voglio mica la luna”, il teatro arriva nei paesi per parlare di futuro, comunità e aree interne

Un viaggio tra i piccoli borghi dell’Appennino, una leggenda che nasce dall’Alpe della Luna e una domanda che riguarda tutti: quale futuro possono avere oggi i paesi delle aree interne?

Nasce da qui “Non voglio mica la luna”, lo spettacolo teatrale itinerante prodotto da CasermArcheologica in collaborazione con Noidellescarpediverse APS e rumorBianc(O), scritto da Samuele Boncompagni e interpretato dallo stesso Boncompagni insieme a Chiara Renzi.

Dopo la prima nazionale andata in scena a Chiusi della Verna, il progetto farà tappa giovedì 25 giugno a Ponte alla Piera, nel comune di Anghiari, per poi proseguire a Moggiona, Faltona e Cetica.

Al centro dello spettacolo c’è una riflessione profonda, ma raccontata con leggerezza e ironia, sullo spopolamento dei piccoli centri, sulla qualità della vita nelle aree interne, sui servizi, sull’accoglienza e sulle opportunità per chi decide di restare o tornare a vivere nei paesi.

La storia prende spunto da una leggenda dell’Alpe della Luna, quella di due giovani innamorati che cercano di raggiungere la luna per realizzare il loro amore impossibile. Da quel racconto prende forma un percorso teatrale che si intreccia con le esperienze reali delle comunità locali, trasformando strade, piazze e vicoli in un palcoscenico diffuso.

Il pubblico non assiste semplicemente a uno spettacolo, ma viene coinvolto in un’esperienza partecipata che invita a interrogarsi sul significato dell’abitare oggi, sul rapporto tra città e territori marginali e sulle possibilità di costruire nuove forme di comunità.

L’iniziativa si inserisce nel progetto “La Repubblica delle Foreste, custodi dell’Alpe della Luna”, sviluppato da CasermArcheologica insieme ai Comuni di Badia Tedalda e Pieve Santo Stefano nell’ambito del PNRR.

Tra racconto, immaginazione e confronto, “Non voglio mica la luna” prova a riportare il teatro alla sua funzione più antica: essere un luogo di incontro, riflessione e partecipazione collettiva.

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Arcaleni (Castello Cambia) “truffe in Altotevere: dalla proposta in Consiglio ad una azione specifica di contrasto”

Il dibattito innescato dall’interpellanza da me  presentata nel Consiglio del 22 giugno ha prodotto delle efficaci proposte per il contrasto delle truffe digitali e dei raggiri, non solo on line, che prendono di mira anziani e persone fragili.

Il fenomeno delle truffe agli anziani sta aumentando con il verificarsi di raggiri, spesso con bottini ingenti: si sono registrati casi eclatanti, come una truffa da 50.000 euro ai danni di due anziani della zona o situazioni in cui i malintenzionati utilizzano il “trucco del finto parente” o si spacciano per forze dell’ordine, avvocati o postini per convincere le vittime a consegnare denaro o gioielli.

Spesso le truffe assumono connotati digitali in quanto reiterate attraverso le piattaforme di messaggistica, siti on line, app e social: alcuni tentativi recenti, come ad  Umbertide, sono stati segnalati e sventati grazie alla prontezza dei cittadini.

Le iniziative proposte nel dibattito dalla sottoscritta, dai consiglieri e dal Sindaco, vanno nella giusta direzione di realizzare un’intesa specifica tra Comuni della zona sociale, Forze dell’Ordine , Polizia municipale e associazioni al fine di concordare specifiche modalità di collaborazione, pensare campagne informative e  produrre materiale divulgativo unico che informi sui pericoli e sulle risposte da attivare per sfuggire ai raggiri.

Una modalità che dovrebbe riuscire a superare la frammentarietà delle informazioni e la difficoltà di diffusione, riuscendo ad arrivare ad ampie fasce di popolazione. Unire le forze e le risorse potrà portare, ad esempio, a realizzare volantini e un vademecum comune pensato da  tutti i soggetti. Chiedere la collaborazione di associazioni e proloco potrà permettere la diffusione del materiale stesso durante le sagre e le feste paesane e di quartiere: un  modo semplice, ma efficace, per intercettare tanti che magari non partecipano ad iniziative specifiche.

Queste nuove modalità si aggiungerebbero alle varie iniziative già organizzate dalle Forze dell’Ordine nelle scuole, e darebbero modo alla Polizia Municipale di proporre un proprio ruolo di supporto alla cittadinanza.

Ci auguriamo che tutto ciò non resti lettera morta e che ci sia un immediato percorso amministrativo per la messa a terra degli impegni presi in aula dal Sindaco

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Rosario Genovese alla Pinacoteca: un viaggio tra galassie, materia e universo

CITTÀ DI CASTELLO – Un percorso che unisce arte, scienza e immaginazione, portando il visitatore dentro un universo fatto di galassie, materia, energia e percezioni. È questo il cuore di “Gaudium Cosmos Logos”, la mostra personale di Rosario Genovese, curata da Francesco Gallo Mazzeo, visitabile alla Pinacoteca Comunale di Città di Castello fino al prossimo 21 luglio.

L’esposizione si sviluppa in due sezioni distinte ma strettamente collegate tra loro, offrendo uno sguardo completo sulla ricerca artistica che Genovese porta avanti da decenni e che trova nella cosmologia una delle sue principali fonti di ispirazione.

La prima parte della mostra occupa la suggestiva Manica Lunga della Pinacoteca e raccoglie opere realizzate tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta. Si tratta di grandi strutture tridimensionali che evocano forme galattiche e sistemi cosmici attraverso l’utilizzo di legno, tessuti, fibre naturali e materiali materici come sabbia vulcanica e polvere di marmo. Opere che sembrano sospese tra scultura e installazione e che invitano il pubblico a entrare fisicamente e mentalmente in un dialogo con lo spazio.

Nell’ala nuova del museo trovano invece posto i lavori più recenti, realizzati dal 2010 a oggi. Qui il tema centrale diventa il dualismo cosmico: stelle binarie, pulsar, buchi neri e sistemi in relazione tra loro diventano metafore visive di connessioni, attrazioni e tensioni. Le opere si presentano spesso come elementi gemelli che dialogano tra loro, creando un continuo rimando tra equilibrio e movimento.

«Le mie opere bivalenti nascono con un intento preciso: aprire un dialogo visivo coinvolgente», spiega Genovese. «Il desiderio è quello di trasmettere stimoli che conducano verso sensazioni ed emozioni che appartengono a ciascuno di noi».

All’inaugurazione sono intervenuti il curatore Francesco Gallo Mazzeo e l’assessore alla Cultura Michela Botteghi, che ha sottolineato come la mostra si inserisca nel percorso di valorizzazione della Pinacoteca come luogo di incontro tra arte storica e contemporanea.

«Il nostro obiettivo – ha spiegato Botteghi – è fare della Pinacoteca un punto di riferimento per il dialogo tra passato e presente. Questa esposizione si inserisce perfettamente in una visione che punta a rafforzare il ruolo del museo nella vita culturale della città e ad attrarre un pubblico sempre più ampio».

Una mostra che non si limita a essere osservata, ma che invita a lasciarsi coinvolgere, tra suggestioni scientifiche e ricerca artistica, in un viaggio affascinante dentro i misteri dell’universo.

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Estate in centro, tre appuntamenti per vivere Città di Castello tra musica, giochi e spettacoli

Musica, divertimento, shopping e iniziative per tutta la famiglia. Il centro storico di Città di Castello si prepara a vivere tre serate che accompagneranno l’estate con eventi pensati per coinvolgere residenti e visitatori.

Ad aprire il calendario sarà giovedì 25 giugno con il tradizionale DJ Shopping. Dalle 21.30 i negozi del centro resteranno aperti mentre la città si trasformerà in una grande pista a cielo aperto grazie alla presenza di DJ Mario Fargetta, uno dei nomi più conosciuti della musica dance italiana. Una serata che unirà shopping, intrattenimento e musica nel cuore della città.

Il secondo appuntamento è fissato per giovedì 9 luglio, dalle 18.30 alle 23.00, con “I Giochi di una Volta”. Saranno ben 45 i grandi giochi in legno artigianali allestiti nelle piazze e nelle vie del centro storico. Un’occasione per riscoprire il piacere del gioco tradizionale, coinvolgendo bambini, genitori e nonni in un percorso all’insegna della semplicità e del divertimento.

Gran finale sabato 11 luglio con “Castello a Colori”, evento che dalle ore 18 animerà tutto il centro storico con musica, spettacoli e iniziative diffuse fino a tarda notte. Una serata pensata per trasformare la città in un grande contenitore di eventi e intrattenimento, con tante proposte dedicate a pubblici di ogni età.

Tre appuntamenti che confermano la volontà del Consorzio Pro Centro e delle attività commerciali di rendere il centro storico sempre più vivo e attrattivo durante la stagione estiva, valorizzando il commercio locale e offrendo occasioni di incontro e socialità.

Tutti gli eventi saranno a ingresso libero.

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Umbertide festeggia Maria Zucchetta: 100 anni di storia, ricordi e affetti

UMBERTIDE – Un secolo di vita, di esperienze e di ricordi custoditi con lucidità e affetto. La comunità di Umbertide ha festeggiato Maria Zucchetta, che il 19 giugno ha raggiunto il traguardo dei cento anni, entrando ufficialmente nel ristretto gruppo dei centenari del territorio.

Per l’occasione il vicesindaco Annalisa Mierla e l’assessore Francesco Cenciarini hanno fatto visita alla signora Maria, portandole gli auguri dell’amministrazione comunale e di tutta la città e consegnandole una targa celebrativa in ricordo di questa importante ricorrenza.

Nata a Pietrafitta il 19 giugno 1926, ultima di sei fratelli, Maria Zucchetta si trasferì a Umbertide nel 1949. Da allora la città è diventata la sua casa, il luogo dove ha costruito la propria famiglia, lavorato e vissuto tutte le tappe più significative della sua lunga esistenza.

La sua è una generazione che ha conosciuto direttamente gli anni difficili della guerra e della ricostruzione. Durante l’incontro con gli amministratori, la neocentenaria ha condiviso alcuni ricordi della sua vita, testimonianze preziose di un’epoca che oggi appartiene alla storia ma che continua a vivere attraverso il racconto di chi l’ha attraversata.

Una vita vissuta all’insegna della famiglia, del lavoro e dei valori che ancora oggi rappresentano il punto di riferimento per figli, nipoti e parenti che le sono accanto.

Il compleanno di Maria Zucchetta è stato così l’occasione per tutta la comunità umbertidese di rendere omaggio a una donna che con il suo percorso personale rappresenta un piccolo pezzo della storia del territorio.

A lei sono arrivati l’affetto e gli auguri dell’intera città, con l’auspicio di continuare a festeggiare questo straordinario traguardo circondata dall’amore dei suoi cari.

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Ospedale di Città di Castello, i bambini della scuola “Marcella Monini” donano attrezzature alla Pediatria

Dal mercatino “CiRigioco” una donazione che unisce scuola, famiglie e ospedale nel segno della cura e della responsabilità sociale  

Città di Castello, 23 giugno 2026 – Un gesto semplice, ma dal valore enorme quello compiuto dai bambini della scuola dell’infanzia “Marcella Monini” del secondo circolo “G. Di Vittorio” di Umbertide, protagonisti di un’iniziativa che unisce educazione, solidarietà e attenzione verso i coetanei più fragili. Grazie al ricavato del mercatino solidale natalizio “Ci‑Rigioco” – un progetto nato dalla collaborazione tra la dirigente scolastica, le insegnanti e le famiglie – i piccoli alunni hanno permesso la donazione di due seggioloni e un apparecchio televisivo al reparto di Pediatria e Neonatologia dell’ospedale di Città di Castello.

A consegnare i doni, lunedì 22 giugno, la dirigente scolastica Raffaella Reali, insieme alle insegnanti Marzia Palazzini, Stefania Urali e a Romina Renzini, rappresentante delle famiglie. A riceverli, la dirigente medico del Presidio ospedaliero Alto Tevere Gioia Calagreti, la dirigente medico del reparto Michela Panichi e il personale sanitario.

Durante la cerimonia, la dirigente scolastica ha voluto ringraziare tutte le famiglie che hanno reso possibile il progetto. “Si tratta di piccolo gesto – ha detto Reali – che testimonia come la scuola possa essere un luogo privilegiato di crescita non solo culturale, ma anche umana e sociale. Un sincero ringraziamento va inoltre al reparto di Pediatria dell’ospedale di Città di Castello e a tutto il personale sanitario per l’accoglienza, la disponibilità e la collaborazione dimostrate, nonché per il prezioso lavoro svolto quotidianamente a favore dei piccoli pazienti e delle loro famiglie”.

La dottoressa Panichi, a nome del reparto, ha sottolineato il valore della donazione: “A nome di tutto il personale della Pediatria desidero esprimere la nostra più sincera gratitudine ai bambini, alle famiglie, alle insegnanti e alla dirigenza scolastica per questo prezioso gesto di vicinanza e generosità. La donazione ricevuta contribuirà a rendere più accogliente e confortevole il percorso di cura dei nostri piccoli pazienti e testimonia quanto sia importante il legame tra la scuola, il territorio e le strutture sanitarie”.

Anche la dottoressa Calagreti, per la direzione aziendale e del Presidio, ha evidenziato il valore educativo dell’iniziativa che “rappresenta un esempio concreto di solidarietà e attenzione verso la comunità. Il coinvolgimento dei bambini in un progetto che unisce educazione, sostenibilità e sostegno ai coetanei più fragili assume un valore particolarmente significativo. Ringraziamo la scuola e tutte le famiglie per aver contribuito a trasformare un gesto semplice in un’importante testimonianza di responsabilità sociale e partecipazione civica”.

Il progetto “CiRigioco” nasce con l’obiettivo di sensibilizzare i bambini, fin dalla prima infanzia, ai valori del riuso, del rispetto dell’ambiente e della cura verso gli altri. Attraverso la raccolta di giocattoli usati ma in ottimo stato, poi proposti nel mercatino tramite offerte volontarie, i piccoli hanno sperimentato in prima persona il significato del dono e della condivisione. La risposta della comunità scolastica è stata ampia e partecipata, permettendo di raggiungere un risultato concreto e profondamente simbolico: trasformare un gesto collettivo in un aiuto reale per i bambini ricoverati, rafforzando il legame tra scuola, famiglie e territorio.

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La Schola Cantorum Abbatini conquista Londra: primo coro italiano invitato da Vox Anima alla Barbican Hall

CITTÀ DI CASTELLO – Ci sono viaggi che vanno oltre una semplice trasferta. Sono esperienze che lasciano un segno e che raccontano quanto il lavoro, la passione e la qualità possano portare lontano. È quello che ha vissuto la Schola Cantorum “Anton Maria Abbatini” della Cattedrale di Città di Castello, rientrata da Londra dopo cinque giorni che resteranno nella storia del coro tifernate.

Dal 15 al 19 giugno la formazione diretta dal maestro Alessandro Bianconi è stata protagonista di un appuntamento internazionale di altissimo livello grazie all’invito ricevuto da Vox Anima London, prestigiosa organizzazione guidata da Alexandra e James Meaders. Un invito che assume un significato ancora più importante se si considera che la Schola Cantorum Abbatini è stata il primo coro italiano chiamato ufficialmente a partecipare al progetto.

Alla base della convocazione c’è anche un episodio speciale: il celebre compositore norvegese Ola Gjeilo, tra le figure più apprezzate della musica corale contemporanea, aveva ascoltato sui social l’esecuzione della sua Sunrise Mass realizzata dal coro tifernate, manifestando pubblicamente il proprio apprezzamento per l’interpretazione proposta.

Dal 16 al 18 giugno i coristi hanno condiviso prove, incontri e momenti musicali con ensemble provenienti da Stati Uniti, Canada, Germania, Polonia, Croazia e Regno Unito, in un clima di confronto culturale e amicizia che ha fatto della musica una lingua comune.

Il momento più atteso è arrivato il 18 giugno con il concerto “When Stars Align” nella prestigiosa Barbican Hall, una delle sale da concerto più importanti d’Europa e sede della London Symphony Orchestra. Sul palco, accanto ai cori internazionali, si sono esibiti lo stesso Ola Gjeilo al pianoforte, il celebre ensemble vocale Voces8, guidato dal fondatore Barnaby Smith, e la direttrice Irene Messoloras.

La Schola Cantorum Abbatini ha interpretato alcune delle composizioni più note di Gjeilo, tra cui Tundra, Sunrise Mass e Alleluia, raccogliendo consensi e apprezzamenti per la qualità artistica e l’intensità espressiva.

Tra i momenti più emozionanti del soggiorno londinese c’è stato anche l’incontro privato al Voces8 Centre, dove il coro tifernate ha avuto l’opportunità di eseguire Alleluia accompagnato al pianoforte dallo stesso Ola Gjeilo e diretto da Irene Messoloras. Un’esperienza rara e preziosa che testimonia il rapporto di stima instaurato con il compositore.

La trasferta ha offerto inoltre l’occasione di promuovere il nome di Città di Castello anche attraverso i canali della comunicazione internazionale. I coristi Elisa Tiroli e Giuseppe Lucaccioni sono stati infatti intervistati da Vincenzo Maria d’Amore, fondatore e direttore creativo di Daily Choir, seguitissima piattaforma dedicata al mondo corale.

Non sono mancati i momenti dedicati alla scoperta della città. Particolarmente significativa la visita alla National Gallery, dove sono custodite opere strettamente legate alla storia dell’Alta Valle del Tevere, come la Crocifissione Gavari di Raffaello e il Battesimo di Cristo di Piero della Francesca, creando un ideale filo rosso tra Londra e il territorio tifernate.

«Un sogno diventato realtà – commenta il maestro Alessandro Bianconi –. Abbiamo vissuto un’esperienza musicale straordinaria che rappresenta un importante riconoscimento per il lavoro svolto in questi anni. Tornare a casa con nuove amicizie, nuove collaborazioni e la consapevolezza di aver rappresentato al meglio Città di Castello è la soddisfazione più grande».

Una trasferta che resterà nella memoria della Schola Cantorum Abbatini e che conferma come anche da una realtà locale possa partire un percorso capace di arrivare sui palcoscenici più prestigiosi del mondo.

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“La grande bambina”, questa sera al Museo del Tabacco una storia che dà voce all’infanzia negata

SAN GIUSTINO – Una storia dolorosa, ma anche un percorso di rinascita, coraggio e consapevolezza. Martedì 23 giugno alle ore 18 il Museo del Tabacco di San Giustino ospiterà la presentazione del libro “La grande bambina” di Serena Marino, un’opera che affronta temi profondi e attuali come la violenza assistita, le ferite dell’infanzia e la ricerca di sé.

L’iniziativa, promossa con il patrocinio del Comune di San Giustino, di Liberedessere e dell’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani, sarà un momento di riflessione aperto alla cittadinanza su questioni che toccano da vicino molte famiglie e che spesso restano nascoste dietro il silenzio.

Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali della presidente dell’Assemblea Legislativa dell’Umbria Sarah Bistocchi e dell’assessora alla Cultura Loretta Zazzi.

Nel corso del pomeriggio interverranno la psicologa clinica e psicopedagogista Edi Salvadori, che parlerà di “Amore inverso”, e l’avvocata Nada Lucaccioni, presidente di AMI Umbria, che affronterà il tema della violenza assistita sui minori e modererà l’incontro.

A raccontare la genesi del libro e il percorso che l’ha portata a scriverlo sarà infine la stessa Serena Marino, autrice di un’opera che prende avvio da una frase tanto semplice quanto potente: “Questa è la storia di una bambina che non ha avuto il tempo di essere bambina”.

L’appuntamento si propone come un’occasione di confronto e ascolto, attraverso la letteratura ma anche grazie al contributo di professionisti che ogni giorno lavorano a fianco di persone e famiglie chiamate ad affrontare situazioni difficili.

Un incontro che unisce cultura e sensibilizzazione, invitando a riflettere sul valore dell’infanzia, dell’educazione e del sostegno alle fragilità.

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Gregorio Failli della palestra Elite Centro Fitness campione d’Europa: il tifernate conquista il titolo nel Natural Body Building

CITTÀ DI CASTELLO – Dal lavoro in fabbrica alla pedana europea. È la storia di Gregorio Failli, 37 anni, tifernate, operaio e istruttore nella sala pesi della palestra Elite Centro Fitness, che nei giorni scorsi ha conquistato il titolo di campione europeo di Natural Body Building nella categoria fino a 65 chilogrammi.

Un risultato di grande prestigio arrivato a Bredene, in Belgio, dove si sono svolti i campionati continentali. Per Failli si tratta del primo grande traguardo internazionale in una disciplina che pratica a livello agonistico soltanto dal 2023, ma nella quale ha già dimostrato qualità, determinazione e una notevole capacità di crescita.

Il percorso che lo ha portato sul gradino più alto del podio europeo era iniziato nei mesi scorsi con le vittorie ottenute nelle gare di qualificazione disputate prima a Perugia e successivamente a Rimini Wellness, appuntamenti che gli avevano aperto le porte della rassegna continentale.

Nella foto sopra: Paolo Salvai

Ad accompagnarlo in questa avventura il coach Matteo Brunetti, del Team Brunetti’s, e l’altro atleta Paolo Salvai, impegnato in una categoria diversa. Entrambi hanno lasciato il Belgio con una medaglia d’oro al collo: Failli nel Natural Body Building fino a 65 chilogrammi e Salvai nella Men Physique Over 40.

Per il tifernate si tratta di un riconoscimento che premia sacrifici, allenamenti quotidiani e una passione coltivata con costanza. Dietro a un successo di questo tipo ci sono infatti mesi di preparazione, attenzione maniacale all’alimentazione e una disciplina rigorosa che accompagna ogni giornata.

L’avventura sportiva di Gregorio Failli, però, non si ferma qui. Il prossimo obiettivo è già fissato in calendario: il Campionato del Mondo, in programma il prossimo 31 ottobre a Salamanca, in Spagna, dove proverà a confrontarsi con i migliori specialisti della disciplina a livello internazionale.

La notizia del successo europeo ha suscitato soddisfazione anche in città. Al neo campione continentale sono arrivate le congratulazioni del sindaco Luca Secondi e dell’assessore allo sport Riccardo Carletti, che hanno voluto sottolineare come il risultato ottenuto rappresenti un motivo di orgoglio per Città di Castello e per tutta l’Alta Valle del Tevere.

Un titolo europeo che porta il nome di Città di Castello sul tetto del continente e che conferma come talento, impegno e determinazione possano trasformare un sogno in realtà.

Gregorio Failli37 anni, tifernate, operaio e istruttore nella sala pesi della palestra Elite Centro Fitness

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Pinacoteca al Chiaro di Luna, 114 anni di storia da festeggiare sotto le stelle

Una visita speciale in notturna per celebrare i 114 anni della Pinacoteca comunale di Città di Castello. L’appuntamento è in programma venerdì 29 giugno alle ore 21.15 a Palazzo Vitelli alla Cannoniera con “Pinacoteca al Chiaro di Luna”, iniziativa dedicata all’anniversario del museo cittadino.

Sarà un’occasione particolare per ripercorrere la storia della Pinacoteca attraverso le sue collezioni, i protagonisti che ne hanno segnato il cammino e le opere che nel corso di oltre un secolo ne hanno costruito l’identità culturale.

Il percorso partirà dal 1912, anno in cui Elia Volpi donò Palazzo Vitelli alla Cannoniera al Comune di Città di Castello, fino ad arrivare agli interventi più recenti di valorizzazione e ai nuovi allestimenti che hanno contribuito a rendere il museo uno dei punti di riferimento culturali dell’Umbria.

La visita guidata accompagnerà i partecipanti in una suggestiva atmosfera serale tra sale, opere d’arte, curiosità e racconti che hanno attraversato oltre un secolo di vita cittadina.

Un modo diverso per scoprire o riscoprire uno dei luoghi simbolo della cultura tifernate, festeggiando insieme un importante compleanno all’insegna dell’arte e della memoria.

Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare Poliedro Cultura al numero 075 8520656 oppure scrivere a cultura@ilpoliedro.org.

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Caldo record in Umbria, scatta il bollino rosso a Perugia: nel weekend possibili punte di 40 gradi

L’estate entra nel vivo e lo fa con temperature da record. L’Umbria si prepara infatti ad affrontare una settimana caratterizzata da caldo intenso e condizioni di forte disagio soprattutto nelle aree urbane, tanto che Perugia è stata inserita dal Ministero della Salute tra le città da bollino rosso per le ondate di calore.

L’allerta massima è confermata almeno fino a mercoledì 24 giugno. Nel capoluogo umbro le temperature percepite potranno raggiungere i 36 gradi, ma secondo le previsioni il quadro potrebbe peggiorare ulteriormente nel fine settimana, quando in alcune zone della regione non si esclude il raggiungimento dei 40 gradi.

A spiegare l’evoluzione meteorologica è Michele Cavallucci di Perugia Meteo, che parla della persistenza di un vasto anticiclone subtropicale destinato a interessare gran parte dell’Europa. Una situazione che porterà valori termici superiori anche di 10-12 gradi rispetto alle medie stagionali.

Nel corso della settimana non sono esclusi temporali di calore nelle ore pomeridiane, fenomeni che potranno offrire un sollievo solo temporaneo senza modificare in modo significativo il quadro generale.

Particolare attenzione dovrà essere riservata anche alle ore notturne. Oltre alle alte temperature, infatti, è previsto un aumento dell’umidità che renderà più difficile il raffrescamento naturale dell’aria, soprattutto nei centri urbani e nelle aree collinari.

Di fronte a queste condizioni il Comune di Perugia richiama i cittadini a seguire alcune semplici regole di prevenzione: bere molta acqua, evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde della giornata, utilizzare ambienti climatizzati quando possibile e limitare l’attività fisica all’aperto.

Particolare attenzione dovrà essere prestata a bambini, anziani e persone fragili, categorie maggiormente esposte ai rischi legati alle alte temperature. Le autorità ricordano inoltre di non lasciare mai persone o animali all’interno di veicoli parcheggiati al sole.

Da oggi è attivo anche il numero di pubblica utilità 1500, promosso dal Ministero della Salute in collaborazione con INAIL. Il servizio fornisce informazioni e assistenza sui comportamenti da adottare durante le ondate di calore ed è disponibile dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 17, esclusi i festivi.

Le previsioni indicano che il caldo potrebbe accompagnare l’Umbria per diversi giorni ancora, rendendo necessario adottare tutte le precauzioni utili per affrontare in sicurezza una delle prime vere ondate di calore dell’estate 2026.

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Anghiari – Palio della Vittoria, conto alla rovescia per l’edizione dei record: saranno 24 i Comuni in gara

Manca una settimana e ad Anghiari si respira già l’atmosfera delle grandi occasioni. Lunedì 29 giugno tornerà il Palio della Vittoria, una delle manifestazioni più sentite e identitarie della Valtiberina, che anche quest’anno richiamerà atleti, appassionati e visitatori da tutta la Toscana e dall’Umbria.

A scandire l’attesa è l’immagine simbolo di questi giorni: le canottiere bianche degli atleti che percorrono Corso Matteotti durante le prove e i preparativi. Un tratto di strada che, a prima vista, può sembrare una semplice passeggiata nel cuore del borgo, ma che tra pochi giorni diventerà il teatro della sfida più attesa.

Saranno infatti 24 i Comuni partecipanti, un numero che rappresenta il record assoluto nella storia della manifestazione. Ventiquattro atleti pronti a contendersi il drappo scarlatto lungo i 1.440 metri del percorso che conduce fino al traguardo, ripercorrendo idealmente la storica Battaglia di Anghiari del 1440.

Una corsa che non è soltanto una competizione sportiva. Il Palio della Vittoria è tradizione, appartenenza e memoria collettiva. Ogni Comune affida al proprio rappresentante il compito di inseguire un successo che vale molto più di una semplice vittoria atletica.

Come ogni anno, il centro storico si trasformerà in un grande palcoscenico a cielo aperto dove sport, storia e folklore si intrecciano in una giornata capace di coinvolgere l’intera comunità.

Lunedì prossimo Corso Matteotti tornerà a riempirsi. Non più di passi tranquilli e sguardi curiosi, ma della tensione della partenza, dell’incitamento del pubblico e della fatica degli atleti lanciati verso il traguardo.

Perché ad Anghiari il 29 giugno non è un giorno qualunque. È il giorno della Battaglia. È il giorno della Corsa. È il giorno della Vittoria.

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Michele Gorini campione d’Europa: il Triathlon Altotevere festeggia un’impresa storica

Un titolo europeo che porta il nome di Sansepolcro e della Valtiberina sul gradino più alto del podio continentale. È quello conquistato da Michele Gorini, atleta del Triathlon Altotevere, che domenica scorsa a Molveno ha centrato uno dei risultati più prestigiosi della sua carriera vincendo il titolo europeo Age Group nella categoria M1 (40-44 anni) durante la prova internazionale X-Terra Full Distance.

Una prestazione di altissimo livello che assume ancora più valore osservando la classifica assoluta. Gorini ha infatti chiuso la gara al sesto posto complessivo, riuscendo a competere alla pari con atleti molto più giovani e appartenenti a categorie d’età inferiori.

L’X-Terra è considerata una delle discipline più dure e spettacolari del triathlon off-road. La competizione combina nuoto, mountain bike e corsa su percorsi immersi nella natura, richiedendo capacità atletiche complete, grande resistenza fisica e notevoli doti tecniche.

Il successo ottenuto a Molveno rappresenta il coronamento di un percorso costruito negli anni attraverso allenamenti, sacrifici e passione, ma è anche il risultato del lavoro portato avanti dal Triathlon Altotevere, società che continua a distinguersi nel panorama sportivo nazionale per i risultati raggiunti e per la crescita costante dei propri atleti.

La vittoria europea di Michele Gorini è stata accolta con entusiasmo anche dall’amministrazione comunale di Sansepolcro, che ha voluto sottolineare il valore di un’impresa capace di dare prestigio all’intero territorio.

Un risultato che va oltre il dato sportivo e che conferma ancora una volta come la Valtiberina sia capace di esprimere eccellenze anche nelle discipline più impegnative.

Per Michele Gorini e per il Triathlon Altotevere si tratta di una giornata destinata a rimanere nella storia della società e dello sport locale. Un titolo europeo conquistato con merito, che rende orgogliosa un’intera comunità.

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Francesco Caremani presenta ad Arezzo il romanzo “Il figlio del dottore”

AREZZO – Nuovo appuntamento con i “Pomeriggi in Bibliocoop”. Venerdì 26 giugno, alle ore 17, la Sala Soci Coop.fi di via Amendola ospiterà la presentazione de “Il figlio del dottore”, il primo romanzo del giornalista e scrittore aretino Francesco Caremani, pubblicato da Fuorionda.

L’incontro rientra nel calendario dedicato all’editoria toscana promosso da Unicoop Firenze – Sezione Soci Arezzo, in collaborazione con Regione Toscana e Biblioteca Città di Arezzo. A dialogare con l’autore sarà il giornalista culturale Marco Botti.

Il volume, che sta raccogliendo consensi da parte di lettori e critica, viene già indicato da molti come uno dei casi editoriali dell’anno. Un romanzo che affronta temi universali come la ricerca della propria identità, il peso delle aspettative, il rapporto con la famiglia e il bisogno di trovare una strada autentica nella vita.

Attraverso una narrazione che intreccia memoria personale, cronaca e riflessione civile, Caremani accompagna il lettore in un percorso che attraversa l’Italia di provincia, i luoghi del giornalismo, dello sport e delle relazioni umane. Una storia che parla di crescita, fragilità, resistenza e responsabilità individuale.

Nato ad Arezzo nel 1969, Francesco Caremani è una firma conosciuta del giornalismo sportivo italiano. Nel corso della sua carriera ha collaborato con numerose testate nazionali, tra cui Guerin Sportivo, Calcio2000, Corriere Fiorentino, Domani, Il Foglio, Tuttosport e Today.it. Ha inoltre diretto il settimanale “Arezzo” e il mensile “Casentino2000” ed è autore di diversi libri dedicati allo sport e alla sua dimensione culturale e sociale.

Tra le sue opere più note figurano “Heysel. La verità di una strage annunciata”, “Il calcio sopra le barricate. 1968 e dintorni: l’Italia campione d’Europa” e “Chiedi alla polvere. Quando il calcio non è solo un gioco”. È inoltre fondatore di thesportlight.net, progetto di slow journalism dedicato al racconto dello sport come fenomeno culturale.

L’appuntamento è a ingresso libero e rappresenta un’occasione per conoscere da vicino un autore che, dopo oltre trent’anni di giornalismo, ha scelto il romanzo per raccontare una storia personale e allo stesso tempo universale.

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Inclusione e sostegno alle famiglie: scuola e associazionismo fanno rete, questa mattina la firma della convenzione tra Pieve delle Rose e Il Mosaico 2.0

Unire scuola, associazionismo e territorio per costruire percorsi sempre più efficaci a favore degli studenti con disabilità, delle persone fragili e delle loro famiglie. È questo l’obiettivo della convenzione di collaborazione culturale e formativa che sarà sottoscritta martedì 23 giugno dalla Direzione Didattica Secondo Circolo “Pieve delle Rose” di Città di Castello e dall’Associazione Il Mosaico 2.0.

La firma dell’accordo sarà al centro di una conferenza stampa in programma alle ore 11.45 presso la sede della Direzione Didattica in viale Sempione.

A presentare l’iniziativa saranno il dirigente scolastico Simone Casucci e il presidente dell’Associazione Il Mosaico 2.0 Carlo Reali.

La convenzione nasce dalla volontà condivisa di rafforzare le politiche di inclusione scolastica e sociale attraverso una collaborazione stabile che punta a mettere al centro il benessere delle persone, l’autonomia individuale e il sostegno alle famiglie.

Tra gli obiettivi dell’accordo figurano la realizzazione di progetti educativi, culturali e formativi, la promozione dell’autonomia personale degli studenti, la creazione di percorsi dedicati al “Dopo di Noi” e lo sviluppo di iniziative capaci di favorire una piena partecipazione alla vita sociale e culturale della comunità.

Le attività previste comprenderanno percorsi di formazione rivolti a docenti, educatori e famiglie, laboratori inclusivi ed esperienziali, momenti di sensibilizzazione aperti alla cittadinanza e occasioni di confronto tra scuola, terzo settore e istituzioni.

L’intesa punta inoltre a consolidare una rete territoriale capace di valorizzare le competenze e le risorse già presenti, mettendo in relazione il mondo scolastico con le realtà associative e sociali che operano quotidianamente a sostegno delle persone più fragili.

Nel corso dell’incontro saranno illustrate le linee strategiche della collaborazione, gli obiettivi previsti per il prossimo triennio e le prime iniziative che verranno attivate congiuntamente.

Un passaggio che rappresenta un ulteriore passo avanti verso la costruzione di una comunità educante sempre più inclusiva, attenta ai bisogni delle famiglie e capace di trasformare la collaborazione tra istituzioni e associazioni in opportunità concrete di crescita e partecipazione.

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DJ Shopping 2026, Città di Castello si prepara a ballare con DJ Fargetta

Una notte di musica, shopping e divertimento nel cuore del centro storico. Giovedì 25 giugno torna a Città di Castello uno degli appuntamenti più attesi dell’estate cittadina: il DJ Shopping, che quest’anno avrà come ospite d’eccezione DJ Fargetta, tra i nomi più celebri della musica dance italiana e internazionale.

L’evento, promosso dal Comune di Città di Castello in collaborazione con il Consorzio Pro Centro, unirà ancora una volta la grande musica ai negozi aperti sotto le stelle, trasformando il centro storico in una grande festa a cielo aperto.

La serata prenderà il via alle ore 21 con “Italia Mania”, il nuovo spettacolo firmato Mas Flow e diretto artisticamente da Lele Mari. Sul palco di piazza Matteotti si alterneranno cantanti, ballerini e performer che proporranno i più grandi successi della musica italiana reinterpretati in chiave dance, in uno show pensato per coinvolgere il pubblico di tutte le età.

Il momento più atteso arriverà però con l’ingresso in console di Mario Fargetta, storico protagonista del Deejay Time di Radio Deejay e uno dei dj italiani più conosciuti al mondo. Un artista che ha fatto ballare intere generazioni con hit come Music, Music is Moving, Your Love, Midnight e soprattutto Feel It, il successo mondiale realizzato con il progetto Tamperer feat. Maya che conquistò le classifiche europee e britanniche.

Nel corso della serata non mancheranno anche i brani della sua produzione più recente sotto il nome di Get Far, tra cui Shining Star, All I Need, The Radio e Free, canzoni che hanno continuato a portare il suo nome nelle classifiche internazionali.

«Città di Castello vivrà anche questa estate una notte emozionante nel segno della grande musica dance, che fa sognare e fa ballare insieme generazioni differenti», sottolinea l’assessore al Commercio e al Turismo Letizia Guerri, evidenziando come il DJ Shopping rappresenti ormai uno degli eventi simbolo dell’estate tifernate.

Oltre allo spettacolo, i visitatori potranno passeggiare tra le vie del centro storico approfittando dell’apertura straordinaria dei negozi e vivendo un’atmosfera che negli anni ha reso il DJ Shopping uno degli appuntamenti più partecipati del calendario estivo cittadino.

Musica, luci, shopping e una delle icone della dance italiana: gli ingredienti per una notte speciale nel cuore di Città di Castello ci sono tutti.

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Trebbio si prepara alla festa: cinque giorni tra musica, teatro, giochi e sapori della tradizione

SANSEPOLCRO – L’estate in Valtiberina entra nel vivo e al Trebbio è già tempo di festa. Dal 24 al 28 giugno torna Trebbio in Festa, uno degli appuntamenti più sentiti e partecipati del territorio, organizzato dalla Pro Loco Trebbio insieme alla Parrocchia di San Giovanni Battista con il patrocinio del Comune di Sansepolcro.

Per cinque sere la frazione biturgense si trasformerà in un punto di ritrovo per famiglie, giovani e appassionati delle tradizioni locali, tra spettacoli, musica dal vivo, tornei e buona cucina.

Ad aprire il programma, mercoledì 24 giugno, sarà il teatro dialettale con la compagnia “Adio le mi fascine” e la commedia “Quando en troppi galli a canté… un rimedio tocca trové”. Il giorno successivo spazio a uno degli appuntamenti storici della manifestazione, il torneo di burraco sotto le stelle, che ogni anno richiama decine di partecipanti.

Venerdì 26 giugno sarà invece la serata dedicata ai giovani musicisti della vallata. Sul palco saliranno diversi talenti locali con un repertorio interamente dedicato alla musica britannica, coordinati da Tedamis. In contemporanea si svolgerà anche il tradizionale torneo di briscola a coppie.

Il weekend sarà all’insegna della musica da ballo e dello spettacolo. Sabato sera protagonista sarà l’Orchestra Spettacolo L’Alternativa insieme ai ballerini della scuola Asso di Cuori, mentre domenica gran finale con la Denny Francioni Band e le esibizioni del Diamond’s Team Zumba Fitness.

«Trebbio in Festa rappresenta il cuore della nostra comunità – spiegano gli organizzatori –. Anche quest’anno abbiamo cercato di costruire un programma capace di unire generazioni diverse, valorizzando la tradizione ma dando spazio anche ai giovani e alla musica dal vivo».

Per tutta la durata della manifestazione saranno attivi gli stand gastronomici con piatti tipici, servizio bar, cocktail e gelati artigianali.

A chiudere la festa, domenica 28 giugno alle 23.30, sarà il tradizionale spettacolo di fuochi artificiali che illuminerà il cielo sopra il Trebbio e saluterà una delle manifestazioni più amate dell’estate valtiberina.

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UIL FP Umbria “Aziende cambino passo. Organici insufficienti, ferie a rischio e servizi sotto pressione”

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PERUGIA – La UIL FP Umbria lancia l’allarme sulla tenuta della sanità regionale e chiede alla Regione interventi urgenti. La denuncia riguarda l’intero sistema sanitario umbro: aziende sanitarie ed ospedaliere, servizi territoriali, diagnostica, laboratori, emergenza-urgenza e attività amministrative. Per il sindacato, la carenza di personale non è più un problema episodico, ma una condizione ordinaria che sta compromettendo organizzazione del lavoro, liste d’attesa, qualità dei servizi e diritti dei lavoratori. 

“La situazione è grave e non può essere affrontata con annunci o soluzioni tampone”, dichiara Jacky Mariucci, Segretario Generale UIL FP Umbria. “La Regione deve dimostrare di saper governare i processi e le aziende devono creare condizioni di lavoro sostenibili. Oggi, invece, troppe criticità vengono scaricate su lavoratrici e lavoratori già allo stremo”.


Il primo banco di prova è il periodo estivo. In molte realtà diventa sempre più difficile programmare ferie e riposi perché gli organici sono insufficienti e i servizi riescono a funzionare solo grazie a straordinari, richiami, spostamenti di personale e disponibilità individuali. Per la UIL FP questo è il segnale più evidente di una crisi che esiste tutto l’anno, ma che l’estate esplode in tutta la sua gravità. “Le ferie non sono un favore e i riposi non sono un lusso”, sottolinea Mariucci. “Sono diritti fondamentali e servono anche a garantire sicurezza, lucidità e qualità dell’assistenza. Se un sistema sanitario non riesce a garantirli, il problema non è del singolo servizio: è di governo complessivo della sanità”.


La crisi degli organici incide direttamente anche sulle liste d’attesa. Quando il pubblico non riesce a utilizzare pienamente strutture, apparecchiature e professionalità, quando le agende non rispondono alla domanda e quando i cittadini sono costretti a spostarsi o a rivolgersi al privato, il problema non è solo sanitario: è politico, organizzativo e gestionale.
“Le liste d’attesa non si abbattono con slogan o piani sulla carta”, afferma Mariucci. “Servono personale sufficiente, apparecchiature pienamente utilizzate, agende realmente governate, investimenti mirati e una organizzazione del lavoro capace di valorizzare chi opera nei servizi”.


Il nodo delle Case di comunità e degli Ospedali di comunità è emblematico. La UIL FP non contesta la necessità di rafforzare la sanità territoriale: al contrario, è proprio lì che si gioca una parte decisiva del futuro del servizio sanitario pubblico. Ma senza personale sufficiente, quelle strutture rischiano di restare contenitori vuoti. 


“Non basta inaugurare sedi, cambiare insegne o annunciare nuovi modelli organizzativi”, attacca Mariucci. “Se queste strutture vengono aperte senza organici aggiuntivi, il rischio è evidente: si sposta personale da ospedali, distretti e servizi già in sofferenza, si indebolisce ciò che esiste e si costruisce solo l’apparenza di una nuova sanità territoriale. Le Case di comunità non si fanno con stanze vuote, ma con professionisti presenti, servizi reali e responsabilità organizzative chiare”.


Anche le difficoltà segnalate nei laboratori, legate ai processi organizzativi e a nuovi strumenti informatici utilizzati che complicano le attività anziché agevolarle, confermano la necessità di un governo più attento e tempestivo. La tecnologia dovrebbe semplificare il lavoro, aumentare la sicurezza e migliorare la qualità delle prestazioni; quando invece produce rallentamenti o criticità operative, Regione e aziende devono intervenire subito.


Per la UIL FP, anche il nuovo Piano sanitario regionale deve partire dai bisogni reali e non da formule astratte. Parlare di ASL unica o di nuovi assetti istituzionali senza chiarire prima quali ospedali devono fare cosa, quali servizi devono essere garantiti nei territori, quali tecnologie servono e con quali organici, rischia di spostare il problema senza risolverlo.


La UIL FP pone anche una questione di trasparenza sulle risorse. Ai cittadini umbri è stato chiesto uno sforzo fiscale aggiuntivo attraverso l’addizionale regionale IRPEF. Ora la Regione deve spiegare quante di quelle risorse stanno diventando assunzioni, prestazioni pubbliche, tecnologie, abbattimento delle liste d’attesa e miglioramento delle condizioni di lavoro.


“Servono scelte misurabili”, prosegue Mariucci. “Concorsi regionali programmati per tutte le figure professionali, utilizzo pieno delle graduatorie, stabilizzazioni, investimenti in personale e apparecchiature, valorizzazione delle professionalità, indennità adeguate, welfare aziendale e carichi di lavoro sostenibili”.


La UIL FP chiede quindi alla Regione Umbria un piano urgente e verificabile, con tempi certi e responsabilità chiare. In assenza di risposte concrete, il sindacato annuncia una fase di forte iniziativa a tutela dei lavoratori e dei cittadini.


“La sanità pubblica umbra non si salva modificando i contenitori o moltiplicando gli annunci”, conclude Mariucci. “Si salva investendo su personale, tecnologie, organizzazione e territori. Regione e Aziende devono dimostrare di saper governare la sanità, non solo rincorrere le emergenze”.


Jacky Mariucci
Segretario Generale
UIL FP Umbria

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