Inaugurata la struttura rinnovata di via Vittorio Emanuele Orlando. Il Comune raggiunge il 94% di richieste accolte nei quattro nidi comunali. Secondi e Guerri: “Investire sull’infanzia significa costruire il futuro della comunità”
Un luogo simbolo della storia educativa di Città di Castello torna a vivere con spazi rinnovati, maggiore sicurezza e una nuova organizzazione pensata per accompagnare la crescita dei bambini.
È stato inaugurato questa mattina il nido d’infanzia Alice Hallgarten Franchetti, dopo un importante intervento di recupero e riqualificazione che ha richiesto un investimento complessivo superiore a 1 milione e 500 mila euro.
La riapertura della struttura ha permesso al Comune di mettere a disposizione delle famiglie 11 posti in più, contribuendo a raggiungere un risultato significativo: per l’anno educativo 2026-2027 sono state accolte 122 richieste su 130, pari al 94% delle nuove iscrizioni nei quattro nidi comunali.
Un dato che, come sottolineato dall’amministrazione comunale, rappresenta il punto di arrivo di un percorso di crescita dell’offerta educativa, passata dal 70% di domande accolte nel 2024 al 78% nel 2025, fino al risultato attuale.
“Qui c’è la storia della città che continua a vivere – hanno dichiarato il sindaco Luca Secondi e l’assessore ai Servizi Educativi Letizia Guerri –. Questo nido racconta il legame sociale e culturale di un territorio con il tema dell’educazione e della formazione. Il recupero del Franchetti non è soltanto la riqualificazione di un immobile, ma rappresenta un recupero di identità per tutta la comunità”.
All’inaugurazione hanno partecipato numerose famiglie, insieme al vicesindaco Giuseppe Stefano Bernicchi, agli assessori Michela Botteghi e Benedetta Calagreti, alla consigliera regionale Letizia Michelini, al consigliere provinciale Gianluca Moscioni e ai consiglieri comunali Loriana Grasselli e Luigi Gennari.
Il progetto ha riguardato sia il miglioramento strutturale dell’edificio sia la riprogettazione degli ambienti secondo una nuova concezione educativa. Gli spazi sono stati pensati come luoghi capaci di stimolare curiosità, creatività e autonomia dei bambini.
Il nido ospita attualmente 36 bambini dai 3 ai 36 mesi e presenta ambienti dedicati alle diverse attività: dalle aree per le routine quotidiane agli atelier permanenti dedicati alla sperimentazione, alla narrazione, alla psicomotricità e alle attività creative.
All’interno della struttura sono stati realizzati anche spazi dedicati alla relazione con le famiglie, come l’angolo del tè per gli incontri con i genitori e una stanza riservata all’allattamento.
Particolare attenzione è stata dedicata anche agli interventi strutturali: miglioramento sismico, nuova copertura, abbattimento delle barriere architettoniche, realizzazione di una piattaforma elevatrice, nuova scala antincendio, sostituzione degli infissi, sistemazione degli spazi esterni e nuovi arredi.
“Abbiamo scelto di continuare a garantire la gestione pubblica dei nidi comunali – hanno aggiunto Secondi e Guerri – perché riteniamo sia un dovere assicurare servizi di qualità e opportunità per tutte le famiglie”.
Alla cerimonia era presente anche la consigliera regionale Letizia Michelini, che ha evidenziato il valore della restituzione alla città di un luogo storico legato ai principi educativi lasciati in eredità dai baroni Franchetti.
Momento particolarmente emozionante della giornata è stata la presenza delle ex educatrici del nido, tra cui Edda Marinelli, una delle prime operatrici della struttura quando ancora si chiamava “Omni, casa della madre e del bambino”, che per quarant’anni ha accompagnato l’evoluzione dell’educazione dell’infanzia a Città di Castello.
Un ritorno al futuro per il Franchetti: un luogo che conserva la memoria di generazioni di bambini tifernati e che oggi si prepara ad accogliere nuove famiglie.



