“La decisione di Monterchi di uscire dalla Fondazione di Piero della Francesca è particolarmente grave se si considera che quel comune, nel 1990, fu tra i soci fondatori dell’Ente e che ha svolto un ruolo fondamentale nella promozione e valorizzazione culturale di Piero. Inoltre dal punto di vista politico -amministrativo evidenzia una mancanza di unità tra i sindaci valtiberini che dovrebbero, invece, operare insieme all’interno e fuori dell’Unione dei Comuni della Valtiberina Toscana. La decisione preoccupa, certo, ma non stupisce: le attività svolte, sia come “Casa di Piero” che come Fondazione, non hanno conseguito risultati rilevanti, né sotto il profilo scientifico culturale, né sotto quello turistico-promozionale. Tutti lo sanno, il sindaco Romanelli, pragmaticamente, ne ha tratto le conseguenze.
Dagli anni ‘90 in poi all’ente pierfrancescano sono mancati investimenti ed eventi di rilievo, soprattutto per l’assenza di figure dedicate, con impegno, al suo rilancio. Le cause dell’attuale situazione, non sono, quindi, da attribuire esclusivamente agli attuali amministratori, anzi, per quanto riguarda Sansepolcro, uno dei primi atti del sindaco Cornioli fu quello di riaprire la Casa di Piero, dopo averne effettuato una veloce e provvisoria risistemazione con l’aiuto di cittadini volontari e di generosi “sponsor”. Dall’iniziale entusiasmo, però, si è tornati a quell’immobilismo che per anni aveva avvolto la Casa di un alone di mistero, prima, e di indifferenza, poi, da parte di cittadini e turisti, lasciando tutti con interrogativi senza risposta: è aperta? Si può visitare? Chi la gestisce?
Dove è finita la promessa di rinnovamento e sviluppo del Sindaco di Sansepolcro?Si aspettava un’inversione di rotta decisiva, anche sulla scia di quella verificatasi al Museo Civico, che poteva fare da volano. Invece, se l’apertura della Casa è ancora possibile è grazie al volontariato, dei cittadini e delle associazioni per il servizio della sorveglianza, di giovani preparati per quello dell’accoglienza, di esperti distoria locale per il lavoro delle guide, e infine delle aziende locali come sponsor.
Viene da tirare un sospiro di sollievo se si pensa che per fortuna la Casa di Piero ha sede nel nostro Comune e, come per la Resurrezione, realizzata su una parete inamovibile, nessuno potrà portacela via. E’ una magra consolazione, che però non deve far crogiolare amministrazione e borghesi nell’attesa di un futuro migliore.
Bisogna, invece, pretendere che chi amministra abbia prima di tutto l’obiettivo di dare dignità e lustro a questo luogo e di ripristinare gli scopi per cui la Fondazione nasce: “promuovere studi e ricerche sull’opera di Piero della Francesca e sulla cultura del Rinascimento, sviluppando intorno ad esse un’attività di ricerca, documentazione, tutela e promozione culturale”. Chi amministra, infine, dovrà agire con una visione di vallata più costruttiva e collaborativa ed agire in fretta, prima che altri facciano come Monterchi”.
“Oggi il report della Asl indica 5 nuovi casi positivi a Sansepolcro, tutti in isolamento domiciliare. Uno di questi è un operatore della RSA San Lorenzo. Nell’ultima settimana in Valtiberina Toscana i casi sono stati 45 di cui 33 a Sansepolcro. 15 sono riferiti alla RSA, cioè 12 ospiti e 3 operatori. Gli ospiti sono tutti in condizioni stabili, 10 ricoverati in strutture di cure intermedie e 2 in ospedale. Dopo 4 settimane confortanti si è registrata una settimana negativa, che va oltre la situazione della RSA. Il virus è tornato a circolare e l’appello è solo quello delle massime precauzioni nei rapporti interpersonali, quando l’amicizia o la familiarità ti fanno togliere o abbassare la mascherina: questo non va fatto. Ricordiamo a tutti che quando si hanno anche dei minimi sintomi, sintomi che ormai conosciamo tutti, dobbiamo isolarci e comprendere bene quello che sta succedendo. Solo con atteggiamenti responsabili possiamo, tutti insieme, uscire da questa pandemia. Ecco quindi il resoconto che facciamo ogni domenica: dall’inizio della seconda fase dell’emergenza, al Borgo i positivi totali sono 354 (in questa settimana + 33). Dei 354 casi totali, 308 sono guariti (3 in questa settimana). Gli attualmente positivi sono 37. Di questi, 24 sono in isolamento domiciliare, 3 ricoverati in ospedale e 10 in strutture di cure intermedie. A loro vanno i nostri migliori auguri di pronta guarigione. In questa settimana non ci sono stati decessi ma ricordiamo che dall’inizio della seconda fase sono morti 9 nostri concittadini. Per quanto riguarda i nuovi positivi di oggi nella Sud Est (province di Arezzo, Siena e Grosseto) sono 91, di cui 79 nella provincia di Arezzo (per i quali sono stati effettuati 700 tamponi). Nell’Aretino, le persone positive in carico sono 898 . Oggi si registrano 28 guarigioni”.
“L’Usl Umbria 1 ci ha comunicato che ieri ci sono stati 11 guariti e 26 nuovi positivi”. Lo ha dichiarato stamattina il sindaco Luciano Bacchetta nell’aggiornare la situazione dell’emergenza da Covid-19 a Città di Castello. Il primo cittadino ha riferito che due ospiti dell’Asp Muzi Betti, che si trovavano ricoverati nel reparto Covid ricavato nella residenza sanitaria, sono stati trasferiti in via precauzionale nel reparto Covid dell’ospedale di Città di Castello. “Resta invariato il numero di 100 persone, tra anziani e operatori sanitari della struttura, che sono attualmente positivi”, ha precisato Bacchetta. Il sindaco ha ricordato che da domani in Umbria verranno applicate le prescrizioni previste per la Zona Gialla, che comportano, tra le altre restrizioni, la possibilità di spostarsi liberamente durante la giornata fino alle ore 22.00, con il coprifuoco fino alle ore 5.00 del mattino successivo e la necessità dell’autocertificazione per ogni spostamento in questa fascia oraria, il permanere della chiusura totale di musei, cinema e mostre, l’obbligo di chiudere alle ore 18.00 per bar e ristoranti, con la possibilità per questi ultimi di consegnare cibo a domicilio fino alle ore 22.00. “Mentre è partita la campagna di vaccinazione, che ci auguriamo possa essere estesa prima possibile alla generalità della popolazione, è necessario continuare a osservare scrupolosamente e con senso di responsabilità tutte le prescrizioni”, ha sottolineato il sindaco. Bacchetta ha, infine, ricordato che “in Umbria le scuole superiori proseguiranno con la didattica a distanza fino al 23 gennaio”, esprimendo “sincera vicinanza e comprensione, ma anche un incoraggiamento sentito, ai giovani e alle loro famiglie, che in questa situazione di emergenza stanno sopportando da molto tempo il sacrificio imposto dalle limitazioni finalizzate al contenimento del contagio”.
A distanza di due settimane esatte dalla partenza del campionato di Serie B maschile, la ErmGroup Pallavolo San Giustino ha voluto collaudare i propri meccanismi di gioco nell’allenamento congiunto di sabato 9 gennaio al palasport amico contro la Job Italia Città di Castello, anche se nella circostanza il tecnico Francesco Moretti ha dovuto rinunciare per problemi fisici al libero Leonardo Di Renzo (sostituito nelle specifiche mansioni da Lucio Piazzi), oltre che al centrale Mirko Miscione, mentre l’altro giocatore al centro, Giulio Cesaroni, è uscito precauzionalmente di scena dopo il primo set e a quel punto, assieme a Stefano Santi, è stato Stefano Thiaw a ricoprire un ruolo per lui inedito. È finito sul 3-1 per i biancazzurri il test contro la vivace formazione tifernate, sempre pronta a lottare su ogni pallone e composta anche da buone individualità, fra le quali citiamo lo schiacciatore Nico Cipriani, assieme all’opposto Filippo Fuganti Pedoni e all’esperto centrale sangiustinese Alessandro Franceschini. Primo set con allunghi della ErmGroup e recuperi della Job Italia, che arriva anche a condurre per 15-13, ma a determinare il punteggio sono più che mai gli errori su un fronte e sull’altro, poi San Giustino riaggiusta la situazione e con i suoi attaccanti (Rinaldo Conti e Leonardo Puliti in primis) arriva a chiudere sul 25-23. Più netta (25-18) l’affermazione nella seconda frazione, che vede la ErmGroup prendere il largo dalla metà in poi, grazie all’efficacia del muro e ancora alla mano calda dei suoi “martelli”, mentre nel terzo set il Città di Castello (con in campo Raffanti al centro, Cherubini opposto e Valenti a lato) ha avuto il merito di non scomporsi sul 17-22 e di prevalere a muro e in difesa, ribaltando la situazione nel finale con il 25-23 in suo favore. Senza storia, infine, la quarta e ultima frazione, chiusa sul 25-15 da un San Giustino che fin dall’inizio ha controllato la situazione al cospetto di un’avversaria con il 6+1 rivoluzionato. Nei prossimi giorni, la ErmGroup restituirà la visita al Città di Castello nel corso di un altro allenamento congiunto che si terrà al Pala Ioan.
ERMGROUP SAN GIUSTINO – JOB ITALIA CITTA’ DI CASTELLO 3-1 (25-23, 25-18, 23-25, 25-15) ERMGROUP SAN GIUSTINO: Cesaroni 2, Conti 21, Giunti, Sitti 3, Celli 3, Agostini 9, Thiaw 5, Santi 6, Piazzi (L) ricez. 49%, Puliti 16. All. Francesco Moretti e Claudio Nardi. JOB ITALIA CITTA’ DI CASTELLO: Franceschini 6, Zangarelli 4, Marra 2, Cesari (L), Briganti, Valenti 6, Fuganti Pedoni 6, Pitocchi, Cioffi (L) ricez. 43%, Raffanti 3, Cipriani 6, Celestini 1, Volpi, Cherubini 8, Mattei 1. All. Marco Bartolini.
Inizieranno entro il mese di gennaio i lavori relativi al progetto di “Rigenerazione urbana da palazzo Muglioni ai Giardini di Piero della Francesca”, per un investimento pari a 245 mila euro.
Si tratta del recupero di alcune stanze del primo piano di Palazzo Muglioni per creare spazi destinati alla formazione e ai servizi. E’ prevista quindi la realizzazione degli impianti elettrico e termoidraulico, il rifacimento di due servizi igienici, la sistemazione dei pavimenti e delle mura. Esternamente saranno posti in opera tutti gli infissi che si affacciano su via Firenzuola e sul chiostro interno, oltre al restauro dei ricorsi in pietra intorno alle finestre e i marcapiani.
Verrà inoltre riqualificato lo spazio urbano di una parte di via Aggiunti. Qui, per valorizzare la zona e renderla più a misura di cittadino, sarà prevista la pedonalizzazione occasionale attraverso l’installazione di dissuasori mobili, totem e panchine.
Inoltre è in programma la sistemazione di una parte del fondo stradale in pietra in via Giacomo Matteotti, visti i diversi avvallamenti causati dall’usura e dalle intemperie.
“Grande soddisfazione per un finanziamento che ci permetterà di rendere il tratto centrale di Via Aggiunti sempre più strategico per il centro storico, con la prospettiva di pedonalizzare quest’area. Si concretizza un primo importante intervento che permetterà di creare la Via dei Musei” conclude l’assessore Riccardo Marzi.
Da contratto, i lavori dovranno terminare entro 6 mesi. Se li è aggiudicati la ditta “La Due BC srl” di Città di Castello
Buona sgambata in allenamento congiunto per la Job Italia Città di Castello contro l’Ermgroup Sangiustino, formazione che fa parte dello stesso minigirone della Serie B dei tifernati. Bartolini parte con Mattei al palleggio, Fuganti Pedoni opposto, Cherubini e capitan Marra in posto 4, Franceschini e Zangarelli al centro, Cesari e Cioffi si alternano nel ruolo di libero. Nel primo set le due squadre si danno battaglia, i biancorossi vanno anche avanti 16-14 ma sul filo di lana Conti e Puliti decidono (25-23). Il secondo set invece vede avanti sempre i padroni di casa che s’impongono per 25-18. Nel terzo set entrano Valenti e Raffanti nel sestetto della Job Italia che va sotto anche 16-21 per imporsi poi nelle battute finali col minimo scarto (23-25). Il quarto set è stato giocato con tanti dei giovani del Città di Castello in campo e per la cronaca ha visto la vittoria dei sangiustinesi per 25-15.
Nei prossimi giorni la Job Italia riceverà al Pala Joan la squadra di Moretti per un altro allenamento congiunto.
Ricordiamo che l’esordio in campionato, salvo decisioni diverse prese dalla Fipav in considerazione dell’emergenza sanitaria, avverrà domenica 24 gennaio alle 17,30 tra le mura amiche del Pala Joan contro l’Italchimici Foligno.
In merito alla situazione dei positivi alla Rsa San Lorenzo di Sansepolcro, il sindaco Mauro Cornioli e il direttore della struttura Paolo Carbonaro informano che tutti gli ospiti positivi sono stati trasferiti in due strutture di cure intermedie aretine dove potranno avere un’ assistenza specializzata. Sono tutti in condizioni che non destano preoccupazione mentre i due ospiti che sono stati ricoverati in ospedale ad Arezzo in Malattie Infettive sono in fase di miglioramento.
“Stiamo monitorando continuamente la situazione insieme alla direzione della Rsa e alla Asl – commenta il sindaco Cornioli – Vediamo un grande impegno da parte di ognuno, così come è sempre stato negli ultimi 10 mesi. Sappiamo, quindi, che viene fatto tutto il possibile per gli ospiti e per gli operatori della San Lorenzo. I migliori auguri di pronta guarigione a tutti”.
“Vorrei ringraziare di cuore, a nome della cooperativa San Lorenzo – dichiara il direttore Carbonaro – il nostro sindaco Mauro Cornioli, il personale dell’Usca, la dottoressa Valentina Anemoli del Distretto e gli infermieri della Asl per la grande professionalità, disponibilità e collaborazione messi in campo per attraversare insieme questo momento di grande sofferenza e difficoltà”.
Il report di oggi dell’Azienda sanitaria indica 3 nuovi casi positivi al Borgo, non riferiti alla Rsa. Si tratta di cittadini che sono in isolamento domiciliare.
Lunedì scorso si è tenuto il Consiglio Comunale aperto proposto dal sottoscritto su richiesta del Comitato Ambiente Petrelle e Valminima (CAPEV). E’ stato un momento di incontro e di condivisione, da parte dei cittadini ma soprattutto da parte della politica locale, che ritengo si sia dimostrato utile e costruttivo. Scelgo di usare il termine “costruttivo” in quanto uno degli obiettivi principali, per il quale ho presentato la richiesta di Consiglio Comunale aperto, verte proprio nel tentativo di portare i termini della discussione ad un piano più elevato di ciò che fu per la famosa vicenda legata alla “Color Glass” di Trestina, dove la politica fallì platealmente (pochi esclusi) e dove l’intera Amministrazione Comunale, tra avanzate, capriole ed inversioni di marcia, si dimostrò del tutto inadeguata. Nel Consiglio Comunale in oggetto ho deciso, su richiesta di gran parte dei colleghi Consiglieri, di ritirare il dispositivo per permettere di portarlo in una Commissione di studio, dando il modo di partecipare anche alla proprietà e agli organi di controllo preposti. Ciò detto, ho letto negli ultimi giorni una serie di comunicati, provenienti da più parti, che in realtà più che comunicare qualcosa gettano un velo di preoccupazione; da una parte l’autocelebrazione di una certa maggioranza, peraltro non si capisce bene per cosa in quanto ancora, nel merito, non è stato fatto niente se non commettere leggerezze, e dall’altra addirittura il tentativo di alcune forze politiche, non presenti in Consiglio e che tentano di emergere in vista delle prossime elezioni Amministrative, non solo di rivendicare a sé il lavoro altrui, che alla fine poco importa se non in termini di evidente mancanza di onestà intellettuale, ma addirittura di destabilizzare il percorso che l’Amministrazione Comunale, nel suo insieme, ha avviato. All’autocelebrata Maggioranza vorrei dire pubblicamente che prima di decantare grandi conquiste dovrebbero quantomeno convocarla la Commissione, nella speranza peraltro di non oltrepassare il mese di gennaio, agli “emergenti” (le virgolette sono dovute in quanto è tutta gente che sta dietro le quinte da anni) invece vorrei proporre un atteggiamento un po’ meno “schizofrenico”, più corretto, e se non fosse chiedere troppo, volto ad una partecipazione virtuosa alla vita politica della città. I risultati in questi casi si ottengono con la calma, la condivisione e la collaborazione, non è più possibile che per raccattare una manciata di voti si sia disposti a disastrare tutto, e ai cittadini di Petrelle servono risposte e non campagne elettorali. Città di Castello è una città seria, i tifernati sono cittadini seri. Pertanto invito nuovamente tutti gli interessati in Commissione dove si può discutere con razionalità, competenza e serietà, abbandonando le altre vie molto meno istituzionali e decisive, come Facebook o il bar.
Vice Presidente – Consigliere Comunale, Marco Gasperi.
Per quasi quattro secoli è stata l’unica “finestra” con il mondo esterno, con i volti, le voci dei fedeli, delle persone. Il Covid poi, con le restrizioni e i vari protocolli, per la prima volta nella storia del monastero e della Congregazione delle Cappuccine ne ha imposto la chiusura. Ora però dopo mesi di stop, la storica “ruota” del Monastero di Clausura di Santa Veronica Giuliani di Città di Castello, nel rione San Giacomo, inaugurato nel 1643, riapre i battenti seppur attraverso necessari e inevitabili accorgimenti di carattere tecnico. “Durante la chiusura per il coronavirus anche il monastero ha seguito le norme restrittive per custodire la salute delle persone e, dopo 377 anni, per la prima volta la ruota è stata chiusa con un pannello provvisorio – precisa, Angelica Lombardo, Presidente dell’Associazione “Le Rose di Gerico” stretta collaboratrice del monastero (nella foto accanto alla ruota quando era chiusa con un pannello in legno) – essa infatti, pur non facendo incontrare i volti, crea una vicinanza che può facilitare eventuali contagi. Se da una parte la storia ha fatto sì che questo tipo di tradizione per qualche mese si sia dovuta interrompere, il Monastero (la badessa madre Giovanna e le altre sette “sorelle” ) ha optato per una comunicazione diversa, più visiva, un nuovo modo di essere presente nella vita delle persone, una vicinanza costante e rassicurante in sicurezza: una porta con una piccola finestra che impedisce il passaggio del droplet ma permette il dialogo e lo sguardo. Oggi dopo mesi la ruota viene riaperta anche se solo per il passaggio di oggetti, ma finalmente torna ad essere quello che è stato da secoli, segno e porta di speranza”. La pandemia determinata dal coronavirus Covid-19, ha reso pericoloso l’ascolto attraverso la ruota, dal momento che, per amplificare la voce, è necessario portarsi con la bocca molto vicino alla parte mobile, che una volta girata, potrebbe portare l’eventuale il virus all’interno del monastero. Così, per ovviare a questo rischio, le Cappuccine di Città di Castello hanno innovato la tradizione, realizzando uno sportello con grata in ferro e plexigas sulla porta in legno della portineria. In questo modo possono continuare a incontrare chi bussa al monastero e anche vederlo in faccia, in tutta sicurezza. Se poi c’è bisogno di ricevere un oggetto o di donare qualcosa lo fanno togliendo temporaneamente il plexiglas grazie all’uso di una calamita. Ingegno e creatività hanno permesso di continuare a usare la ruota, e proseguire nel suo secolare ruolo, ma mettendola “in sicurezza”. La “ruota” delle Cappuccine, punto di incontro e di appuntamento per la città, è entrata nell’esperienza quotidiana di tanti i fratelli e sorelle e nell’immaginario fantastico di generazioni di bambini che si avvicinavano incuriositi per sentire la voce misteriosa che affiorava al di là del muro. Un momento sempre atteso dai più piccoli, soprattutto la domenica mattina, è da sempre la richiesta dei ritagli della preparazione delle ostie che, dopo un giro della ruota, appaiono davanti ai loro occhi dentro una bustina di carta bianca. A proposito di nuovi modi di comunicare con l’esterno anche quest’anno le sorelle del Monastero Santa Veronica Giuliani di Città di Castello (fondato nel 1623 da Monsignor Giovanni Antonio Fuccioli) hanno deciso di aprire le porte della loro casa, ma in maniera diversa rispetto all’anno scorso: hanno scelto di lanciare un messaggio attraverso le testimonianze scritte ai tempi della Santa con l’ausilio delle foto scattate durante il lockdown. Nel calendario “Laus Deo” (realizzato da Petruzzi editore e Cartoedit), i fotografi amatoriali Silvio Ficarra e Giuseppe Marsoner hanno saputo cogliere in dodici scatti l’essenza del quotidiano, il ripetersi delle “piccole cose” nei gesti di carità, di ringraziamento e di gioia di vivere. Immagini inedite, storiche, mai immortalate da dentro dall’obiettivo di un macchina fotografica che ci propongono ci riportano al tempo di Santa Veronica quando portava le brocche d’acqua, lavava i panni e cucinava, allora come anche oggi fanno le sorelle cappuccine. Il sindaco, Luciano Bacchetta e l’assessore alle Politiche Sociali, Luciana Bassini hanno ringraziato le sorelle Cappuccine per il prezioso lavoro editoriale “di grande significato storico, culturale e sociale e per la loro presenza plurisecolare accanto alla comunità locale”. Il calendario potrà essere richiesto scrivendo a questa mail: calendario.svg@gmail.com. Altre informazioni direttamente sul profilo Facebook del monastero o al sito www.santaveronicagiuliani.it, info@santaveronicagiuliani@gmail.com. Le offerte ricevute saranno destinate alla manutenzione del Monastero e al riscaldamento per questo inverno.
LA SCHEDA. Il monastero delle Cappuccine di Città di Castello si trova nel rione San Giacomo, che è il quartiere settentrionale del centro storico. Ancora oggi questa parte della città si caratterizza per un’altissima densità di presenze religiose, alcune delle quali affondano le proprie radici in un passato molto lontano. A poche decine di metri dal seicentesco monastero di Santa Veronica Giuliani, infatti, si trova quello cinquecentesco di Santa Chiara, a sua volta edificato ampliando un precedente monastero di benedettini vallombrosani risalente al XI secolo. Nel ‘500 vi venne trasferito il monastero di Santa Chiara che si trovava in Via Trastevere e nel 2005 le Clarisse sono state sostituite da una comunità di suore Francescane dell’Immacolata, che prosegue la storia di clausura, preghiera e vita comunitaria. All’interno del reticolato dei vicoli si trova il terzo monastero, quello di Santa Cecilia, dove una comunità di Clarisse Urbaniste segue la regola che papa Urbano IV diede nel 1263 all’ordine fondato da santa Chiara d’Assisi. Oggi le monache esercitano anche l’ospitalità per i pellegrini che annualmente compiono il pellegrinaggio francescano tra La Verna e Assisi. A San Giacomo, inoltre, ha sede la casa madre delle Piccole Ancelle del Sacro Cuore, congregazione fondata nel 1915 dal beato Carlo Liviero, vescovo di Città di Castello, oggi presente in vari Paesi di Europa, Africa e America, dove le suore, nelle forme proprie del nostro tempo, proseguono il carisma di evangelizzazione, educazione e servizio alla persona lasciato loro dal fondatore. Queste comunità sono formate da una sessantina circa di donne, di varia età e provenienza geografica, la cui presenza costituisce una delle caratteristiche più peculiari di questa parte di Città di Castello. Parlando del quartiere, infine, non si possono dimenticare il Santuario della Madonna delle Grazie, patrona della città e della diocesi, e il Seminario Vescovile che, cessata l’attività educativa nel 1976, ospita oggi l’Archivio Storico Diocesano (con documenti a partire dall’anno 1048, che occupano 500 metri di scaffalature), la Biblioteca Diocesana “Storti-Guerri” (ricca di 50.000 volumi dei secoli XV-XXI) e il Centro Studi “Santa Veronica Giuliani”. Luoghi religiosi che, in vario modo, contribuiscono a definire l’identità locale e a vivacizzare la vita culturale e sociale.
“I dati di ieri ci parlano di 26 nuovi positivi in isolamento contumaciale e di 18 casi di guarigione”. E’ quanto ha dichiarato stamattina il sindaco Luciano Bacchetta su “una situazione del Covid-19 a Città di Castello che dai primi giorni di dicembre continua a presentare numeri molto alti, sia per nuovi positivi che per guarigioni, confermando la necessità di non abbassare la guardia di fronte a un virus che è più aggressivo e circola in maniera intensa, anche se con meno ricoveri e meno decessi che in passato, colpendo soprattutto i nuclei familiari, con persone anche piuttosto giovani”. “Ci vogliono massima prudenza e massimo senso di responsabilità, anche perché dobbiamo vedere gli effetti delle festività natalizie ed è possibile anche una impennata dei casi”, ha puntualizzato il sindaco, ribandendo che “solo il vaccino può dare una risposta vera a una situazione che possiamo contenere rispettando le prescrizioni”. “L’Umbria sarà zona gialla, a parte i fine settimana dove le misure saranno più stringenti, ma sono cambiati i parametri per l’indice Rt e le valutazioni saranno modificate costantemente in base all’andamento del contagio”, ha osservato Bacchetta, che ha aggiornato anche la situazione dell’Asp Muzi Betti. “Non ci sono stati nuovi casi di positività, per gli operatori sanitari risultati negativi sono previsti altri tamponi tra lunedì e martedì: in caso di conferma dell’assenza di contagio, come ci ha garantito l’Usl Umbria 1 con la dottoressa Daniela Felicioni, per loro scatteranno i vaccini, dopo i sei già effettuati”, ha reso noto il sindaco, nel riepilogare i numeri della residenza sanitaria, dove sono 100 le persone positive, 74 ospiti (di cui 49 nel reparto Covid della struttura, 19 all’ospedale di Città di Castello, 6 a Villa Muzi) e 26 operatori sanitari. “Le condizioni generali degli ospiti continuano a essere stazionarie, ma parlando di persone ultraottantenni non si può stare certamente tranquilli”, ha spiegato il primo cittadino, che ha confermato come l’Usl Umbria 1 abbia proceduto alla delibera di trasferimento temporaneo di due infermieri alla Muzi Betti, ai quali si aggiungerà una ulteriore unità reperita dalla direzione della residenza, dove verrà quindi ripristinato un organico sufficiente per questa professionalità, mentre continuano a mancare operatori sanitari che si stanno ancora cercando”. Bacchetta ha concluso con una valutazione generale della situazione della pandemia, “che – ha detto – continua a essere complessa e difficile, per cui dobbiamo tenere alta la guardia, cercando di fare squadra, anche se siamo tutti sotto pressione per le restrizioni e per le preoccupazioni riguardanti il futuro”. “L’economia tifernate nella prima ondata ha tenuto bene, non ha avuto criticità particolari, sono stati colpiti in particolare i pubblici esercizi, gli artigiani e i piccoli operatori; nella seconda fase non vediamo ancora effetti immediati, ma è più che giustificata la preoccupazione per il futuro del nostro Paese, della nostra regione e della nostra città”, ha rilevato il sindaco, evidenziando: “dovremo capire se queste ipotetiche risorse che arriveranno verranno utilizzate presto e bene, perché ci sono intere categorie economiche che sono pesantemente in difficoltà e vanno supportate”. “Oltre all’emergenza sanitaria può verificarsi, e si sta già verificando, un’emergenza economica che deve essere una delle nostre preoccupazioni principali”, ha ammonito Bacchetta. CDCNOT/21/01/09/COMINLINEA/19/MB (foto allegata)
Con una interrogazione i consiglieri comunali Castello Cambia Vincenzo Bucci ed Emanuela Arcaleni chiedono di sapere se il sindaco Luciano Bacchetta “escluda di aver danneggiato la comunità, sia in termini di rispetto delle regole sanitarie, che di quelle della libera concorrenza” in relazione alle aperture dei centri commerciali, a norma del Dpcm 03.12.2020, con particolare riferimento alla vicenda del centro commerciale “Il Castello”. I rappresentanti della minoranza intendono “conoscere nel dettaglio le modalità con le quali sindaco, assessorato competente e comandante della Polizia Municipale hanno gestito tale situazione nei mesi di novembre e dicembre 2020”. In questo contesto Bucci e Arcaleni avanzano l’istanza di “convocare una commissione, invitando gli operatori del Centro ‘Il Castello’ ad esporre le ragioni della loro grave protesta” e chiedono che il sindaco riferisca sulla vicenda in consiglio comunale, fornendo ai componenti dell’assise “tutta la documentazione che ha caratterizzato la gestione del Dpcm, con le comunicazioni del prefetto e gli interventi di controllo effettuati nelle strutture a cui è stata consentita l’apertura dei negozi, in riferimento anche all’esposto avanzato dal centro commerciale ‘Il Castello’”. Nel far riferimento alle notizie di cronaca del 1 gennaio 2021 e alla “gravissima situazione” denunciata dagli operatori del centro commerciale ‘Il Castello’, per i quali “a partire dal 16 novembre, anche a causa della condotta omissiva assunta dal Comune di Città di Castello, alla già grave e complessa emergenza legata al Covid-19 si sono sommati i rilevantissimi danni economici determinati da chi ha consentito che centri commerciali e strutture unitarie concorrenti, nelle giornate festive e prefestive dei mesi di novembre (dal 16) e dicembre rimanessero illegittimamente aperte”, i consiglieri di Castello Cambia ritengono indispensabile “conoscere la realtà delle cose, poiché, se rispondessero al vero le dichiarazioni riportate, sarebbe molto grave per la nostra comunità, sia in termini di rispetto delle regole sanitarie, sia di quelle della libera concorrenza”. Per chiedere conto dell’accaduto Bucci e Arcaleni citano il confronto sulla questione tra il comandante della Polizia Municipale Joselito Orlando e il prefetto della Provincia di Perugia e la nota dello stesso prefetto del 28 dicembre, dai quali è emersa l’indicazione circa la chiusura di tutte le attività presenti all’interno di strutture che si configurano come unitarie o all’interno di centri commerciali. “Secondo gli operatori de ‘Il Castello’, a seguito di loro segnalazioni e richieste di intervento, sia scritte che verbali, inviate al Comune di Città di Castello, ‘fondate sull’infrazione delle previsioni del Dpcm che imponeva l’obbligo di chiusura da parte di alcune attività commerciali della città, non è scaturito alcun intervento o provvedimento’”, riferiscono gli esponenti della minoranza consiliare, nell’evidenziare come dagli stessi operatori sia stato lamentato “un enorme danno commerciale ed economico a causa della contemporanea apertura degli esercizi commerciali vicini e direttamente concorrenti, segnalata dagli stessi operatori come ‘illegittima, nelle giornate del 24 e 27 dicembre’”. Per Bucci e Arcaleni merita un chiarimento anche il fatto che gli operatori del centro commerciale “Il Castello” abbiano denunciato un notevole afflusso di persone verso gli esercizi aperti, “facendo intendere – osservano i consiglieri – il generarsi di numerose situazioni di assembramento, e che quindi ‘in giorni di grave emergenza per la salute pubblica a Città di Castello veniva consentito a questi centri commerciali di rimanere aperti e di effettuare in regime di monopolio tutte le vendite prenatalizie a discapito degli operatori corretti’”.
“Durante l’anno 2020 la situazione di disagio socio economico determinata dalla pandemia di Covid-19 ha influenzato le scelte dell’amministrazione in materia di entrate tributarie e patrimoniali” è questa la premessa generale alla relazione dell’assessore alle Finanze del comune di Città di Castello Vincenzo Tofanelli. “Abbiamo introdotto agevolazioni per le categorie economiche più colpite dagli effetti della pandemia sulla Cosap ulteriori rispetto a quelle già previste dallo Stato e si è dato seguito alle riduzioni indicate da Arera in ambito di tassa rifiuti per le attività costrette a chiudere durante il lock-down. Mantenendo invarianza fiscale e non applicando neanche l’adeguamento Istat, si sono comunque salvaguardati egli equilibri di bilancio e il livello di servizi alla cittadinanza, che quest’anno ha comportato costi più elevati anche per gli indispensabili adeguamenti strutturali informatici e telematici. Il panorama tributario del 2020 ha registrato l’abolizione della IUC Imposta Unica Comunale e TASI e l’assorbimento nella cosiddetta “Nuova IMU”, a cui l’Amministrazione ha applicato un sistema di aliquote tale da garantire, quanto meno, il gettito accertato per il 2019 a titolo di IMU e Tasi al netto del mancato gettito determinato dagli esoneri dall’imposta che lo Stato ha riservato al settore turistico, dello spettacolo ed a tutta una serie di ulteriori categorie particolarmente penalizzate dalla crisi pandemica. Il gettito iscritto tra le poste del bilancio 2020 è pari ad €.7.391.000,00 al netto della trattenuta che lo Stato ci applica a titolo di perequazione risorse per 1,3 milioni. Sono stati approvati i nuovi valori di riferimento per il calcolo dell’IMU sulle aree fabbricabili, che sono stati quindi aggiornati sulla base del nuovo piano regolatore generale nonché in riferimento ai valori di mercato attuali (più bassi peraltro di quelli presi a riferimento in precedenza) realizzando così una migliore adeguatezza del tributo all’andamento dell’economia”. Anche sulla Tari per l’assessore Tofanelli “si è reso comunque necessario un nuovo regolamento, si sono applicate riduzioni tariffarie indicate da ARERA e dove l’Arera ha disposto aumenti, sono stati coperti da risorse del bilancio del comune, senza gravare sulle tariffe dei cittadini. per le attività fermate dalla crisi pandemica, si sono introdotte agevolazioni per gli agriturismi e si sono recepite le importanti novità che hanno interessato la disciplina per la predisposizione ed approvazione del Piano Finanziario. Per quanto riguarda le tariffe l’amministrazione ha fortemente voluto mantenere per il 2020 l’identica misura tariffaria adottata per il 2019, come consentito dalla legge, pur in presenza di maggiori costi evidenziati dal Piano Finanziario redatto ed approvato secondo le procedure di legge”. Sull’Irpef nell’intento di salvaguardare le classi di reddito più interessate dalla crisi, nel 2020, l’amministrazione, a parità di gettito, rivendendo a fascia che non pagava il tributo cui si è applicata ‘aliquota più bassa e le altre aliquote sono state rimodulate. In merito alla gestione del Servizio di accertamento e riscossione dell’Imposta Comunale sulla Pubblicità e Diritti sulle Pubbliche Affissioni e del servizio di pubbliche affissioni, nonché del Canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, dal gennaio 2018 è affidata in concessione alla società DOGRE. Il progetto di gestione del servizio e la sua attuazione si stanno sviluppando in modo tale da offrire sufficienti garanzie, oltre che di una buona qualità, anche di un significativo incremento del controllo sul territorio con conseguente positivo ritorno in termini di entrate. Inutile dire che per l’anno 2020, le entrate sono state inevitabilmente interessate da una significativa contrazione derivante dalla più volte citata forte crisi sociale ed economica legata al Covid-2019 nonché dai consistenti interventi agevolativi disposti dalla legge ed anche dal Comune per favorire la ripresa economica in particolare di alcuni settori produttivi particolarmente penalizzati dalla pandemia”. Infine sul recupero dell’evasione l’assessore precisa che “L’azione di recupero dell’evasione in tutti gli ambiti, per il 2020, è stata circoscritta agli anni che sarebbero andati in prescrizione per evitare il danno erariale al Comune, tenendo conto della straordinaria situazione di emergenza sociale ed economica in corso”.
Venerdì 22 gennaio 2021, dalle ore 18 alle 19.30 si terrà un webinar di approfondimento su Burkina Faso e Mali tra migrazioni, terrorismo, pandemia, insicurezza, cooperazione allo sviluppo. L’evento è a cura della Rivista Africa all’interno del Progetto Rasad, capofila Tamat NGO, finanziato da Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS). Il webinar è gratuito: basterà compilare il modulo di iscrizione per poi ricevere via email il link di Zoom per collegarsi e intervenire. IL PROGRAMMA
Da Milano, Marco Trovato (direttore editoriale della Rivista Africa)
Da Roma, Massimo Zaurrini (direttore responsabile di Africa & Affari)
Colpo d’occhio sulla regione: instabilità, crisi economica, migrazioni e pandemia a cura di InfoAfrica
Sahel, confine Sud dell’Europa? Nicola Pasini, Fondazione ISMU – Università degli Studi di Milano
La crescente minaccia jihadistaLori-Anne Théroux-BénoniInstitute for Security Studies (ISS) – direttrice dell’Ufficio Regionale per l’Africa Occidentale, il Sahel e il Bacino del Lago Ciad
Burkina Faso, tra terrorismo, resilienza e sete di riscattoDenisa Savulescu, cooperante, responsabile del progetto RASAD
La sicurezza alimentare per lo sviluppo economico e socialePiero Sunzini, Direttore Tamat NGO
Strategie di cooperazione in Mali e Burkina: il ruolo delle diaspore e delle comunità di base per un vero sviluppo. Emanuela Del Re Vice Ministra agli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale.
La pandemia nel Sahel. Gli effetti del Coronavirus nella regione e le azioni intraprese per rispondere all’emergenza socio-sanitaria. Rokia Sanogo, capo dipartimento medicina tradizionale in Mali, membro della commissione anti-Covid
Cosa resta dell’eredità di Thomas Sankara? La risposta della politica alle sfide dell’attualità Florentin Tougouma, giornalista burkinabé
Convivere con l’insicurezza e costruire la stabilità. Analogie e differenze tra la situazione in Burkina Faso e in Mali. Mahamoud Idrissa Boune Presidente dell’alto consiglio dei Maliani d’Italia
Dibattito e Conclusioni interventi/domande dal pubblico
Si chiama “Ti accompagno” ed è un progetto regionale destinato agli studenti delle scuole superiori. Si realizza anche a Sansepolcro grazie all’adesione del Comune in collaborazione con la Provincia di Arezzo e alcune associazioni del territorio, cioè ADA e “Gruppo Comunale Sansepolcro Altotevere Volontari di Protezione Civile”.
Il progetto prevede la presenza di tutor nei punti e negli orari nevralgici di entrata e uscita delle scuole con riferimento alle zone del trasporto pubblico su gomma, in modo da evitare assembramenti degli studenti, fornendo loro tutte le informazioni sulle regole da seguire salendo sull’autobus. I luoghi individuati sono l’autostazione di via Marconi all’entrata e all’uscita delle scuole e Via Inghirami (sede provvisoria biennio Liceo Scientifico) all’uscita.
Il progetto inizierà lunedì prossimo 11 gennaio, con la ripresa delle lezioni alle scuole superiori, seppur al 50%. La conclusione è prevista per il 31 marzo.
“Come amministrazione comunale abbiamo subito accolto con entusiasmo il progetto della Regione – dichiara l’assessore al trasporto pubblico Francesco Del Siena – e ci siamo subito coordinati con la Provincia di Arezzo per la fattibilità. Le criticità della diffusione del virus nei mezzi di trasporto pubblico si combattono anche grazie a questo tipo di iniziative, che aiutano studenti e utenti generici a rispettare le regole. Da più fonti, ormai, è stato evidenziato che gli assembramenti non avvengono dentro le scuole, ma fuori da esse. Ringrazio le associazioni di volontariato che hanno aderito con entusiasmo e hanno partecipato ai corsi di formazione tenuti dalla Provincia”.
Viste le recenti dichiarazioni del Sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta sull’Emergenza Coronavirus relativamente all’A.S.P. Muzi Betti di Città di Castello, anche il Consiglio Direttivo dell’Associazione A.MA.RE. ha deliberato per una donazione di € 4.000 in favore della stessa A.S.P. Muzi Betti, finalizzata all’acquisto di prodotti di varia natura quali D.P.I. vari, strumenti per disinfezione, acqua ossigenata e quanto altro si renda necessario, unendosi in ciò alle altre Associazioni, per un piccolo, ma significativo, gesto di solidarietà.
“Ieri abbiamo avuto un numero consistente di positivi, ben 23, a fronte di tre soli guariti”. Lo ha dichiarato stamattina il sindaco Luciano Bacchetta nell’abituale aggiornamento della situazione dell’emergenza da Covid-19 a Città di Castello, specificando che “in nessuno dei nuovi casi di positività si siano manifestati sintomi gravi e sia stato necessario il ricovero in ospedale, nel rispetto di un trend costante che coinvolge in gran parte nuclei familiari, con persone anche piuttosto giovani, che affrontano la malattia in isolamento domiciliare”. Sulla vicenda dell’Asp Muzi Betti, il sindaco ha riferito che “le condizioni dei nostri anziani risultati positivi sono stabili, senza criticità particolarmente elevate, anche se la preoccupazione permane, perché c’è una complessità nella loro condizione dovuta all’età avanzata e alle patologie presenti che non può essere ignorata”. “Sono stati però conseguiti due risultati importanti – ha sottolineato Bacchetta – per i quali abbiamo fatto la nostra piccola parte insieme alla dirigenza della Muzi Betti e all’Usl Umbria 1: nessuno degli anziani contagiati è stato trasferito in altre città o in nosocomi diversi dal nostro, ma, grazie alla creazione di un reparto Covid all’interno della struttura è stata superata un’emergenza che sarebbe stata drammatica se fossimo stati costretti a spostare gli ospiti, ed è stato scongiurato il pericolo della chiusura della residenza sanitaria, come è accaduto altrove in Umbria”. Il sindaco ha riferito che sono “tre i nuovi infermieri arrivati a supporto del personale della Muzi Betti, decimato dai casi di positività”. “Due provengono temporaneamente dall’ospedale di Città di Castello e ringraziamo l’Usl Umbria 1 per la sensibilità e la collaborazione dimostrata anche in questo frangente”, ha spiegato Bacchetta, dando conto del fatto che, “stando alla presidente dell’Asp Muzi Betti Andreina Ciubini, con queste tre immissioni è stato ripristinato un organico infermieristico sufficiente per le esigenze attuali della struttura”. “Manca però ancora qualche operatore sanitario – ha precisato il primo cittadino – e si sta lavorando alacremente per ovviare a questa difficoltà”. “Da lunedì alla Muzi Betti verrà effettuato un nuovo giro di tamponi tra gli ospiti e gli operatori finora risultati negativi, in modo da continuare a monitorare con attenzione la situazione, mentre proseguiranno le vaccinazioni del personale sanitario, che presto interesseranno anche gli anziani”, ha preannunciato Bacchetta, nel ricordare come, “sempre da lunedì ci dovrebbe essere una nuova classificazione delle regioni per colore, che sembra possa far tornare arancione l’Umbria”. “L’ospedale di Città di Castello avrà ulteriori posti in terapia intensiva, si parla di 11, come Perugia, Foligno e Terni, in vista di una possibile terza ondata, sulla quale non azzardo previsioni”, ha aggiunto Bacchetta, che ha concluso: “è chiaro che la battaglia contro il Covid sarà ancora lunga, difficile, complessa e tutti, senza allarmismi e senza sottovalutazioni, dovremo fare la nostra parte, farci trovare preparati di fronte a eventuali rischi di crescita dei contagi, soprattutto dal punto di vista della ricettività ospedaliera e sanitaria, in attesa che le vaccinazioni vengano estese a tutta la popolazione”.
Il Comune di Citerna ha pubblicato sul proprio sito internet l’avviso e il modulo di domanda per richiedere l’assegnazione di buoni spesa a seguito del D.L. 154/2020. Il bando di solidarietà alimentare è rivolto a persone e famiglie in condizioni di disagio economico e sociale causato dall’emergenza Covid-19. E’ possibile presentare la domanda fino al 23 gennaio. Per accedere al beneficio è necessario compilare l’apposito modulo disponibile al link https://forms.gle/PvpPznG6mofKNE7j7, allegando il proprio documento di riconoscimento fronte e retro che potrà essere scansionato o fotografato, anche tramite smartphone. Per informazioni è possibile contattare gli uffici del Comune di Citerna ai numeri di telefono 0758 592 119 – 0758 592 237, dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle 13, oppure tramite email: comune@citerna.net e servizisociali@citerna.net.
“Molti orafi riprendono oggi l’attività con alle spalle un anno critico ma guardando con speranza ai prossimi mesi, agli effetti del vaccino, alla riapertura dei mercati, alla programmazione del calendario delle fiere”. Così si esprime Mauro Benvenuto, presidente Orafi CNA Arezzo interpretando le aspettative di un settore che ad Arezzo conta quasi 1.200 imprese con 7.500 addetti, duramente colpite dalla pandemia. “Nel 2020 abbiamo combattuto per salvare le nostre aziende, mantenere i posti di lavoro, non veder svanire lunghi anni di sacrifici, far fronte ai pagamenti, ai costi di gestione e agli adempimenti che non si sono mai fermati nonostante l’emergenza Covid-19. Abbiamo registrato forti cali di fatturato, anche del 40%, subito una contrazione delle vendite all’estero del 24% nel terzo trimestre e del 40% nei primi nove mesi dell’anno. Abbiamo registrato difficoltà in tutti i principali mercati di riferimento. I dati camerali parlano chiaro: la perdita negli Emirati Arabi è stata del 59% nel terzo trimestre e del 56,5% nei primi nove mesi dell’anno. Decisamente negativo anche l’andamento del secondo mercato, Hong Kong (-44% nel trimestre e -52% nei nove mesi). Verso gli Stati Uniti le perdite sono state più contenute: 2% nel terzo trimestre e 17% nei nove mesi. Il settore era in ripresa dopo l’estate, segno del valore di mercato del prodotto orafo made in Italy, poi i rallentamenti per la seconda ondata dei contagi: oggi confidiamo in un miglioramento del quadro epidemiologico con la campagna di vaccinazione e la ripresa di produzione e consumi entro l’estate”. E Benvenuto aggiunge: “Fino ad oggi il blocco dei licenziamenti, in un comparto come quello orafo caratterizzato dalla presenza di lavoro indeterminato, ha indotto le imprese a fronteggiare la caduta della produzione con una forte riduzione di ore di lavoro”. E’ stato infatti quello orafo il settore artigiano che più ha fatto ricorso all’ammortizzatore sociale nel corso del 2020, da quando è scoppiata la pandemia: 658 aziende (su complessive 2743) per un totale di 2.632 dipendenti (su 11006). Da solo quello orafo ha superato l’intero comparto artigiano della moda (tessile, abbigliamento, calzaturiero, pelletteria) che occupa il secondo posto con un’incidenza del 23%. Non è andata meglio alla piccola e media industria in cui si applica la Cigo: in questo caso gli accordi sindacali sono quadruplicati dall’inizio dell’emergenza: da 132 a 536 per un totale di 10.895 dipendenti (erano 3.113). Anche in questo caso il settore orafo è risultato il più colpito: 155 aziende, 2.656 dipendenti, un’incidenza del 29%, superiore all’artigianato e sempre avanti al 26% del comparto moda. “Adesso possiamo prendere decisioni soltanto nel breve periodo in attesa di una ripresa della mobilità interna e di quella internazionale. La variabilità delle ondate di pandemia e l’alternarsi di momenti di massimo allarme a fasi di quiete apparente determinano un quadro di estrema incertezza che crea difficoltà alla pianificazione e alla programmazione delle imprese. Abbiamo il dovere di far sentire la voce delle imprese orafe che hanno bisogno di attenzione a livello istituzionale: in questo senso sarà importante il dialogo con le altre associazioni in seno alla Consulta Orafa aretina, così come l’intensificazione dell’attività di progettazione, per la tutela di un settore strategico del nostro territorio“.
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