Loretta Zazzi: «Villa Graziani è tornata a vivere. Ora vogliamo far conoscere sempre di più il nostro territorio»

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Sabato 10 ottobre l’appuntamento con Orizzonti Francescani. L’assessore alla Cultura di San Giustino racconta il percorso di valorizzazione della villa, il successo delle iniziative estive e le prospettive per un turismo capace di coinvolgere tutta l’Alta Valle del Tevere.

Villa Graziani è tornata a essere uno dei luoghi di riferimento per la cultura a San Giustino. Le iniziative organizzate negli ultimi mesi hanno riportato cittadini e visitatori all’interno della storica struttura, facendo riscoprire anche angoli e testimonianze che molti, probabilmente, non conoscevano.

Tra questi c’è una piccola cappella legata alla figura di San Francesco, che secondo alcune testimonianze tramandate oralmente avrebbe soggiornato proprio qui. Un legame che sarà al centro di Orizzonti Francescani, l’appuntamento in programma sabato 10 ottobre, con la partecipazione di studiosi ed esperti chiamati ad approfondire la storia, l’arte e le tradizioni del territorio.

Ne abbiamo parlato con Loretta Zazzi, assessore alla Cultura del Comune di San Giustino, partendo proprio dall’iniziativa di sabato per affrontare anche un’altra questione: come valorizzare meglio le bellezze dell’Alta Valle del Tevere e provare a superare quel turismo mordi e fuggi che ancora oggi caratterizza buona parte della vallata.

Assessore, sabato a Villa Graziani arriva Orizzonti Francescani. Guardando anche i nomi dei relatori, mi sembra un appuntamento di un certo livello. Che cosa avete voluto organizzare?

«È un evento molto importante per San Giustino, ma credo anche per tutta la vallata. Abbiamo cercato di costruire una giornata che permettesse di riportare alla luce le nostre tradizioni culturali e di approfondire alcuni aspetti legati agli itinerari francescani presenti nel territorio. Ci saranno personalità importanti, che ci aiuteranno ad affrontare questi argomenti e a conoscere meglio una parte della nostra storia».

È un convegno che affronta davvero tanti aspetti. Non si parlerà soltanto di religione, ma anche di arte, cultura, paesaggio e tradizioni.

«Sì, perché vorremmo che San Giustino diventasse il centro di un messaggio francescano che riguarda diversi aspetti della nostra storia e del nostro territorio. Parleremo dei percorsi che nel tempo sono stati rivisitati, ma anche di religione, arte, cultura, tradizioni, fiori e piante. Tutti argomenti che si collegano, in qualche modo, al messaggio di San Francesco. E poi siamo in un luogo particolare. Secondo alcune fonti orali, San Francesco avrebbe soggiornato proprio qui, in questa piccola cappella che si trova a Villa Graziani. È una testimonianza che merita certamente di essere conosciuta e approfondita».

Quando parliamo di turismo in Valtiberina, però, torniamo sempre allo stesso problema. Abbiamo un patrimonio straordinario, da Caprese Michelangelo fino a Umbertide, ma spesso chi arriva si ferma poche ore e poi riparte. Non sarebbe arrivato il momento di mettere insieme queste ricchezze e puntare davvero su un turismo più lento?

«È proprio quello che vorremmo fare. Il nostro obiettivo è andare verso un turismo che permetta di riscoprire e valorizzare il patrimonio artistico che abbiamo. Il convegno di sabato rappresenta anche un’occasione per riflettere su quali siano i luoghi più importanti da visitare e su come possiamo farli conoscere a chi arriva da fuori. Abbiamo tante bellezze che meritano attenzione e dobbiamo cercare di valorizzarle sempre di più. È un lavoro importante, perché può offrire nuove opportunità a tutto il territorio».

A proposito di turismo lento, sabato presenterete anche due pubblicazioni promosse dal Comune. Una riguarda proprio i percorsi ciclabili.

«Esatto. Presenteremo due lavori ai quali teniamo molto. Il primo riguarda i percorsi ciclabili e quindi anche un modo di vivere il territorio attraverso lo sport, andando alla scoperta dei nostri paesaggi. L’altro è una guida, un saggio che approfondisce il percorso storico e culturale legato alla cappella di Villa Graziani, riconosciuta nel tempo dalla tradizione come un luogo importante per il passaggio di San Francesco. Sono due pubblicazioni diverse, ma entrambe hanno lo stesso obiettivo: far conoscere meglio quello che abbiamo».

Vorrei tornare proprio su Villa Graziani. Questa amministrazione ci ha puntato molto, organizzando eventi di qualità e aprendola al pubblico. Le ho confessato, anche a microfoni spenti, che nemmeno io sapevo dell’esistenza di questa cappella. E credo che siano tanti i cittadini che ancora non conoscono fino in fondo la storia di questo luogo.

«Ed è proprio per questo che abbiamo voluto fortemente riaprire Villa Graziani alla nostra comunità e a chi viene da fuori. È un luogo che merita di essere visitato, ma anche rivalutato dal punto di vista storico, artistico e culturale. Abbiamo cercato di renderlo uno spazio da vivere, non soltanto da ammirare, organizzando iniziative e momenti di incontro. L’Alta Valle del Tevere è una vallata ricchissima di luoghi da visitare e Villa Graziani ha tutte le caratteristiche per essere uno di questi punti di riferimento».

E la risposta del pubblico? Perché durante l’estate avete organizzato diverse iniziative e mi sembra che la partecipazione non sia mancata.

«Assolutamente. Veniamo da un’estate molto positiva, soprattutto dal punto di vista della partecipazione. Abbiamo visto davvero tante persone prendere parte alle iniziative che hanno interessato il nostro Comune. E una delle cose che ci ha fatto più piacere è stata la presenza di numerosi turisti. Persone che avevano visto gli appuntamenti sui nostri canali e che, trovandosi di passaggio in vallata, hanno deciso di venirci a trovare».

E che impressione hanno avuto di Villa Graziani?

«Sono rimasti davvero incantati. Molti hanno scoperto un luogo che non conoscevano e ne hanno apprezzato la bellezza. Questo per noi è un segnale importante, perché dimostra quante potenzialità abbia Villa Graziani anche per il futuro. La partecipazione che abbiamo registrato ci incoraggia a continuare su questa strada, proponendo altre iniziative e cercando di valorizzare sempre di più la villa anche dal punto di vista turistico».

Quindi Orizzonti Francescani è un altro tassello di un percorso che avete già avviato e che sta dando risultati.

«Sì, perché vogliamo continuare a far conoscere Villa Graziani e, più in generale, le bellezze del nostro territorio. Le iniziative che abbiamo organizzato ci hanno dimostrato che c’è interesse, sia da parte dei cittadini sia da parte dei visitatori. Crediamo che ci siano ancora tante possibilità da sviluppare e continueremo a lavorare in questa direzione».

Sabato 10 ottobre, dunque, Villa Graziani tornerà ad accogliere il pubblico per una giornata che, partendo dalla figura di San Francesco, offrirà l’occasione di conoscere meglio una parte della storia di San Giustino.

Ma dall’intervista con Loretta Zazzi emerge anche una riflessione che riguarda tutta la Valtiberina. Da anni si parla della necessità di fare sistema, di collegare i luoghi della cultura, i percorsi naturalistici e le tante bellezze che caratterizzano questa vallata. Un patrimonio che spesso conosciamo meno di quanto dovremmo.

Villa Graziani dimostra che quando questi luoghi vengono aperti e vissuti, la risposta del pubblico arriva. Il passo successivo, per l’intero territorio, dovrebbe essere quello di riuscire a lavorare insieme, superando i confini comunali.

Perché da Caprese Michelangelo a Umbertide abbiamo davvero molto da raccontare. E sarebbe un peccato continuare a essere, per tanti visitatori, soltanto una bella tappa lungo il viaggio.

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