A San Leo Bastia un luogo originale aperto a tutti e costruito sulla cultura del recupero. La biblioteca è stata intitolata al professor Ermanno Bianconi
Un luogo dove i libri incontrano la natura, ma anche dove oggetti destinati a essere scartati trovano una nuova vita. È nata così “Ad Maiora”, una biblioteca davvero particolare che si trova a Campersalle di San Leo Bastia, immersa nel verde e nata dalla passione e dall’iniziativa di Gilberto Bucci.
Oltre 5.000 volumi, di generi diversi, arrivati attraverso donazioni italiane e straniere e messi gratuitamente a disposizione di tutti. Un patrimonio importante, costruito nel tempo con l’idea che la cultura debba essere condivisa e che un libro possa continuare a vivere passando dalle mani di una persona a quelle di un’altra.
La biblioteca è composta da due strutture. Una più piccola, utilizzata come spazio di rappresentanza e realizzata interamente attraverso materiali di recupero. L’altra, decisamente più ampia, occupa circa 200 metri quadrati all’interno di un ex laboratorio artigianale e ospita 24 librerie, che in origine erano espositori commerciali e che sono state recuperate e riportate a nuova vita.
È proprio questa la filosofia che sta alla base del progetto: nulla deve essere necessariamente buttato, perché ogni cosa può trovare una nuova funzione e una nuova dignità. Vale per i libri, ma anche per mobili, bancali e altri materiali che, attraverso il recupero, possono tornare a essere utili.
Un luogo dedicato alla cultura e alla comunità
Lo scorso fine settimana l’inaugurazione ufficiale ha raccolto numerose persone, a testimonianza dell’interesse suscitato dall’iniziativa.
Presenti, insieme al promotore Gilberto Bucci, il sindaco Luca Secondi, la consigliera regionale Letizia Michelini, diversi consiglieri comunali, tra cui Maria Grazia Giorgi, Luciana Bassini, Emanuela Arcaleni, Vincenzo Tofanelli, Alessandro Vestrelli e Marcello Novelli, presidente dell’Avis. Hanno partecipato inoltre lo storico e ingegnere Giovanni Cangi, il presidente del Rotary Club Enzo Faloci e il professor Rosario Salvato.



La biblioteca è stata intitolata al compianto professor Ermanno Bianconi, figura particolarmente importante per la vita culturale e associativa tifernate.
A illustrare il significato dell’iniziativa è stata l’avvocato Maria Grazia Giorgi, che ha evidenziato le finalità culturali del progetto, dalla promozione della lettura all’inclusione e alla partecipazione, insieme all’obiettivo di trasformare la biblioteca in un luogo di consultazione, incontro, accoglienza e socialità.
Alla giornata ha contribuito anche la Pro Loco di San Leo Bastia, che ha organizzato il momento ricreativo con la regia della signora Luigia, moglie di Gilberto Bucci.
La sezione dedicata a Lanfranco Rosati
Una parte particolarmente significativa della biblioteca è quella legata ai testi donati dai familiari del professor Lanfranco Rosati, i figli Mario, Agnese e Rita.
A raccontarne il valore è stato il professor Rosario Salvato, che ha sottolineato come quei volumi rappresentino «un’eredità culturale significativa» per chi vuole approfondire temi e problemi legati alla pedagogia e alla didattica.
Una raccolta di particolare rilievo, che comprende anche classici oggi difficilmente reperibili, e che permette di mantenere accessibile un patrimonio di studi e conoscenze altrimenti destinato a diventare sempre più difficile da consultare.
Salvato ha inoltre ricordato il percorso pedagogico e didattico di Lanfranco Rosati, evidenziando l’alto significato sociale e culturale di una biblioteca che nasce proprio con l’ambizione di mettere la conoscenza a disposizione della comunità.
«Un progetto con tanto cuore»
Parole di apprezzamento sono arrivate anche dal sindaco Luca Secondi, che ha sottolineato il valore di un’iniziativa capace di mettere insieme persone diverse e di far emergere la coesione di una comunità locale attorno a un progetto originale.
E proprio l’affetto ricevuto durante l’inaugurazione ha colpito il promotore Gilberto Bucci.
«Tanto affetto e apprezzamento dimostrato ci sprona nella speranza che possa divenire punto di incontro con i numerosissimi ospiti stanziali e villeggianti stagionali, provenienti da tutto il mondo», ha spiegato Bucci.
L’obiettivo, infatti, va oltre la semplice consultazione dei libri. “Ad Maiora” vuole diventare un luogo aperto, capace di favorire inclusione non solo intellettuale, ma anche relazioni, incontri e partecipazione.
Una biblioteca nel bosco, nata dalla passione di una persona e sostenuta da una comunità, dove 5.000 libri aspettano nuovi lettori e dove anche ciò che sembrava non avere più un’utilità ha trovato una seconda possibilità.










