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Estate a Citerna 2026, presentato il calendario: quattro mesi di eventi tra borghi, cultura e tradizioni

Da giugno a ottobre il territorio comunale di Citerna si prepara a vivere un’estate ricca di appuntamenti. È stato infatti presentato il calendario ufficiale di “Estate a Citerna 2026”, il programma che raccoglie eventi culturali, spettacoli, concerti, mostre, iniziative gastronomiche e manifestazioni popolari organizzate nel borgo e nelle frazioni.

Un cartellone costruito grazie al lavoro dell’amministrazione comunale, delle Pro Loco, delle associazioni e dei tanti volontari che ogni anno contribuiscono ad animare uno dei territori più vivaci dell’Alta Valle del Tevere.

Tra gli appuntamenti già in corso figura la mostra “Giganti Fragili” di Dario Ballantini a Fighille, visitabile fino al 30 giugno. Ampio spazio anche agli eventi estivi del Parco del Mulino di Pistrino con i tradizionali “Martedì del Parco”, che accompagneranno residenti e famiglie per tutta l’estate.

A luglio spiccano la rievocazione storica de “L’Invitta”, in programma dal 24 al 26 luglio a Citerna, e il concerto “I grandi maestri della musica sulla Via di Francesco” previsto il 31 luglio alla Rocca.

Ad agosto il programma proseguirà con mostre fotografiche, concerti e appuntamenti dedicati alla cultura e alla solidarietà. Tra gli eventi più attesi il concerto “Rock in the Rock” dell’8 agosto, il concerto “Laudato sii nella pace” del 28 agosto al Santuario di Petriolo e la tradizionale Festa della Scartocciatura a Pistrino il 29 e 30 agosto.

Settembre sarà caratterizzato dal Festival delle Nazioni, dai Musei in Festa a Fighille e dal ritorno di “Rimandati a Settembre” a Pistrino. Grande attesa anche per la 43ª edizione di Fighille Arte e per la storica Sagra della Ciaccia Fritta, in programma tra la fine di settembre e i primi giorni di ottobre.

Il calendario si chiuderà con la mostra “Abracadabra! Alla scoperta di Rufus”, che accompagnerà visitatori e famiglie fino all’inizio del 2027.

Musica, arte, spettacoli, gastronomia e tradizioni saranno dunque i protagonisti di un’estate che punta a valorizzare l’intero territorio comunale, offrendo occasioni di incontro e promozione turistica in uno dei borghi più belli d’Italia.

Un programma ampio e variegato che conferma la capacità di Citerna e delle sue frazioni di fare rete e costruire iniziative capaci di coinvolgere residenti e visitatori durante tutta la bella stagione.

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Pistrino festeggia la Coppa Italia: questa sera la premiazione prima della semifinale del Torneo dei Paesi

Sarà una serata speciale quella in programma questa sera allo stadio “Generale Dalla Chiesa” di Pistrino. Prima del calcio d’inizio della semifinale del Torneo dei Paesi tra San Giustino e Città di Castello, l’amministrazione comunale di Citerna renderà omaggio alla Polisportiva Pistrino per la storica vittoria della Coppa Italia di Seconda Categoria dell’Umbria.

La cerimonia è prevista alle ore 20.30 e vedrà protagonisti dirigenti, staff tecnico e giocatori della formazione gialloblù, autori di una stagione che resterà nella storia del calcio locale.

Un riconoscimento pubblico voluto per celebrare un risultato prestigioso, frutto del lavoro svolto durante tutto l’anno sportivo e della crescita di una società che negli ultimi anni si è ritagliata un ruolo sempre più importante nel panorama calcistico regionale.

La premiazione rappresenterà anche un’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno contribuito al successo della squadra, dai dirigenti ai tecnici, fino ai calciatori che hanno portato il nome di Pistrino sul gradino più alto della competizione umbra.

Subito dopo spazio al campo con la semifinale in notturna del Torneo dei Paesi, che vedrà affrontarsi le rappresentative di San Giustino e Città di Castello in una delle sfide più attese della manifestazione.

Una serata che unirà dunque festa, sport e orgoglio territoriale, nel segno di una stagione da ricordare per tutta la comunità pistrinese.

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PievEstate 2026 prende il via: eventi, tradizioni e appuntamenti per tutta l’estate

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L’estate è appena iniziata e a Pieve Santo Stefano è già tempo di guardare al calendario degli eventi. La Pro Loco ha infatti presentato i primi appuntamenti di PievEstate 2026, il cartellone che accompagnerà residenti e visitatori nei prossimi mesi con iniziative dedicate alla cultura, allo sport, alle tradizioni popolari e all’intrattenimento.

Il programma nasce dalla collaborazione tra le numerose associazioni del territorio, protagoniste anche quest’anno dell’organizzazione di un’estate che punta a coinvolgere tutte le fasce d’età e a valorizzare il patrimonio sociale e culturale della comunità pievana.

Il primo appuntamento è in programma domenica 28 giugno con l’escursione “Lo Specchio della Luna”. A luglio spazio invece ai motori con “Lo Spino: Leggende in salita” dell’11 e 12 luglio, seguito dal Beer Festival “Arbarcollo Ma Non Mollo”, giunto alla ventiduesima edizione, dal 17 al 19 luglio. Dal 24 al 26 luglio tornerà inoltre la tradizionale Festa dell’Unità.

Agosto sarà particolarmente ricco di iniziative. Si partirà il 4 agosto con “Io aiuto il Meyer – 5 km per un sorriso”, mentre dal 6 al 14 agosto sarà la volta del Pieve Village. Il 14 agosto è in programma la Sagra del Tortello e del Ballo Popolare, seguita il giorno successivo dal tradizionale Ferragosto al Faggio.

Grande attesa anche per il 47° Palio dei Lumi, che entrerà nel vivo il 28 agosto con il corteo storico e il sorteggio delle eliminatorie, mentre il 30 agosto si disputeranno le prime sfide.

A settembre il calendario proseguirà con la Messa alla Croce di Stantino il 6 settembre, la Festa della Madonna dei Lumi il 7 e 8 settembre e la finale del Palio dei Lumi, prevista l’8 settembre insieme alla benedizione dei bambini e alla tombola in piazza.

A chiudere il programma, dal 17 al 20 settembre, sarà il Premio Pieve Saverio Tutino, uno degli appuntamenti culturali più prestigiosi del territorio, giunto alla 42ª edizione.

La Pro Loco sottolinea come il calendario sia ancora in fase di aggiornamento e che nelle prossime settimane verranno annunciati ulteriori eventi e manifestazioni. L’obiettivo è quello di costruire un’estate capace di valorizzare le energie del territorio e offrire occasioni di incontro, svago e partecipazione per tutta la comunità.

Un’estate che, ancora una volta, porta la firma delle associazioni pievane e della loro capacità di fare rete per promuovere il paese e le sue tradizioni.

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Ex Manifattura Tabacchi, il 30 giugno la firma: l’immobile torna al Comune di Sansepolcro

La data adesso c’è. Martedì 30 giugno sarà firmato il contratto che sancirà il passaggio della ex Manifattura Tabacchi al Comune di Sansepolcro.

L’annuncio è arrivato direttamente dal sindaco Fabrizio Innocenti nel corso dell’ultimo consiglio comunale, confermando che la trattativa avviata con il Demanio è ormai giunta alla fase conclusiva.

Dopo settimane di indiscrezioni e aggiornamenti sullo stato dell’operazione, arriva dunque il passaggio decisivo che permetterà alla città di tornare proprietaria di uno degli immobili più importanti e simbolici del territorio.

La firma del contratto rappresenta infatti l’atto conclusivo di un percorso che l’amministrazione comunale ha portato avanti con determinazione, individuando nell’acquisizione della struttura una delle priorità strategiche per il futuro della città.

L’edificio, situato nel quartiere di Porta Romana, occupa da sempre un posto speciale nella memoria collettiva dei biturgensi. Per decenni è stato un punto di riferimento economico e sociale, legato alla storia produttiva di Sansepolcro e al lavoro di generazioni di famiglie.

Con il ritorno alla proprietà comunale si apre ora una nuova fase. L’obiettivo dell’amministrazione è quello di restituire pienamente alla comunità uno spazio dalle enormi potenzialità, destinato a diventare protagonista dei progetti di sviluppo e rigenerazione urbana dei prossimi anni.

Il 30 giugno, dunque, non sarà soltanto una firma su un contratto. Per molti rappresenterà un momento atteso da tempo, quello che riporterà ufficialmente la ex Manifattura Tabacchi sotto il controllo della città, chiudendo una lunga parentesi e aprendo una nuova pagina della sua storia.

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Quarant’anni dopo il diploma, la 5A Ragioneria si ritrova all’Oscari: «Come se il tempo non fosse mai passato»

Quasi tutti gli ex alunni dell’I.T.C. “I. Salviani” di Città di Castello con il prof. Bigi Tommaso. Stessa location, stesse emozioni

Citta’ di Castello – 40 anni volati, ma l’emozione è rimasta intatta. Si sono ritrovati ieri domenica 21 giugno al “Ristorante Oscari” di Monte Santa Maria Tiberina, un luogo scelto non a caso: lo stesso ristorante dove, quarant’anni fa, festeggiarono la conclusione degli studi e l’inizio delle rispettive strade professionali e di vita.

Protagonisti i ragazzi e le ragazze della classe 5A dell’Istituto Tecnico Commerciale “I. Salviani” di Città di Castello, diplomati nell’anno scolastico 1985/86 per un pranzo-anniversario che sapeva di scuola, amicizia e ricordi. Presenti quasi tutti gli alunni, arrivati da tutta l’Umbria e non solo, con una presenza speciale: il professor Tommaso Bigi, l’insegnante di matematica di allora.

Nel corso dell’incontro c’è stato anche un momento particolarmente emozionante dedicato al ricordo di Moreno Moretti, compagno di classe scomparso prematuramente. Il suo nome è tornato nei racconti degli amici e il suo posto ideale è rimasto simbolicamente a tavola insieme a tutti loro, nel ricordo di un legame che il tempo non ha cancellato.

Tra un brindisi e l’altro, tra foto vecchie tirate fuori dalle tasche e aneddoti scolastici riesumati, il tempo si è fermato. Banchi, interrogazioni, gite e la “paura della matematica del prof Bigi” sono tornati protagonisti delle chiacchiere a tavola. Il menù dell’Oscari ha fatto il resto: piatti della tradizione e accoglienza che hanno reso il pranzo sontuoso, proprio come 40 anni fa.

“Rivederci qui, tutti insieme, è stato come non essersi mai separati” hanno commentato gli ex studenti. E il professor Bigi, tra gli applausi, ha ringraziato: “Voi eravate una classe speciale. Ritrovarvi così, dopo 40 anni, è il regalo più bello per un insegnante”.

Una domenica indimenticabile, che ha trasformato il diploma del 1986 in un “arrivederci al prossimo appuntamento”. Perché certe amicizie, quelle nate sui banchi di scuola, non conoscono scadenza.

Tania Bocciolesi, Maria Cristina Castellani, Alida Cecconi, Antonella Ermenini, Gianluca Forlucci, Paolo Gagliardi, Patrizia Lacrimini, Luca Locchi, Moreno Mancini, Maura Martinelli, Luisa Mencherini, Moreno Moretti, Stefania Moscatelli, Floriana Ottaviani, Gabriella Palazzi, Roberta Panizzi, Marco Paolucci, Giordano Pergentini, Daniela Picchi, Roberta Renzetti, Daniela Rondini, Loretta Rossi, Luigi Rossi, Sabina Sabbioni, Anna Simoni, Mauro Smacchia, Paolo Stinchi, Maria Torrioli, Federica Vicariucci, Lucia Viti.

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Tiferno Pallacanestro protagonista al Gran Galà del Basket Umbro

Una serata di festa, riconoscimenti e condivisione per celebrare una stagione di sport e valori. La Tiferno Pallacanestro ha preso parte al “Gran Galà del Basket Umbro”, l’evento organizzato dalla Federazione Italiana Pallacanestro Umbria che ha riunito società, dirigenti, allenatori e atleti per premiare il lavoro svolto durante l’anno sportivo.

Sul palco non sono saliti soltanto i risultati ottenuti sul campo, ma soprattutto le esperienze, i progetti e il percorso educativo che ogni giorno coinvolge centinaia di ragazzi nelle palestre umbre.

Presente all’appuntamento anche una delegazione Blu Royal, protagonista di un momento particolarmente significativo dedicato al Baskin e alle attività inclusive portate avanti dalla società tifernate. Un riconoscimento che conferma ancora una volta l’attenzione della Tiferno Pallacanestro verso lo sport come strumento di crescita, integrazione e partecipazione.

Nel corso della serata hanno trovato spazio i progetti sviluppati dentro e fuori dal PalaTiferno, il lavoro degli allenatori, l’impegno dei volontari e il percorso dei tanti giovani che ogni settimana vivono la pallacanestro come occasione di formazione personale prima ancora che sportiva.

Una filosofia che da sempre caratterizza la società tifernate: mettere i ragazzi al centro, valorizzandone il percorso umano oltre ai risultati agonistici.

La Tiferno Pallacanestro ha voluto inoltre ringraziare il Comitato Regionale FIP Umbria e il presidente Gianni Antonelli per il lavoro svolto durante tutto l’anno, sottolineando la professionalità e la passione con cui viene supportato il movimento cestistico regionale.

Una serata che ha rappresentato un momento di orgoglio per tutto il basket umbro e che ha confermato il ruolo della Tiferno Pallacanestro come una delle realtà più attive e radicate del territorio, dentro e fuori dal campo.

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Croce Bianca Summer Tournament, al Bernicchi vince la solidarietà: raccolti fondi per un ecografo salvavita

Una giornata di sport, amicizia e soprattutto solidarietà. È questo il bilancio del “Croce Bianca Summer Tournament”, il torneo benefico di calcio a 6 organizzato dalla Pubblica Assistenza Tifernate Croce Bianca che sabato ha animato lo stadio Bernicchi di Città di Castello.

Fin dalle prime ore del mattino il clima è stato quello delle occasioni speciali. In campo si sono affrontate le squadre partecipanti, ma fuori dal terreno di gioco a fare la differenza è stato soprattutto lo spirito con cui è stata vissuta la manifestazione, nata per sostenere un obiettivo concreto a favore della comunità.

Tra le immagini più significative della giornata c’è stata senza dubbio quella del pranzo condiviso tra tutti i partecipanti. Terminata la competizione sportiva, giocatori, volontari e organizzatori si sono ritrovati attorno agli stessi tavoli, trasformando il torneo in un momento di incontro e socialità. Un’occasione resa possibile anche grazie alla collaborazione del ristorante Il Boschetto, che ha offerto il pranzo ai partecipanti.

A dare ulteriore prestigio all’iniziativa è stata la presenza di Federico Giunti. L’ex centrocampista e allenatore ha accolto l’invito della Croce Bianca partecipando all’evento e trascorrendo del tempo con squadre e volontari, confermando la propria sensibilità verso le iniziative sociali del territorio.

Per quanto riguarda il campo, il successo finale è andato alla Tankard, che si è aggiudicata il torneo superando in finale la Purple Haze. Nella finale per il terzo posto si è invece imposta la Frittura Gala FC.

Ma il risultato più importante è arrivato fuori dal rettangolo di gioco. L’intero ricavato delle iscrizioni e delle donazioni raccolte durante la manifestazione sarà infatti destinato all’acquisto di un ecografo portatile salvavita da installare a bordo dell’Auto Medica 112 della Croce Bianca di Città di Castello.

Uno strumento che permetterà agli operatori sanitari di effettuare valutazioni immediate direttamente sul luogo dell’intervento, contribuendo a migliorare ulteriormente l’efficacia del servizio di emergenza e la sicurezza dei cittadini.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche alla ditta FEMAC, che ha sostenuto l’iniziativa confermando una collaborazione già avviata negli anni precedenti. Grazie a una precedente donazione era stato infatti possibile contribuire all’acquisto di un laringoscopio destinato al personale del 118.

Gli organizzatori hanno inoltre voluto ringraziare il Comune di Città di Castello per la concessione dello stadio Bernicchi, Polisport per la disponibilità degli spazi, la Società Rionale Europa 92 e la Pro Loco di Piosina per il supporto logistico.

Dietro la riuscita dell’evento c’è stato il lavoro di Luca Sgaravizzi, Matteo Pescari e Federico Ceccagnoli insieme a tutti i volontari della Croce Bianca, che hanno trasformato una semplice giornata di sport in un’occasione concreta per aiutare il territorio.

Perché al Bernicchi, al termine della giornata, il trofeo più importante non è stato quello consegnato alla squadra vincitrice, ma il risultato raggiunto da un’intera comunità che ha scelto di fare squadra per una buona causa.

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San Domenico, un convegno per raccontare il restauro e riscoprire la storia del complesso monumentale

Dopo la riapertura al pubblico e il ritorno tra i luoghi simbolo della città, il complesso monumentale di San Domenico torna al centro dell’attenzione con una giornata di studi dedicata alla sua storia, al restauro e alle prospettive future di valorizzazione.

Mercoledì 24 giugno il Chiostro e l’ex Chiesa di Santa Maria della Carità ospiteranno il convegno dal titolo “Il Restauro del Chiostro e dell’ex Chiesa della Carità. Conservazione e Valorizzazione. Nuovi percorsi di memoria e conoscenza”, promosso dall’Amministrazione comunale attraverso gli assessorati alla Cultura e al Patrimonio e curato dalla storica dell’arte Francesca Abbozzo.

L’iniziativa arriva a pochi mesi dall’inaugurazione del complesso restaurato, avvenuta nello scorso marzo, e rappresenta l’occasione per fare il punto sui lavori che hanno restituito alla città uno degli spazi più significativi del proprio patrimonio storico e artistico.

«Con l’inaugurazione del marzo scorso il complesso di San Domenico è tornato ad essere una meta di tanti visitatori ma soprattutto dei tifernati, per la centralità che ha svolto in molti momenti della vita pubblica e religiosa cittadina», sottolinea l’assessore alla Cultura Michela Botteghi. Un recupero che ha permesso anche di riportare alla luce l’ex Chiesa della Carità, contribuendo ad accrescere il valore e il fascino di un luogo che racconta secoli di storia cittadina.

Il convegno si propone proprio di approfondire questa lunga vicenda, mettendo insieme archeologi, storici dell’arte, tecnici e progettisti che hanno seguito le diverse fasi dell’intervento.

I lavori si apriranno alle ore 10 con i saluti del sindaco Luca Secondi, dell’assessore Michela Botteghi e di Giovanni Luca Delogu, che ha svolto l’alta sorveglianza dell’intervento di recupero.

La sessione mattutina sarà dedicata soprattutto alla storia e all’evoluzione del sito. Marisa Scarpignato parlerà del rapporto tra archeologia e continuità urbana a Città di Castello, Giovanni Cangi offrirà una lettura urbanistica e architettonica dell’area, mentre Francesca Abbozzo approfondirà le origini medievali dell’antica aula poi conosciuta come Santa Maria della Carità, definita dalla studiosa un vero e proprio “valore nascosto” della città.

Nel pomeriggio l’attenzione si sposterà sui risultati del recupero conservativo. Saranno illustrati gli interventi che hanno interessato le superfici decorate dell’ex Chiesa della Carità e il restauro delle pareti del Chiostro di San Domenico, con contributi di Giovanni Luca Delogu, Nicola Falcini, Paolo Pecorelli e Valerio Borzacchini. Il coordinamento sarà affidato allo storico dell’arte Lorenzo Fiorucci della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria.

A chiudere la giornata, alle ore 17, sarà una visita guidata all’interno del complesso monumentale, occasione per osservare da vicino i risultati dei lavori e riscoprire uno dei luoghi più affascinanti del centro storico tifernate.

Un appuntamento che non guarda soltanto al passato, ma che punta a costruire nuove opportunità di conoscenza e fruizione per un patrimonio che, dopo anni di interventi e studi, è tornato a essere parte viva della città.

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Oltre 50 motociclisti per l’Apecchiese Tranquilla: sicurezza e valorizzazione della SP257 al centro dell’iniziativa

Si è svolta domenica 21 giugno la dodicesima edizione dell’“Apecchiese Tranquilla – SP257 Revisited”, la manifestazione organizzata dall’associazione Ferro e Motus di Città di Castello che ogni anno richiama appassionati delle due ruote lungo uno dei percorsi più amati dai motociclisti del territorio.

Oltre cinquanta partecipanti si sono ritrovati al Bar Colorado per prendere parte all’iniziativa, che non ha avuto soltanto una finalità ricreativa, ma anche un importante messaggio legato alla sicurezza stradale e alla valorizzazione della SP257.

Durante la mattinata è stata infatti promossa una raccolta firme con l’obiettivo di sensibilizzare sia gli utenti della strada sia gli enti competenti sulla necessità di mantenere elevati standard di sicurezza lungo il percorso. L’iniziativa punta a richiamare l’attenzione sull’importanza di una guida responsabile e rispettosa del Codice della Strada, ma anche sulla necessità di interventi relativi alla manutenzione del fondo stradale, alla segnaletica e ai dispositivi di protezione presenti lungo il tracciato.

Il documento sottoscritto dai partecipanti verrà trasmesso al Servizio Strade della Provincia di Perugia e, per conoscenza, al Comune di Città di Castello.

Alle ore 11 il gruppo è partito in corteo percorrendo la SR257 in direzione del Monte Nerone, attraversando uno degli itinerari più suggestivi dell’Appennino umbro-marchigiano. La giornata si è poi conclusa al Rifugio La Cupa, dove si è svolto il tradizionale pranzo conviviale che ha visto la partecipazione anche di altri motociclisti e appassionati.

Un appuntamento che, giunto ormai alla dodicesima edizione, continua a coniugare passione per le moto, promozione del territorio e attenzione ai temi della sicurezza stradale.

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Scontro tra un’utilitaria e una microcar a Città di Castello, due persone in ospedale

Incidente stradale nel tardo pomeriggio di ieri a Città di Castello. Lo scontro si è verificato in via Palmiro Togliatti, all’altezza del distributore Tamoil, dove per cause in corso di accertamento si sono scontrate un’utilitaria e una microcar.

L’impatto, di tipo fronto-laterale, ha coinvolto i conducenti dei due mezzi, entrambi rimasti feriti. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che hanno prestato le prime cure e provveduto successivamente al trasferimento dei due automobilisti all’ospedale di Città di Castello per ulteriori accertamenti e le cure necessarie.

Sul luogo dell’incidente sono arrivati anche i Vigili del Fuoco, impegnati nelle operazioni di messa in sicurezza dei veicoli e dell’area interessata dal sinistro.

La dinamica dell’accaduto è ora al vaglio della Polizia Locale di Città di Castello, che ha effettuato i rilievi e gli accertamenti necessari per ricostruire con precisione quanto avvenuto.

Fortunatamente, secondo le prime informazioni disponibili, nessuno dei feriti avrebbe riportato conseguenze particolarmente gravi.

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CdCinema presenta la 17ª rassegna cinematografica: sabato la conferenza stampa

Si terrà sabato 27 giugno alle ore 11, nel Chiostro della Biblioteca Carducci di Città di Castello, la conferenza stampa di presentazione della 17ª edizione della rassegna cinematografica CdCinema.

L’iniziativa è promossa dall’associazione culturale CdCinema e dal presidente Paolo Montanucci, che illustreranno il programma e gli ospiti dell’edizione 2026, pronta a prendere il via domenica 5 luglio nella suggestiva cornice del Cortile di Santa Cecilia.

Alla presentazione interverranno il sindaco di Città di Castello Luca Secondi, la consigliera regionale Letizia Michelini, l’assessore comunale alla Cultura Michela Botteghi, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello Alessandro Leveque e il giornalista di Radio Rai3 Alessandro Boschi.

L’appuntamento rappresenterà l’occasione per svelare nel dettaglio il cartellone della manifestazione, che da diciassette anni propone cinema di qualità e momenti di approfondimento culturale, confermandosi uno degli eventi più attesi dell’estate tifernate.

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Monte Ruperto, 770 anni di storia: Città di Castello celebra la sua “baronia” tra memoria e curiosità

C’è un angolo di territorio che continua ad affascinare storici, studiosi e semplici curiosi. Un piccolo lembo di terra circondato dalle Marche ma che da quasi otto secoli appartiene a Città di Castello. È Monte Ruperto, l’exclave tifernate che nei giorni scorsi è tornata alla ribalta nazionale grazie alla singolare scoperta delle due albe all’interno dello stesso comune e che giovedì 25 giugno sarà protagonista delle celebrazioni per il 770° anniversario della Baronia.

Dopo l’eco mediatica suscitata dal fenomeno certificato nel giorno del solstizio d’estate – con il sole che sorge prima a Monte Ruperto e dodici minuti dopo nel centro storico di Città di Castello – l’amministrazione comunale prosegue il percorso di valorizzazione di una delle pagine più curiose della storia locale.

La data da ricordare è quella del 25 giugno 1256. Secondo quanto riportato nelle “Memorie Civili di Città di Castello” di Giovanni Muzi, gli uomini di Monte Ruperto decisero di assoggettarsi al Comune tifernate, giurando fedeltà al podestà cittadino. Un passaggio che sancì ufficialmente il legame con Città di Castello e che, a distanza di 770 anni, viene celebrato con una manifestazione pubblica aperta alla cittadinanza.

Il programma prenderà il via alle 17.30 con un corteo storico da Largo Gildoni verso Palazzo Comunale. Alle 18 la Sala Consiliare ospiterà la cerimonia ufficiale con i saluti del sindaco Luca Secondi, che per tradizione conserva anche il titolo di Barone di Monte Ruperto, e dell’assessore alla Cultura Michela Botteghi.

Uno dei momenti centrali dell’iniziativa sarà la presentazione dell’opuscolo dedicato alla storia della Baronia, curato da Giovanni Cangi e Marco Conti e pubblicato da Edizioni Nuova Prhomos. Una ristampa arricchita da un contributo inedito di don Angelo Ascani e da un approfondimento dello storico Alvaro Tacchini, che consentirà di ripercorrere le vicende di questo piccolo territorio diventato nel tempo un simbolo identitario per la comunità tifernate.

Nel corso dell’incontro saranno inoltre illustrati i risultati delle rilevazioni effettuate in occasione del solstizio d’estate. Grazie alla collaborazione tra Comune, Compagnia dei Balestrieri, CAI e Distaccamento dei Vigili del Fuoco è stato possibile misurare con precisione il tempo che intercorre tra il sorgere del sole a Monte Ruperto, punto più orientale del territorio comunale, e quello osservato dalla Torre Civica di Città di Castello.

Un esperimento che ha unito rigore scientifico e spirito celebrativo, mettendo a confronto simbolicamente il “Barone” e il “Sindaco” e confermando una particolarità geografica che rende unico il territorio tifernate.

La manifestazione sarà anche l’occasione per la consegna del “Ruperto”, una moneta simbolica realizzata dalla Bottega Orafa Bartoccioni. Sul fronte è raffigurata una veduta del castello di Monte Ruperto, mentre sul retro trova spazio lo stemma del Comune di Città di Castello. Un riconoscimento destinato a personalità ed enti che nel tempo hanno contribuito a custodire e valorizzare la storia della Baronia.

Alla cerimonia prenderanno parte anche i rappresentanti delle amministrazioni di Apecchio e Sant’Angelo in Vado, territori che da secoli condividono con Monte Ruperto un legame fatto di vicinanza geografica e rapporti storici.

Un anniversario che guarda al passato ma che punta anche al futuro. L’obiettivo è infatti quello di trasformare questa ricorrenza in un appuntamento annuale capace di raccontare una delle storie più particolari e affascinanti dell’Alta Valle del Tevere.

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Pierotti resta sulla panchina del Pietralunga: l’annuncio di Martinelli durante la festa promozione

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Non è riuscito ad aspettare. Nel mezzo della festa per la storica promozione in Serie D, davanti a una piazza gremita di tifosi, il patron del Pietralunga Giuliano Martinelli ha preso il microfono e ha annunciato quello che in tanti speravano di sentire: Luca Pierotti sarà l’allenatore rossoblù anche nella prossima stagione.
L’applauso della piazza è stato immediato. D’altronde il tecnico è stato uno dei grandi protagonisti dell’impresa che ha portato il Pietralunga a conquistare per la prima volta nella sua storia la Serie D.


«Luca ha avuto grandi meriti per questo storico traguardo, quindi era giusto andare avanti con lui. Sono convinto che farà bene anche in Serie D. Non vede già l’ora di iniziare e questo è di buon auspicio», ha detto Martinelli dal palco.


Un annuncio arrivato nel momento più bello, durante una serata che il paese difficilmente dimenticherà. Centinaia di persone si sono ritrovate in piazza per festeggiare una squadra che negli ultimi mesi ha fatto sognare un’intera comunità e che domenica ha completato l’opera vincendo la finale che valeva il salto di categoria.


La conferma di Pierotti era una delle notizie più attese e rappresenta un segnale chiaro: il Pietralunga vuole affrontare la nuova avventura senza stravolgere quanto di buono è stato costruito. Si riparte dall’allenatore che ha guidato il gruppo in questa cavalcata straordinaria e che ora avrà il compito di accompagnarlo anche nel campionato più importante mai disputato dal club.

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A Città di Castello il sole sorge due volte: certificato il fenomeno che rende unica la città


CITTÀ DI CASTELLO – Per dodici minuti, questa mattina, il sole è sorto due volte nello stesso comune.
Non è una leggenda né un modo di dire. Alle 5.39 i primi raggi hanno illuminato Monte Ruperto, la piccola exclave tifernate incastonata nelle Marche tra Apecchio e Sant’Angelo in Vado. Dodici8k minuti dopo, alle 5.51, l’alba è arrivata anche nel centro storico di Città di Castello, osservata dalla Torre Civica che domina piazza Gabriotti.


È la prima volta che questo particolare fenomeno viene documentato e cronometrato in modo diretto. Un evento curioso, ma anche profondamente legato alla storia del territorio, che si è verificato nel giorno del solstizio d’estate e che ha aperto simbolicamente le celebrazioni per i 770 anni della Baronia di Monte Ruperto.


Da secoli quella piccola porzione di terra immersa nell’Appennino marchigiano appartiene infatti al Comune di Città di Castello. Un’anomalia geografica che ha reso possibile quello che questa mattina è stato osservato in diretta: l’alba che arriva prima nel punto più orientale del territorio comunale e solo successivamente nel capoluogo.


A Monte Ruperto, insieme al professor Giovanni Cangi e ad alcuni rappresentanti della Compagnia dei Balestrieri guidati dal presidente Francesco Izzo, è stato possibile assistere al momento esatto in cui il sole è comparso oltre il profilo dei boschi. Nello stesso momento, a oltre quaranta chilometri di distanza, telecamere e fotografi attendevano il sorgere del sole dal cuore di Città di Castello.


Più che un semplice fenomeno astronomico, quello andato in scena questa mattina è stato un incontro tra storia, geografia e tradizione. Una particolarità che pochi territori possono vantare e che continua a rendere unico il legame tra Città di Castello e la sua antica Baronia.

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Pronto soccorso, degrado, sicurezza e rette RSA: lunedì il consiglio comunale torna in aula


CITTÀ DI CASTELLO – Sanità, sicurezza, manutenzioni, verde pubblico, viabilità e servizi. Sono alcuni dei temi che lunedì 22 giugno approderanno in consiglio comunale a Città di Castello in una seduta che si preannuncia particolarmente ricca di argomenti.
I lavori inizieranno alle 16.30 con il question time e proseguiranno dalle 18 con la seduta ordinaria convocata dal presidente del consiglio comunale Luciano Bacchetta.


Tra le questioni che inevitabilmente attireranno maggiore attenzione c’è quella legata all’ospedale. Il sindaco Luca Secondi dovrà infatti rispondere a un’interrogazione sulla carenza di medici e sui costi del pronto soccorso, un tema che continua a far discutere cittadini e operatori sanitari.


Si parlerà poi di strade e lavori pubblici, dalla sicurezza del tratto di Cinquemiglia alla situazione della Casa dell’Acqua della Madonna del Latte, fino ai ripristini delle carreggiate dopo gli interventi effettuati da aziende e gestori dei servizi.


In aula arriveranno anche diverse questioni legate al decoro urbano. Dalla derattizzazione del capoluogo alla manutenzione del verde pubblico, passando per lo stato di alcune aree cittadine che, secondo le interrogazioni presentate, necessiterebbero di interventi e maggiore attenzione.
Spazio anche alla sicurezza, con richieste di chiarimento sul possibile rafforzamento della Polizia Locale attraverso assunzioni stagionali e sull’utilizzo dei proventi derivanti dalle sanzioni del Codice della Strada.


Nella seconda parte della seduta il consiglio sarà chiamato a discutere anche temi di carattere sociale. Tra questi la proposta per l’istituzione del punto comunale di accesso al “Progetto di Vita”, il tema delle truffe ai danni degli anziani e delle persone più fragili e la mozione sul contenimento dell’aumento delle rette delle RSA e sul sostegno alle famiglie.


All’ordine del giorno anche l’acquisizione in comodato gratuito per 50 anni di alcuni immobili della parrocchia di San Leo Bastia destinati a diventare uno spazio per attività associative e sociali.

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Bufalini, si insedia il nuovo Cda: Granci confermato presidente

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La storica scuola di arti e mestieri guarda al futuro nel segno della continuità. Presenti anche i sindaci di Città di Castello e San Giustino.

CITTÀ DI CASTELLO – Ci sono istituzioni che attraversano le generazioni senza perdere la propria identità. La Scuola di Arti e Mestieri “G.O. Bufalini” è una di queste. Da oltre un secolo forma giovani, accompagna l’evoluzione del mondo del lavoro e rappresenta un punto di riferimento per l’intera Alta Valle del Tevere.

Questa mattina si è insediato il nuovo Consiglio di Amministrazione che guiderà l’istituto nel quadriennio 2026-2030. Una nuova partenza che, in realtà, segna soprattutto la continuità di un percorso già avviato negli ultimi anni, con la conferma alla presidenza del professor Giovanni Granci.

Accanto a lui siederanno Paola Baldicchi, Marcello Gnoni, Elisa Volpi e Filippo Ceccarini, nominati dalle amministrazioni comunali di Città di Castello e San Giustino, i due enti fondatori della scuola.

Nel corso della seduta inaugurale non sono mancati i ringraziamenti a Marcello Minelli, che nei precedenti mandati ha fatto parte del consiglio contribuendo alla crescita dell’istituto con la propria esperienza e competenza.

Per Giovanni Granci la riconferma rappresenta prima di tutto un attestato di fiducia verso il lavoro svolto. Negli ultimi anni la Bufalini ha rafforzato il proprio ruolo non soltanto sul territorio, ma anche nel panorama nazionale della formazione professionale, ampliando l’offerta didattica e costruendo nuovi rapporti con il mondo delle imprese.

Sulla stessa linea il direttore Marco Menichetti, che ha evidenziato come la continuità amministrativa permetta oggi di programmare con maggiore efficacia le sfide dei prossimi anni. L’obiettivo è proseguire il percorso di innovazione e valorizzazione della scuola, mantenendo saldo il legame con il tessuto produttivo locale.

Tra i progetti già avviati c’è anche la recente collaborazione con il gruppo Scuola Radio Elettra, pensata per rilanciare in chiave moderna alcuni mestieri storici come quelli del falegname e del meccanico-saldatore, figure professionali che continuano ad essere richieste dal mercato del lavoro.

Alla cerimonia hanno preso parte anche il sindaco di Città di Castello, , e il sindaco di San Giustino, , che hanno ribadito il valore strategico della formazione professionale per il futuro del territorio.

E in effetti parlare della Bufalini significa parlare di una parte importante della storia dell’Alta Valle del Tevere. Nata nel 1909 come Scuola Operaia, quando il territorio cercava nuove opportunità di sviluppo oltre l’agricoltura, l’istituto è cresciuto formando generazioni di artigiani, tecnici e operai specializzati. Falegnami, tornitori, saldatori, mobilieri, carpentieri: professionalità che hanno accompagnato la crescita economica del comprensorio.

Più di un secolo dopo, la missione resta la stessa: preparare i giovani al lavoro e alle sfide del futuro. Con strumenti diversi, ma con lo stesso spirito che ha permesso alla Bufalini di diventare una delle realtà formative più longeve e riconosciute dell’Umbria.


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Due promozioni, una città che torna a sognare: il volley tifernate festeggia in Comune


La Pallavolo Città di Castello celebra la storica doppietta: Serie B maschile e B2 femminile conquistate nella stessa stagione. Un risultato raro che riporta il volley tifernate al centro della scena nazionale.


CITTÀ DI CASTELLO – Ci sono stagioni che finiscono con una vittoria. E poi ce ne sono altre che entrano direttamente nella storia. Quella appena conclusa dalla Pallavolo Città di Castello appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
Perché vedere, nello stesso anno, la squadra maschile conquistare la Serie B e quella femminile centrare la promozione in B2 è qualcosa che accade raramente. Un’impresa che ha riportato entusiasmo, passione e orgoglio attorno ai colori biancorossi e che questa mattina è stata celebrata nella sala del Consiglio comunale.


Ad accogliere atleti, dirigenti, tecnici e tanti giovani del settore giovanile sono stati il sindaco Luca Secondi e l’assessore allo sport Riccardo Carletti, che hanno voluto rendere omaggio a una stagione destinata a rimanere negli annali dello sport tifernate.
Accanto alle squadre protagoniste erano presenti il presidente Graziano Caselli, il vicepresidente del settore femminile Valerio Mancini e il vicepresidente del settore maschile Armando Grazi. Nei loro interventi è emerso soprattutto il senso di appartenenza che ha accompagnato questo percorso.


«Questi risultati sono il frutto del lavoro di tutti», hanno sottolineato i dirigenti, ringraziando atleti, staff tecnici, sponsor, istituzioni e soprattutto il pubblico. Un pensiero speciale è andato alla Curva Nord Seconda Giovinezza e ai tanti tifosi che hanno seguito le squadre in ogni angolo dell’Umbria.
E in effetti i numeri raccontano qualcosa di straordinario. Oltre mille persone al PalaJoan per le partite decisive e centinaia di tifosi al seguito nelle trasferte di Perugia e Foligno. Un colpo d’occhio che raramente si vede nei campionati regionali e che conferma quanto il legame tra Città di Castello e la pallavolo sia ancora forte e profondo.


Durante la cerimonia il sindaco e l’assessore hanno consegnato targhe commemorative alle due società. Nella motivazione si legge il ringraziamento dell’amministrazione per «il prestigioso traguardo della promozione» e per aver portato il nome della città ai vertici della pallavolo regionale.
«Orgoglio tifernate», hanno ricordato Secondi e Carletti, riprendendo uno slogan che per anni ha accompagnato le imprese del volley cittadino. Un’espressione che oggi torna più attuale che mai dopo una stagione capace di regalare emozioni che in città mancavano da tempo.
Ora si guarda al futuro. Le due promozioni aprono infatti le porte ai campionati nazionali, una sfida importante sotto il profilo sportivo ma anche organizzativo ed economico.

Per questo la società auspica che il territorio continui a stringersi attorno al progetto.
Perché la sensazione è che queste due promozioni non rappresentino un punto d’arrivo. Piuttosto l’inizio di una nuova pagina per una realtà che, ancora una volta, è riuscita a far innamorare un’intera città della pallavolo.

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San Giustino punta sull’Oasi Felina: al via un progetto per aiutare i gatti randagi e costruire una rete di volontari

SAN GIUSTINO – Chi vive sul territorio li vede ogni giorno. Gatti che trovano riparo dove possono, colonie feline seguite spesso dall’impegno silenzioso di volontari e cittadini che, con passione e sacrificio, cercano di garantire cibo e cure agli animali in difficoltà.

Da questa realtà nasce il progetto della futura Oasi Felina di San Giustino, un’iniziativa che punta ad affrontare in maniera organizzata il fenomeno del randagismo felino, mettendo insieme associazioni, istituzioni, professionisti e cittadini.

L’idea è quella di creare un punto di riferimento stabile per la gestione delle colonie feline presenti sul territorio comunale, attraverso attività di censimento, monitoraggio, sterilizzazione e tutela degli animali. Un percorso che potrà contare sulla collaborazione dell’associazione “Ragatte di Strada” di Città di Castello, realtà già attiva da anni nel settore e che ha contribuito all’avvio di una sede operativa anche a San Giustino.

Tra gli obiettivi del progetto ci sono la creazione di punti di alimentazione e ricovero, la realizzazione delle future casine feline e una collaborazione costante con veterinari, Asl e istituzioni per garantire il controllo sanitario delle colonie.

Ma l’aspetto forse più importante è quello legato alla partecipazione della comunità. L’iniziativa, infatti, vuole coinvolgere cittadini, imprese, associazioni e attività del territorio in un percorso condiviso che guarda non soltanto alla tutela degli animali, ma anche alla crescita di una maggiore sensibilità verso il rispetto dell’ambiente e degli esseri viventi.

«Prendersi cura degli animali significa anche prendersi cura della qualità civile della nostra comunità», sottolinea l’assessora alla Cultura Loretta Zazzi.

L’obiettivo è costruire nel tempo una rete sempre più ampia, capace di estendersi anche oltre il capoluogo e coinvolgere progressivamente tutto il territorio comunale. Un progetto che parte dai gatti randagi ma che, in fondo, parla anche di attenzione, responsabilità e senso di comunità.

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