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Francesco del Siena (Italia Viva Valtiberina) “con gli amici di Azione Valtiberina entreremo nel coordinamento del Terzo Polo Altotevere, pronti a lavorare concretamente per tutto il territorio”

“Ne abbiamo parlato con i vertici provinciali aretini, che hanno accolto favorevolmente la nostra proposta di entrare a far parte del coordinamento del Terzo Polo Altotevere che si è costituito qualche settimana fa, lo facciamo con entusiasmo, convinti che la nostra valle sia un contenitore unico. Ci sono leggi differenti, parliamo di due Regioni diverse, ma esistono punti in comune su cui possiamo lavorare. E’ la prima volta che un forza politica sceglie di unire le forze, andando oltre a quelli che sono i vincoli territoriali, ma è arrivato il tempo di provare a cambiare l’inerzia di una politica fatta di spot e promesse elettorali. Lo facciamo ora, lontani dalle elezioni, perchè è giusto dare voce alle istanze di cittadini e imprese che ci chiedono di portare, nelle sedi dei parlamentini locali, le problematiche che ogni giorno si trovano a dover superare. Ci confronteremo su proposte concrete e di buonsenso, che porteremo all’attenzione dei vari Consigli Comunali, e ci batteremo affinchè vengano accolte, nell’interesse della comunità”.

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Check-up per la Resurrezione di Piero, buono lo stato di conservazione

Ad oltre cinque anni dal termine del restauro, al Museo Civico di Sansepolcro sono state svolte le verifiche (terminate nel pomeriggio di ieri) sullo stato di conservazione de “La Resurrezione di Piero della Francesca”.

Buono il riscontro del sopralluogo, anche se a dirlo ufficialmente dovrà essere il report che redigeranno i restauratori.

Questo intervento di manutenzione ordinaria è stato effettuato da parte dei Funzionari Restauratori dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze Maria Rosa Lanfranchi e Paola Mariotti, in collaborazione con il Restauratore Umberto Senserini, ex Funzionario della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Siena Grosseto e Arezzo.

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Gabriele Finaldi, Direttore della National Gallery di Londra, nel Comitato Scientifico della Fondazione Piero della Francesca

La Fondazione Piero della Francesca si arricchisce di un nome prestigioso. Gabriele Finaldi, Direttore della National Gallery di Londra dal 2015, apprezzato storico dell’arte, museologo e curatore d’arte britannico di chiare origini italiane è stato nominato di recente membro effettivo del Comitato Scientifico dell’organismo.

La proposta della Presidente della Fondazione, Francesca Chieli, è stata pienamente recepita dai membri del cda. La Fondazione del resto sin dalla sua nascita vanta una prestigiosa storia scientifica alle spalle e nel Comitato, coordinato da Antonio Paolucci, già Direttore dei Musei Vaticani, figurano i grandi nomi della Storia dell’Arte, tra i quali Salvatore Settis, Carlo Bertelli e Marisa Dalai Emiliani. Di elevato livello anche gli esperti nel settore museale e della conservazione, come Giorgio Bonsanti, Davide Gasparotto, Stefano Casciu e Cecilia Frosinini.

Una rosa di studiosi che si impreziosisce ora di un nuovo e prestigioso nominativo, proprio all’indomani dell’acceso dibattito sul restauro della Natività di Piero operato dall’istituto inglese. “Un percorso necessario” dichiara la Presidente Francesca Chieli “perché molto del patrimonio pierfrancescano è esule in terra straniera da più di due secoli, e questo ‘pellegrinaggio antiquario’, che ha segnato profondamente la storia artistica del territorio nazionale, deve essere oggi motivo di dialogo, confronto e serena riflessione.

Una relazione più stretta tra esperti e responsabili dei musei che nel mondo ospitano le opere di Piero della Francesca può avere risvolti straordinari sia sul piano delle ricerche storiche che delle scelte operative”. “L’ingresso di Gabriele Finaldi nel Comitato Scientifico” commenta l’assessore alla cultura di Sansepolcro, Francesca Mercati “va salutato con enorme piacere.

Perché segna con decisione il percorso legato al rilancio della Fondazione che come amministrazione comunale abbiamo intrapreso sin dal nostro insediamento e che ha già riguardato la nomina di Francesca Chieli in qualità di Presidente. E perché permette alla stessa Fondazione di avere un carattere di internazionalità, fondamentale nello sviluppo di iniziative future che abbiano ricadute globali”.

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I “muratori” del terzo millennio

I “muratori” del terzo millennio. A distanza di oltre trenta anni dall’ultimo bando si ritorna a parlare alla Scuola “G.O. Bufalini” di corsi di formazione finalizzati all’occupazione per operatore edile polivalente: muratori, carpentieri, manovali, responsabili di cantiere del terzo millennio. Sono nove gli iscritti, stranieri, per la maggioranza dal sud africa in cerca di un’occupazione stabile e di una professionalità nel nostro paese. Oggi l’avvio del corso alla presenza dei vertici della scuola, dei rappresentanti istituzionali e del CESF scuola edile di Perugia.

I “muratori” del terzo millennio. A distanza di oltre trenta anni dall’ultimo bando si ritorna a parlare di corsi di formazione finalizzati all’occupazione per operatore edile polivalente: muratori, carpentieri, manovali, responsabili di cantiere del terzo millennio. Sono infatti nove, gli iscritti di provenienza straniera, per la maggioranza dal sud africa (Niger, Senegal, Guinea, Mali e Gambia), in cerca di un’occupazione stabile e di una professionalità nel nostro paese. Un segnale in controtendenza nel momento in cui le cosidette professioni hi-tech spiccano nella graduatoria delle preferenze dei giovani che ad un futuro nei cantieri preferiscono una carriera dietro lo schermo di un tablet, computer ed smartphone.

Il nuovo il corso per operatore edile alla “Scuola Bufalini” in collaborazione con CESF scuola edile di Perugia, ripropone dunque dopo un trentennio, al centro dell’attenzione, la scuola che è stata punto di riferimento per l’addestramento delle manovalanze in questo settore. Addirittura tra il 1954 e il 1955 il corso di qualificazione per muratori disoccupati previde come svolgimento di esercitazioni pratiche la costruzione di un nuovo padiglione della scuola da adibire a laboratorio di falegnameria, permettendo alla scuola stessa di avere a disposizione spazi idonei per addestrare le nuove leve da incanalare in quel l’artigianato del mobile che in stile che allora cominciava a imporsi a Città di Castello.

Il corso serale e festivo per operatori edili di disegno e stuccatura che per un periodo fu soppresso era stato riattivato grazie al contributo INAPLI nel 1946, quando la crisi di manodopera nel settore si iniziava a sentire per l’espansione edilizia del dopoguerra. Nel 1977 quando la Bufalini avviò d’intesa con la Regione, un progetto sperimentale che sperimentava l'”Alternanza scuola-lavoro” , gli allievi del percorso per operatore edile del 1979 furono tra i 65 che partirono per la prima fase sperimentale di stage che ebbe luogo dal gennaio al maggio 1979. Il percorso sì esaurì nell’anno formativo 1989-1990.

“Oggi è una giornata importante per la scuola che si riappropria del glorioso passato con l’avvio di un corso dedicato alla formazione di figure professionali nel settore dell’edilizia che è stato uno dei cardini assieme al legno e alla meccanica della ultracentenaria storia della Bufalini conosciuta da tutti come la scuola “operaia” delle arti e mestieri grazie anche alla lungimiranza e passione degli insegnanti di allora che hanno lasciato un segno indelebile nella comunità locale.

Il corso di formazione per operatore edile polivalente fa seguito alla firma, la scorsa estate, dell’accordo di collaborazione con il Centro Edile per la Sicurezza e la formazione CESF di Perugia e rappresenta la volontà di continuare a progettare e realizzare un’offerta formativa sempre attenta e rispondente alle esigenze del territorio e per garantire il supporto di professionalità e servizi” ha dichiarato Giovanni Granci, Presidente, Asp, “Giovanni Ottavio Bufalini”, Centro di Istruzione e Formazione Professionale, affiancato dai consiglieri, Paola Baldicchi e Marcello Gnoni, dal direttore, Marco Menichetti, dal direttore del CESF di Perugia, Cristiana Bartolucci, dal vice-sindaco di Città di Castello, Giuseppe Bernicchi e dal sindaco di Sangiustino, Paolo Fratini, enti, soci fondatori della storica “scuola”.

“Dopo anni di profonda crisi economica del nostro territorio ed in particolare di crollo del settore delle costruzioni in Umbria, negli ultimi anni ci sono forti segnali di ripresa dovuti alla ricostruzione post-sisma 2016, al superbonus 110% ed all’avvio dei lavori legati al PNRR.

Il CESF di Perugia, ente bilaterale costituito ai sensi del CCNL Edilizia Industria dalle Associazioni degli imprenditori edili e dalle Organizzazioni sindacali settoriali, associa circa 2.000 imprese che negli ultimi tempi, proprio in virtù dell’incremento esponenziale dei cantieri, si trovano sprovviste della manodopera necessaria ad eseguire i lavori contrattualizzati. Per provare a rispondere ai fabbisogni occupazionali delle imprese il CESF stiamo organizzando corsi, come quello che prende a Città di Castello in collaborazione con l’Asp “G.O. Bufalini”, per formare giovani disoccupati, soprattutto stranieri (anche in accordo con le associazioni che accolgono i richiedenti asilo), interessati a lavorare in edilizia e per dare loro competenze pratiche spendibili nelle imprese del settore delle costruzioni”, ha concluso, Cristiana Bartolucci.

I rappresentanti istituzionali, Giuseppe Bernicchi e Paolo Fratini, hanno definito l’avvio oggi di un corso di formazione in uno storico settore economico-produttivo baluardo della scuola Bufalini, “un punto di ripartenza per un settore strategico come quello edile destinato ad assorbire in futuro manodopera specializzata in particolare fra i più giovani con ottime prospettive occupazionali”. Il Presidente, Giovanni Granci al termine della presentazione del corso “edile” ha ricordato figure di grande rilievo umano, professionale e didattico come il geometra, Francesco Bernicchi, compianto e stimato professionista, storico insegnante del corso per muratori, carpentieri ed altri profili dei cantieri che assieme ad altri come Domenico Falcini hanno segnato un’epoca e lasciato a tutti noi un’eredità importante.

Il Presidente Granci ha consegnato a Falcini, ultimo docente dei corsi per muratori negli anni 80, una medaglia con il logo dell’ente e immortalato la stretta di mano con il primo docente del nuovo corso che si apre oggi, Nicola Manuali. “E’ riduttivo parlare di muratori, qui si insegna l’arte muraria e questi ragazzi volonterosi presenti al via del primo corso del terzo millennio saranno i veri protagonisti della ripresa del settore edile”, ha concluso Domenico Falcini fra gli applausi e qualche lacrima di commozione.

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A Time Out Giunti e Skuodis

Torna Time Out. Ospiti del programma condotto da Michele Tanzi, Valerio Giunti (Volley Revolution) e Ridas Skuodis (ErmGroup San Giustino Volley)

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In marcia per la pace, il M5S Umbria alla fiaccolata da Perugia ad Assisi a un anno dall’inizio del conflitto

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Contro tutte le guerre che continuano a devastare il genere umano e dopo un anno esatto dallo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina, il Movimento 5 Stelle Umbria aderisce all’edizione speciale della Marcia della Pace Perugia-Assisi che si svolgerà nella notte fra il 23 e il 24 febbraio.

“I valori in cui ci riconosciamo da cittadini umbri sono quelli della cultura della pace, della non violenza e del rispetto dei diritti umani” dicono i portavoce del Movimento 5 Stelle a livello comunale, regionale e parlamentare. Un segno di testimonianza concreta per ribadire la necessità di un impegno internazionale per fermare la guerra in atto. Un impegno che il governo Meloni ancora tarda ad assolvere, concentrato solo sulla corsa al riarmo e quindi alla prosecuzione del conflitto.

“Seguendo l’esempio di Papa Francesco riteniamo invece che la politica debba assumere iniziative per costruire la pace ed elaborare proposte per ottenere l’immediato cessate il fuoco”. L’iniziativa rientra nella tre giorni di mobilitazione di Europe for Peace contro la guerra per chiedere un negoziato di pace. Il programma prevede una fiaccolata da piazza IV Novembre a Perugia a partire dalle ore 19 e un incontro di riflessione e proposta alle ore 21 nella sala dei Notari a Palazzo dei Priori. A mezzanotte partenza della marcia in direzione Assisi.

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Rosario per la pace in Ucraina. Venerdì 24 febbraio nella Cappella della Madonna del Conforto

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Un rosario per la pace a un anno dallo scoppio della guerra in Ucraina. È quello proposto dalla Diocesi per venerdì 24 febbraio alle 19 nella Cattedrale di Arezzo. Un momento di preghiera, aperto a tutti, per chiedere l’intercessione della Madonna affinché possano cessare le ostilità e venga ripristinata la giustizia.

“Vorrei chiedere che Maria accompagnando tutti noi e vegliando sul mondo intero aiuti l’umanità a trovare le strade del dialogo e della pace. Ne abbiamo tanto bisogno e mi piacerebbe questa diventasse la preghiera oggi di tutti noi: una grande preghiera per la pace perché crescano la fraternità e il dialogo in tutto il mondo, in modo particolare in Ucraina”, aveva detto il vescovo Andrea Migliavacca per la festa della Madonna del Conforto.

E l’idea è maturata proprio in quella giornata. Così la Chiesa aretina-cortonese-biturgense, nel primo venerdì di Quaresima, torna a invocare la Madre di Dio, per chiedere pace. “Ho l’impressione – aggiunge il vescovo Andrea Migliavacca – che il mondo stia vivendo un momento di follia, dove si continua a parlare di armi, produzione di armi, consegna di armi, alimentando così le strade della guerra e dello scontro. Occorre il coraggio e forse presenze, figure profetiche, segni, che invece ci riportino tutti sulle strade del dialogo.

Nessuno mette in dubbio che c’è un aggredito e un aggressore, dobbiamo cercare la pace sulla via della giustizia, ripristinando la giustizia. Chi è aggredito va sostenuto, difeso e accompagnato, ma cercando con la fantasia dei semplici e la responsabilità dei grandi, le strade del dialogo, della pace e dell’incontro, per arrivare a una soluzione del conflitto”.

Il rosario per la pace viene trasmesso in diretta su Tsd nel canale 85 (visibile in tutta la Toscana) e in streaming all’indirizzo www.tsdtv.it/live.

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Ospedale Santa Maria, Rifondazione di Perugia: “Prendere sul serio il grido d’allarme del sindacato”

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In una recente dichiarazione la segretaria generale della Fp Cgil di Perugia Donatella Renga ha denunciato all’opinione pubblica la situazione di collasso in cui versa l’ospedale regionale Santa Maria della Misericordia di Perugia. Problemi per le degenze, pronto soccorso in sofferenza, assenza di manutenzioni, carenza di personale, fuga di professionisti, il caos. Addossare le responsabilità alle giunte regionali precedenti è una scusa che non regge più.

Così come non siamo di fronte ai risultati di un destino cinico e baro. Ad essere al collasso non è soltanto il Santa Maria, ma l’intero sistema sanitario pubblico regionale, il risultato dei tagli e delle politiche privatizzatrici di Lega e Fratelli d’Italia. Lo sanno bene i cittadini, lo sanno bene i malati alle prese con le liste d’attesa. Per questo condividiamo le proposte del sindacato, ma torniamo soprattutto a rivolgerci alle opposizioni in consiglio regionale e alle forze politiche progressiste e di sinistra dell’Umbria per lanciare una mobilitazione politica regionale a difesa della sanità pubblica.

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Montone: Ex scuola Santa Maria di Sette, il Comune presenta il progetto dei lavori di miglioramento sismico dell’edificio. L’incontro venerdì 24 febbraio

Sono in arrivo nuovi lavori di riqualificazione per edifici e strade nel territorio di Montone. Venerdì 24 febbraio, alle ore 21, al Circolo Uisp Santa Maria di Sette, si terrà la presentazione del progetto esecutivo dei lavori di miglioramento sismico dell’edificio ex scuola Santa Maria di Sette. Nel corso dell’incontro saranno illustrati da parte dell’amministrazione comunale anche altri interventi già appaltati, tra cui la messa in sicurezza di due tratti importanti di viabilità.

Il primo interessa la viabilità interna della zona industriale di Santa Maria di Sette – collettore acque bianche, l’altro riguarda la strada comunale di San Benedetto.
Tutti gli interventi sono stati finanziati con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

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Sostegno ai soggetti in situazioni di sovraindebitamento: firmato questa mattina un protocollo di intesa

Presso la Sala Consiliare si è svolta questa mattina la conferenza stampa per la firma di un protocollo di intesa sottoscritto tra il Comune di Città di Castello, rappresentato dal Sindaco, Luca Secondi, l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed esperti contabili della Provincia di Perugia con il Presidente, Enrico Guarducci e la Fondazione Umbria contro l’Usura Onlus, con il Presidente, Fausto Cardella, che dà continuità all’impegno dello stesso comune verso il sostegno ai soggetti che si trovino in situazioni di sovraindebitamento.

Il Protocollo firmato oggi a Città di Castello replica un’importante iniziativa già avviata presso il Comune di Foligno ed in altri comuni che la Fondazione Umbria contro l’Usura Onlus e l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed esperti contabili della Provincia di Perugia hanno ideato per sviluppare con le istituzioni del territorio una sinergica collaborazione che consenta una maggiore vicinanza e offra un sostegno qualificato ai cittadini, alle famiglie ed alle imprese che si trovano in difficoltà. L’iniziativa prevede, quindi, l’ampliamento dei servizi già offerti dallo Sportello del cittadino presso il Comune di Città di Castello, con l’inserimento di un punto di ascolto gratuito dedicato ai temi del sovraindebitamento, della cultura finanziaria, della insufficienza economica.

Questo ufficio costituirà il front office dell’iniziativa e, accogliendo i cittadini in un contesto di assoluta riservatezza e privacy, fornirà informazioni e contatti utili e potrà convogliare le richieste di assistenza e di sostegno veicolandole verso l’approdo qualificato professionale più adatto. Grazieal protocollo, inoltre, l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Perugia e la Fondazione Umbria contro l’Usura mettono a disposizione nel nuovo punto di ascolto attivato presso il Comune, la propria professionalità, prevedendo la presenza periodica presso gli Uffici Comunali di un esperto, specializzato in tematiche di gestione della crisi, per fornire informazioni ed assistenza ai cittadini che si trovano in difficoltà.

“In un contesto di grave crisi economica ed energetica è fondamentale, infatti, essere presenti fattivamente sul territorio – spiega Fausto Cardella, Presidente della Fondazione Umbria contro l’Usura – ed informare chi si trova in difficoltà delle possibilità che associazioni come la Fondazione mettono in campo. Nessuno deve sentirsi solo innanzi difficoltà economiche ed anzi i cittadini devono sapere che da oggi a Città di Castello hanno un punto di ascolto dedicato e specializzato alle problematiche legate al sovraindebitamento a cui si posso rivolgere per avere informazioni e assistenza.

Questo progetto, quello dello Sportello, in cui credo fortemente, vuole far conoscere la realtà seria e operativa della Fondazione Umbria contro l’Usura, che è attiva sul territorio già dal 1996 ma molti umbri non la conoscono e non conoscendola si privano di una possibilità di aiuto concreta. Inoltre, l’iniziativa che abbiamo ideato con il prezioso contributo dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed esperti contabili della Provincia di Perugia, si inserisce in un percorso di più ampio respiro che la Fondazione sta portando avanti. La Fondazione, infatti, non abbandonando certamente la propria vocazione naturale verso la lotta all’usura, oggi sta concentrando le sue forze sulle politiche della prevenzione all’usura, impegnandosi nell’impedire in radice anche solo il pensiero che ci si possa rivolgere all’usuraio.

Così la diffusione della cultura e della corretta informazione finanziaria e il favorire l’accesso al credito legittimo in favore di chi sta avendo difficoltà economiche risultano attività determinanti da portare avanti. Fare fronte comune su questi temi – conclude Cardella – è fondamentale e sono onorato del fatto che la Fondazione sia individuata dalle Istituzioni e dagli Ordini professionali quale interlocutore primario e strumento del buon fare”. Aggiunge in proposito, Enrico Guarducci, Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed esperti contabili della Provincia di Perugia: “siamo entusiasti di poter partecipare al Progetto dello Sportello unitamente alla Fondazione, perché condividiamo sui temi della cultura finanziaria e del sovraindebitamento gli stessi obbiettivi e le stesse finalità.

Purtroppo, la normativa che il Legislatore ha strutturato per il risanamento delle posizioni da sovraindebitamento non è di immediata comprensione e molto spesso rimane sconosciuta alla cittadinanza. Grazie allo Sportello possiamo raggiungere più facilmente i cittadini e possiamo garantire loro una informativa qualificata su questi temi. L’Ordine dei commercialisti è poi un baluardo fondamentale nella gestione della crisi da sovraindebitamento, non solo perché l’apporto dei commercialisti per competenza e professionalità è fondamentale, ma anche perché grazie all’Organismo di Composizione della Crisi da sovraindebitamento, figura prevista dalla legge 3/2012 ed inserita nel Codice della Crisi di Impresa e da tempo attiva presso il nostro Ordine, possiamo coadiuvare l’attività informativa con quella fattiva di risoluzione del sovraindebitamento”.

“L’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Perugia – evidenzia ancora il Presidente dell’Ordine Guarducci – attraverso questa iniziativa ribadisce il proprio ruolo quale interfaccia naturale tra le istituzioni e la società civile, mettendo a disposizione, per il tramite dei nostri iscritti, competenze a sostegno di soggetti in stato di difficoltà e per quelli che intendono promuovere iniziative per intraprendere e dare valore al nostro territorio. Ricordiamoci che il sovraindebitamento è tema che tocca le piccole medie imprese, i professionisti, gli artigiani, i consumatori, e quindi le famiglie, gli impiegati, che sono il cuore pulsante dell’economia umbra.

Aiutare chi si trova in condizione di sovraindebitamento a risanare la propria posizione significa supportare la tenuta del tessuto economico e sociale del territorio”. Il Comune di città di Castello, che è uno dei soci fondatori della Fondazione Umbria contro l’Usura e annualmente contribuisce come socio a finanziare le attività dell’associazione, è sempre stato sensibile a questi temi, ma l’adesione del Comune di Città di Castello al Progetto dello Sportello è frutto dell’interessamento diretto del Sindaco, Luca Secondi, che ha saputo cogliere il valore sociale dell’iniziativa inserendola tra quelle di maggiore impatto nelle politiche sociali del territorio.

Il sindaco, Luca Secondi, a margine della firma del protocollo, affiancato dagli assessori, Rodolfo Braccalenti, Mauro Mariangeli e Benedetta Calagreti – esprime così la sua soddisfazione per l’iniziativa: “per il Comune di Città di Castello è un grande traguardo perché grazie a questo progetto possiamo raggiungere i cittadini, arrivare nelle loro case, ed aiutarli a parlare dei propri problemi e supportarli nel trovare un aiuto concreto e professionale. Essere vicini ai cittadini ed essere raggiungibili è il primo obbiettivo che si deve porre una Istituzione pubblica, ma questo non basta: all’ascolto va aggiunto un aiuto concreto.

Con lo Sportello possiamo contare sull’apporto di soggetti qualificati, la Fondazione Umbria contro l’Usura e l’ l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed esperti contabili della Provincia di Perugia, che possono garantire ai cittadini non solo una informativa completa sui temi del sovraindebitamento ma anche l’offerta di una panoramica di strategie risolutive che possono consentire l’uscita dalla crisi. Uscire dal sovraindebitamento – conclude il sindaco – è possibile, certo, si tratta di un percorso lungo, talvolta non facile, ma grazie a questa iniziativa oggi è più facile perché chi si trova in difficoltà potrà beneficiare del supporto umano e delle competenze professionali specializzate di soggetti qualificati, che sapranno indirizzare ciascuno verso la strada più giusta”.

Il nuovo punto di ascolto sarà, quindi, aperto presso l’URP – Sportello del cittadino del Comune di Città di Castello, Corso Cavour, n. 5, c.a.p. 06012 con il consueto orario. Contattando i numeri 075 8529 232 – 075 8529 312 – 800869102, oppure inviando una mail al urp@comune.cittadicastello.pg.it si può chiedere dello Sportello sul sovraindebitamento e fissare un appuntamento.

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Pavanelli (M5S): “Governo riveda criteri strutture sanitarie dei territori del cratere umbro”

“La nostra Costituzione qualifica la salute come diritto fondamentale dell’individuo ma anche come interesse della collettività. Purtroppo questo diritto universale non viene ancora tutelato in modo omogeneo in tutto il territorio nazionale. Questo perché la norma che stabilisce i requisiti minimi per l’apertura di una struttura ospedaliera territoriale prevede delle deroghe soltanto per le aree svantaggiate per le caratteristiche naturali del territorio, come nel caso delle isole o delle comunità montane, mentre non tiene sufficientemente conto degli svantaggi che altri territori hanno subito in conseguenza di eventi calamitosi. Mi riferisco all’intera area del cratere del sisma del Centro Italia del 2016, che in Umbria ha colpito diversi comuni dell’Umbria.

Questi territori sono tuttora sprovvisti di presidi sanitari fondamentali a causa di criteri penalizzanti che non tengono conto dello spopolamento dovuto al sisma e ai tempi necessari per la ricostruzione. Una condizione che mi ha spinto a depositare un’interrogazione parlamentare nella quale ho chiesto al Governo di tenere in considerazione lo svantaggio di questi territori con l’esigenza di garantire un’assistenza sanitaria effettiva alle popolazioni che li abitano. Il diritto alla salute non può prevedere cittadini di serie a e di serie b”. Così in una nota la deputata del Movimento 5 Stelle, Emma Pavanelli.

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Propone on-line la vendita di cerchi per automobile, ma viene truffato dall’acquirente, rintracciato e denunciato ventenne residente nel bresciano

Una persona è stata denunciata dai Carabinieri di Gualdo Tadino per una truffa on line messa a segno ai danni di un uomo del luogo. A cadere nella rete del truffatore un ignaro venditore che aveva inserito su un noto portale di vendite on-line, quattro cerchi in lega per autovettura. La vittima, dopo aver preso accordi con il presunto acquirente, ha versato la somma di 500 euro su un “postagiro”, ma, come da copione, l’acquirente ha fatto perdere le tracce intascandosi la sostanziosa somma di denaro ed i quattro cerchi sono rimasti al venditore.

I carabinieri di Gualdo Tadino, dopo aver raccolto la denuncia, si sono messi sulle tracce del truffatore e lo hanno identificato espletando accertamenti sia sul sito WEB che presso gli istituti bancari interessati dall’operazione di pagamento: si tratta di un 20enne residente nel bresciano.   Nello specifico, la truffa è consistita nel convincere la vittima a recarsi allo sportello bancomat per verificare attraverso un’operazione il pagamento ricevuto: in pratica, però, lo stesso anziché ricevere il denaro ha versato 500 euro su una carta prepagata in uso alla controparte. Il venditore ere stato contattato con un numero di cellulare, risultato poi intestato ad un prestanome senza fissa dimora. A nulla è valso tale tentativo di eludere le indagini poiché i Carabinieri sono risaliti al reale utilizzatore. Il giovane è stato denunciato alla Procura della repubblica di Perugia in quanto ritenuto presunto responsabile del reato di truffa.

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Furto in mercatino di oggetti usati: individuati e denunciati dai Carabinieri

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I Carabinieri della Stazione di Rigutino (AR), al termine di una certosina attività d’indagine, hanno deferito in stato di libertà per furto aggravato in concorso, due fratelli residenti a Roma.

In particolare è stato accertato che i due, a bordo di un furgone bianco, una mattina di alcune settimane fa si erano recati presso una rivendita di oggetti usati, in quel momento chiusa per la pausa pranzo. I due, approfittando dell’assenza del titolare e dei dipendenti, si impadronivano, caricandole su di un furgone bianco, di tre testiere ed una pediera da letto in ottone per un valore di vendita stimato in circa 2.000 euro. Tali oggetti erano stati collocati all’esterno del negozio, nelle immediate vicinanze dell’ingresso, per l’esposizione agli eventuali clienti. L‘estrapolazione delle immagini di videosorveglianza consentiva ai militari operanti di risalire alla targa dell’automezzo utilizzato per il furto, risultato di proprietà di un prestanome. Tale veicolo era stato controllato, nella stessa giornata del furto, da una pattuglia di Carabinieri in provincia di Terni che avevano compiutamente identificato gli occupanti. Ottenute le fotografie dei due uomini, gli stessi sono stati riconosciuti nelle persone immortalate dal circuito di videosorveglianza e pertanto sono statti denunciati alla locale Procura della Repubblica presso il Tribunale.

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Con il Mercoledì delle Ceneri al via il cammino quaresimale

Il 22 febbraio, inizia il tempo della Quaresima, l’itinerario spirituale che prepara e accompagna verso il culmine e centro dell’anno liturgico, il Triduo pasquale nel quale si celebrano la Passione e morte di Cristo, la sua discesa agli inferi e, soprattutto, la sua Risurrezione. Il vescovo Andrea sarà settimana dopo settimana in ciascuna delle Zone pastorali della diocesi per le Stazioni Quaresimali. Dei momenti preziosi a cui tutti sono invitati, una occasione per riconciliarsi con Dio e con gli altri.

Le Stazioni Quaresimali sono in programma ogni venerdì alle 20.30 e prevedono una liturgia penitenziale, con confessioni individuali, seguita da una Messa. Il primo appuntamento è il 22 febbraio, Mercoledì delle Ceneri, in Cattedrale e rivolto principalmente alla Zona pastorale di Arezzo.


“La Quaresima, che è certo cammino penitenziale, è un dono che viviamo nel corso dell’anno per ritrovare la bellezza del progetto di Dio per noi e per la nostra vita – dice il vescovo Andrea Migliavacca -. È come una grande avventura di ri-creazione dove Dio, se noi gli apriamo il cuore, ci ricrea nella nostra bellezza, cioè ci ricrea secondo il suo amore. A tutti va il mio invito di vivere questa avventura: incontrare lo sguardo di Dio che per ciascuno dice la sua parola di vita”.
Nel suo messaggio per la Quaresima quest’anno papa Francesco ha scelto il Vangelo della Trasfigurazione, per invitare a un’esperienza di ascesi personale ed ecclesiale. Nel Messaggio mette in luce la relazione tra il cammino quaresimale e quello sinodale che come Chiesa siamo impegnati a realizzare, radicati nella tradizione e aperti verso la novità: “Non rifugiarsi in una religiosità fatta di eventi straordinari, di esperienze suggestive, per paura di affrontare la realtà con le sue fatiche quotidiane, le sue durezze e le sue contraddizioni”. Un percorso in cui siamo chiamati a “salire su un alto monte” insieme a Gesù. Non saremo soli a compiere questo percorso, ma in compagnia dei nostri fratelli e sorelle. Ecco perché, ci ricorda il Papa, il nostro cammino quaresimale è un itinerario in cui essere “artigiani di sinodalità”. Dopo un sentiero che “richiede sforzo, sacrificio e concentrazione”, arriveremo alla meta, dove “il panorama che si spalanca alla fine sorprende e ripaga per la sua meraviglia”.
Le Stazioni Quaresimali proseguono venerdì 24 febbraio per la Zona Valdichiana presso l’Arcipretura di Lucignano; venerdì 3 marzo per la Zona Valtiberina nella Concattedrale di Sansepolcro; venerdì 10 marzo per la Zona di Cortona-Castiglion Fiorentino presso il santuario di Santa Margherita; venerdì 17 marzo per la Zona Casentino nella parrocchia di Soci; venerdì 24 marzo per la Zona Valdarno nella parrocchia di Terranuova Bracciolini e sabato 1° aprile per la Zona Senese alle 17.30 presso la parrocchia di Castelnuovo Berardenga.
L’emittente comunitaria della diocesi Tsd trasmetterà in diretta le Stazioni Quaresimali nel canale 85 (visibile in tutta la Toscana) e in streaming all’indirizzo www.tsdtv.it/live.

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Dalla commissione Assetto del Territorio mandato unanime al sindaco Luca Secondi e alla giunta di attivarsi con la Regione per sbloccare la situazione dell’ex ospedale

Dalla commissione Assetto del Territorio convocata ieri dal presidente Massimo Minciotti (PD) è venuto il mandato unanime al sindaco Luca Secondi e alla giunta comunale di attivarsi nei confronti della Regione Umbria per sbloccare la situazione dell’ex ospedale.

Nel prendere atto che l’invito a partecipare alla seduta rivolto all’assessore regionale al Patrimonio Paola Agabiti non avesse avuto seguito con una partecipazione nemmeno attraverso un collegamento in videconferenza, il sindaco Secondi ha preannunciato che, a seguito della riunione dell’organismo consiliare, invierà alla Regione “una richiesta di una valutazione tecnica sullo stato dell’immobile, alla luce della fatiscenza in cui versa, e sulle azioni a tutela della sicurezza dell’edificio e dell’area che lo circonda”.

Il primo cittadino ha anche rinnovato alla Regione a “valutare l’opportunità di mettere sul mercato il complesso con una manifestazione di interesse europea che possa essere ‘scaldata’, in gergo tecnico, dalla disponibilità dei circa 3 milioni di euro per la ristrutturazione post-sisma”.

Il dibattito, al quale hanno presenziato anche il consigliere regionale Michele Bettarelli e alcuni assessori della giunta comunale, è stato aperto dal presidente Minciotti ricordando la prima richiesta di convocazione della commissione depositata dal consigliere Valerio Mancini (Lega) e le successive istanze del sindaco Secondi. Proprio il sindaco Secondi, con il vice sindaco Giuseppe Stefano Bernicchi a fianco, ha ricordato le tappe storiche della vicenda dell’ex ospedale, chiarendo che “il Comune non è mai stato inerte sulla riqualificazione di un bene che è di proprietà della Regione e ha presentato più proposte, che erano sfociate nel protocollo d’intesa con la giunta regionale del 2019, formalizzato in una delibera dell’esecutivo, che era stato preceduto nel 2018 da una deliberazione dell’assemblea legislativa”.

“Per le note vicende di sanitopoli poi non è stato dato seguito al protocollo dalla precedente giunta regionale e non è più stato preso in considerazione dall’esecutivo attualmente in carica”, ha precisato il primo cittadino. “La proposta del Comune all’epoca – ha ricordato Secondi – era di riqualificare circa 3 mila metri dell’intera superficie per la casa della salute, con circa 10 milioni di euro, tra le risorse del lascito Mariani (3,7 milioni), i fondi del sisma (3 milioni) e un muto dell’Usl Umbria 1 da 2,5 milioni”. Il sindaco ha quindi ricordato che uno dei primi atti dopo l’insediamento della giunta nel 2021 sia stato quello di richiedere alla Regione di utilizzare le risorse del PNRR per il vecchio ospedale, anche in questo caso senza che la proposta abbia avuto seguito.

“E’ venuto il momento che questa amministrazione comunale prenda un impegno operativo per risolvere la questione”, ha sostenuto il consigliere Valerio Mancini (Lega), ricordando come i sopralluoghi effettuati in prima persona abbiano evidenziato “il grave degrado dell’immobile e lo stato di abbandono delle testimonianze storico artistiche che contiene”. “Dobbiamo diventare protagonisti delle iniziative che portino al recupero dell’ex ospedale”, ha esortato il rappresentante della minoranza, che ha ricondotto le responsabilità della situazione attuale “per il 70 per cento alle giunte regionali di Centrosinistra, che già dagli anni 90 dovevano pensare a cosa fare dell’edificio, e per il 30 all’attuale”.

“Tutte le occasioni che sono maturate sono state praticamente ignorate, tutti i tentativi di imprenditori seri, che potevano e volevano investire in questa struttura, sono stati ignorati”, ha ricordato Mancini che ha ammonito il sindaco: “se cade la prima tegola, voglio vedere le impalcature lì, dietro una sua ordinanza di messa in sicurezza alla proprietaria di quell’edificio che è la Regione”.

Nel condividere la presa di posizione del sindaco, la consigliera del PD Maria Grazia Giorgi ha rimarcato le “responsabilità di chi è proprietario del complesso, quindi della Regione”, e ha invitato il primo cittadino a “fare un’ordinanza di messa in sicurezza dell’immobile, se non dovesse andare avanti la proposta di metterlo sul mercato, procedendo anche con una denuncia penale alla Regione per omessa tutela avanzata di beni giuridici primari, qualora non adempiesse ai suoi obblighi”. Il capogruppo di Castello Civica Andrea Lignani Marchesani è intervenuto per ricordare che “la Regione a guida di Centrosinistra per 18 anni sia stata inerte”,

evidenziando che “il lascito Mariani, messo dal Comune nella disponibilità dell’Usl Umbria 1, quindi della Sanità, non possa essere utilizzato per il Patrimonio”. “Di fronte al degrado avanzato della struttura ci vogliono atti conseguenti”, ha riconosciuto il capogruppo di Castello Civica Lignani, che ha richiamato l’attenzione sulla “mozione di FDI presentata in consiglio regionale per chiedere di utilizzare i 3 milioni per la ricostruzione post sisma per la messa in sicurezza dell’immobile, a dimostrazione della volontà di affrontare la situazione”. A deplorare “l’assenza alla commissione della Regione, che manca di rispetto a questo consiglio comunale e ai cittadini della quarta città dell’Umbria” è stato il capogruppo del PD Gionata Gatticchi, che ha affermato: “diamo mandato al sindaco e all’amministrazione di dare seguito a un’azione più incisiva nei confronti della Regione nell’interesse della nostra città, di fronte a una situazione non più sostenibile”.

Nel puntualizzare che il Comune di Città di Castello non abbia risparmiato critiche nemmeno alle giunte regionali di Centrosinistra, l’esponente della maggioranza ha sostenuto: “il dato politico è che a un certo punto le risorse erano state trovate e un progetto era stato fatto”. “L’attuale giunta regionale però non ha la più pallida idea delle esigenza di Città di Castello e dopo questa occasione – ha osservato Gatticchi – ha perso anche quella del PNRR, dove il vecchio ospedale era stato incluso in prima istanza e poi escluso perché non era più di interesse sanitario”. “La manifestazione di interesse pubblica può essere una strada, ma il fatto grave è che non sappiamo cosa la Regione intenda fare di questo immobile”, ha concluso.

Nel riconoscere al sindaco Secondi “una ineccepibile ricostruzione della vicenda dell’ex ospedale”, il presidente del consiglio Luciano Bacchetta (PSI) ha ricordato che “per 10 anni dopo il trasferimento dell’ospedale non si era parlato più di cosa fare del vecchio, fino a quando l’amministrazione comunale di cui sono stato sindaco non ha fatto una proposta”. Bacchetta ha quindi ricordato “i circa 10 milioni di euro che erano stati individuati per il progetto della casa della salute, con cui sarebbero stati accorpati tutti gli uffici dell’Usl Umbria 1 suddivisi in tre edifici, con aggravio di spese ma anche di difficoltà per i cittadini”. “Arrivammo anche a firmare una convenzione con la presidente Tesei per trasferire all’Usl Umbria 1 le risorse del lascito Mariani in modo che fossero finalizzate alla casa della salute”, ha ricordato l’ex sindaco, che ha aggiunto: “la giunta regionale in carica però non solo non ha investito un soldo del lascito Mariani sul vecchio ospedale, ma anche sottratto i circa 3 milioni del terremoto dal bilancio finalizzato a Città di Castello, un fatto gravissimo”.

“C’erano 10 milioni veri e non li hanno usati, sono stati scandalosi”, ha concluso Bacchetta, appellandosi anche ai consiglieri regionali in carica perché lavorino a una soluzione. A parlare di “ricostruzioni tutte vere della vicenda, ma ognuna con omissioni” è stata la capogruppo di Castello Cambia Emanuela Arcaleni, che ha sostenuto: “le responsabilità sono sulle spalle di tutti coloro che hanno governato in Regione finora”. “Qualcosa non ha funzionato però nella relazione con il Comune, se è vero che siamo arrivati a un progetto dopo 18 anni mentre in altre città gli ex ospedali sono stati riqualificati”, ha osservato la consigliera, che ha puntualizzato: “la verità è che i soldi del lascito Mariani non potevano essere utilizzati per la ristrutturazione, cioè per i muri, ma solo per i servizi, quindi non c’erano”.

“Ci vuole un’idea di cosa serve alla città”, ha affermato Arcaleni nell’auspicare che “l’azione congiunta di Sinistra e Destra che emerge dal dibattito possa portare a fare un passo avanti” e che “il sindaco chieda un sopralluogo per verificare le condizioni di sicurezza dell’edificio”. “Purtroppo con il PNRR è stata persa una grandissima occasione e la manifestazione di interesse potrebbe essere una soluzione, ma darlo al privato significherebbe sottrarre il bene all’opportunità di rivitalizzare il centro storico di cui si dovrebbe far carico il Comune”. Nel rimarcare che “non possono essere messe sullo stesso piano responsabilità per un ritardo di 18 anni delle passate giunte regionali e per un ritardo di due anni dell’attuale, che ha affrontato la pandemia”, la consigliera Elda Rossi (FDI) ha espresso rammarico per il fatto che “nel PRG non sia mai stata indicata una destinazione d’uso chiara, mentre a Gubbio e Foligno le soluzioni sono state trovate”. L’esponente della minoranza ha poi auspicato che l’amministrazione comunale insista con la Regione “perché la proposta di FDI di utilizzare la risorse della ricostruzione post sisma per la messa in sicurezza dell’immobile venga portata avanti”.

Dal consigliere Filippo Schiattelli (Unione Civica Tiferno) è venuto l’invito a ricostruire correttamente i fatti e l’auspicio di “trovare tutti insieme la soluzione più opportuna”. “Pensiamo a risolvere i problemi, anziché distribuire le colpe”, ha aggiunto l’esponente della minoranza, invitando il sindaco a “valutare tutti i processi che ci permettano di arrivare concretamente a una soluzione, compresa la richiesta ai tecnici della Regione di valutare le questioni della sicurezza”. Il consigliere del PD Domenico Duranti ha quindi preso la parola per chiarire: “c’era un progetto dell’amministrazione comunale già nel 2004 quando partimmo con il Contratto di Quartiere”. “Il fatto è che poi erano stati stanziati quasi 10 milioni, che l’attuale giunta regionale ha di fatto eliminato, togliendo il recupero dell’ex ospedale anche dal PNRR”. “Il Comune non può fare niente su un bene che non gli appartiene”, ha rimarcato Duranti, che ha ricordato come la Regione, invece, abbia “bocciato anche la proposta della casa della salute sostenuta in ultimo a una mozione nell’assemblea legislativa presentata nel febbraio 2020 dal consigliere Bettarelli”.

“Mi interessa che vengano messe a disposizione le risorse che c’erano, i 10 milioni”, ha detto l’esponente della maggioranza che ha affermato: “questa città viene tralasciata completamente da una giunta regionale che non ha interesse a garantire i suoi diritti”. Nel dibattito è intervenuto anche il consigliere Riccardo Leveque (FDI), che ha richiamato l’attenzione sulle “responsabilità di chi, anche da questi banchi, non ha fatto niente per 18 anni”. “Il tetto dell’ex ospedale già cedeva nel 2008, non prendiamo in giro i cittadini”, ha evidenziato il rappresentante della minoranza, che ha concluso: “siamo chiamati a risolvere il problema e noi abbiamo presentato una mozione in consiglio regionale per mettere in sicurezza lo stabile che è fatiscente, una responsabilità che si devono prendere tutti”. In conclusione, il presidente della commissione Massimo Minciotti (PD) ha espresso “forte preoccupazione per la gestione dei servizi sanitari e anche del patrimonio sanitario da parte della Regione”. “Non ci sono soldi per le prestazioni più elementari, quindi non capisco come la Regione possa investire in un immobile come il vecchio ospedale”, ha osservato Minciotti, che ha ritenuto più opportuno che “la casa della salute venga realizzata nell’attuale ospedale e il vecchio venga demolito”.

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Il 24 febbraio fiaccolata per la pace organizzata da Caritas

In occasione del primo anniversario dall’inizio della guerra in Ucraina la Caritas Diocesana di Città di Castello ha organizzato una FIACCOLATA PER LA PACE che avrà luogo venerdì 24 febbraio.
Appuntamento alle ore 20.45 presso la Chiesa di San Francesco in Città di Castello. La fiaccolata raggiungerà il Monastero di Santa Veronica dove, alle ore 21, verrà animata la Via Crucis presieduta da don Andrea Czortek, vicario generale della diocesi.


L’equipe della caritas, invitando a partecipare al momento di preghiera, sottolinea che il grido della pace non può essere soppresso. Emblematiche al riguardo alcune parole di Papa Francesco;
“Sale dal cuore delle madri, è scritta sui volti dei profughi, delle famiglie in fuga, dei feriti o dei morenti. E questo grido silenzioso sale al Cielo.
Non conosce formule magiche per uscire dai conflitti, ma ha il diritto sacrosanto di chiedere pace in nome delle sofferenze patite, e merita ascolto.
Merita che tutti, a partire dai governanti, si chinino ad ascoltare con serietà e rispetto.”

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Pallavolo serie A3: Ridas Skuodis (ErmGroup San Giustino) “stiamo facendo bene, speriamo in un pubblico più numeroso, visti i risultati”

“Sono a San Giustino da due anni e devo ammettere che è un posto top, per fare pallavolo. Società di livello assoluto, dirigenti e staff di primaria importanza, abbiamo fatto tanto e bene in questi anni, serve solo che il pubblico torni al palavolley, sarebbe un premio ed uno stimolo in più per tutti noi”.

https://www.facebook.com/primo.notizie/videos/714603363493617
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Pallavolo: Valerio Giunti (Volley Revolution) “a Badia Tedalda progetto importante, presto restyling impianti grazie fondi PNRR”

“A Badia Tedalda esiste un progetto importante, che darà nuovo impulso al comune, per quanto riguarda l’impiantistica sportiva, questo grazie ai fondi del PNRR che consentiranno di realizzare lavori di ammodernamento. Il Comune punta a tornare ad essere punto di riferimento per le società che intendano allenarsi e fare ritiri, in vista dell’inizio dei vari campionati. Bene anche per quanto riguarda il movimento pallavolistico che cresce costantemente”

https://www.facebook.com/watch/?v=1418070338727472
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