Home Blog Page 594

Sabato 7 ottobre alle 12,15 presso la Sala Rossi Monti della Biblioteca comunale di Città di Castello cerimonia di premiazione degli alunni dell’indirizzo CLASSICO vincitori della borsa di studio in memoria dei proff. Alberta Piolatto e Stefano Dechiffre, ex docenti del Liceo Classico

0

La cerimonia di premiazione degli alunni dell’indirizzo CLASSICO vincitori della borsa di studio in memoria dei proff. Alberta Piolatto e Stefano Dechiffre, ex docenti del Liceo Classico “ si terrà sabato 7 ottobre alle 12,15 presso la Sala Rossi Monti della Biblioteca comunale di Città di Castello. Saranno presenti anche gli assessori Letizia Guerri e Michela Botteghi
Avendo conseguito la votazione massima (100 e Lode o 100) all’esame di Stato del 2022-2023 sono risultati vincitori i seguenti alunni:

  • ANNA CLARA CASTELLANI (5AC)
  • JADE LEANDRI (5AC)
  • LIVIA POLENZANI (5AC)
  • MATILDE SAVELLI (5AC)
  • GIULIA LUCACCIONI (5BC)
  • ELISA PECORARI (5BC)
  • ALICE PELLEGRINI (5BC)
    i quali sono caldamente invitati a partecipare alla cerimonia.
    Di seguito la motivazione dell’istituzione del premio:
    “Negli anni dal 1969 al 1981 il Liceo Plinio il Giovane ha accolto fra le sue aule una coppia di giovani insegnanti, trasferitasi a Città di Castello dopo un lungo peregrinare in giro per l’Italia. Allora era possibile spostarsi di regione in regione per coprire i numerosi posti vacanti e i due sposi, nati rispettivamente a Genova e Torino, avevano identificato nella nostra amata Città di Castello il luogo ideale dove fermarsi. Si trattava di Stefano Dechiffre e Alberta Piolatto, docenti di Latino e Greco. Silenzioso, osservatore, dotato di spiccato umorismo lui; acuta, pungente ed estremamente loquace lei, costituivano un equilibrio perfetto, una monade capace di suscitare in molteplici generazioni di studenti rispetto e ammirazione, timore reverenziale e affetto. Sebbene il periodo durante il quale hanno insegnato nel nostro Liceo sia stato relativamente breve, il loro nome ha costituito negli anni un punto di riferimento per ex studenti, per giovani universitari, per la scuola stessa e per chiunque avesse bisogno di attingere al loro sapere. Stefano e Alberta hanno dedicato la loro vita allo studio delle lettere classiche, hanno viaggiato in lungo e in largo attraverso Grecia, Turchia e Asia Minore per ammirare con i loro occhi ciò che più amavano e gli era caro: il mondo antico. Eppure con loro si poteva parlare di tutto, dal commento di un testo di Seneca all’ultimo gossip sull’attrice del momento; dall’osservazione di un’opera d’arte al piacere della tavola e della convivialità. Impossibile annoiarsi al loro cospetto, sapevano trattare fra il serio e il faceto qualsiasi argomento. Nel volto di chiunque li abbia conosciuti non può non spuntare il sorriso al sentirli nominare; “I Dechiffre” erano adorabilmente unici, sempre presenti ad ogni manifestazione culturale, pittoreschi nel loro modo di vestire e parlare, generosi con chiunque. Nel 2023 ricorrono i dieci anni dalla morte di Stefano e il primo anno da quella di Alberta. I figli che la vita non gli ha regalato sono stati sostituiti nel tempo da amici fidati, ex alunni e compagni di interessi. Per questo motivo, le famiglie che fino all’ultimo sono state loro vicine e si sono prese cura della loro persona e di ogni bisogno fisico e sentimentale, hanno deciso di celebrarne la Memoria dando seguito al loro stesso desiderio di istituire una Borsa di Studio rivolta agli studenti più meritevoli delle classi quinte ad indirizzo classico. Il premio in denaro sarà attribuito ai maturandi dell’anno scolastico 2022/2023 che riporteranno la votazione di 100/100 con lode e la votazione di 100/100.”
Commenti

Inaugurata la scuola primaria di Userna: con un investimento di oltre 800 mila euro di nuovo in classe dopo quattro anni i 79 bambini dell’istituto, che fa parte di un lotto di sette cantieri scolastici da oltre 7 milioni di euro

Secondi, Carletti e Guerri: “Questa scuola è un simbolo della priorità che l’amministrazione comunale attribuisce alla riqualificazione dell’edilizia scolastica, con l’idea che l’investimento più importante per una comunità sia sul futuro delle nuove generazioni”.

Taglio del nastro ufficiale stamattina per i lavori di ristrutturazione della scuola primaria di Userna, dove dopo quattro anni sono tornati in classe 79 bambini insieme agli insegnanti e al personale ausiliario. Con un investimento complessivo di 815.852 euro, finanziato dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR) per 682.852 euro e cofinanziato inizialmente dal Comune per 85.000 euro, più 48.000 per completare l’intervento a fronte dei maggiori costi generati dalla pandemia e dagli effetti del conflitto bellico in Ucraina, è stato restituito alla comunità della frazione tifernate un edificio sicuro, grazie ai lavori di adeguamento sismico, efficiente dal punto di vista energetico, grazie ai pannelli fotovoltaici, all’illuminazione a led e al nuovo impianto di riscaldamento, e allineato ai più moderni standard per gli ambienti educativi. “Questa scuola è un simbolo della priorità che l’amministrazione comunale attribuisce alla riqualificazione dell’edilizia scolastica, con l’idea che l’investimento più importante per una comunità sia sul futuro delle nuove generazioni, sulla sicurezza e la funzionalità dei luoghi in cui i nostri bambini e ragazzi ogni giorno studiano e fanno le esperienze indispensabili per crescere come persone e diventare cittadini consapevoli e responsabili, ma anche che ogni edificio scolastico sia un fattore indispensabile per la vitalità e la coesione sociale dei quartieri e delle frazioni in cui si trova e, dunque, vada difeso e mantenuto come indispensabile presidio territoriale”, ha sostenuto il sindaco Luca Secondi nella cerimonia di inaugurazione della scuola di stamattina. Il primo cittadino ha tagliato il nastro insieme agli assessori ai Lavori Pubblici Riccardo Carletti e ai Servizi Educativi Letizia Guerri, alla presenza degli assessori Mauro Mariangeli, Rodolfo Braccalenti e della struttura tecnica comunale guidata dal dirigente Lucio Baldacci, del dirigente scolastico del Secondo Circolo Didattico Pieve delle Rose Simone Casucci, delle autorità civili, militari, religiose, di una numerosa rappresentanza della comunità locale, con i componenti della Pro Loco di Titta e del Circolo Acli, e dei rappresentanti dell’impresa edile Teknoopera Srl di San Cesareo (Roma), che ha effettuato i lavori. “Quello di Userna è il primo istituto che inauguriamo di un lotto di 7 edifici scolastici sui quali abbiamo lavorato nell’ultimo triennio investendo oltre 7 milioni di euro – ha sottolineato Secondi insieme agli assessori presenti – uno sforzo enorme da parte dell’amministrazione comunale sia sotto il profilo finanziario, per supportare i contributo nazionali e regionali con le risorse necessarie al completamento degli interventi, sia dal punto di vista tecnico, con il personale dell’ente che merita un plauso e un ringraziamento, perché con amore per la città ha profuso grandi energie professionali nella progettazione e nell’esecuzione dei lavori”. La scuola della frazione tifernate fa parte di un pacchetto di interventi avviati pressoché contestualmente dall’amministrazione comunale, comprendente anche la scuola dell’infanzia di Montedoro, la scuola primaria di Trestina, la scuola primaria La Tina-Pieve delle Rose, che saranno inaugurate prossimamente, la scuola primaria di Promano, che è già stata inaugurata, la scuola primaria di San Filippo e l’asilo nido “La Coccinella” a San Pio nelle quali sono ancora in corso i lavori previsti. “Uno sforzo che continuerà anche nei prossimi anni – ha spiegato il sindaco – attraverso gli importanti investimenti del PNRR che siamo riusciti a ottenere con una scelta di campo netta in favore della riqualificazione dell’edilizia scolastica che ci pone tra i primi comuni a livello nazionale per volume di risorse assicurate a un settore strategico e fondamentale per il futuro della nostra comunità”. Con emozione e riconoscenza Secondi ha quindi ricordato la figura di Rossella Cestini, dedicandole simbolicamente la cerimonia di inaugurazione. “Nel 2019, quando Rossella era assessore ai Servizi Educativi e io mi occupavo di Lavori Pubblici, siamo venuti in questo istituto e abbiamo messo la faccia di fronte alle famiglie con i bambini e al personale scolastico per prendere l’impegno che avremmo fatto di tutto per riportare in questa sede la scuola, nel momento in cui eravamo costretti a chiuderla per la vulnerabilità sismica dell’edificio, che non consentiva più le necessarie condizioni di sicurezza”, ha ricordato il primo cittadino. “Oggi purtroppo Rossella non è più tra noi – ha aggiunto Secondi – ma sarebbe stata qui a condividere la soddisfazione di aver mantenuto l’impegno preso e di aver restituito una scuola più bella e sicura a questa comunità, nel rispetto di tutti i cittadini che ne fanno parte e che hanno compreso la serietà del nostro impegno”. A condividere e sottolineare la testimonianza dell’impegno appassionato e competente di Cestini e della determinazione dell’amministrazione comunale nel mantenere fede alle promesse è stato l’ex dirigente scolastico Luigi Marinelli, mentre l’attuale responsabile del Secondo Circolo Didattico Casucci ha espresso “la profonda gioia con cui tutta la comunità scolastica di Userna si è riappropriata di un edificio perfettamente funzionale e adeguato alle esigenze educative”, ringraziando l’amministrazione comunale per la vicinanza e il sostegno assicurato anche attraverso il lavoro serio e competente della propria struttura tecnica. Alla benedizione del parroco di Titta e Badiali don Ermenegildo Nyandwi, sono seguiti i canti allegri con cui i bambini hanno accolto con il sorriso gli ospiti nei nuovi locali della scuola, culminati nel coro guidato dagli insegnanti sulle note dell’inno nazionale che ha accomunato tutti i presenti.

Il progetto. Il progetto di ristrutturazione, adeguamento normativo e riqualificazione energetica della scuola primaria di Userna, situata in via Polidori a Titta, è consistito in un massiccio intervento di riqualificazione, che ha cambiato completamente il voto dell’edificio con una nuova linea architettonica e opere di adeguamento sismico che hanno consolidato la struttura attraverso la pressoché totale demolizione e riedificazione dei manufatti, mantenendo solo il basamento e alcuni pilastri in cemento armato portanti che sono stati rinforzati. Dal punto di vista strutturale e impiantistico l’edificio è ora completamente a norma. Nell’ala dove sono dislocate e distribuite le cinque aule dell’istituto, i servizi igienici per alunni e docenti, l’aula di servizio dedicata al sostegno, sono state sostituite tutte le finiture, con isolamento termico a cappotto delle pareti esterne, della superficie di base e della copertura. Il tetto è stato interamente sostituito, con nuova struttura principale in travi in legno e tavolato in legno e finitura con copertura metallica a giunti drenanti. Le facciate esterne sono state completamente riqualificate con l’apposizione di un cappotto esterno, di un nuovo intonaco e di una nuova tinteggiatura. L’ala che ospitava la sala comune è stata trasformata in un’aula polifunzionale, con i servizi igienici accessibili anche da persone con disabilità e il completo rifacimento delle pareti esterne, attraverso la realizzazione di un rivestimento verticale a cappotto, di un nuovo intonaco e di una nuova tinteggiatura. L’abbattimento delle barriere architettoniche e l’isolamento acustico dell’edificio sono stati due fattori caratterizzanti del progetto, che ha puntato in maniera particolare sull’efficientamento energetico, tramite l’isolamento delle strutture in muratura, nuovi infissi, l’installazione di pannelli fotovoltaici, di un nuovo impianto di riscaldamento e un nuovo sistema di illuminazione a led.

Commenti

Carabinieri di Bibbiena arrestano un italiano per evasione e false attestazioni

0

Carabinieri di Bibbiena arrestano un italiano per evasione e false attestazioni

I Carabinieri della Compagnia di Bibbiena hanno arrestato un uomo, originario del sud Italia, per evasione dagli arresti domiciliari e false attestazioni riguardanti le proprie generalità.

L’importante risultato operativo, che abbraccia anche la sentita tematica delle truffe e dei furti in danno di anziani con la tecnica del “falso carabiniere”, trova la sua genesi nel pomeriggio del 02 ottobre u.s.

In quelle ore, molteplici erano stati gli alert al 112 da parte di diversi nuclei familiari della vallata che erano stati contattati da sedicenti Carabinieri, i quali prospettavano sinistri stradali occorsi a parenti. Viste le presunte responsabilità di questi, sarebbe stato necessario versare cauzioni in contanti e/o preziosi. Fortunatamente, le numerose campagne di sensibilizzazione condotte dai Carabinieri della Compagnia di Bibbiena in raccordo con il Comando Provinciale di Arezzo, sortivano il loro effetto in quanto diverse “anziane signore” contattate dai malintenzionati, non si facevano irretire nell’inganno ma al contrario allertavano la Centrale Operativa.

Dopo una serie di accertamenti nelle zone prossime alle abitazioni delle anziane contattate, l’attenzione dei Carabinieri del Nucleo Operativo e della Stazione di Poppi, veniva attirata da un’autovettura Fiat 500, a noleggio, che veniva sottoposta a controllo. A bordo un uomo, tra i 50 e i 60 anni, con marcato accento napoletano che diceva di essere sprovvisto di documenti. Condotto in caserma e sottoposto a fotosegnalamento, emergevano le sue vere generalità, nato nel 1966.

Si trattava di un evaso dagli arresti domiciliari a cui era sottoposto dal mese di settembre 2023. Inevitabile quindi l’arresto e la contestazione anche del reato di false attestazioni riguardo l’identità.

Trattenuto presso le camere di sicurezza del Comando Compagnia di Bibbiena, veniva giudicato con rito direttissimo il giorno seguente, ieri 3 ottobre. Il Tribunale di Arezzo, emettendo l’ordinanza di convalida di arresto, applicava anche la misura della custodia cautelare in carcere.

Mentre venivano svolte le incombenze di rito, dai Carabinieri del Comando Provinciale di Grosseto perveniva un’ulteriore ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dell’autorità giudiziaria di quel capoluogo e riguardante l’uomo arrestato a Bibbiena, che ovviamente veniva lui notificata dall’Arma Casentinese.

In buona sostanza le intuizioni dei Carabinieri di Bibbiena, che nel merito stanno svolgendo ulteriori indagini, riguardo il possibile legame del soggetto con la galassia dei truffatori e ladri provenienti dall’area campana che si spacciano per appartenenti all’Arma dei Carabinieri, trovava una prima conferma proprio nel provvedimento cautelare emesso a Grosseto.

Il 15 settembre 2023 infatti, motivo per il quale si trovava ai domiciliari, dopo aver convinto un’anziana donna nel grossetano, a credere che sua figlia si trovasse in stato di fermo per un inesistente incidente, si recava presso la sua abitazione e commetteva un furto di ingente valore. Quando ormai l’anziana si rendeva conto che in realtà il carabiniere era un ladro, era ormai troppo tardi.

I Carabinieri di Grosseto dopo aver individuato l’auto utilizzata dal ladro e diramate le ricerche, facevano si che il sospetto fosse arrestato in autostrada dalla Polizia Stradale di Cassino, in provincia di Frosinone.

L’uomo si trova in carcere ad Arezzo per rispondere dei vari reati commessi sul territorio toscano, quindi anche in Casentino. Comunque in corso ulteriori accertamenti.

L’occasione è propizia per ricordare che i Carabinieri e le forze di polizia in genere, non chiamano al telefono per chiedere denaro o preziosi per sanare eventuali situazioni occorse a familiari o amici. Nel caso bisogna allertare immediatamente il 112 servendosi di un altro telefono o riagganciare la chiamata e successivamente allertare il numero unico di emergenza.

Commenti

Carabinieri di Cortona denunciano finto collega truffatore

0

Nei giorni scorsi, al termine di attente e precise indagini i militari della Compagnia di Cortona hanno deferito un diciottenne italiano per truffa, in quanto ritenuto responsabile di un doppio raggiro con la tecnica del c.d. finto carabiniere.

Il primo caso si è verificato nei giorni scorsi nell’Aretino ai danni di una donna residente a Cortona la quale è stata raggiunta telefonicamente mentre si trovava a casa della mamma da un ignoto malfattore, il quale le riferiva che il di lei marito si trovava in stato di fermo presso una caserma dell’Arma non meglio specificata e che aveva bisogno di denaro contante per scagionarlo.

La donna, intimorita e preoccupata per l’accaduto, ha prelevato dalla sua abitazione tutto l’oro e gli orologi a sua disposizione per poi consegnarli spontaneamente a un complice del malfattore che nel frattempo l’aveva raggiunta. Dopo aver messo in atto la truffa il giovane si è allontanato a piedi facendo perdere le sue tracce. La denunciante, una volta resasi conto del raggiro, si è presentata in caserma a Cortona per sporgere formale denuncia.

Sempre a Cortona un’anziana ha denunciato ai carabinieri di aver subito una truffa con la stessa tecnica del sedicente carabiniere.

La donna è stata raggiunta telefonicamente da una voce maschile con accento meridionale, che si è qualificato come maresciallo dei carabinieri. L’uomo le ha riferito che la di lei figlia era stata tratta in arresto. L’interlocutore la preavvisava che per scagionarla ed evitare altre gravi conseguenze penali, aveva la necessità di ricevere in consegna una cospicua somma di denaro o di gioielli. L’anziana, intimorita e in preda al panico, ha prelevato dall’abitazione tutti i preziosi di famiglia e il contante a sua disposizione per poi consegnarlo a un complice dell’interlocutore che si è presentato presso la sua abitazione poco dopo. A conclusione delle indagini i carabinieri hanno denunciato per truffa un ragazzo, ritenuto verosimilmente responsabile di entrambi i fatti criminosi.

Ancora una volta i militari dell’Arma raccomandano di non aprire la porta agli sconosciuti, soprattutto se si presentano come sedicenti carabinieri, avvocati, magistrati o impiegati postali. Raccomandando a tutti, soprattutto agli anziani, che nessuna forza di polizia, ente, assicurazione chiede il versamento di denaro per liberare un congiunto, ovvero per pagare un’assicurazione o un debito. Dunque è necessario prestare la massima attenzione e, per qualsiasi dubbio, è sempre bene chiamare il numero 112.

I carabinieri continueranno senza sosta con gli incontri informativi con gli anziani. Tale strategia infatti, già da tempo, sta oggettivamente producendo risultati positivi sia in chiave preventiva che di repressione.

Commenti

La diocesi a convegno col vescovo Andrea Migliavacca, è la prima assemblea pastorale dal suo ingresso

L’incontro si svolge in Cattedrale e Seminario venerdì 6 ottobre alle 18.15 ed è dedicato al tema della vita spirituale. È articolato in una celebrazione, laboratori e comunicazioni del Vescovo

Un importante appuntamento venerdì 6 ottobre attende la comunità diocesana, convocata per l’avvio dell’anno pastorale. Un momento di incontro aperto a tutti, soprattutto ai membri dei consigli parrocchiali, catechisti, coristi e quanti svolgono ministeri nelle comunità. L’appuntamento è per le 18.15 nella Cattedrale di Arezzo.

Il convegno, il primo dall’ingresso di mons. Andrea Migliavacca in diocesi, sarà occasione per riflettere sul tema della preghiera e della vita spirituale come dimensione prima e fondamentale di ogni programma pastorale. Sarà anche occasione per vivere un momento comune di preghiera per il Sinodo che si starà celebrando a Roma.

Il programma della serata prevede che, dopo un primo momento celebrativo presieduto dal Vescovo (trasmesso anche in diretta su Tsd nel canale 85 in tutta la Toscana e in streaming su www.tsdtv.it/live) i partecipanti si spostino in Seminario per consumare un veloce pasto, seguito dal confronto in piccoli gruppi sui temi proposti. Le riflessioni e gli spunti dei gruppi saranno condivise in un momento conclusivo comune, che terminerà con l’intervento di sintesi del vescovo Andrea Migliavacca, il quale comunicherà anche alcune nuove responsabilità in diocesi.

“Ormai a dieci mesi dalla mia presenza come vescovo in mezzo a voi – spiega il vescovo Andrea – ho cominciato a conoscere e apprezzare i doni che accompagnano la nostra Chiesa diocesana. La preghiera che ci unisce e il convenire insieme che vivremo il prossimo 6 ottobre ci aiuteranno a discernere la volontà del Signore e a servire tutti il Regno di Dio, unico scopo per cui esiste la Chiesa. La nostra bellissima Cattedrale è il luogo dell’annuncio della Parola, il luogo della celebrazione dell’eucaristia, dei sacramenti, della vita della comunità, delle relazioni, del crescere come popolo in cammino ed è il luogo da cui deve partire la carità, l’uscita, l’incontro con gli altri. Ed è proprio dalla Cattedrale che sentiamo di essere una comunità che nel nuovo anno pastorale riprende a camminare insieme. Sarà una serata di convegno, incontro di tutta la comunità, riscoprendo che l’ascolto dello Spirito, la vita dello Spirito, è il cuore della comunità. Allora buon cammino di Chiesa! Sarà bello anche perché saremo in coincidenza con i primi giorni del Sinodo della Chiesa universale e quindi con tutta la Chiesa cammineremo. Vi aspetto!”.

Commenti

Messa in sicurezza della strada provinciale 100, sottoscritto in Regione protocollo d’intesa fra la Provincia di Perugia e il Comune di Citerna; per i lavori finanziamento regionale di 500mila euro

È stato sottoscritto questa mattina a Perugia, nella sede regionale dell’Assessorato alle Infrastrutture, alla presenza dell’assessore Enrico Melasecche, il protocollo d’intesa tra il Comune di Citerna e la Provincia di Perugia per la riqualificazione e messa in sicurezza del tratto della strada provinciale 100 fra le frazioni di Pistrino e Fighille. A firmare il protocollo, il sindaco di Citerna Enea Paladino e, per la Provincia di Perugia, la consigliera provinciale Erika Borghesi. Presenti, inoltre, il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici di Citerna, Paolo Carlini, e i consiglieri regionali Valerio Mancini, Manuela Puletti e Marco Castellari, il consigliere comunale Valentina Cirignoni.

   “Quella di oggi è una firma importante – ha sottolineato l’assessore Melasecche – che suggella un lavoro complesso portato avanti da anni, in sinergia fra gli Enti, e consente di dare il via all’iter per gli attesi lavori. In considerazione dell’alta pericolosità di quel tratto stradale, teatro anche di incidenti mortali e constatata di persona durante un sopralluogo istituzionale – ha ricordato -, su mia proposta la Giunta regionale, avvalendosi delle potenzialità offerte dalla legge di bilancio per il 2019, ha assegnato al Comune di Citerna 500mila euro. Uno stanziamento significativo per l’avvio degli interventi di riqualificazione di una infrastruttura su cui insiste un traffico molto intenso determinato non solo dagli spostamenti nell’ambito comunale, ma, soprattutto, da quanti la percorrono come collegamento rapido tra la E45 e la Strada statale Senese-Aretina”.  

  “È una battaglia vinta – ha sottolineato il sindaco di Citerna, Enea Paladino – che ho portato avanti fin dal 2009, prima come consigliere comunale e provinciale. Ringrazio la Regione, e in particolare l’assessore Melasecche, per la grande attenzione riservata al nostro territorio e per l’importante stanziamento che permetterà di intervenire su una parte rilevante del tracciato, e ringrazio la Provincia di Perugia, che finanzierà con 365mila euro la realizzazione di una rotatoria in località Sant’Antonio, per eliminare una delle maggiori criticità del tratto stradale”.

  “Ed è tutta la comunità a vincere questa battaglia – ha proseguito – cui hanno contribuito anche la Seconda Commissione consiliare dell’Assemblea Legislativa presieduta dal consigliere regionale Valerio Mancini e il comitato SP100 Sicura, con il suo coordinatore Gianluca Cirignoni, che ha raccolto e  depositato in Consiglio regionale una petizione con oltre 2200 firme  in cui si chiedeva di provvedere urgentemente a razionalizzare, ammodernare e mettere in sicurezza il tratto della SP100 tra Pistrino e Fighille di Citerna”.

  “Anche per la Provincia di Perugia la firma di questo protocollo d’intesa rappresenta un traguardo importante – ha detto la consigliera provinciale Erika Borghesi – poiché ha come obiettivo la messa in sicurezza di un tratto della strada provinciale 100 dove si sono verificati, nel corso degli anni, numerosi incidenti, anche mortali. Nell’immediatezza, la Provincia era subito intervenuta con i lavori più urgenti, ma ora – ha rilevato – grazie ai finanziamenti regionali e provinciali e al protocollo d’intesa siglato oggi, frutto della grande sinergia fra i tre Enti, che hanno saputo lavorare insieme nell’interesse della comunità, si darà il via al necessario e atteso intervento strutturale di riqualificazione e miglioramento della strada provinciale 100, che riveste molta importanza per i collegamenti del territorio”. 

Commenti

Godioli & Bellanti taglia il traguardo dei 100 anni di attività. Un’iniziativa ripercorre la storia dello sviluppo dell’azienda e della città

Venerdì 6 ottobre 2023 ore 18 Opera Pia ‘Officina operaia G.O. Bufalini’ – Città di Castello

Sarà l’Opera Pia ‘Officina operaia Giovanni Ottavio Bufalini’, sede storica di Godioli & Bellanti, a ospitare le celebrazioni per il centenario dell’azienda meccanica tifernate specializzata nella produzione di impianti e macchinari per la lavorazione di tabacco, erbe officinali, biomasse e food.

L’iniziativa è in programma venerdì 6 ottobre a partire dalle ore 18.

In occasione del centenario la storia dell’azienda, fondata nel 1923 dal sodalizio dei due soci Gino Godioli e Angelo Bellanti, verrà ripercorsa e contestualizzata nello sviluppo economico del territorio da Alvaro Tacchini, insegnante e studioso di storia locale, che curerà un intervento dal titolo ‘100 anni di successi con la città.

L’intervento del professor Tacchini sarà preceduto dai saluti dei rappresentanti delle istituzioni e seguito dall’intervento di Angelo Benedetti, direttore generale di Godioli & Bellanti e uno degli esponenti della quarta generazione alla guida dell’azienda.

Al termine dell’incontro è previsto un momento conviviale che sarà ospitato nella Sala del Gusto.

Commenti

“Quando eravamo i padroni del mondo. Roma: l’impero infinito” l’ultimo libro di Aldo Cazzullo verrà presentato anche a Città di Castello il 2 novembre alle 17,30 presso la sala “Rossi-Monti” della Biblioteca Comunale

“Quando eravamo i padroni del mondo. Roma: l’impero infinito” (HarperCollins) è il titolo dell’ultimo libro di Aldo Cazzullo, che verrà presentato anche a Città di Castello, Giovedi 2 Novembre alle ore 17,30 presso la Sala “Rossi-Monti” della Biblioteca Comunale. Con l’autore dialogherà il responsabile della sede regionale Ansa, Claudio Sebastiani, dopo il saluto del sindaco, Luca Secondi.

“Quando eravamo i padroni del mondo. Roma: l’impero infinito” (HarperCollins) è il titolo dell’ultimo libro di Aldo Cazzullo, che verrà presentato anche a Città di Castello, Giovedi 2 Novembre alle ore 17,30 presso la Sala “Rossi-Monti” della Biblioteca Comunale. Con l’autore dialogherà il responsabile della sede regionale Ansa, Claudio Sebastiani, dopo il saluto del sindaco, Luca Secondi. L’Impero romano non è mai caduto. Tutti gli imperi della storia si sono presentati come eredi degli antichi romani: l’Impero romano d’Oriente; il Sacro Romano Impero di Carlo Magno; Mosca, la terza Roma. E poi l’Impero napoleonico e quello britannico. I regimi fascista e nazista. L’impero americano e quello virtuale di Mark Zuckerberg, grande ammiratore di Augusto: il primo uomo a guidare una comunità multietnica di persone che non si conoscevano tra loro ma condividevano lingua, immagini, divinità, cultura. Roma vive. In tutto il mondo le parole della politica vengono dal latino: popolo, re, Senato, Repubblica, pace, legge, giustizia. Kaiser e Zar derivano da Cesare. I romani hanno dato i nomi ai giorni e ai mesi. Hanno ispirato poeti e artisti in ogni tempo, da Dante a Hollywood. Hanno dettato le regole della guerra, dell’architettura, del diritto che vigono ancora oggi. Hanno affrontato questioni che sono le stesse della nostra quotidianità, il razzismo e l’integrazione, la schiavitù e la cittadinanza: si poteva diventare romani senza badare al colore della pelle, al dio che si pregava, al posto da cui si veniva. A noi italiani in particolare i romani hanno dato le strade, la lingua, lo stile, l’orgoglio, e il primo embrione di nazione. Il libro racconta la fondazione mitica di Roma, dal mito letterario di Enea a quello di Romolo. L’età repubblicana, con gli eroi – tra cui molte donne – disposti a morire per la patria. L’avventura di golpisti come Catilina e di rivoluzionari come Spartaco, lo schiavo che ha ispirato ribelli di ogni epoca. La straordinaria storia di Giulio Cesare e di Ottaviano Augusto, due tra i più grandi uomini mai esistiti. E la vicenda di Costantino: perché se oggi l’Occidente è cristiano, se preghiamo Gesù, se il Papa è a Roma, è perché l’impero divenne cristiano. Attraverso un racconto pieno di dettagli e curiosità, alla portata del lettore colto ma anche di quello semplicemente curioso, Aldo Cazzullo ricostruisce il mito di Roma, partendo dai personaggi e dalle storie e arrivando alle idee e ai segni. A cominciare da quello che è stato il simbolo di tutti gli imperi del mondo, da Roma all’America: l’aquila. “Una iniziativa di grande valore culturale che si inserisce nell’ambito della settimana dedicata alla 43esima edizione del Salone Nazionale del Tartufo Bianco pregiato, in programma nel centro storico dal 1 al 5 novembre. Non è la prima volta che Aldo Cazzullo presenta nella nostra città, libri o eventi teatrali, sempre di straordinario interesse. Anche questo prossimo ne siamo sicuri lo sarà e per questo ringraziano sin da ora l’autore del libro”, hanno dichiarato il sindaco Luca Secondi e gli assessori, Michela Botteghi e Letizia Guerri.

ALDO CAZZULLO (Alba 1966) da 35 anni racconta i principali eventi italiani e internazionali, prima sulla “Stampa” poi sul “Corriere della Sera”, di cui è vicedirettore ad personam e responsabile della pagina delle Lettere. Ha pubblicato trenta libri sulla storia e l’identità italiana, vendendo un milione e mezzo di copie. Conduce su La7 “Una giornata particolare”. Quando eravamo i padroni del mondo. Roma: l’impero infinito è il suo primo libro pubblicato da HarperCollins.

Commenti

Blocca il traffico e aggredisce i Carabinieri, arrestato rumeno 26enne da anni residente a Cannara

0

I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Assisi hanno arrestato a Cannara, per lesioni aggravate, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, un 26enne di origini extracomunitarie in evidente stato di alterazione dovuto all’uso di bevande alcoliche.

La serata di follia dell’uomo – un rumeno 26enne da anni residente a Cannara – ha avuto inizio intorno alle 22 quando la pattuglia dei Carabinieri è intervenuta, su richiesta di diversi cittadini, per un uomo che, in evidente stato di ubriachezza, si posizionava ripetutamente in mezzo alla strada bloccando così le auto in transito nella via Sant’Angelo, rischiando pure di farsi investire.

Alla vista dei militari, il 26enne si sarebbe agitato ancora di più, imprecando contro tutti gli automobilisti che si erano fermati in zona e anche nei confronti della fidanzata, che tentava invano di calmarlo. Nonostante i ripetuti tentativi di riportarlo alla calma, il giovane avrebbe continuato a lanciarsi in mezzo alla strada e ad insultare ripetutamente i militari, sino ad arrivare a colpire con uno schiaffo uno di loro, per poi scagliarsi contro di lui e farlo cadere in terra. L’immediato intervento del secondo Carabinieri avrebbe permesso di mettere in sicurezza il giovane, che è stato poi portato in caserma a Santa Maria degli Angeli e arrestato per le ipotesi di reato di resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale.

Dopo l’arresto è stato trattenuto nelle camere di sicurezza della caserma in attesa del rito direttissimo, che si è svolto nel pomeriggio successivo presso il Tribunale di Spoleto, dove il l’uomo ha patteggiato una condanna a sei mesi di reclusione con sospensione della pena.

Commenti

“L’agricoltura oggi, tra tradizione ed innovazione”,  al Museo del Tabacco di Sangiustino, sabato 7 ottobre  si parlerà di agricoltura biologica con la deputata Maria Chiara Gadda

di Cristina Citernesi

Si parlerà di agricoltura, di innovazione e di biologico, il prossimo sabato 7 ottobre, al Museo Storico e Scientifico del Tabacco di Sangiustino, nel corso dell’iniziativa pubblica dal titolo “L’agricoltura oggi, tra tradizione ed innovazione”. Il comparto agricolo in questo momento sta subendo gli effetti di una crisi internazionale, in cui aumenti smisurati dei costi delle materie prime e dell’energia, la mancanza di manodopera e i cambiamenti climatici, mettono a dura prova interi settori produttivi. Per fare il punto su questi temi, per parlare di innovazione e di biologico, interverrà all’iniziativa di sabato l’Onorevole Maria Chiara Gadda, Vice Presidente della Commissione Agricoltura alla Camera dei deputati, prima firmataria della legge, varata nel 2022, in materia di produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico. Una legge che si inserisce nel processo di transizione ecologica europea, ma che al contempo, punta a far crescere un settore importante per l’Italia. Il nostro paese è infatti il secondo al mondo in termini di produzione e di export, nel campo del biologico, che è favorito anche dalle caratteristiche ambientali, climatiche, e di biodiversità.  

Questa legge introduce importanti novità come l’istituzione del marchio biologico italiano per i prodotti biologici ottenuti da materia prima italiana, prevede interventi per migliorare il sistema di controllo e la certificazione, agevola la conversione al bio, favorisce l’insediamento di nuove aziende biologiche nelle aree rurali montane, disciplina l’organizzazione dei “distretti biologici”, della produzione e del mercato. Questo tipo di attività, oggi, va inoltre nella direzione di coniugare la tutela e la manutenzione del territorio, favorendo la bonifica di siti incolti ed abbandonati, con la salvaguardia dell’ambiente. La produzione inoltre di prodotti agricoli di qualità, fa si che questo comparto sia sempre più apprezzato, ed in continua crescita. Questa iniziativa sarà quindi l’occasione per far parlare gli operatori del territorio che porteranno le loro esperienze, in un contesto in cui tradizione ed innovazione possono e devono convivere, supportandosi a vicenda. Il nostro territorio deve infatti molto all’agricoltura. Il Museo Storico e Scientifico del Tabacco, un tempo era sede dei magazzini del tabacco. Oggi, questa realtà costituisce un simbolo proprio per l’importanza che hanno avuto i magazzini per l’economia locale, e per la sua gente. Un luogo che è testimonianza del lavoro e della fatica delle generazioni che ha ospitato, ma anche il simbolo della emancipazione economica e sociale della donna, che per la prima volta si allontanava dalla cura della famiglia per dedicarsi al lavoro.

Questa iniziativa vedrà anche il contributo di coloro che da molti anni operano nel sociale attraverso l’attività agricola. Il metodo biologico diventa, in questo caso, strumento “terapeutico” e motivazionale, di ricostruzione della persona, in funzione di un suo reinserimento sociale e lavorativo. Anche la formazione nel comparto agricolo occupa un posto fondamentale, soprattutto per i giovani, e la produzione bio assume un valore strategico nella misura in cui costituisce il terreno per la sperimentazione, lo studio e la ricerca. Strumenti da affinare, per garantire, in futuro, al nostro paese, l’aumento di superfici agricole utilizzabili e l’autosufficienza di beni di prima necessità, per far fronte alle crisi che possono investire il pianeta.

Commenti

“L’arte di saper vivere la fragilità”, grande festa in ricordo di Barbara Polenzani nel cinquantesimo compleanno a tre anni dalla sua morte

Per il cinquantesimo compleanno di Barbara Polenzani, a tre anni dalla sua morte, i familiari, gli amici della comunità Nel Segno di Cana e i colleghi di lavoro dell’Abbondanza S.r.l., hanno voluto festeggiare questa donna che nella sobrietà della sua vita “ha fatto, con eleganza, un bel rumore”, lasciandoci interrogare dalla disabilità.

L’evento, dal titolo “L’arte di saper vivere la fragilità”, che ha avuto luogo sabato 30 settembre presso la chiesa degli Zoccolanti, ha visto l’alternarsi di testimonianze e musica che ha accompagnato alcuni suoi scritti e la splendida voce del tenore fra Alessandro Brustenghi (OFM). Erano presenti anche il vicesindaco, Giuseppe Bernicchi e l’Assessore alle Politiche Sociali del comune di Città di Castello, Benedetta Calagreti. Rumore, etimologicamente è un suono “che disturba” e la vita di Barbara, con le sue difficoltà fisiche, in una società dove la performance e l’immagine rappresentano il centro dell’esistenza, è stata una vita che ha saputo disturbare tutti noi “ben pensanti dal buon cuore”, a partire da chi le era più vicino e continua a disturbare. Perché “fa rumore” la vita di una donna combattente come era lei, nata con la sindrome di Klippel Trenaunay che, negli ultimi anni, l’ha costretta a fare amicizia con una sedia a rotelle; dotata di una intelligenza e di una sensibilità sopraffini, sognava una Chiesa e una società civile più attente alle esigenze degli ultimi, di quelle persone che agli occhi del mondo sono “poveri” o “sfortunati”, “scarti”, nella realtà del consumo caratterizzata dalla fretta.

Barbara non poteva correre, ma ha saputo camminare, con il suo passo, sostenuta da una fede incrollabile, tra le corse di chi l’ha incontrata e ci ha lasciato un’eredità importante: non essere “scartatori di sofferenza”, ma persone che con responsabilità riescono a far fiorire la vita. E la vita si compie solo quando non scartiamo nulla dell’umano, riconoscendo che siamo chiamati a “sviluppare” la nostra unicità e non ad essere speciali. L’essere speciali ci mette sempre in contrapposizione con qualcun altro, riconoscerci unici, invece, ci chiede il coraggio di amare ciò che siamo e la libertà di gridare al mondo “vado bene così”, anche se non ho un corpo o una mente perfetti!  Lei, riservata e con una salute precaria, ha dato voce, tra le mura di casa, nell’ordinarietà del lavoro quotidiano, a tutti quei “diversi” che vengono relegati ai margini delle strade nelle città, dicendo che la vita, in ogni suo stadio, forma o condizione, ha un senso. Non siamo noi i padroni del tempo o della vita, tutto ci è stato donato con amore e tutto riconsegneremo nelle mani dell’unico Padre e del Figlio Suo, re dell’Universo.

La serata è stata una grande festa e, prima dell’Agape fraterna, la famiglia ha fatto dono ai ragazzi dell’Associazione sportiva dilettantistica  “Beata Margherita” (che si occupa di persone e disabilità), di una giornata da vivere tutti insieme ad Assisi, tra le pietre che ancora oggi trasudano l’esperienza di San Francesco e di Santa Chiara, tanto cari a Barbara che ci ha lasciato un vero patrimonio spirituale: “non essere un consumatore di tempo…vivi, con quello che hai, con quello che vuoi, con tutto ciò che sei e fa di tutto ciò un canto di lode all’Amore di Dio”.

di Stefania Fiorucci

Da alcuni scritti di Barbara

9 aprile 2007 (Lunedi dell’Angelo): LA MIA VITA ALLA RICERCA DI DIO

Oggi ho ricevuto due SMS di auguri pasquali; parlavano di Te e del Tuo Amore e del fatto che solo se sono capace di attraversare e portare la croce sarò capace di assaporare il vero senso della Pasqua…Tu sei il mio Unico Senso. Scavi sempre più a fondo, togliendo dalla mia vita tutti i “fronzoli”, facendomi rimanere sola con la mia essenza. A volte ho la sensazione di rimanere schiacciata, ma Tu mi fai stare in piedi. Non so dove vuoi arrivare, forse vuoi proprio che io sopporti il peso di questi miei dolori fisici che diventano anche spirituali ogni volta che mi sento inadeguata anche di fronte a Te… Sempre più è forte in me la certezza che la mia vita debba essere vissuta solo alla Tua ricerca. È difficile scorgerti nella vita di tutti i giorni…Una cosa è certa: la Gioia pasquale nella mia vita sta nella Tua ricerca…Dammi la forza di accogliere sempre la Tua Resurrezione che passa per la Tua Croce!

21/07/2014: QUANDO GESU’ SI FA VISIBILE

Sabato sono andata a Messa a Canoscio ed ho ricevuto un dono speciale. Gesù, oltre a venire in me tramite l’Eucarestia, si è reso visibile nella persona di un ragazzo disabile… che è stato accolto tra le braccia del padre che lo ha accompagnato insieme alla madre all’altare. Lì ha ricevuto una piccola particola di ostia…In quel ragazzo ho visto esplicitamente Gesù… che prende su di sé il male del mondo … è veramente un mistero di amore.

Questo che ad occhio nudo sa di ingiustizia, con le lenti della fede è un dolce mistero di amore.

La fragilità, le difficoltà di quel ragazzo, ma anche della sua famiglia, non ha nulla a che vedere con i lustrini di questo mondo, ma sono loro che costruiscono e non l’egoismo e le apparenze che fanno parte di questa società.

Grazie caro … non so il tuo nome…, perché hai ridato luce ai miei occhi! … a volte ho bisogno di toccare e vedere, perché la mia fede è veramente fragile! Grazie Gesù perché ti manifesti nei modi e nei tempi più straordinari!

Estate 2014: L’ABBRACCIO

Qualche settimana fa ho avuto uno dei miei soliti episodi febbrili. Il livello di dolore che ho dovuto affrontare è stato veramente importante e, forse perché sopporto un po’ meno, ho faticato molto…Nello stesso tempo ho fatto un’esperienza stupenda di Amore con la A maiuscola. Nel momento più difficile che ho affrontato in cui oltre il dolore, si manifestavano anche brividi incontrollabili, mi sono ritrovata abbracciata a me stessa, ma con la netta sensazione che quell’abbraccio venisse dall’Alto. Un abbraccio avvolgente che mi consolava e mi restituiva la calma e la pazienza necessaria in quei momenti! È stato estremamente dolce sentirsi avvolta, accolta, abbracciata … dolce come il suo Amore che sa di dolore…Probabilmente l’uomo di oggi, anche il credente, confonde le gioie vane con ciò che il Signore promette. Siamo degli “SCANSATORI” della Croce! … Signore fa che cresca in me una sensibilità vera e capacità per affrontare i bisogni degli altri, aiutami a superare la superficialità e l’egoismo che puntano sempre alle mie esigenze. Signore dammi occhi nuovi per vedere le necessità dell’altro, orecchi nuovi per ascoltare le esigenze del mondo, una voce nuova e coraggiosa per annunciare il tuo Amore.

Commenti

VajontS 23 a Sansepolcro: a 60 anni dalla tragedia un’azione corale di teatro civile in 130 teatri in contemporanea in tutta Italia

SALA DELLA RESURREZIONE – MUSEO CIVICO – Lunedì 9 ottobre – Ore 20,45

Trent’anni fa Il racconto del Vajont era la voce e il corpo di Marco Paolini. La sera di lunedì 9 ottobre 2023, nel 60esimo anniversario della tragedia del Vajont che costò la vita a 2000 persone, diventerà VajontS 23, azione corale di teatro civile messa in scena in contemporanea in 130 teatri dall’Alto Adige alla Sicilia e anche all’estero. La storia del Vajont riscritta, 25 anni dopo il racconto televisivo, da Marco Paolini con la collaborazione di Marco Martinelli, drammaturgo e regista del Teatro delle Albe, non è più solo un racconto di memoria e di denuncia sociale, ma diventa una sveglia. La narrazione di quel che è accaduto si moltiplica in un coro di tanti racconti per richiamare l’attenzione su quel che potrebbe accadere. «Quella del Vajont – spiega Paolini – è la storia di un avvenimento che inizia lentamente e poi accelera. Inesorabile. Si sono ignorati i segni e, quando si è presa coscienza, era troppo tardi. In tempo di crisi climatica, non si possono ripetere le inerzie, non possiamo permetterci di calcolare il rischio con l’ipotesi meno pericolosa tra tante. Tra le tante scartate perché inconcepibili, non perché impossibili». Grandi attori e allievi delle scuole di teatro, teatri stabili e compagnie di teatro di ricerca, musicisti e danzatori, maestranze, personale e spettatori arruolati come lettori si riuniranno nei posti più diversi, dallo Strehler di Milano ai piccoli teatri di provincia, a scuole, chiese, centri civici, biblioteche, piazze di quartiere, dighe e centri parrocchiali. 

A Sansepolcro Vajonts 23 sarà messo in scena, alle ore 20,45, nella Sala della Resurrezione del Museo Civico, dall’Associazione Culturale CapoTrave/Kilowatt in collaborazione con il Comune di Sansepolcro, Astra APS, Floema APS, Medem APS, Scuola di Teatro Comunale di Sansepolcro, Compagnia di Teatro Popolare di Sansepolcro. In scena 29 partecipanti – cittadini e artisti – si alterneranno nella lettura corale del testo in un’azione collettiva e civile, con la presenza, come primo lettore, di Francesco Niccolini, autore con Marco Paolini della versione televisiva de “Il racconto del Vajont“. Niccolini, nato ad Arezzo nel 1965, ha scritto con Paolini molti spettacoli per il teatro e la tv, fino a “La Fabbrica del mondo” a Rai Tre. A novembre, sempre scritto con Paolini, uscirà per Mondadori il romanzo “Storia del Vajont“. Scrive anche per molti importanti attori e compagnie, da Alessio Boni a Enzo Vetrano e Stefano Randisi, da Arca Azzurra ad Accademia Perduta. Dopo aver lasciato la provincia di Arezzo da più di vent’anni, torna a Sansepolcro per questa occasione.

La rete di Vajonts 23 nasce da un’idea di Marco Paolini per Fabbrica del Mondo ed è realizzata da Jolefilm con la collaborazione di Fondazione Vajont.

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria entro il 7 ottobre 2023 a Michele Rossi 3394074895 michele.rossi@kilowattfestival.it

Commenti

Per il ventesimo anno commemorati i caduti di tutte le guerre su iniziativa del Comitato Trestina per la pace

Botteghi: “Ricordare è un dovere istituzionale e comunitario, affinché possiamo non dare mai per scontati i diritti di cui godiamo ed affinché i giovani possano conoscere il passato per capire il valore della libertà e della pace”

“Commemorare i nostri caduti è un dovere istituzionale e comunitario, affinché possiamo non dare mai per scontati i diritti di cui godiamo ed affinché i giovani possano conoscere il passato per capire il valore della libertà e della pace”. E’ il messaggio con cui l’assessore alla Cultura Michela Botteghi ha testimoniato la vicinanza del Comune di Città di Castello alla comunità locale in occasione della commemorazione di tutti i caduti promossa domenica scorsa per il ventesimo anno dal Comitato Trestina per la pace. “Una ricorrenza significativa e speciale, nella quale è stata importante la partecipazione dei tantissimi giovani riuniti insieme ai familiari”, evidenzia Botteghi, che, oltre al Comitato promotore, ringrazia “i cittadini, le associazioni, le istituzioni e le autorità civili e religiose presenti a un appuntamento che da 20 anni offre un contributo fondamentale a mantenere viva la memoria della storia e dei suoi insegnamenti”. Come ogni anno nella prima domenica di ottobre, l’iniziativa è stata caratterizzata dal ricordo di tutti coloro che hanno perso la vita in guerra. Una testimonianza di vicinanza e affetto nella quale, al fianco del comitato Trestina per la pace guidato dal presidente Carlo Cinquilli, si sono uniti i rappresentanti delle istituzioni pubbliche (con l’assessore Botteghi anche il vice presidente dell’Assemblea Legislativa dell’Umbria Michele Bettarelli e il consigliere comunale Fabio Bellucci), delle associazioni culturali, combattentistiche e militari e delle forze dell’ordine, tra i quali il tenente colonnello Roberto Pretolani, in rappresentanza del Comando Militare Esercito Umbria. Il segnale della vitalità intergenerazionale dell’appuntamento è stato offerto dalla presenza dei ragazzi della scuola media Alberto Burri, che hanno accompagnato la celebrazione con i canti e con riflessioni sulla guerra, insieme ai giovani dello Sporting Club Trestina. La colonna sonora della mattinata, nella messa nella chiesa di San Donato e nel corteo guidato dal Gonfalone del Comune di Città di Castello è stata assicurata con impareggiabile sensibilità e bravura dal maestro Fabio Battistelli, che si è esibito al clarinetto e ha diretto il coro dei ragazzi. Nell’esprimere la soddisfazione per la grande partecipazione all’evento, favorita anche dal ritorno del corteo nelle vie della frazione dopo lo stop per il Covid, il presidente del Comitato Trestina per la Pace Cinquilli ha sottolineato “il valore del traguardo dei 20 anni di una celebrazione che accomuna persone di tutte le età ed è importante per sostenere i valori più importanti della convivenza civile, a partire da quello della libertà per il quale in tanti hanno dato la propria vita”. Cinquilli ha ricordato i soci fondatori del comitato, Paolo Perugini, Alvaro Fiorucci e Giuseppe Sabbioni, che ancora fanno parte del consiglio direttivo, e i compianti Nazzareno Pacchiarotti ed Ernesto Ceccagnoli. Un pensiero è stato rivolto anche ai consiglieri scomparsi, Angiolo Zamponi, Ermanno Gaggioli, Nando Montanucci, Luigi Perugini, il cui posto in consiglio è stato preso dal figlio Marco, Vincenzo Floridi e don Vinicio Zambri. Figure iconiche dell’unità di intenti che ha sempre animato il sodalizio e che è stata simboleggiata dall’inno nazionale cantato a conclusione della commemorazione.

Commenti

“Secondo circolo in cammino” iniziativa che nasce per stimolare la conoscenza e la coesione degli insegnanti che lavorano presso la Direzione Didattica “Pieve delle Rose” secondo Circolo di Città di Castello

“Secondo circolo in cammino” è un’iniziativa che nasce per stimolare la conoscenza e la coesione degli insegnanti che lavorano presso la Direzione Didattica “Pieve delle Rose” secondo Circolo di Città di Castello. Stefania Fiorucci, counselor pedagogico-relazionale che opera all’interno dell’Istituto e che già nei precedenti anni scolastici ha attivato percorsi di counseling di gruppo per i docenti, ha proposto di iniziare l’anno scolastico fuori dall’ambiente scuola, con una camminata condivisa. La passeggiata con partenza da Candeggio, passando per la piccola chiesa di San Martino in Pagino si è conclusa a Pieve de’ Saddi. È stata un’immersione nella natura, nell’arte e nella spiritualità. “Federico Bosi, nostra guida e custode della Pieve – precisano gli organizzatori – con la sua presenza, ha permesso un accesso e un apprezzato approfondimento storico, culturale e religioso dei luoghi visitati e offerto anche una sosta all’arrivo con generosa accoglienza, comprensiva di pranzo insieme!
Il cammino, ovviamente, è andato oltre il percorso: i docenti partecipanti hanno condiviso un sentiero intimo e ricco di senso, dove momenti relazionali si sono intrecciati tra loro creando una diffusa rete emotiva. Gli scambi e le condivisioni, sono stati emotivamente incisivi, profondi e ricchi di significato.
“Per questo tutti rimaniamo in attesa di altre proposte da poter vivere insieme”, concludono gli organizzatori del progetto originale

Commenti

“Il custode della memoria” è inarrestabile dopo il successo a Perugia fa tappa a Rovereto, passando per il Tennessee

Il film-documentario “Il custode della memoria” che racconta la vita del tifernate Dino Marinelli, simbolo della Pinacoteca di Città di Castello, lo scorso martedì 3 ottobre è stato presentato al PerSo, il Perugia Social Film Festival, nella magnifica e imponente cornice del Manu, il Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria.
La regista Elena Giogli, il protagonista Dino Marinelli e il direttore della fotografia Cristian Doti hanno raccontato questa esperienza cinematografica al pubblico, in un incontro moderato dal co-direttore artistico del festival umbro Luca ferretti e dalla direttrice del museo archeologico Tiziana Caponi. I numerosi spettatori presenti hanno apprezzato molto questo documentario dal successo internazionale, che ha conseguito riconoscimenti da Hollywood fino in India, passando per Roma e Berlino.
La pellicola, opera prima della sceneggiatrice e regista Elena Giogli, ripercorre la vita di Marinelli, straordinario novantenne, trasportando lo spettatore in un mondo antico pieno di fascino e raccontando con ritmo vivace tante vicende e aneddoti legati dall’Umbria e all’Italia, dal sapore quasi fiabesco, che destano commozione e anche molte risate.
Dino Marinelli ha confessato che nessuno a Città di Castello si sarebbe aspettato un così grande successo per il racconto della sua vita, che ha definito: “semplice, come quella di tanti”, la regista Giogli ha sottolineato che uno dei punti di forza di questo film è proprio questo: il fatto che il protagonista sia un uomo comune ma allo stesso tempo straordinario, in grado di affascinare tutti con la sua intelligenza e simpatia disarmante. “Dino riesce a farci provare un sentimento speciale – ha spiegato la regista – la nostalgia per epoche che non abbiamo mai vissuto ma che ci sembra di aver abitato e conosciuto proprio attraverso i suoi racconti, i vicoli degli anni ’50 e ‘60 raccontati da lui si materializzano, ne possiamo sentire l’odore, il rumore, il vociare, ne possiamo vedere i colori e sì, anche provare una nostalgia, pur non avendoli mai visti davvero.”
Il cammino di quest’opera, a un anno dalla sua anteprima, è ora inarrestabile: dopo essere già stato celebrato oltreoceano, nientemeno che a Hollywood, il documentario è ora atteso nel Tennessee: venerdì 6 ottobre sarà proiettato al Lane Doc Fest, un festival che ospita più di 200 documentari da tutto il mondo e che si svolge nel prestigioso centro accademico del Sud degli Stati Uniti “Lane College”, fondato nel 1882 dal padre metodista Isaac Lane.
Il giorno seguente, sabato 7 ottobre, la pellicola concorrerà al premio: “L’Italia si racconta” che sarà assegnato da una giuria di esperti del festival RAM – Rovereto Archeologia Memorie, dedicato all’archeologia e al patrimonio culturale che si tiene dal 4 all’8 ottobre presso il Teatro Zandonai di Rovereto, gioiello settecentesco della città del Trentino.
Per chi non avesse avuto l’occasione di vedere il documentario, ricordiamo che è disponibile gratuitamente sulla piattaforma Rai Play fino a maggio 2024.

Commenti

La deputata Maria Chiara Gadda a Sansepolcro per parlare della legge antispreco. Venerdì 6 ottobre alla Sala del Consiglio Comunale

Analizzare la situazione sulla lotta allo spreco delle risorse alimentari e industriali, è’ l’obiettivo dell’incontro, che si terrà venerdì 6 ottobre alle ore 18.00 presso la Sala del Consiglio comunale di Sansepolcro, organizzato da Italia Viva Valtiberina.
L’incontro, dal titolo “Lotta allo spreco, esperienze e nuove opportunità”, avrà come relatrice l’Onorevole Maria Chiara Gadda, la deputata promotrice della Legge 166 del 19 agosto 2016 che regola le “Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi”.
Ci saranno anche contributi da parte del terzo settore attivo sul tema e di esperienze di recupero di materie prime nella produzione industriale.


In questo senso, la legge Gadda sulle donazioni degli alimenti invenduti con misure di semplificazione, armonizzazione e incentivazione è certamente un punto di riferimento importante. Ma soprattutto, stabilisce la priorità del recupero di cibo da donare alle persone più povere del nostro Paese.
La legge inoltre è stata recentemente estesa nella sua applicazione a un paniere molto più ampio di beni oltre ad alimenti e farmaci e, nonostante siano passati ormai alcuni anni dalla sua promulgazione, è sempre bene farne conoscere le opportunità. Tra queste, la leva fiscale che può essere utilizzata per guidare e premiare comportamenti virtuosi di imprese e cittadini, come avviene nel caso delle donazioni per solidarietà sociale. Tra i temi trattati nella legge Gadda c’è poi l’attualissima questione delle date di scadenza..
La politica, in momenti delicati come quelli attuali, ha il compito di dare risposte e questa legge, va nella giusta direzione, per un utilizzo consapevole e virtuoso delle risorse ed un aiuto concreto a chi è in difficoltà.

Commenti

San Giustino – A Villa Graziani nuovi appuntamenti culturali nel fine settimana: Sabato 7 visita alla splendida residenza e laboratorio, mentre domenica torna “Incontro con l’Autore”


E’ in arrivo a San Giustino un altro fine settimana con proposte culturali varie e diversificate. Sono due gli appuntamenti in programma a Villa Graziani, che anche quest’anno, in occasione di ottobre, mese della prevenzione del tumore al seno, il Comune ha illuminato di rosa per ricordare alle donne quanto importante e fondamentale sia la prevenzione.
Si parte sabato 7 ottobre, alle 15.30, con la visita a Villa Graziani, organizzata in occasione della “Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo”, promossa dal Comune e realizzata in collaborazione e a cura di Poliedro Cultura. L’attenzione sarà focalizzata sugli affreschi e sulla tecnica artistica in uso nel passato, per poi andare a realizzare un’opera mediante “bucatura” e “spolvero”. Per partecipare occorre prenotare ai numeri di Poliedro Cultura: 0758554202-0758520656.
Domenica 8 ottobre, sempre a Villa Graziani alle 16, proseguendo l’iniziativa “Incontro con l’Autore”, Valeriana Croci presenterà il volume “Cara Maestra” alla presenza di Luciano Neri e Alvaro Tacchini che dialogheranno con lei.
“Abbiamo davanti un fine settimana con belle opportunità, dedicate a tutti i cittadini – così l’assessore Milena Crispoltoni -. Come di consuetudine, riproponiamo l’attività legata alla FAMU, un momento dove sarà possibile visitare il complesso di Villa Graziani e prendere parte al laboratorio strutturato per bambini e ragazzi. E poi, domenica, torna Valeriana Croci, la ‘nostra Maestra’ con il suo ultimo libro. Siamo lieti di poter presentare ancora una volta un volume di Valeriana: nei suoi scritti troviamo sempre saggezza, una pedagogia all’avanguardia, ironia e uno sguardo positivo verso il mondo”.

Commenti

Una reliquia del saio di san Francesco sarà custodita nella chiesa della Santa Croce ad Anghiari

L’unità pastorale di Anghiari sarà custode di una reliquia del saio di san Francesco. Lo ha annunciato il vescovo Andrea Migliavacca a conclusione della Messa celebrata nella basilica del santuario di La Verna in occasione della solennità di san Francesco d’Assisi, patrono d’Italia. La reliquia verrà collocata all’inizio del 2024, in data ancora da definire, nella chiesa di Santa Croce in Anghiari.

“Sono molto contento che questa reliquia così preziosa giunga ad Anghiari perché è un’occasione di particolare ricchezza spirituale e di possibile devozione a san Francesco – dice il vescovo Andrea Migliavacca -. È un grande arricchimento per la comunità e la parrocchia di Anghiari. La nuova collocazione consentirà sia la custodia che la preghiera e l’incontro con la testimonianza di san Francesco. Ringrazio a questo riguardo don Alessandro Bivignani, la parrocchia, la famiglia Barbolani e la congregazione delle Suore del Cenacolo, che con le loro diverse responsabilità hanno reso possibile questa presenza. Inoltre, l’arrivo delle reliquie avviene nell’anno in cui ci apprestiamo a vivere gli 800 anni delle stimmate di san Francesco, quindi una ricchezza ancora più grande”.

Nel suo peregrinare verso La Verna, san Francesco era solito sostare presso il castello di Montauto, nei pressi di Anghiari, ospite del conte e amico Alberto Barbolani. Anche nel 1224, dopo aver ricevuto le stimmate, vi sostò per alcuni giorni. Qui il conte Alberto gli donò un nuovo saio ricevendo in cambio il vecchio e logoro abito. La famiglia Barbolani custodì la reliquia fino al 1502 quando il saio fu preso con le armi dalla Repubblica fiorentina e trasferito prima nel convento del Monte alle Croci presso Firenze e poi nella chiesa di Ognissanti. Soltanto nel 2001 fu trasferito alla Verna.

La reliquia del saio di san Francesco che verrà custodita in Anghiari è un lembo di questo saio oggi collocato a La Verna e ha una dimensione di circa 5 centimetri per 10. Fino ad oggi si trovava nel convento di Montauto, edificato con forme cinquecentesche da Federigo Barbolani nei pressi del castello, per ribadire la vicinanza della famiglia a san Francesco.

La reliquia verrà adesso sistemata all’interno della chiesa di Santa Croce, nel centro storico in Anghiari, dove la tradizione vuole che san Francesco, di ritorno ad Assisi dalla Verna, abbia piantato una croce di legno a terra per benedire il paese. Fra il 1499 e il 1534 fu poi edificata la chiesa con l’annesso convento francescano dal beato Bartolomeo Magi.

“La comunità di Anghiari è estremamente felice per questo storico avvenimento. Nella chiesa che il beato Bartolomeo volle a perenne monumento del passaggio di san Francesco in paese, dimorerà, assieme alla reliquia del beato, anche il saio del Poverello di Assisi. Grazie al vescovo Andrea per la sensibilità dimostrata verso la comunità di Anghiari; grazie anche alla famiglia Barbolani e alla congregazione delle Suore del Cenacolo con le quali abbiamo dialogato molto in questi anni per giungere a questo felice esito. L’augurio è che Anghiari possa essere un luogo di spiritualità francescana e attorno alla reliquia di san Francesco possa esserci un rinnovamento della fede delle nostre comunità parrocchiali”.

Commenti