Presso il Borgo Palace Hotel di Sansepolcro si è concluso, martedì 9 giugno, il biennio sociale 2021-2023 dell’Inner Wheel Club di Sansepolcro.
Ospiti della serata la Presidente dell’Inner Wheel Club di Città di Castello, Adele Lanzuolo, la Presidente dell’Inner Wheel Club di Arezzo, Maria Cristina Castiglia Coscia, la Presidente dell’Inner Wheel Club di Arezzo Toscana Europea, Antonella CalvelliGallorini, la Presidente del Rotary Club di Sansepolcro, Paola V5annini, il Presidente del Lions Club di Sansepolcro, Riccardo Bonauguri, la Presidente della FIDAPA Alta Valle del Tevere, Stefania Sgaravizzi, l’Assessore alle politiche sociali e ai rapporti con le associazioni di volontariato, Mario Menichella, la Presidente della Fondazione Piero della Francesca, Francesca Chieli, e il Presidente del Circolo Artistico di Arezzo, Federico Calvelli.
Dopo la proiezione di un video, che ha ripercorso i vari services finalizzati dall’Inner Wheel Club di Sansepolcro nel biennio 2021-2023, Teresa La Monica Rotilio ha passato il testimone all’incoming Donatella Franca Vaccarecci Guerrieri.
La presidente uscente ha ringraziato tutte le socie del Club per averle consentito di vivere un’esperienza tanto intensa quanto significativa.
“Ho potuto conoscere i loro talenti e le loro qualità umane. Ho potuto godere della loro amicizia e della loro simpatia. Ho potuto anche far tesoro della loro critica, utile per fare di più e meglio. Ciascuna di loro mi ha dato qualcosa. Questo biennio mi ha consentito di conoscere meglio me stessa, le mie capacità ed i miei limiti, che certamente hanno segnato la mia attività e per i quali chiedo sinceramente scusa”.
Ha poi annunciato che venerdì 16 giugno, nella Sala “Santi di Tito” del Borgo Palace Hotel, il Club riceverà la Medaglia di Benemerenza “Il tempo della gentilezza” nella classe di bronzo, conferitale dal Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana.
Donatella Franca Vaccarecci Guerrieri presiederà il Club nell’anno del ventesimo anniversario della sua fondazione e del centenario dell’International Inner Wheel. Ha introdotto il suo discorso complimentandosi con la Presidente uscente per lo straordinario lavoro svolto nel trascorso biennio con grande impegno e spirito di servizio e ha ringraziato tutte le socie che l’hanno ritenuta degna di fiducia per tale incarico. “Io credo molto in questo motto: AMICHE PER SERVIRE. Quando la forza, sprigionata da questo legame, sfocia in un servizio per la comunità, allora possiamo fare la differenza, ed essere d’ispirazione per gli altri!E come si può realizzare in concreto il nostro spirito di servizio?Facendo dono del nostro tempo. Il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo. E se doniamo il nostro tempo, doniamo noi stessi!”.
L’associazione I Fiori di Lillà di Città di Castello ha donato 6 televisori 32″ al reparto di Pediatria dell’ospedale di Città di Castello. La cerimonia si è svolta martedì 13 giugno presso una camera di degenza del reparto alla presenza di Elena Signorelli, presidente Fiori di Lillà Città di Castello, Gioia Calagreti, dirigente medico del Presidio ospedaliero Alto Tevere, Guido Pennoni, direttore della Pediatria del Presidio ospedaliero Alto Tevere, e Alfredo Baldicchi, coordiantore infermieristico dell’Unità operativa di Pediatria del Presidio ospedaliero Alto Tevere.
“Ringraziamo l’associazione I Fiori di Lillà per i 6 televisori a schermo piatto di ultima generazione, destinati ognuno alle camere di degenza dei bambini ricoverati. Questo utile dono contribuirà a rendere più gradevole il soggiorno dei bambini malati e dei loro familiari. L’accoglienza e l’empatia sono prerogative fondamentali del reparto che, con i suoi medici, infermieri e operatori sanitari, si prodiga quotidianamente per garantire un elevato livello di cura, anche sotto il profilo umano”, hanno dichiarato il direttore Guido Pennoni ed il coordinatore infermieristico Alfredo Baldicchi.
“L’associazione I Fiori di Lillà – ha detto la presidente Elena Signorelli – ha deciso di donare questi televisori per cercare di alleggerire il difficile momento del ricovero per i bambini creando momenti di svago con i loro programmi televisivi preferiti”.
Gioia Calagreti, infine, a nome della Direzione di Presidio e Aziendale ha ringraziato “I Fiori di Lillà che, come in passato, continuano a contribuire al miglioramento del confort del reparto di pediatria tramite le proprie donazioni. Le associazioni del territorio dimostrano vicinanza al nostro nosocomio e ai pazienti ricoverati, in questo caso lo sono stati ai pazienti pediatrici, la cui degenza è particolarmente peculiare che comporta sofferenza per loro stessi e per i genitori durante il ricovero”.
A BOLOGNA “OLTRE I CONFINI”, EVENTO IDEATO DALL’ ARTISTA DI CITTÀ DI CASTELLO MOIRA LENA TASSI PER AIUTARE GLI ALLUVIONATI DELL’ EMILIA ROMAGNA
Moira Lena Tassi è l’ideatrice dell’evento “Oltre i confini”, un’ iniziativa che abbraccia cultura, danza, musica e pittura con la finalità di raccogliere fondi a sostegno delle popolazioni alluvionate dell’Emilia Romagna . L’ happening che si terrà il giorno 23 giugno alle 15.45 nella Sala e nell’ incantevole Chiostro del Santuario San Giuseppe Sposo di Bologna, patrocinato dall’ UCAI (Unione Cattolici Artisti Italiani), avrà inizio con un incontro dedicato alla storia dell’arte intitolato “Chagall oltre i confini”, a cura della Storica dell’arte Anna Rita Delucca. Successivamente, l’ Artista Moira Lena Tassi si esibirà con una reading performance che, attraverso un racconto di Graziella Massenz, metterà in evidenza l’importanza di superare i limiti nelle relazioni di coppia.
A seguire, si esibirà il gruppo giovanile di korean pop dance “N.B. Fire”, fondato nel 2018 dalle giovanissime Jazmin e Nada, entrambe di origine peruviana. Il nome del gruppo, che sta per “New Burning Fire”, simboleggia la volontà delle componenti di crescere e svilupparsi come una fiamma che diventa fuoco. Le dieci ragazze che compongono il gruppo provenienti da diverse nazionalità (italiana, peruviana, marocchina, slovacca, ecc.) si sono unite grazie alla loro comune passione per la danza. L’ artista Moira Lena Tassi che, dopo averle casualmente notate mentre provavano una coreografia in uno spazio all’ aperto, in una zona centrale di Bologna, di fronte a un palazzo a vetri che fungeva da specchio, ha voluto che partecipassero e tiene a sottolineare :” Queste ragazze, tutte autodidatte, mi hanno colpito moltissimo appena le ho viste per la loro bravura e la loro grinta. Dimostrano che le passioni comuni possono superare le barriere culturali, creando un legame forte e positivo. Provengono da diverse città del mondo e per questo rappresentano un esempio tangibile di come l’ arte possa essere un potente strumento di unione tra i popoli. Sono anche un esempio importantissimo non solo per i giovani ma per tutti, in considerazione anche soprattutto della guerra che ancora persiste a pochi passi da noi e di tutte le altre nel resto del mondo. Del loro gruppo fa parte anche una giovane studentessa universitaria proveniente da Santa’ Agata Bolognese, una delle zone più duramente colpite dalle intense piogge, che insieme alla sua famiglia sta affrontando i gravissimi disagi dovuti all’alluvione. Sono fantastiche: tutte che con grande entusiasmo vogliono contribuire all’aiuto delle popolazioni alluvionate dell’Emilia Romagna, trasmettendo così un forte messaggio di unione e solidarietà.” Il comico bolognese Simone Merini regalerà alcuni momenti di spensieratezza con le sue gag.
Successivamente, si esibirà la nota coverband bolognese “ERIS”, composta dai musicisti Elvira Di Pilla, Roberto Museo, Isabella Marchi e Stefano Pippa. La band, nata nel 2019 da un’idea di Stefano Pippa, presenterà un repertorio che spazierà su diversi generi musicali dell’ultimo secolo, includendo brani di artisti come Frank Sinatra, Adele, Mina e altri famosi artisti nazionali e internazionali. Durante la loro esibizione, Moira Lena Tassi si ispirerà alla loro musica per realizzare una live painting intitolata “Oltre i confini”, assicurando così un’ esperienza artistica varia e coinvolgente per il pubblico.
Infine ci sarà una lotteria, presieduta dal Presidente Gabrio Vicentini, durante la quale verranno messi in palio alcuni dipinti realizzati dai pittori dell’UCAI. Anche l’ Artista di Città di Castello parteciperà con una sua opera, offrendo al pubblico non solo l’opportunità di sostenere l’iniziativa benefica ma anche quella di portare a casa un’ opera d’arte unica.
Dice infine Moira Lena Tassi: “Oltre i confini” sarà un’ occasione unica per immergersi in un’ esperienza artistica completa, in cui la cultura, la danza, la musica e la pittura si uniscono per promuovere la solidarietà e l’unione tra le persone”
Vi invitiamo a non perdere questo evento unico nel suo genere ” OLTRE I CONFINI” venerdì 23 giugno alle ore 15.45 nella Sala e Chiostro del Santuario di San Giuseppe a Bologna in Via Bellinzona.
È in corso presso la Biblioteca comunale Carducci di Città di Castello il secondo intervento di digitalizzazione dell’antico e ricco patrimonio bibliografico di proprietà del Comune, nell’ambito degli interventi previsti da Agenda urbana Motore dell’Umbria. La digitalizzazione è effettuata in loco, dove è stata predisposta una sala per l’operazione, curata da personale, che ha già avuto esperienza nelle attività della Biblioteca e dell’Ufficio Cultura. Gli interventi sono stati due: il primo a cura dell’azienda Made Word per 33mila scansioni e l’attuale a cura dell’azienda In arte per 75mila scansioni. La filiera di questo progetto molto tecnico è corta perché i volumi si trovano negli scaffali compact del piano terra della Biblioteca. Nel progetto è coinvolto il Centro studi Villa Montesca perché il patrimonio Franchetti conserva molti carteggi e volumi significativi oltre alla documentazione sulle scuole rurali. Per Michela Botteghi, assessore alla Cultura, “i due progetti di digitalizzazione coniugano praticamente reale e digitale, permettendo una maggiore usabilità ed accessibilità di archivi che altrimenti potrebbero essere consultati e conosciuti solo in loco. Inoltre la disponibilità da remoto, nel nostro caso nel sito del Ministero della Cultura a ciò preposto, consente di tutelare al meglio il documento originale, che spesso risale a quattro, cinque secoli fa. Digitalizzare è dunque valorizzare, stare al passo con i tempi, ed usare la tecnologia, senza rimanerne schiacciati o considerandola nemica del patrimonio storico.
Piuttosto ne è un’alleata. La digitalizzazione ha permesso anche di coinvolgere giovani, che la ditta In arte ha selezionato e che hanno già lavorato presso il Servizio Cultura e Archivi Biblioteche, in grado di comprendere il valore dei documenti e allo stesso tempo sviluppando competenze molto tecniche che rimarranno nel loro curriculum”. Anche l’assessore alla Digitalizzazione Rodolfo Braccalenti ha sottolineato “come il comune sia molto impegnato nel convertire e conservare il cartaceo, sostituendolo con nuovi strumenti più sostenibili ma allo stesso tempo prendendosi cura di quanto rappresenta il nostro passato, la nostra storia. Anche nel PNRR sono stati inseriti altri progetti di digitalizzazione su settori diversi e tutti finanziati”. Anche per Angelo Capecci, presidente del Centro studi Villa Montesca “Al valore scientifico in questo progetto si somma un valore come metodo di lavoro e condivisione di obiettivi, dal momento che grazie anche alla Regione Umbria, sono stati inseriti materiali inediti dell’archivio e della Biblioteca dei baroni Franchetti, destinati a gettare nuova luce anche sul contesto in cui su sperimentato il metodo Montessori localmente”. In particolare, a cura della coordinatrice della Biblioteca Patrizia Montani, è stato privilegiato il filone pedagogico-educativo di Alice, quello più richiesto ai fini della ricerca, cercando di rendere la fitta trama dei rapporti e della rete di relazioni di cui Villa Montesca è stata, per qualche anno, il fulcro. Infine, si è deciso di digitalizzare le lettere che Alice, molto “mobile” anche per ragioni di salute, scriveva quasi quotidianamente alla maestra Marchetti, responsabile della scuola rurali, dalle quali traspare tutto l’interesse, la passione e l’intelligenza che questa protagonista della storia della pedagogia italiana ha riversato nel suo progetto educativo rivolto ai figli dei contadini.
Per i dirigenti alla Cultura Giuliana Zerbato e alla Innovazione digitale Lucio Baldacci, “i progetti di digitalizzazione partono da lontano, quando nel 2015, pensando ad Agenda Urbana, sono stati inseriti nel programma tra lo scetticismo generale, perché otto, sette anni fa, erano ancora terreni inesplorati, pioneristici. Ma oggi sono la realtà e questa storia ci insegna che è necessario essere visionari per rendere al passo con i tempi, moderna ed efficiente l’Amministrazione”.
Il progetto di digitalizzazione già compiuto ha riguardato gli esemplari più significativi posseduti dalla Biblioteca comunale Carducci nell’ottica della salvaguardia e valorizzazione del patrimonio bibliografico della città e per garantire visibilità e una più ampia possibilità di consultazione. Sono state effettuate circa 33.000 scansioni di varie tipologie di documenti e circa 21.300 scansioni di bobine riproducenti una parte degli Annali o Riformanze del Comune, già microfilmate nell’ambito di un precedente progetto risalente agli anni ’90 del secolo scorso. Il progetto in corso, la cui esecuzione è stata spiegata da Marina Mecheri, rappresentanti della ditta In Arte, e mostrata in diretta dai due addetti, Paola Cacciatore e Francesco Monaldi, riguarda 75.000 scansioni, che devono essere compiute, corrispondendo a precisi standard di qualità e tecnici, previsti dal capitolato di affidamento, per poter essere inseriti nel sito del Ministero della Cultura. Mecheri ha avuto parole molto lusinghiere per l’attenzione e la determinazione osservate nei Servizi del comune di Città di Castello e per il lavoro monumentale compiuto sul patrimonio bibliotecario. La presentazione dei due progetti si è conclusa con la visita ai compact di piano terra della Biblioteca comunale Carducci in cui sono conservati i volumi oggetto di digitalizzazione a cura di Silvia Palazzi. I due interventi di digitalizzazione sono stati affidati in collaborazione con la Centrale unica di Committenza del comune.
Il dettaglio dei documenti digitalizzati nel primo affidamento
i periodici locali che coprono un arco cronologico che va dal 1876 ai primi del ‘900, si tratta di importanti testimonianze della vita sociale, politica, economica e di costume della nostra città;
monografie appartenenti al cosiddetto Fondo Antico Sezione Locale (il Fondo Antico comprende i volumi stampati fino al 1831) e che annovera esemplari di grande importanza per ricostruire le vicende storiche tifernati dal XVI al XIX secolo;
pubblicazioni locali che vanno dalla seconda metà dell’800 ai primi anni del secolo successivo e che comprendono notizie sulla città, ormai divenute dei “classici” per chi voglia ricostruire le trasformazioni sociali, economiche, religiose del centro tifernate;
carte geografiche che fotografano l’aspetto della città nel corso dei secoli XVII e XVIII;
manoscritti tra i quali spiccano per bellezza e antichità i libri Corali (XIII-XIV secolo), definiti anche Antifonari, libri liturgici completi di testo e notazione musicale provenienti dai conventi tifernati di San Domenico e San Francesco e gli Statuti medievali, l’insieme delle norme e delle consuetudini che regolavano l’attività del Comune;
parte dei volumi degli Annali o Riformanze in bobine microfilm. Nei comuni medievali italiani le Riformanze, a Città di Castello definite Annali, contenevano le delibere emanate dal consiglio cittadino.
Nel nuovo affidamento alla ditta In arte le scansioni sono 75mila su varie tipologie di documenti, in parte di proprietà del Comune, in parte della Regione Umbria. Per quanto riguarda la documentazione dell’Archivio storico comunale abbiamo deciso di completare la serie inventariale delle Riformanze, o Annali, che era già stata avviata nel precedente intervento di digitalizzazione del 2021, che ripercorrono in maniera dettagliata la storia della nostra Città e quindi di grande interesse per chiunque si proponga lo studio della storia locale, ma non solo. Ricaviamo da questa tipologia di documenti, ad esempio, tutte le informazioni sulle committenze e sul passaggio nel nostro territorio di figure di straordinaria rilevanza dal punto di vista della storia dell’arte, da Raffaello a Luca Signorelli, tanto per fare gli esempi più rilevanti. Per quanto riguarda il materiale di proprietà della Regione Umbria il progetto prevedeva di intervenire sul patrimonio bibliografico e documentario proveniente dal lascito dei baroni Franchetti, conservato a Villa Montesca e in parte a Tela Umbra. Relativamente alla Biblioteca di Leopoldo Franchetti e Alice Hallgarten sono state individuate tre possibili linee di intervento:
quella relativa all’attività politica di Leopoldo e ai suoi interessi di agronomo;
quella che testimonia gli interessi in campo pedagogico, educativo di Alice e i suoi collegamenti da lei allacciati, nonostante fosse ebrea, con l’ambiente dell’emancipazionismo cattolico italiano dei primi anni del Novecento;
infine quella della letteratura di viaggio, altro settore in cui è molto vivace la ricerca negli ultimi anni. Dovendo operare una selezione, abbiamo deciso – sentito anche il parere dei responsabili della Fondazione Villa Montesca – di privilegiare il filone pedagogico-educativo di Alice, quello più richiesto ai fini della ricerca, cercando di rendere la fitta trama dei rapporti e della rete di relazioni di cui Villa Montesca è stata, per qualche anno, il fulcro. Accanto ai libri su cui Alice formava le sue convinzioni e che suggerivano possibili modelli, sono stati quindi selezionati una vasta tipologia di documenti prodotti dalle Scuole rurali di Montesca e Rovigliano dal ricchissimo potere evocativo, che consentono con grande immediatezza di ricostruire l’ambiente e le condizioni in cui si sperimentavano nuovi metodi pedagogici, per l’epoca veramente rivoluzionari. Avremo dunque la possibilità di vedere, attraverso i quaderni, i registri, le carte illustrative, i disegni, gli album ecc. come operativamente si procedeva alla creazione di un nuovo modo di fare scuola. Infine, si è deciso di digitalizzare le lettere che Alice, molto “mobile” anche per ragioni di salute, scriveva quasi quotidianamente alla maestra Marchetti, responsabile della scuola rurali, dalle quali traspare tutto l’interesse, la passione e l’intelligenza che questa protagonista della storia della pedagogia italiana ha riversato nel suo progetto educativo rivolto ai figli dei contadini.
Su proposta del presidente Luciano Bacchetta, il consiglio comunale ha osservato ieri sera un minuto di silenzio in memoria di Silvio Berlusconi. “Credo che al di là delle idee politiche di ognuno, lo meriti”, ha detto Bacchetta, a cui ha fatto seguito l’intervento del sindaco Luca Secondi. “Sicuramente Berlusconi è stato un protagonista della scena politica e istituzionale del nostro Paese – ha detto il primo cittadino – quindi è doveroso tributargli un momento di cordoglio, al di là delle posizioni politiche che ognuno può avere e rappresentare”. A condividere la commemorazione di Berlusconi è stato il consigliere del PSI Luigi Gennari, che ha sottolineato: “è stato un grande uomo politico, forse uno dei pochi, indipendentemente dalle questioni personali, un grande imprenditore dalle visioni importanti che nel suo tempo ha saputo dare un’impronta alla politica, un’impronta alla democrazia, un’impronta alla libertà, in tutti i sensi”.
Dal capogruppo di Forza Italia Tommaso Campagni è venuta la riconoscenza per il cordoglio espresso dall’assemblea. “Indipendentemente dalla figura politica, c’era tutto un mondo dietro come uomo, che era giusto onorare”, ha detto il consigliere. A chiarire di essersi unita al minuto di silenzio “per dovere istituzionale” è stata la capogruppo di Castello Cambia Emanuela Arcaleni, che ha spiegato: “il mio giudizio sulla sua storia politica è assolutamente negativo, ma il rispetto ai defunti è doveroso”. Il capogruppo di Castello Civica Andrea Lignani Marchesani ha dichiarato: “Berlusconi è stato un soggetto di altissimo valore istituzionale e politico, di cui ho condiviso ben poco, molto poco, perché lo ritengo responsabile del cambio di considerazione e di selezione della classe dirigente, con un meccanismo che è passato, anche attraverso le leggi elettorali, da una selezione di tipo territoriale a una cooptazione, di cui i risultati purtroppo oggi si vedono”. “Ciò – ha precisato l’esponente della minoranza – non toglie che sia stato un gigante rispetto alla maggior parte delle persone che si sono avvicendate nella vita politica di questi decenni, sia come imprenditore, perché ha dato lavoro a un sacco di persone pagandole il giusto, diffondendo ricchezza e benessere nella società italiana, sia per la visione internazionale che ha avuto”.
Finalmente i turisti religiosi e i pellegrini che scelgono Città di Castello come meta dei propri itinerari, potranno orientarsi facilmente grazie ad una mappa interattiva. L’Associazione “Le Rose di Gerico”, che si occupa di sostegno e supporto ai monasteri di clausura, di accoglienza e assistenza dei pellegrini che percorrono i cammini francescani, di Santa Veronica Giuliani e di Santa Margherita, ha realizzato un valido strumento che raccoglie informazioni essenziali sui luoghi di spiritualità e fede dislocati nel centro storico della nostra città.
La mappa, anche in lingua inglese, consente una doppia lettura: quella tradizionale, legata al supporto cartaceo e quella che si avvale della tecnologia qrcode, oramai diffusissima. Protagonisti, i monasteri di santa Veronica Giuliani e Santa Cecilia, le chiese di san Francesco e san Domenico, il Santuario della Madonna delle Grazie e il Museo diocesano. Ben in evidenza i percorsi che conducono a Pietralunga verso i cammini francescani e il luogo, la chiesa di San Francesco, dove i pellegrini potranno timbrare le loro credenziali. L’iniziativa, che si avvale del patrocinio della Diocesi, mette in luce una preziosa eredità di devozione secolare che attira gruppi sempre più numerosi di visitatori, non solo dall’Italia ma anche dall’estero che, percorrendo vie della nostra città, vivono l’esperienza unica di incontro con una spiritualità ancora viva e feconda.
“Dal tredici giugno la popolazione di Sansepolcro vive nelle strade, accampata come meglio le è stato possibile sotto le grandi tende bianche della Croce Rossa, fra la polvere fina della pianura e l’odore intenso dei tigli”. Comincia così l’ampio articolo che il periodico “Tempo” del 26 giugno 1948 dedicò al terremoto che appunto il 13 giugno di quello stesso anno, era domenica, colpì il Borgo. Erano all’incirca le 8 del mattino, la scossa durò otto interminabili secondi e sfiorò il IX grado della Scala Mercalli, seguita da altre di più lieve entità che andarono avanti per l’intera settimana seguente ma pur sempre capaci di infondere paura nella popolazione che si era già riversata gridando nelle strade. Il 90% delle abitazioni risultò inabitabile e si provvide a organizzare in fretta gli aiuti e l’accampamento della gente.
Anche grazie al supporto del ministro Amintore Fanfani, presente in quei giorni a Sansepolcro perché colpito da un grave lutto familiare, che con sindaco, Prefetto e il Questore di Arezzo, guidava le operazioni di soccorso. “I danni sono veramente gravi” testimoniò l’articolo del Tempo “A chi entra oggi in Sansepolcro non è concesso di vederli perché le pareti esterne degli edifici hanno retto alle scosse. Ma gli interni sono più o meno tutti danneggiati. Così la città ha bisogno di urgenti aiuti, perché ora la stagione è buona ma poi verrà l’autunno con le piogge e l’inverno con le nevi.
Il Pier della Francesca è salvo, un po’ toccato il Leon Battista Alberti”. Circa 2500 gli sfollati, particolarmente colpiti l’ospedale, la Cattedrale e la chiesa di San Francesco dove il crollo di una volta causò una vittima. La ricca documentazione fotografica del periodico testimonia le condizioni di quei giorni, con una istantanea che ritrae l’avvocato Amelio Fanfani, la mamma e il figlioletto nell’alloggiamento di fortuna in cui la famiglia si era rifugiata dopo il disastro. Son trascorsi esattamente 75 anni da quel tragico giorno, ma la memoria è ancora viva per una comunità che nel corso della sua storia ha convissuto periodicamente con la paura del sisma.
Tre serate per immergersi nell’atmosfera della musica jazz, pop e afrojazz a Monte Santa Maria Tiberina. E’ in arrivo, da venerdì 30 giugno a domenica 2 luglio, la prima edizione di “Musica Senza Confine”, una nuova rassegna musicale che animerà piazza Bourbon del Monte, cuore dello splendido borgo valtiberino. Una proposta in cui la gente locale e i tanti turisti dell’Altotevere potranno assistere ad eventi musicali gratuiti, con artisti di assoluto rilievo. L’iniziativa è organizzata dall’associazione Adei di Perugia, in collaborazione con il Comune di Monte Santa Maria Tiberina. L’idea è nata dalla posizione del borgo, al confine con la Toscana e vicino alle Marche e la Romagna, quindi luogo ideale di scambio di musica e di culture. L’evento sarà animato da cinque artisti che, con le proprie band, suoneranno sul palco in Piazza Bourbon del Monte.
Il programma dell’evento
Si parte venerdì 30 giugno con due concerti. Il Francesco Pierotti Trio aprirà ufficialmente la I edizione di “Musica Senza Confine”. La band prende il nome dal bravissimo contrabbassista laziale Francesco Pierotti, laureato in Jazz presso il Conservatorio di Santa Cecilia di Roma e diplomato in contrabbasso presso l’Istituto Superiore di Studi musicali “Giulio Briccialdi” di Terni. Al pianoforte suonerà con lui Yakir Arbib, mentre alla batteria ci sarà Dario Rossi. A seguire, Lisa Manara Quartet sarà protagonista del secondo concerto della serata. Cantautrice in forte ascesa nel panorama musicale italiano, sia jazz che pop, è stata per due stagioni la vocalist di Gianni Morandi nel tour D’Amore D’Autore. Diplomata con il massimo dei voti in canto jazz al conservatorio di Ferrara, porterà un progetto musicale Afro Jazz: “L’Urlo dell’Africanità”, con cui girerà l’Italia nel suo prossimo tour estivo, calcando i palchi dei più importanti Festival jazz. Insieme a lei ci sarà alla chitarra Aldo Betto, alle tastiere e basso sinth Federico Squassabia e alla batteria Paolo Rubboli.
Sabato 1 luglio sarà la volta di Greta Panettieri Quartet, con “Into my Garden”. Romana, ma umbra d’adozione, da New York all’Italia, dai maggiori Festival e Club Italiani alla televisione. E’ una delle voci più affascinanti del panorama italiano e internazionale: con i suoi progetti live ha toccato le principali rassegne italiane, arrivando fino in Cina, Russia e Spagna con tour di grande successo. Sul palco sarà accompagnata al pianoforte da Andrea Sammartino, al basso elettrico Daniele Mencarelli e alla chitarra Angelo Lazzeri.
Due le esibizioni previste nella serata conclusiva, domenica 2 luglio. Alle 19.30 Reinaldo Santiago Trio in “The Colors of The Planet”, ultimo album del batterista, cantautore , arrangiatore e compositore brasiliano Reinaldo Santiago. Una vera celebrazione dei suoni e dei ritmi del Brasile, infuso con l’energia e l’improvvisazione del jazz, del samba reggae e ritmi di baião alla prima composizione ballad di capoeira chiamata Mestre Marinho. Sul palco ci saranno Reinaldo Santiago alla batteria, Greg Burk al piano e Giulio Sciantico al basso. Nel programma anche il Patrizio Destriere Quartet con “Portrait of Ennio”, un album dedicato al Maestro Morricone. Napoletano, classe 1976, Patrizio Destriere ha studiato nei Conservatori di Perugia, Benevento, Latina e Roma e si è esibito su palcoscenici prestigiosi. Sarà accompagnato al pianoforte da Claudio D’Amato, al contrabbasso da Giuseppe Civiletti e da Giampaolo Scatozza alla batteria.
Nelle tre serate sarà possibile degustare le tipicità locali grazie alla cucina funzionante durante tutto l’evento.
Nuove opportunità per passeggiare e trascorrere il tempo libero alla scoperta del territorio di Montone, immersi tra la natura e i suggestivi paesaggi dell’Altotevere. L’amministrazione montonese, domenica 18 giugno, inaugurerà le nuove carte e la segnaletica dei sentieri, insieme alla web app dei percorsi pedonali che attraversano il territorio e offrono occasioni di mobilità dolce, attività fisica e svago. La nuova segnaletica e le mappe sono state realizzate con fondi propri del bilancio comunale, e con il prezioso aiuto della sezione CAI di Città di Castello. La web app, invece, è stata elaborata nell’ambito del progetto Montone Agroalimentare, finanziato con il contributo del PSR 2014-2022 misura 16.7.
Per l’occasione, proprio domenica, è in programma una escursione per conoscere da vicino quanto realizzato. La partenza è alle ore 8.30 da Piazza Fortebraccio, con un itinerario escursionistico “ad anello” . Il percorso, di circa 10 km, porterà i partecipanti alla Rocca D’Aries fino al Monte Gengarella, per poi tornare tutti insieme al punto iniziale. Si raccomanda di indossare scarponi e pantaloni lunghi. Al termine della camminata, in Piazza Fortebraccio, su prenotazione, sarà possibile usufruire del punto ristoro con torta al testo, bevanda e caffè. Per ulteriori informazioni e prenotazioni scrivere a serviziocivile@montone.org o telefonare al numero 0759306427.
Profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia sono stati espressi oggi dal sindaco Luca Secondi e dell’assessore allo Sport, Riccardo Carletti per la scomparsa di Vjačeslav Alekseevič Slava” Zaytsev, l’alzatore dei biancorossi tifernati che nel 1991 raggiunsero per la prima volta la serie A1, traguardo poi bissato 22 anni dopo nel 2013. Arrivato in città all’età di 38 anni con la giusta fama del palleggiatore più forte della storia dellla pallavolo mondiale, “Slava” è stato un vero leader in campo e ha guidato quella squadra di talenti, con lui oltre ai tifernati Nardi, Leonardi, Pellegrini, Magrini c’era anche un giovanissimo Andrea Sartoretti, al successo nei play off promozione contro Mantova e ad un’apoteosi pubblica per la società guidata dal presidente Arveno Joan, che ha appreso ieri con grande commozione la notizia della scomparsa di Zaytsev all’età di 70 anni. Memorabili sono le immagini che lo ritraggono in maglia biancorossa assieme al piccolo Ivan, famosissimo interprete di questo sport, ora giocatore della Lube Civitanova e vice campione olimpico con la nazionale azzurra alle olimpiadi di Rio del 2016. Secondi e Carletti a nome della giunta si stringono alla famiglia e a tutti gli sportivi e dirigenti della pallavolo tifernate in un profondo abbraccio.
Un pioppo enorme come il pericolo che nascondeva al suo interno. Siamo in Valtiberina sulle sponde della Reglia dell’Acqua Viola, un corso d’acqua bello e suggestivo, con una originale storia da raccontare. A pochi passi dalla riva, un gigante da 1,5 m di diametro per un’altezza di oltre 30 metri, da un momento all’altro, rischiava di cadere in alveo e rappresentava ormai una minaccia per l’asta fluviale. Se ne sono accorti i tecnici del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno che, durante la normale attività di vigilanza, hanno intuito le precarie condizioni di salute della pianta e hanno programmato l’intervento per la sua rimozione.
“Si tratta di un intervento di tipo puntuale per rimuovere un elemento di pericolosità. Ne stiamo effettuando diversi sul territorio. Questo è particolare, perché ha richiesto l’intervento della tecnica del tree climbing, poiché il soggetto da eliminare non presentava un’area di accesso sufficientemente ampia per poter intervenire con le modalità usuali”, spiega l’ingegner Chiara Lilli del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno che ha seguito l’operazione.
Al termine la conferma: il “cuore” della pianta era ormai occupato da una grande cavità. Nonostante le apparenze e le dimensioni importanti, il tronco risultava estremamente fragile ed esposto al rischio di schianto o crollo improvviso. L’operazione scenografica ha permesso di migliorare la sicurezza di una reglia, su cui notizie storiche e fantasiose si mescolano per regalare un racconto che giustifica le tre differenti denominazioni del corso d’acqua e merita di essere ricordato.
“Nel 1259, il Tevere (che scorreva ai piedi di Anghiari) fu deviato verso Sansepolcro onde evitare l’impaludamento dell’area. Per ripagare il territorio di Anghiari dell’acqua perduta, fu scavato un canale che, in prossimità del colle di Montedoglio, riportava una parte delle acque del fiume verso Anghiari fino a restituire, a valle di Pistrino, l’acqua concessa in prestito. Oltre all’irrigazione dei campi, il fosso servì soprattutto per fornire l’energia necessaria ad alimentare le macine dei mulini costruiti lungo il suo corso. Undici in tutto di cui uno, quello di Catorcio, di origine camaldolese, ancora funzionante, a cui si aggiungevano, nel Comune di Anghiari, i cinque posti nella piana del Sovara.
Ad un certo punto la Reglia dei Molini assunse il nome di Acquaviola. E qui la storia si mescola al mito”, racconta l’ingegner Enrico Righeschi, referente della Unità Idrografica Omogenea Valtiberina. C’è, infatti, che giustifica il nome rifacendosi alla Ninfa “Temperanza” che alle sorgenti del Tevere con due brocche, una con acqua blu ed una con acqua rossa, le versava nel fiume la cui acqua assumeva il colore viola. Secondo altri il nome deriverebbe dal colore dell’acqua del canale, dovuto alla presenza lungo il medesimo di gualchiere atte alla macerazione della Isatis tinctoria, una crucifera detta comunemente “guado” da cui si ricava il colorante indaco.
Fervono i preparativi per l’atteso concerto di Venerdì 16 Giugno a Pieve Santo Stefano nell’ambito della stagione 2023 di PIEVE CLASSICA.
E’ la volta di “LA BUONA NOVELLA” lavoro iconico tra i più originali ed amati del grande artista FABRIZIO DE ANDRE’, con il quale PIEVE CLASSICA apre la sua fase estiva all’aperto in piazza.
Una fase composta da tre date: oltre a venerdi 16 giugno, venerdì 7 Luglio con l’opera lirica L’ELISIR D’AMORE di Gaetano Donizetti e – gran finale – venerdi 28 Luglio con il concerto di Silvia Mezzanotte. una delle più belle voci del panorama italiano.
C’è intanto grande attesa per il concerto di venerdì visto l’insolito mix di protagonisti sul palco: le voci di David Riondino e della sorella Chiara accompagnate da un gruppo di eccezionali musicisti, Fabio Battistelli al clarinetto, Massimo Pucciarini al pianoforte, Mauro Maurizi al contrabbasso, Mauro giorgeschi alla batteria. Questo ensemble musicale di grandi professionisti sarà accompagnato per l’occasione dalla Filarmonica Ermanno Brazzini, la banda di Pieve che colloca i suoi natali addirittura nel lontano 1717 e dal Coro Altotiberino sempre di Pieve, che da tempo stanno provando con passione ed entusiasmo per potersi presentare al meglio al pubblico di Piazza Pellegrini.
I due sodalizi musicali, diretti rispettivamente dalle bravissime Marta Paceschi e Rita Narducci, si sono calati con passione e curiosità nell’Arte del grande De Andrè, che in questa “BUONA NOVELLA” ha probabilmente raggiunto i suoi massimi livelli, lirici e musicali.
La serata, patrocinata dal Comune di Pieve Santo Stefano ed organizzata dall’associazione Coro Altotiberino della presidentessa Caterina Seri, è ampiamente rappresentativa della filosofia di PIEVE CLASSICA, stagione che ricordiamo è giunta alla sua nona edizione: presentare grandi artisti e grandi composizioni musicali assieme a musicisti non professionisti locali la cui passione per la musica però non è seconda a nessuno.
Ed allora appuntamento con la grande musica di De Andrè venerdì prossimo alle ore 21.15 in Piazza Pellegrini, dove già dal pomeriggio sarà possibile acquistare i biglietti, oltre che – da subito – sul sito www.discoverarezzo.com/biglietteria.
Torna alla Virtus San Giustino Giulio Franceschini che si appresta ad affiancare il presidente Stefano Fabbri nelle scelte del club giallorosso. Il passato di Giulio, in vari settori del calcio dilettantistico, ormai lo conosciamo bene e quindi va detto che per la società sangiustinese questo innesto non può far altro che portare esperienza e non solo alla vigilia di un campionato, come quello di Promozione, che si presenta equilibrato e allo stesso tempo affascinante. Soddisfatto di questa novità è ovviamente il presidente insieme a tutti gli altri componenti del sodalizio. Quindi ben trovato Giulio e buon lavoro!
Città di Castello in prima linea per contrastare il disagio giovanile, grazie ad un’altra bella iniziativa de ‘La Rondine’. La cooperativa sociale rifermate ha ideato un progetto denominato “Workshop Cinema”, rivolto ai ragazzi del territorio dal 14 ai 24 anni, con finalità educative e di prevenzione rispetto alle difficoltà sociali che quotidianamente incontrano. Un progetto che parte dalla passione dei giovani per il cinema e le serie televisive, che fa tesoro del lavoro educativo già fatto attraverso spazi di cineforum e che vuole fare un passo successivo in questa attività tramite il coinvolgimento della Whiterose Pictures, casa di produzione cinematografica di San Giustino guidata da Nicola Santi Amantini e Lorenzo Lombardi. ‘Workshop Cinema’ è risultato tra i dieci migliori progetti che la Fondazione McDonald ha premiato a livello italiano, attraverso un contributo economico.
Nei giorni scorsi il Presidente della cooperativa La Rondine Luciano Veschi e Edoardo Lucchini, titolare del McDonald di Città di Castello, hanno celebrato l’importante risultato. In collegamento streaming anche i componenti della Fondazione McDonald. “È un progetto molto importante per noi – ha dichiarato Luciano Veschi – che ci consente di dare qualcosa in più ai tanti ragazzi che all’interno del territorio gestiamo attraverso i nostri servizi. Lo facciamo attraverso l’arte del cinema, che richiama sempre grande interesse e lo facciamo grazie al prezioso contributo della Fondazione McDonald che ringrazio sentitamente per aver scelto e supportato la nostra idea”.
‘Una pacca sulla spalla’, questa l’iniziativa che la Fondazione McDonald ha promosso nel territorio italiano per premiare i progetti più interessanti e meritevoli sul piano sociale. “È il secondo anno che partecipano – ha precisato Edoardo Lucchini – e sono contento che quest’anno Città di Castello è tra i dieci vincitori in tutta Italia. Una bella iniziativa che consente ai noi licenziatari del marchio di collaborare con il territorio e di supportare progetti come questo davvero interessanti”. Workshop Cinema vedrà la presenza costante di educatori professionali e animatori sociali e contemplerà la collaborazione con enti e associazioni del territorio per lo svolgimento di laboratori specifici.
Le principali finalità educative e formative del progetto saranno:
Promuovere un atteggiamento positivo nei confronti dell’arte in generale e del cinema in particolare;
Favorire l’avvicinamento affettivo ed emotivo dei ragazzi alla cinematografia;
Trasmettere la conoscenza e l’amore verso la cinematografia;
Educare all’ascolto e alla comunicazione con gli altri;
Fornire ai ragazzi strumenti di conoscenza e di lettura, anche visiva, del mondo contemporaneo;
Esplorare le potenzialità di una storia attraverso il gioco e la creatività. Il progetto verrà portato avanti dalla Cooperativa La Rondine, attraverso la collaborazione con Whiterose Pictures, promuovendo l’amore per il cinema e lavorando su aspetti emotivi e relazionali come prevenzione del disagio giovanile.
Da ottobre 2023 a giugno 2024, verranno proposti nella fattispecie:
8 ORE: 4 lezioni da 2h sul mezzo Cinema
8 ORE: 4 incontri da 2h sulla pre-produzione del video cortometraggio
16 ORE: 2 giorni di set di pratica cinematografica (per girare il video cortometraggio)
7 giorni: post produzione del video cortometraggio (lavoro in studio da parte della casa di produzione)
organizzazione e promozione di una serata evento di proiezione del video cortometraggio presso sala cinematografica. In tutti gli incontri saranno presenti educatori professionali insieme agli esperti tecnici della Whiterose Pictures.
Entheos, Accademia olistica e creativa, giovanissima realtà culturale tifernate ,battezzata a Palazzo Facchinetti con il patrocinio del Comune di Città di Castello appena pochi mesi fa è già divenuto punto di riferimento per. In particolare i caffè letterari hanno avuto un ottimo riscontro; si sono avvicendati via via personaggi ben noti a livello locale e non solo:Elio Mariucci con poesie dedicate alla moglie e un inedito di suoi ricordi giovanili, Angela Ambrosini con una serie di liriche riferite alle arti visive e Antonella Radicchi in un incontro dedicato a Emily Dickinson, Wislawa Szymborska, Ada Merini con l’intervento musicale del ”Cor Ensemble” di Sabrina Sannipoli.
Un pubblico di diverse provenienze ha affollato poi la presentazione del libro di Sarah Mancini “Magic Make up” durante il quale l’autrice,prima truccatrice antiage italiana, ha illustrato tecniche e nozioni particolarmente apprezzate dalle convenute: dimostrazioni pratiche di un metodo semplice e divertente che va ben al di là del semplice maquillage ,un approccio teso a evidenziare le peculiarità femminili della seconda giovinezza. In programma a breve altri appuntamenti di vario genere espressivo e performativo.
La Nuova Associazione Diabetici Alta Valle del Tevere, in collaborazione con la Pubblica Assistenza Tifernate – Croce Bianca e l’Associazione Nazionale Bersaglieri – Sezione di Città di Castello e con il patrocinio di Comune di Città di Castello e USL Umbria 1, promuove l’evento “Prevenire il diabete”, che si terrà domenica 18 giugno al Ristorante “Dogana Vecchia”, in località Croce di Castiglione, a Città di Castello.
Dalle ore 9,30 saranno effettuate misurazioni gratuite di pressione, glicemia, quindi alle ore 11.30 ci sarà un momento di confronto con gli interventi di sindaci, rappresentanti USL Umbria 1, del responsabile del Centro anti Diabetico Dr. Roberto Norgiolini, di farmacisti e medici di base e dei presidenti delle Associazioni promotrici.
Seguirà alle ore 13 il pranzo sociale (costo 35 euro): le prenotazioni (obbligatorie, con scadenza 12 giugno) possono essere effettuate dalle ore 9.30 alle ore 12.30 nella sede dell’associazione (presso CISL Alto Tevere – viale Vittorio Emanuele Orlando 24 bis) oppure contattando il Presidente Emilio Giordano Giulietti (Tel. 3405984309 – giulietti.giordano@gmail.com).
Elia, il “campione del sorriso”: in campo con la maglia bianconera, i colori della Juventus, la squadra del cuore, dei beniamini Chiesa e Locatelli per giocare ogni giorno la partita per la vita e la speranza assieme alla sua famiglia e tanto affetto che lo circonda. Una storia unica, commovente, vera, che sta facendo il giro del web ed alimenta un passaparola solidale, quella di Elia Maltagliati, un bambino cinese di 10 anni, di Apecchio, adottato da Tania Luchetti e Massimo Maltagliati, i suoi genitori, che nel 2015, solo dopo 2 mesi in Italia hanno scoperto la sua malattia, la forma più aggressiva di distrofia muscolare, a “Duchenne”.
Purtroppo è una malattia degenerativa. Elia ha ancora bisogno di terapie di fisioterapia, neuropsicomotricità e logopedia che dovrà continuare a fare per anni ,assume dei farmaci che dovrebbero rallentare l’incessante progredire della malattia ma purtoppo non è la cura. Una storia come altre purtroppo in Italia e nel mondo che si colora di tanto amore e solidarietà come quella vissuta a San Maiano, frazione del comune di Citta’ di Castello, dove la Pro Loco per Lui ha organizzato un torneo di calcio a 5 ( che si concluderà venerdi 23 giugno) abbinato ad una spontanea raccolta fondi che in poco tempo si è tramutata in un assegno che è stato consegnato alla famiglia per sostenere in particolare le ingenti spese di adeguamento strutturale dell’abitazione alle crescenti e mutate esigenze di deambulazione del bambino che frequenta la scuola primaria ad Apecchio nelle Marche ma ha parenti, amici e tanti interessi a pochi chilometri nel versante umbro a Citta’ di Castello dove sta diventando un simbolo.
Due comuni di regioni diverse, 18 fra Pro Loco e Società Rionali, tante persone dell’uno e dell’altro versante territoriale hanno messo insieme una cifra in denaro, 2.700 euro, che rappresenta il primo passo verso altre iniziative di solidarietà come ha tenuto a precisare il Presidente della Pro Loco di San Maiano, Fabio Fortuni, promotore della bellissima iniziativa assieme a tutto lo staff del paese, ieri sera prima del calcio di inizio del torneo stracittadino. Come nelle migliori occasioni l’apertura della manifestazione sportiva, con uno speaker d’eccezione, Gabrio Possenti, di fronte ad oltre cento persone, è stata preceduta dalla musica di rito e da brevi interventi istituzionali che hanno sancito un patto di solidarietà unico fra Città di Castello e Apecchio, fra Umbria e Marche nel nome di Elia del suo sorriso contagioso e della voglia di vivere. Per il comune di Citta’ di Castello, hanno portato i saluti a nome del sindaco Luca Secondi, l’assessore alle Politiche Sociali, Benedetta Calagreti ed il consigliere comunale, Roberto Brunelli, mentre per il comune di Apecchio, in rappresentanza del sindaco Vittorio Nicolucci, i consiglieri, Sabina Orlandi e Massimo Cardellini, unitamente al vice-presidente dell’assemblea legislativa regionale, Michele Bettarelli, sottolineando in maniera unitaria la straordinaria serata ed annunciando ulteriori iniziative a favore di Elia e della sua famiglia, esempio di vita e di coraggio. Prima del calcio d’inizio ad Elia, tifosissimo della Juventus, come il padre Massimo, il presidente dello Juventus club Altotevere, Sandro Crocioni, ha consegnato una maglia con i colori bianconeri che il bambino visibilmente euforico ha subito indossato con orgoglio tirando il calcio al pallone subito dopo il fischio dell’arbitro, accompagnato da applausi scoscianti.
Un momento davvero toccante che ha fatto scendere lacrime di gioia e commozione ai numerosi partecipanti. “La nostra famiglia – hanno dichiarato mamma Tania e papà, Massimo, ringrazia di cuore Fabio Fortuni, presidente della Pro-loco di San Maiano , che si è adoperato spontaneamente come promotore di questa onorevole iniziativa a sostegno di nostro figlio Elia. Siamo veramente commossi per tutto il vostro importante sostegno che mai ci saremmo immaginati, fatto con il cuore e grande umanità. Noi siamo una famiglia Apecchiese da sempre molto legata al territorio umbro a Citta’ di Castello sia per le varie parentele residenti qui, mia sorella e mio cognato , i miei zii, sia perché Città di Castello lo abbiamo sempre frequentato fin da bambini, mio marito ha fatto qui le scuole , sia perchè partecipiamo ai vari eventi che si svolgono nel territorio. Inoltre, non da meno, a Città di Castello c’è la presenza dell’associazione Parent Project rappresentata da Renato Pescari, associazione per la ricerca sulla distrofia muscolare, la quale ci ha da sempre supportato nella gestione della malattia di nostro figlio fin dalla sua scoperta. Per noi il vostro territorio è come una seconda casa.
Non ci sono parole per ringraziare tutti del vostro contributo che verrà utilizzato per le varie terapie che Elia fa 3 volte a settimana e per i lavori di adeguamento che dovremmo affrontare con il progredire della malattia. Vogliamo garantirgli una vita più normale possibile facendogli vivere una vita serena, fargli fare tutte le esperienze possibili e le varie attività come un bambino senza bisogni speciali. Non neghiamo che ci sono stati momenti difficili e di sconforto come abbiamo attraversato poche settimane fa quando abbiamo preso la carrozzella per supportarlo nella deambulazione. Noi genitori – hanno proseguito – ci auguriamo di riuscire a mantenere il suo sorriso che lo ha sempre contraddistinto e per questo ci siamo sempre adoperati , ci adoperiamo e continueremo a farlo per mantenerlo vivo, mettendo davanti Elia come persona e la malattia in secondo piano, perchè prima di tutto c’è lui Elia.
Questo è un messaggio che vogliamo dare a tutti , un disabile è in primis una persona e bisogna vederlo come tale, la malattia deve passare in secondo piano perché prima di tutto davanti c’è una persona speciale. Elia è un bambino felice sempre sorridente e noi genitori ci impegniamo ogni giorno affinchè rimanga tale nonostante tutto e oggi grazie a voi e grazie alla comunità apecchiese nei giorni scorsi, il sorriso di Elia può continuare a essere vivo , sentiamo il calore e la vicinanza di intere comunità che ci danno la grinta e la forza giusta per continuare nel nostro lavoro. Ringraziamo inoltre il Sindaco di Città di Castello e tutta l’amministrazione comunale, l’amministrazione comunale di Apecchio che anche in questa occasione ci sono vicine”, hanno concluso Tania e Massimo.
Svolta nella direzione di “Umbria Film Festival”. La direttrice artistica storica Vanessa Strizzi si è presa un anno sabbatico, una meritata pausa di riposo dopo tanti anni di lavoro ed ha passato il testimone a due giovani donne che hanno collaborato con lei già negli anni passati: Rachele Parietti e Teresa Mignolli
Tutte e due hanno studiato al King’s College di Londra, città nella quale vivono e lavorano.
Rachele ha recentemente assunto la posizione di Distribuition Officer presso il National Theatre of London, mentre Teresa a inizio anno è diventata Distribuition Officer per il MUBI, sito web di film d’autore.
In questa intervista facciamo ad entrambe la stessa domanda
Quanto siete emozionate per questo nuovo incarico?
Rachele : ricevere l’incarico di co-direttrice artistica è stata una grande emozione. Umbria Film Festival è stata una delle mie prime esperienze nell’industria del cinema, quando ancora la conoscevo poco. Da quella 24ma edizione l’UFF mi ha insegnato molto dal punto di vista professionale ed umano. Sono grata a Vanessa e all’Associazione per la fiducia che hanno riposto in me e Teresa. Dirigere un festival così giovani non è affatto comune ma forse ci permette di affrontare con un pizzico di leggerezza in più le sfide che comporta organizzare un evento di questo genere.
Teresa: Si, siamo molto emozionate ma anche molto cariche. Lavoriamo per Umbria Film Festival da qualche anno ed è un sogno e un privilegio. Ce la metteremo tutta per realizzare un Festival degno del suo nome e della sua storia lunga e importante. Noi vogliamo cercare di rispettarla e onorarla il più possibile.
Quali novità porterete al Festival? Quali conferme?
Rachele : Come tutti gli anni il Festival offrirà prime e anteprime italiane di film internazionali, provenienti dai Festival più prestigiosi: Berlino, Cannes, Venezia, tutti proiettati in lingua originale, con sottotitoli in inglese e italiano. Ovviamente non mancherà la cerimonia di consegna della Chiave della Città per celebrare i meriti artistici di una personalità del cinema. Quest’anno sarà l’attrice danese Trine Dyrholm, Orso d’Argento a Berlino, a ritirarla. Anche i bambini avranno modo di avvicinarsi al mondo del cinema con la consueta selezione di corti animati a loro dedicata e scegliere il loro preferito.
Amarcorti proseguirà con la terza edizione portando al pubblico corti di giovani registi italiani, con una novità: saranno tre talenti italiani , Agostino Ferrente, nominato al David di Donatello, per il miglior documentario, Giuseppe Scoditti, attore emergente e la regista Giulia Cosentino anch’essa nominata ai David, a giudicare quale sarà il più meritevole. Siamo anche particolarmente fiere di aver coinvolto le Accademie di Belle Arti umbre lanciando un bando per progettare il poster della 27ma edizione. Non vediamo l’ora di vedere la nuova grafica per le vie di Montone e per quelle delle città umbre.
Teresa: Uno dei punti forti del Festival di quest’anno è il programma. Io e Rachele siamo orgogliose di quello che siamo riuscite a mettere insieme: è molto vario non solo a livello tematico e di genere ma anche di provenienza, infatti presenteremo film europei ed extraeuropei e non vediamo l’ora di mostrarli al pubblico. Speriamo di riuscire a portare un’ondata di freschezza e una nuova visione del Festival. Abbiamo anche confermato Amarcorti, perché pensiamo sia importante dare voce ai giovani che muovono i primi passi nel mondo del cinema. L’obiettivo è quello di fare da vetrina, mostrare al mondo i loro corti. I premi in palio? Sono incredibili.
Quale è la formula per un Festival perfetto?
Rachele: Un programma che faccia emozionare, scatenando sia risate sia riflessioni, che metta in luce realtà e storie poco conosciute, offrendo intrattenimento di qualità per tutti.
Teresa: il Festival è fatto principalmente dalle persone che vi lavorano:siamo un gruppo di giovani appassionati al mondo del cinema. E’ proprio il bel rapporto che abbiamo e il legame che si è creato fra noi a spingerci a lavorare in modo armonioso, creando un’atmosfera meravigliosa. La formula ideale per un UFF perfetto è questa: un gruppo di persone dove tutti tendono molto al progetto, svolgono con passione il loro lavoro e sono orgogliosi di portare il buon cinema indipendente al pubblico.
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