Il vicepresidente del Consiglio regionale interviene dopo la risposta dell’assessora Monni all’interrogazione di Fratelli d’Italia. Al Santa Maria Annunziata di Firenze 34 inidoneità su 50 visite nei primi quattro mesi del 2026
Torna al centro del confronto politico in Toscana il tema delle certificazioni mediche per l’accesso ai Centri di permanenza per il rimpatrio. Nel Consiglio regionale di martedì 22 settembre l’assessora Monia Monni ha risposto alle interrogazioni presentate da Fratelli d’Italia e Forza Italia sugli sviluppi dell’inchiesta relativa a presunti certificati medici falsificati e sulle procedure utilizzate per stabilire l’idoneità al trattenimento nei Cpr. La Regione ha confermato di essere a conoscenza del procedimento giudiziario e ha sottolineato la collaborazione delle aziende sanitarie con l’autorità giudiziaria.
A intervenire dopo la risposta della Giunta è Diego Petrucci, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente dell’Assemblea toscana, che definisce «preoccupanti» i numeri emersi.
In particolare, all’ospedale Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri, nel 2025 sono risultati non idonei al trattenimento 46 migranti sui 105 sottoposti a visita, pari al 43,8%. Nei primi quattro mesi del 2026 le inidoneità sono state invece 34 su 50, pari al 68%. Dati riportati anche nelle ricostruzioni pubblicate nei giorni scorsi sul caso.
«Non ho alcun dubbio – afferma Petrucci – sul fatto che la stragrande maggioranza dei medici agisca secondo scienza e coscienza, ma questi numeri dovrebbero far riflettere».
Il consigliere di FdI torna quindi sull’inchiesta giudiziaria e chiede controlli rigorosi sull’intero sistema delle certificazioni. Petrucci contesta inoltre la posizione politica della sinistra, sostenendo che non possano esserci giustificazioni nei confronti di eventuali condotte finalizzate ad aggirare le norme sui rimpatri. Si tratta, allo stato attuale, di accuse e valutazioni politiche legate a un’indagine ancora in corso.
Nel corso della risposta in Aula, Monni ha ricordato che i dati sulle certificazioni non sono uniformi in tutta la Toscana e ha ribadito che i medici operano «in scienza e coscienza», sottolineando la delicatezza delle valutazioni sanitarie. L’assessora ha inoltre riferito sui protocolli predisposti tra aziende sanitarie e Prefetture.
Per Petrucci, però, resta necessario «garantire che le leggi della Repubblica vengano applicate con fermezza», chiedendo che venga espulso «il maggior numero possibile di immigrati irregolari che infrangono le nostre regole».



