Il 3 e 4 ottobre Sansepolcro ospita il torneo internazionale Special Olympics Baskin organizzato dai Dukes. 19 squadre, circa 250 atleti e una storia fatta di sport, amicizia e inclusione
SANSEPOLCRO – Ci sono interviste che non si preparano. O meglio, puoi preparare le domande, puoi avere una scaletta, puoi sapere di cosa parlerai. Poi però arriva un momento in cui basta una risposta semplice per ricordarti perché certe storie meritano di essere raccontate.
“Mi piace giocare a basket”.
Lo dice Miki Franco, durante la puntata di Anteprima Sport. Una frase semplice, quasi normale. Ma dentro ci sono anni di allenamenti, amicizie nate in palestra, compagni di squadra diventati amici e la voglia di sentirsi parte di qualcosa.
Miki è uno degli atleti dei Dukes Sansepolcro che sarà protagonista del grande torneo internazionale Special Olympics Baskin in programma il 3 e 4 ottobre. Ma prima ancora di parlare di risultati, coppe e partite, c’è una cosa che colpisce: il sorriso con cui racconta la sua squadra.
“Vengo con i miei amici nuovi”, dice parlando dei compagni. E forse è proprio questa la fotografia più bella del progetto portato avanti dai Dukes.
A raccontarlo insieme a lui c’è Fabrizio Magrini, allenatore e anima di un percorso che da anni mette lo sport al centro della crescita dei ragazzi.
“Il baskin è basket unificato – spiega Magrini – in campo giocano insieme atleti e partner. Non c’è una differenza, si sta tutti nella stessa squadra”.
Ed è proprio qui che sta la forza di questo progetto. Non una semplice attività sportiva, ma un ambiente dove ogni ragazzo può trovare il proprio spazio.
Miki lo racconta con la sua semplicità. La mattina aiuta il babbo Pietro nel lavoro di muratore, il pomeriggio indossa la maglia dei Dukes e va ad allenarsi. Una giornata piena, fatta di impegni e responsabilità. “Aiuto il mio babbo”, racconta durante l’intervista, spiegando il suo quotidiano.
E poi c’è la palestra, il luogo dove tutto diventa più leggero: gli amici, le battute, le partite, la voglia di migliorarsi.
“Abbiamo ragazzi che grazie allo sport hanno cambiato la loro vita – racconta Magrini – sono attivi, partecipano, ci mettono tutto l’impegno”.
Una frase che racconta bene quello che succede da anni a Sansepolcro. Ragazzi che all’inizio magari erano più chiusi e che attraverso lo sport hanno trovato un modo nuovo per stare insieme, costruire relazioni e vivere esperienze importanti.
Il prossimo appuntamento sarà il torneo internazionale del 3 e 4 ottobre. Un evento che porterà in Valtiberina 19 squadre provenienti da quattro nazioni e circa 250 atleti. Ci saranno formazioni dal Lussemburgo, Germania e Bulgaria, oltre a tante realtà italiane che negli anni sono diventate vere e proprie famiglie sportive.
Ma Sansepolcro non sarà soltanto il campo di gioco. Sarà una città pronta ad accogliere gli atleti, con momenti dedicati alla festa e alla condivisione, come la sfilata prevista sabato pomeriggio da Porta Fiorentina fino alla piazza.
Miki intanto ha già le idee chiare. Quando gli chiedono del torneo sorride e risponde senza dubbi: bisogna vincere. Perché anche in questo sport, come in tutti gli altri, la voglia di competere fa parte del gioco.
Ma il risultato più importante è un altro.
È vedere un ragazzo entrare in palestra, trovare i suoi amici, sentirsi chiamare per nome e sapere di avere una squadra dalla sua parte.
Perché il baskin dei Dukes è questo: una partita dove tutti possono giocare, ma soprattutto dove tutti possono sentirsi protagonisti.



