Nel pellegrinaggio dell’Ottocentenario anche il ricordo della Baronessa, protagonista di una storia di educazione, solidarietà e attenzione alla comunità
Un cammino nella natura, la memoria di San Francesco e la storia di una donna che ha lasciato un segno profondo nella comunità tifernate. È stato questo il filo conduttore della mattinata di domenica 4 ottobre all’Eremo di Buon Riposo, nell’ambito delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi.
La giornata è iniziata nel parco della Montesca, dove fedeli e partecipanti al pellegrinaggio hanno ascoltato la lezione della professoressa Anna Martinelli, dedicata alla figura della Baronessa Alice Hallgarten Franchetti e al legame tra la sua esperienza e la spiritualità francescana.
Nata a New York nel 1874, Alice Hallgarten si trasferì in Umbria dopo il matrimonio con il barone Leopoldo Franchetti, nel 1900. A Città di Castello dedicò una parte importante della propria vita all’educazione e alle opere sociali, con una particolare attenzione ai bambini e alle donne delle campagne.
Una figura laica, di origine ebraica, che scelse di mettere la propria vita al servizio degli altri e che proprio per questo, nel corso degli anni, è stata accostata alla sensibilità francescana.
La professoressa Martinelli ha evidenziato i punti di contatto tra i due percorsi spirituali, ricordando come Alice fosse considerata una sorta di “fiammella francescana” e come il suo impegno fosse rivolto anche a elevare le condizioni culturali e umane delle persone che vivevano nella valle della Montesca.
Dopo l’incontro, il gruppo si è incamminato verso Buon Riposo, attraversando i boschi della collina. Un cammino che ha assunto anche un valore simbolico, richiamando l’attenzione che la stessa Alice Franchetti riservava alla natura, vista come espressione della bellezza divina.
Arrivati all’Eremo, i partecipanti si sono riuniti in preghiera nel luogo legato alla tradizione dei passaggi di San Francesco nel suo cammino tra La Verna e il Subasio.
La Santa Messa è stata celebrata da don Giorgio Mariotti, con il diacono Lucio Crispoltoni, nel giorno della festa del Santo di Assisi.
Al termine della celebrazione, la mattinata si è conclusa con la lettura dell’ultima lettera scritta da Alice Hallgarten Franchetti pochi giorni prima della sua morte. Un testo nel quale lasciò un messaggio semplice e ancora oggi attuale, invitando a vivere secondo “Amore e pace”.
Un modo particolare, quindi, per celebrare gli 800 anni dalla morte di Francesco: non soltanto attraverso la memoria del Santo, ma anche riscoprendo una donna che, in un contesto diverso e attraverso la propria sensibilità, cercò di tradurre nella vita quotidiana valori di educazione, solidarietà, amore e attenzione agli altri.



