Il Piccolomuseo di Fighille verso i 25 anni: una storia nata da un gesto

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Ci sono storie che nascono in silenzio, quasi per caso. E poi, col tempo, diventano patrimonio di una comunità.

È il caso del Piccolomuseo di Fighille, che si avvicina al traguardo dei 25 anni portando con sé una storia fatta di passione, intuizioni e legami profondi con il territorio.

Tutto inizia il 7 aprile 2002, quando Guerrino Bardeggia dona un’opera. È il primo passo concreto di un’idea condivisa con l’amico Franco Ruinetti: portare l’arte anche in un piccolo luogo, lontano dai grandi circuiti.

All’inizio c’è solo una stanza, al piano terra della dogana pontificia di Fighille. Uno spazio essenziale, ma sufficiente per accogliere un progetto destinato a crescere.

In 24 anni многое è cambiato. Sono cambiati gli spazi, che si sono ampliati passando da Palazzo Tani fino a Palazzo Prosperi-Vitelli. È cresciuta la collezione, che oggi conta quasi 400 opere. Ma soprattutto è cresciuta la qualità e l’attenzione del pubblico.

Perché, nel tempo, le persone hanno iniziato a entrare, osservare, informarsi. E infine affezionarsi.

Il Piccolomuseo non è più solo un luogo espositivo, ma una realtà viva, capace di creare relazioni e custodire storie.

E mentre si avvicina al quarto di secolo, resta forte il ricordo di quell’inizio semplice: una stanza, un’opera, un gesto. Da lì è nato tutto.

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