Castello cambia aderisce all’appello di avvenire: il Nobel per la pace ai bambini di Gaza

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La pace non è uno slogan, ma una scelta politica e morale che richiede coraggio, coerenza e partecipazione.

Alla vigilia dell’annuncio del Premio Nobel per la Pace 2026, il gruppo politico Castello Cambia esprime la propria convinta adesione alla proposta del filosofo Eugenio Mazzarella, rilanciata dal quotidiano Avvenire, di conferire il Premio Nobel per la Pace ai bambini di Gaza, simbolo di tutte le infanzie negate dalla guerra.

Una proposta dal profondo significato umano, morale e politico, che richiama la comunità internazionale a una responsabilità troppo spesso dimenticata: quella di proteggere i più piccoli, le prime e più innocenti vittime di ogni conflitto.

Per Castello Cambia questa adesione non è un gesto estemporaneo, ma la naturale prosecuzione di un impegno politico portato avanti con convinzione, nelle istituzioni e nelle piazze.Lo abbiamo dimostrato quando, in Consiglio comunale, abbiamo rivolto pubblicamente al Sindaco la richiesta di esporre la bandiera palestinese, non come gesto di contrapposizione, ma come segno concreto di solidarietà verso una popolazione duramente colpita dalla guerra o come quando abbiamo presentato atti per l’accoglienza dei profughi ucraini.

Lo abbiamo dimostrato con la partecipazione alla Marcia della Pace e alle manifestazioni e fiaccolate per il cessate il fuoco in Medio Oriente e in Ucraina, la fine delle ostilità, la tutela della popolazione civile e il rispetto del diritto internazionale.

E lo abbiamo dimostrato attraverso i numerosi interventi pubblici con i quali abbiamo difeso il diritto di manifestare per la Palestina, respingendo i tentativi, provenienti da esponenti della destra, di delegittimare o criminalizzare le mobilitazioni per la pace.

Oggi, di fronte alla tragedia vissuta dai bambini di Gaza, sentiamo ancora più forte il dovere di non rimanere in silenzio. Dietro ogni bambino ucciso, ferito, rimasto orfano o privato della propria casa e della propria scuola c’è una vita, una storia, un futuro che rischia di essere cancellato. Nessuna ragione politica, militare o strategica può rendere accettabile la sofferenza dei bambini.

Assegnare il Nobel per la Pace ai bambini di Gaza significherebbe compiere un gesto di straordinaria forza simbolica: riconoscere come protagonisti della pace proprio coloro ai quali la guerra ha sottratto tutto, persino il diritto all’infanzia.

Siamo consapevoli che l’assegnazione del Nobel 2026 segue un percorso già definito, ma la proposta può  guardare alle successive edizioni, e noi continueremo a sostenerla anche con la presentazione di atti consiliari.

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