Dimensionamento scolastico, Michelini (Pd): “Le sentenze si rispettano, l’Usr applichi il provvedimento del Tar”

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Perugia, 27 giugno 2026 – ”Rimango sbigottita, da rappresentante istituzionale regionale, nel constatare come l’Ufficio Scolastico Regionale, che rappresenta sul territorio il Ministero dell’Istruzione e del Merito, continui a non rispettare una sentenza del TAR ormai pubblicata da settimane e pienamente efficace, che ha annullato il provvedimento sul dimensionamento scolastico adottato dal commissario ad acta, figura che oggi, guarda caso, coincide con l’attuale direttore dell’USR, Ernesto Pellecchia”. Così in una nota la consigliera regionale PD Letizia Michelini.

“Ancora più grave sarebbe se questo mancato adeguamento fosse determinato dalle voci di corridoio secondo cui il Ministero starebbe predisponendo un appello contro la decisione del TAR. Un eventuale ricorso, ad oggi soltanto ipotetico, non sospende automaticamente gli effetti della sentenza né autorizza alcuna amministrazione a ignorarne l’esecuzione. In uno Stato di diritto le sentenze si rispettano e si applicano, non si tengono nel cassetto in attesa di sviluppi giudiziari futuri e incerti. Non può sfuggire al direttore dell’USR che il mancato adempimento a una pronuncia del giudice amministrativo comporta precise responsabilità istituzionali e amministrative. Responsabilità che si riflettono anche sui dirigenti scolastici, chiamati proprio in queste settimane a organizzare organici, assetti e attività del prossimo anno scolastico, e che hanno il diritto di operare in un quadro normativo chiaro e definitivo da qui a settembre.

L’incertezza e l’immobilismo stanno producendo soltanto confusione nelle scuole, nelle famiglie e nelle comunità interessate, mentre l’amministrazione continua a rinviare decisioni che avrebbe già dovuto assumere”.

“Per questo auspico che, prima della pausa estiva e almeno per una volta, l’Ufficio Scolastico Regionale faccia semplicemente il proprio dovere: dia piena e immediata attuazione alla sentenza del TAR e ristabilisca il rispetto della legalità amministrativa e delle istituzioni che è chiamato a rappresentare. Perché il rispetto delle sentenze non è una scelta tecnica né amministrativa: è un obbligo dello Stato e di chi lo rappresenta”.

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