Le strade interne di Ponte San Giovanni usate come scorciatoia ogni volta che la E45 e il raccordo vanno in tilt. È da qui che parte il Comitato “Chi salverà Ponte San Giovanni?”, e sulle sue proposte ora interviene Comunità Riformista Umbria.
Il presidente Valeriano Giambitto riconosce al Comitato il merito di tenere accesa l’attenzione su un problema che a Perugia si trascina da anni: traffico, congestione e ricadute su sicurezza, ambiente e qualità della vita di chi abita nel quartiere.
La posizione sul Nodo di Perugia non cambia. Per Comunità Riformista resta un’opera indispensabile, l’unica in grado di separare il traffico di attraversamento da quello locale. Ma aspettarla, sottolinea Giambitto, non può voler dire restare fermi.
Per questo il movimento giudica meritevoli di approfondimento due idee del Comitato. La prima è una ZTL di attraversamento, per impedire che le vie del quartiere diventino un’alternativa alle arterie intasate. La seconda è una riduzione mirata dei limiti di velocità nei tratti più critici. Non soluzioni definitive, precisa la nota, ma interventi da sperimentare e misurare, utili soprattutto in vista dei lavori sullo svincolo tra E45 e raccordo, che peseranno ancora sulla viabilità.
Poi l’affondo politico. «Quando la politica non decide, rinvia o fa melina, sono i cittadini a organizzarsi e proporre soluzioni», scrive Giambitto. Un segnale positivo di partecipazione, ma anche la prova di un vuoto lasciato dalle istituzioni. I comitati sono una risorsa, è il ragionamento, ma non possono sostituirsi a chi è stato eletto per decidere.
La richiesta è rivolta a Comune di Perugia e Regione Umbria: aprire un tavolo operativo con il Comitato, verificare le proposte e fissare interventi con obiettivi e tempi certi. «Il tempo che ci separa dal Nodo – conclude – non può essere tempo perso».



