Umbertide, la Tari scende del 10%: la Lega rivendica il merito e attacca il Pd

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Bollette dei rifiuti più leggere per gli umbertidesi nel 2026. La Tari scenderà del 10%, e per i consiglieri comunali della Lega Giovanni Dominici, Alessio Silvestrelli e Alessio Ferranti il merito è tutto dell’amministrazione del sindaco Carizia. Una lettura che i tre esponenti del Carroccio rivendicano con forza, respingendo al mittente le rivendicazioni del Partito Democratico locale.


“Un risultato importante e significativo”, lo definiscono, mettendolo a confronto con gli aumenti di Irpef e Irap decisi dalla giunta regionale di sinistra guidata da Stefania Proietti. Parole dure quelle riservate al Pd umbertidese, accusato di “mistificare la realtà” e di tentare di intestarsi meriti che, secondo la Lega, non gli spettano.


Sul piano tecnico, i consiglieri spiegano che il Piano Economico Finanziario che determina le tariffe si basa sui dati storici del 2024, calcolati secondo il metodo Arera e il lavoro di Auri, tenendo conto di inflazione e investimenti del gestore Gesenu. Un meccanismo, sottolineano, in cui la Regione non ha alcun ruolo attivo. E non manca la stoccata politica: nel 2024, anno di riferimento dei dati, la nuova giunta regionale non si era nemmeno insediata.


Il vero merito della riduzione, secondo la Lega, sta nel lavoro dell’amministrazione comunale, che non ha accettato il primo Pef proposto da Auri il 15 luglio. La revisione imposta dal Comune avrebbe permesso di abbattere gli aumenti previsti dal gestore per un totale di 804.115 euro, suddivisi in 466.528 euro per il 2026 e 337.587 euro per il 2027.


“L’amministrazione Carizia ha operato egregiamente, lavorando concretamente sui numeri e non sulle narrazioni politiche di chi cerca di intestarsi meriti inesistenti”, concludono i consiglieri, rilanciando la domanda al Pd locale: cosa ha fatto per evitare l’aumento di tasse voluto dalla presidente Proietti?

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