Ci sarà più tempo per pagare il bollo auto in Toscana: chi avrebbe dovuto farlo entro il 31 marzo, il 30 aprile o il 30 maggio, potrà versare quanto dovuto senza sanzioni ed interessi entro il 30 giugno. Il differimento dei termini di pagamento è stato deciso dalla giunta regionale, che si è riunita oggi.
“Ci siamo mossi – spiega l’assessore al bilancio della Toscana, Vittorio Bugli – in armonia con i provvedimenti del governo che, vista l’emergenza Covid-19, ha deciso la sospensione degli adempimenti e versamenti fiscali: una misura che vuole contenere gli effetti economici collaterali della pandemia che è in corso”.
Il provvedimento non vieta di pagare comunque il bollo entro la scadenza precedente, se uno vuole. Chi avesse già provveduto, non può chiedere il rimborso di quanto già versato.
E’ veramente il caso di dire “pesca di beneficenza”; un altro gesto molto bello da parte di due delle A … ssociazioni sportive/sociali del fervido territorio sangiustinese, di associazioni sportive che gia’ in passato hanno devoluto a “scopo benefico” altre cifre (non ultima a favore del progetto dell’indimenticabile Silvana Benigno). Un assegno di MILLE euro e’ stato infatti recapitato al Presidente della PA Tifernate – Croce Bianca Claudio Fortuna da parte della Pesca Soportiva di Cospaia e Lenza di Cospaia, Croce Bianca che come e piu’ di prima e’ in prima linea con i propri volontari nell’aiutare chi ha bisogno. “Grazie – ha detto Fortuna – ai Presidenti Benocci e Belfiori, agli infaticabili Pierucci e Bini e naturalmente a tutti i pescatori tesserati con le associazioni di Cospaia che non fanno mai mancare il Loro aiuto”.
Didattica della vicinanza, piattaforme on line, computer e linea grazie anche al Centro studi Villa Montesca: sono queste alcune costanti dell’attività scolastica che dall’Emergenza Coronavirus accomuna docenti e studenti a Città di Castello. “Siamo molto soddisfatti della capacità di risposta delle nostre scuole, dalla materna alle superiori, in tempi brevi e accelerando processi spesso già in fase di sperimentazione” dichiarano il sindaco Luciano Bacchetta l’assessore ai Servizi Educativi del Comune di Città di Castello Rossella Cestini, commentando le nuove modalità organizzative “che servono a mantenere un contatto sociale esterno ai tanti ragazzi isolati, in osservanza alle misure assunte dal Governo e che stanno dando anche loro un contributo al contenimento del virus. Voglio ringraziare dirigenti, i docenti e le famiglie, che hanno colto la difficoltà del frangente e dimostrato una grande consapevolezza. Tutti speriamo di tornare presto in classe ma nel frattempo cogliamo le opportunità che anche gli eventi avversi prospettano. Avere improntato modalità molto simili, con piattaforme on line, didattica on line, ottimizzazione di strumenti già nella disponibilità, è un segno che la scuola tifernate aveva già familiarizzato ed interiorizzato le potenzialità della rete. E alla fine non sarà un anno scolastico perso per nessuno, perché da questa prova usciremo con migliori capacità di muoversi e progettare on line. Naturalmente sappiamo delle molte famiglie tifernati in quarantena. Il nostro pensiero va anche agli studenti che stanno a casa in una situazione non di completa tranquillità sperando che la scuola sia per loro un supporto anche umano”.“Solo lo 0,3 dei nostri 1080 bambini della materna e delle elementari non è ancora collegato e speriamo presto di poter far entrare anche loro in questa scuola virtuale che l’Emergenza Coronavirus ci ha costretto a costruire in pochi giorni dichiara Massimo Belardinelli, dirigente del Primo Circolo di Città di Castello. “Mantenere le routine per i bambini è fondamentale, per questo lavorare in sincrono facilita la simulazione di una ordinaria giornata di scuola. Vedo bambini alzare la mano per chiedere di andare al bagno, qualcun altro ha messo il grembiule per seguire le lezioni, altri hanno chiesto di usare le aule virtuali per stare insieme nel tempo libero. E’ un modo per dire loro che la vita continua. In questi giorni la scuola è l’unica che ci viene a trovare a casa. Dal punto di vista didattico portiamo avanti il programma continuando ad usare il registro elettronico. Encomiabile la risposta dei docenti, 20 su 20 presenti Consiglio di Istituto, e dei genitori presenti in 400 all’assemblea virtuale. Ora è il momento di stare uniti”.Paola Avorio, dirigente del Secondo Circolo, spiega “di avere implementato quello che avevamo fatto solo a livello di formazione attraverso un indirizzo e mail di circolo, che usiamo tutti, docenti, personale amministrativo e studenti. Le attività rispettano le scansioni settimanali, dando la precedenza al discorso della socializzazione soprattutto con i bambini più piccoli grazie a figure di supporto permanente alle famiglie, perché dobbiamo contare sui genitori per le videolezioni. Abbiamo portato a sistema una sperimentazione, nessuno si è tirato indietro e questa emergenza sarà un punto di non ritorno per la didattica”.Chiara Grassi, dirigente dell’istituto comprensivo A.Burri, ha parlato di una didattica articolata: “Schede per la scuola dell’infanzia che dalla prossima settimana si arricchiranno anche di incontri on line con gli insegnanti. Per la primaria e secondaria abbiamo attivato una piattaforma didattica multimediale in tutte le classi. Sta andando bene anche grazie ai docenti”.Per Filippo Pettinari, dirigente della scuola media Alighieri-Pascoli, “la modalità di didattica a distanza è stata subito attivata grazie ad una piattaforma già in uso. Abbiamo messo a regime un’attività e iniziato le classi virtuali con il programma del registro elettronico. Ogni insegnante sceglie come interpretare la sua disciplina. Per la maggior parte si usa la videoconferenza, sincrona e interattiva. I riscontri sono positivi. Non finirà a breve, quindi dobbiamo dosare bene. Non parliamo di didattica a distanza ma di vicinanza in questo caso”.Simone Polchi, dirigente del Liceo psicopedagogico San Francesco di Sales, sottolinea come “il lavoro sulla piattaforma elettronica sta andando bene anche se strutturato in maniera diversa dalla scuola materna alle superiori. Abbiamo un mix tra videolezioni e materiali che eviti di far stare ore davanti al video gli studenti, per mantenere il rapporto con i ragazzi e nella classe anche in un ambiente diverse. E’ impensabile per noi trasferire l’organizzazione in presenza sul web. Tutti i ragazzi partecipano alle lezioni in diretta da Londra con gli insegnanti di madrelingua del nostro college”.Vaccari Valeria, dirigente del Polo tecnico Franchetti-Salviani, parla di “criterio di sostenibilità che abbiano testato in tempo reale. La didattica a distanza non è fare quello che fai in classe su un computer ma ricreare un interscambio e la relazione. Per questo da un lato facciamo l’appello e dall’altro abbiamo quattro finestre, dalle 8.30 alle 13.00, durante le quali si parla con i ragazzi non solo della didattica e sta funzionando. Siamo intervenuti con l’assistenza ai ragazzi che avevano difficoltà perché in questo momento emergono le criticità e dobbiamo superarle. Naturalmente non si può essere fiscali e siamo impegnati ad aiutare gli studenti a non perdere un senso di normalità. La risposta dei ragazzi è positiva anche grazie all’impegno degli insegnanti”.Il dirigente del Cavallotti-Patrizi- Baldelli, Marta Boriosi, parla “della grande collaborazione tra insegnanti e tra gli studenti per attivare una didattica a distanza personalizzata alle esigenze dei ragazzi, intervenendo laddove c’erano problemi di device o di connettività, fornendo ai nostri studenti disabili gli strumenti di cui avevano bisogno in comodato d’uso. Abbiamo lavorato insieme al team digitale e stiamo usando le piattaforme digitali cercando come tutti un equilibrio tra lezioni e sostenibilità perché il momento è complicato per tutti. Le video lezioni sono 4 al giorno ma di breve durata, per il resto mettiamo a disposizione i materiali. Abbiamo provato esercitazioni con feedback immediato e test sommativi finora non finalizzati al voto di profitto ma per permettere un’autovalutazione ai ragazzi”.Eva Bambagiotti, dirigente del polo liceale Plinio il Giovane, ha parlato di “una rimodulazione del programma delle discipline perché la didattica on line deve essere calibrata. La riduzione è stata strutturata a livello di liceo e tutte le classi dovranno seguire dei criteri. Lavoriamo con le piattaforme elettroniche che permettono la diretta didattica di massimo tre ore con assegnazioni da remoto di materiali vari. Le modalità di verifica saranno soprattutto orali in diretta on line. I ragazzi tutti stanno rispondendo bene. Per quanto riguarda le connessioni ed i device, proprio stamattina è arrivato il finanziamento anche per chi è in difficoltà e quindi interverremmo sui casi, in realtà pochi, segnalati”.
“Aggiorniamo la situazione con 7 positivi in più, all’ospedale sono ricoverate 20 persone, 3 delle quali in terapia intensiva. La battaglia deve continuare impegnando tutti. Il sindaco non ha potere sulla quantità di tamponi da fare. Anch’io penso che più se ne fanno meglio è. L’assessore regionale però anche stamattina ha ribadito che vadano eseguiti in maniera mirata e circostanziata. Io non cerco capri espiatori. Mi attengo alle indicazioni e come Amministrazione comunale stiamo cercando di fare il possibile e l’impossibile per aiutare a partire dall’informazione, che diamo in maniera puntuale e quotidiana. Oggi non è il momento delle polemiche. Infine faccio le condoglianze, che non sono riuscito a fare diversamente, all’amico Andrea Casciari per la perdita del padre a causa del virus. Il mio pensiero va anche a tutti i tifernati scomparsi nei giorni scorsi e alle loro famiglie”.
Venerdì 27 marzo alle ore 10 mons. Domenico Cancian si recherà da solo presso il cimitero monumentale di Città di Castello per un momento di raccoglimento e di preghiera e per impartire la benedizione a tutti i defunti. Il vescovo di Città di Castello risponde all’invito della Chiesa Italiana di “affidare alla misericordia del Padre tutti i defunti della pandemia che stiamo vivendo, nonché di esprimere anche in questo modo la vicinanza della Chiesa a quanti sono nel pianto e nel dolore”. Mons. Cancian aderisce ben volentieri alla proposta della Conferenza Episcopale Italiana ed intende ricordare anche in questo modo le persone morte con il Coronavirus. Nel “Venerdì della Misericordia” della Chiesa italiana lo sguardo sia rivolto al Crocifisso invoca la speranza consolante della Risurrezione”.
Anche i parroci della diocesi, laddove possibile, sono stati invitati a compiere un pellegrinaggio silenzioso presso il cimitero presente nel territorio loro affidato per affidare al Signore tutti i morti e soprattutto tutti quei defunti che sono morti isolati, senza alcun conforto, né quello degli affetti più cari, né quello assicurato dai sacramenti”.
Le comunità cristiane, pur impossibilitate alla vicinanza fisica, non fanno mancare la loro prossimità di preghiera e di carità.
Il vescovo ricorda che tutti i giorni lui ed i sacerdoti celebrano la Messa per “l’intero popolo di Dio, vivi e defunti”. L’attesa è per la fine dell’emergenza, quando si potrà tornare a celebrare l’Eucaristia insieme, in suffragio di questi fratelli.
Nel pomeriggio del 27 marzo alle ore 18 la comunità diocesana si unirà spiritualmente attraverso i mezzi di comunicazione al momento di preghiera sul sagrato della Basilica di San Pietro in Vaticano, con la piazza vuota da Papa Francesco.
Nel messaggio video, realizzato dall’Assessore Paola Vannini, del comune di Sansepolcro, si forniscono trutte le informazioni necessarie su chi deve esgeguire il tampone e su quali protocolli si debbano attivare, da parte del proprio medico di famiglie, oltre a tutte le regole igieniche, da seguire per contrastare adeguatamente, la diffusione del Covid 19
“L’emergenza Covid 19, ha cambiato le nostre abitudini e quelle dei nostri figli. Fondamentale in questo periodo, attenersi, mi riferisco alle notizie, solo a fonti ufficiali, porsi dei piccoli obbiettivi, cercare di continuare a prendersi cura del proprio corpo, cercare di vivere pienamente, nel qui e ora, non sappiamo cosa ci riserverà il futuro, ma non ha senso preoccuparci di qualcosa che deve ancora accadere. Stiamo vicini ai nostri figli, spiegando loro quello che sta succedendo, rassicurandoli, perchè ci sono persone che stanno lavorando tanto per far tornare tutto alla normalità. Fondamentale, finita l’emergenza, saper gestire bene le proprie emozioni, e sopratutto conservare, quanto questo brutto periodo ci ha insegnato”
“A Sansepolcro, comune toscano confinante con l’Umbria, si stanno eseguendo tamponi in strada, con le postazioni ‘drive-thru’, attraverso cui vengono effettuati test antivirus veloci e in sicurezza, evitando il contatto fra il cittadino e l’operatore sanitario, su possibili contagiati Covid-19. Arrivano, ma purtroppo si fermano al confine con l’Umbria”: lo afferma il consigliere regionale del Partito democratico Michele Bettarelli, il quale annuncia un’interrogazione urgente per chiedere alla Giunta di attivare questa tipologia di postazioni.
“Nel comune toscano – riferisce Bettarelli – durante il primo giorno di test, sono stati circa 50 i tamponi effettuati, dopo le sperimentazioni dei giorni scorsi nei comuni di Badia Tedalda e di Sestino, dove in poche ore si è arrivati a poter realizzare una settantina di tamponi; ad Arezzo la postazione mobile esegue test nel parcheggio dello stadio. In Toscana come in Veneto e nelle altre regioni italiane i tamponi si fanno. Le postazioni ‘drive-thru’ rientrano nelle misure di contenimento della pandemia, consentono senza scendere dall’auto ma solo abbassando il finestrino, di essere sottoposti al tampone per il Coronavirus. Tampone che viene effettuato su indicazione del medico di famiglia in presenza di sintomi sospetti e anche per seguire l’andamento delle infezioni nei soggetti a rischio”.
“Dopo aver chiesto alla Regione per giorni e giorni – prosegue – di provvedere ad effettuare tamponi sui soggetti in questo momento più esposti e dopo aver ricevuto nessuna risposta, oggi a pochi chilometri da noi la dimostrazione che fare test veloci e in sicurezza è possibile. Pochi chilometri ci separano da una Regione che permette di fare screening veloci ai cittadini, una Regione che dà risposte, ma che purtroppo non è la nostra. Abbiamo sentito in questi giorni l’Amministrazione regionale scaricare responsabilità sul Governo di molte cose. Bene, in Toscana, a quanto ne sappia io, il Governo è lo stesso. La pandemia è la stessa ma a differenza dell’Umbria in Toscana i cittadini possono sapere in modo sicuro e veloce se sono affetti da Covid o meno. Per questo presento un’interrogazione urgente, perché il coronavirus non aspetta, così come non può aspettare ancora la salute degli umbri, essendo la priorità”
L’abbassamento delle temperature in atto in questi giorni alza la soglia di attenzione anche sugli impianti idrici esterni alle abitazioni, in particolare sui contatori dell’acqua, che possono arrivare a rompersi causa il gelo. Umbra Acque ricorda alcuni semplici accorgimenti che possono evitare disagi nella fruizione del servizio e spese impreviste, poiché ai clienti spetta la corretta custodia di questi apparecchi. Ecco alcuni semplici ma fondamentali suggerimenti: § se il contatore si trova in un fabbricato disabitato nel periodo invernale, bisogna chiudere il rubinetto a monte del misuratore e provvedere allo svuotamento dell’impianto; negli altri casi, in genere, è sufficiente verificare che siano ben chiusi i vani di alloggiamento del contatore; § se il contatore si trova in un punto particolarmente esposto al freddo, si consiglia di fasciare l’impianto con specifici materiali isolanti (come polistirolo, poliuretano espanso, etc.) avendo comunque cura di lasciare scoperto il quadrante delle cifre, per consentire l’eventuale lettura del contatore; § se ad un controllo il contatore risultasse congelato, ma non ancora rotto, è assolutamente sconsigliato manovrare le valvole di afflusso e chiusura o scongelarlo con fiamme libere e fonti intense di calore (lo stress provocato ai materiali di cui è composto l’impianto potrebbe danneggiarlo in modo irreparabile); è consigliabile piuttosto avvolgere il contatore con una coperta vecchia o con fogli di giornale, aspettando con pazienza che si scongeli, oppure utilizzare una fonte di calore modesta, come un asciugacapelli. Se infine il contatore dovesse risultare rotto, è necessario mettersi subito in contatto con Umbra Acque S.p.A. (numero verde gratuito 800.25.04.45, attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7) affinché si attivi la procedura di sostituzione del contatore.
Illustrissimi, Amministratore Delegato di Poste Italiane, Presidente della Regione Umbria e Prefetto di Perugia, buongiorno,
con la presente vi comunico tutto il mio personale disappunto, relativamente alla chiusura di alcuni uffici Postali nel Comune di San Giustino (PG). Ho appreso solo ieri che di tre uffici postali presenti nel territorio comunale ne rimarrà aperto solo uno, quello del capoluogo, mentre rimarranno chiusi quelli di Lama e di Selci. Questa decisione presa in totale autonomia da parte delle Poste Italiane è del tutto non condivisibile e arriverei a dire irresponsabile in questo momento di emergenza. Ciò significa concorrere a creare situazioni di assembramento, soprattutto delle persone più anziane nel momento del ritiro delle pensioni. Persone che hanno necessità di recarsi allo sportello, perché sprovviste di conto corrente od di altre modalità di accredito della pensione. Siamo una comunità composta da circa 12.000 abitanti e questa decisione esporrà i nostri cittadini, soprattutto quelli più vulnerabili, ad un maggiore rischio contagio.
Confidando in un Vostro ravvedimento, colgo l’occasione per inviare distinti saluti:
L’amministrazione comunale di Sansepolcro, in collaborazione con Sei Toscana, ha organizzato un’attività di sanificazione dei cassonetti e delle strade per ridurre il rischio di contagio tra i cittadini.
“Già la scorsa settimana sono stati sanificati tutti i cassonetti del territorio comunale – spiega l’assessore Gabriele Marconcini – In questi giorni, è stato completato un altro giro. Nei prossimi, saranno ancora disinfettati quelli che si trovano nelle zone più popolate”.
Per il servizio “Porta a porta” è stato deciso di esporre soltanto i sacchi di immondizia senza mastelli, in modo da evitare il rischio di una eventuale diffusione del virus attraverso la superficie dei contenitori utilizzati abitualmente.
Grande attenzione viene dedicata alle abitazioni dove sono presenti cittadini risultati positivi. Lì, vengono seguite particolari procedure per il ritiro della spazzatura e per il suo smaltimento.
“Per quanto riguarda le strade, è stato deciso che all’attività ordinaria di spazzamento, si associ anche la sanificazione attraverso l’utilizzo di ipoclorito di sodio – conclude Marconcini – Come amministrazione comunale stiamo mettendo in campo tutte le misure utili e necessarie ad arginare il virus e a garantire l’erogazione di servizi in linea con quanto previsto dalla legge in questo momento così particolare”.
“Uno dei nuovi tre casi di positività al Covid-19 in isolamento domiciliare comunicati dalla Usl Umbria 1 nella serata di martedì 24 marzo, è stato trasferito in una struttura sanitaria più idonea”: a renderlo noto è il sindaco Luca Carizia.
Il PRESIDENTE dell’ASP Muzi Betti , a nome del Consiglio di Amministrazione ritiene doveroso ringraziare tutti quanti si stanno adoperando a difesa e tutela degli Ospiti che sono, in questo particolare momento , le persone più fragili da tutelare.
In particolare, il personale di tutti i servizi interni che si sta adoperando in maniera encomiabile, sia dal punto di vista assistenziale che emotivo.
Ci siamo attivati direttamente per dotare tutti dei dispositivi di protezione necessari . Vogliamo però ringraziare sin d’ora anche chi vorrà dimostrare con supporti economici o donazioni la solidarietà verso questa Struttura .
A tal fine si comunica il codice IBAN BONIFICO BANCARIO sul c.c. di tesoreria intestato a A.S.P. Muzi Betti COD IBAN IT94N0306921697000000081703
Si ringrazia la SOGEPU SPA e l’ASSOCIAZIONE “Fiori di Lillà” per le donazioni già effettuate
In vista della scadenza delle pensioni e su sollecitazione del sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta, Poste Italiane ha comunicato ufficialmente le aperture degli uffici. In primo luogo bisogna ricordare che le pensioni del mese di aprile per i pensionati, titolari di un Conto BancoPosta, di un Libretto di Risparmio o di una Postepay Evolution, saranno accreditate in anticipo il 26 marzo. Se si possiede una carta Postamat, una Carta Libretto o una Postepay Evolution, è possibile prelevare in contanti da oltre 7000 Postamat, senza recarti allo sportello. Se, invece, si vuole ritirare in contanti la pensione, nell’ufficio di Città di Castello in via Gramsci ed a Cerbara si dovrà seguire lo scaglionamento per lettera del cognome. In particolare per l’Ufficio di via Gramsci, aperto mattina e pomeriggio tranne il sabato fino al 1 aprile: giovedì 26 Marzo dalla A alla B, venerdì 27 Marzo dalla C alla D, sabato mattina 28 Marzo dalla E alla K; lunedì 30 Marzo dalla L alla O; martedì 31 Marzo dalla P alla R; mercoledì 1 Aprile dalla S alla Z. L’ufficio di Cerbara aperto solo la mattina seguirà le stesse modalità e cioè giovedì 26 Marzo dalla A alla B, venerdì 27 Marzo dalla C alla D, sabato mattina 28 Marzo dalla E alla K; lunedì 30 Marzo dalla L alla O; martedì 31 Marzo dalla P alla R; mercoledì 1 Aprile dalla S alla Z. Inoltre per la consegna delle pensioni sono previste aperture straordinarie: venerdì 27 Marzo dell’Ufficio l’Ufficio postale di San Leo Bastia sarà aperto la mattina 8,15 – 13,35; Sabato 28 Marzo sarà aperto l’Ufficio postale di Morra, 8,15-13,35.
Così viene denominata una serie di procedure mirate e ampliate tendenti a costituire una possibile alternativa alla chiusura totale in materia di contenimento del contagio da COVID-19. Ma è proprio quello che sta accadendo o – nel migliore dei casi – siamo appena all’inizio?
Mentre stiamo tutti sperimentando il morso doloroso di un lockdown (chiusura totale) che colpisce praticamente tutte le attività non connesse alla produzione di generi di primissima necessità, oggi anche ad Arezzo è iniziata quella che sembra essere una nuova fase strategica, e cioè quella della sorveglianza attiva.
In questo caso specifico trattasi di una prima seduta – prima per la nostra città – di esecuzione di test tampone mirati e ampliati, con la metodica del “drive-through”, una specie di pit-stop in cui coloro che devono essere fatti oggetto del famoso tampone vengono convocati a recarsi con l’auto presso una postazione all’aperto in grado di prelevargli il tampone in pochi minuti, senza che debbano neppure scendere dall’auto, in maniera del tutto riservata ma soprattutto assai più sicura per tutti, operatori e soggetti da esaminare.
Un nostro mezzo ormai ben testato per fare da base appoggio agli infermieri ASL in questi casi, cioè l’ambulatorio mobile – alias camper sanitario – di cui abbiamo l’opportunità di usufruire, si è recato in zona Stadio, sulla sinistra dell’impianto sportivo, nello spazioso piazzale all’aperto normalmente adibito a parcheggio, e lì è stato allestito un percorso orientato per le auto in arrivo che ha consentito in pochi minuti per ciascuno lo svolgimento dei previsti test a tutti i convocati.
Come funziona, a monte, il dispositivo?
È presto detto: la prima fase riguarda la valutazione che il medico di famiglia fa del singolo caso, compresa la visita al domicilio (perché ricordiamo che è tassativo NON recarsi in ospedale né al pronto soccorso in caso di sintomi sospetti per COVID-19 bensì chiamare il proprio medico di famiglia, o il 118). Il medico di famiglia, valutato che in base a sintomi e storia epidemiologica personale sospetti il soggetto sia nei parametri per necessitare di un esame tampone, attiva l’Igiene pubblica del territorio la quale a sua volta attiva il Distretto sanitario di pertinenza perché incarichi proprio personale infermieristico ASL di eseguire i test tampone.
Ed è qui che può scattare la nuova modalità del drive-through, alternativa alla sola possibilità esistente finora, che era quella dell’esecuzione del tampone a domicilio.
Con il “test in auto” è indubbio che si guadagni molto tempo nelle esecuzioni dei test, che sono anche più sicure per tutti e certo più mirate, potendo essere ampliate rispetto a tutte le altre tipologie di test effettuabili finora.
Ma è lecito chiedersi se ciò sia abbastanza e purtroppo dobbiamo dubitarne: con ogni evidenza si tratta invece di poco più di un inizio di nuova strategia, quella cioè della “sorveglianza attiva” – basata sul vero “contact-tracing” – cui accennavamo in precedente articolo.
Bisogna infatti ammettere che ancora si stia tracciando in realtà i soli sintomatici – sebbene ci si sia allargati almeno ai sintomatici lievi, dato che sono in grado se non altro di guidare l’auto fino all’appuntamento con il test in piazza – ma che ne è di tutti i possibili positivi al contagio sebbene asintomatici e quindi pericolosamente infettivi? Insomma che ne è dei contatti (almeno di primo grado) dei sintomatici? Dov’è la loro tracciatura? Non lo sappiamo.
Non lo sappiamo perché non è dato di sapere se i decisori abbiano una qualsiasi strategiaepidemiologica almeno di medio termine dietro queste iniziative che, altrimenti, rischiano di restare dei virtuosi esperimenti, dimostrativi di ciò che sapremmo fare ma che non potremo fare.
Ribadiamo ancora una volta che non basta “chiudere tutto”, né ampliare i test, perché non serve farli a tappeto a chiunque, ma farli in maniera mirata, così da individuare tra i contatti tracciati coloro che debbano essere isolati (in quanto positivi) anche se non hanno alcun disturbo, permettendo – in un futuro che ci auguriamo prossimo – ai sicuramente negativi perfino di tornare il libertà, e allentando così la pericolosa morsa sociale che i provvedimenti di solo lockdown altrimenti innescheranno, quando mineranno le capacità di resistenza e tolleranza della popolazione.
(Nelle foto del servizio il personale oggi sul posto del “drive-through” allo Stadio: nostro autista con camper sanitario, ASL – infermieri in tenuta da biosicurezza integrale –, Polizia Municipale, Polizia di Stato. Già solo oggi, in poco più di 2 ore effettive, sono stati effettuati una cinquantina di test mirati!).
Dopo la donazione di guanti, copriscarpe, mascherine FFP2, respiratori pieghevoli, camici, cuffie e visiere, effettuata nei giorni scorsi, l’Associazione Altotevere Contro il Cancro è tornata in campo proponendo un crowdfounding per l’acquisto di altri prodotti monouso per l’Ospedale di Città di Castello. L’emergenza Coronavirus continua e quindi il Presidente Italo Cesarotti, insieme a tutti i volontari, e al fianco di altre associazioni e aziende private del territorio, ha deciso di continuare a sostenere i medici, gli infermieri, i tecnici e tutto il personale che opera all’interno dell’ospedale tifernate, affinché possano svolgere la loro importantissima funzione nelle migliori condizioni di sicurezza.
Ecco perché da circa 48 ore, all’interno del portale Gofundme.com, è attiva la sottoscrizione benefica dal titolo “Altotevere Contro il Covid-19”. L’obiettivo è quello di raggiungere la cifra di 5.000 Euro e già in poco meno di due giorni, grazie alla generosità di tanti altotiberini, il totalizzatore sta segnando circa 2.700 Euro.
La salute del personale medico corrisponde alla salvezza dei nostri cittadini ed è quindi giusto esprimere la nostra gratitudine e vicinanza agli operatori sanitari dell’ospedale tifernate. Oggi abbiamo bisogno, ancora di più, di una grande alleanza tra persone e istituzioni affinché si possa battere finalmente questo Coronavirus.
“Poco fa abbiamo ricevuto dal Dipartimento prevenzione-Servizio igiene e sanità pubblica della Usl Umbria 1 la segnalazione di tre nuovi casi positivi al virus Covid-19 nel Comune di Umbertide. I tre soggetti si trovano in isolamento domiciliare e uno di essi era già in sorveglianza sanitaria. Diventano così sette le persone positive al virus residenti nel nostro Comune”: ad affermarlo è il sindaco Luca Carizia.
“Una piccola somma devoluta al pronto soccorso dell’ospedale di Città di Castello per l’enorme e prezioso lavoro che tutto il personale sanitario sta svolgendo in questi drammatici giorni di emergenza”. Così Massimo Granci, in qualità di presidente, a nome di tutto il Consiglio Direttivo della Società Rionale Salaiolo – La Tina, comunica che la società ha devoluto una piccola somma di denaro a favore dell’ospedale tifernate. “Come tante altre associazioni o privati, anche noi del rione Salaiolo – La Tina abbiamo voluto dare un contributo sperando che questo periodo di emergenza termini al più presto e possiamo tutti tornare alla normalità quotidianità. Ringrazio, a nome della società, tutti i medici, infermieri, oss che ogni giorno affrontano con determinazione questa situazione alla quale nessuno di noi era preparato”.
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