L’ex presidente Paolo Bettacchioli rende noto il documento presentato per provare a rilanciare l’attività: società unica, attenzione a giovani e donne, collaborazione con scuola e Pro Loco e rifacimento dei campi
La chiusura della Bocciofila di Città di Castello continua a far discutere e, anche sui social, la vicenda sta raccogliendo numerosi commenti e testimonianze, segno di quanto questa realtà abbia rappresentato negli anni un punto di riferimento per tanti tifernati.
Nelle ultime ore l’ex presidente Paolo Bettacchioli ha reso nota anche la proposta che era stata avanzata con l’obiettivo di provare a evitare la chiusura e dare una prospettiva futura all’attività bocciofila cittadina.
Nel documento veniva indicata innanzitutto la possibilità di arrivare a una “Bocciofila Unica”, con un nuovo consiglio direttivo e anche l’ipotesi di individuare una denominazione alternativa. Tra i punti centrali figuravano poi la valorizzazione di tutte le categorie, con particolare attenzione ai giovani e al settore femminile, e l’avvio di collaborazioni con la scuola elementare e la Pro Loco.
La proposta prevedeva inoltre il rifacimento dei campi e la verifica di ulteriori interventi necessari per rendere la struttura nuovamente funzionale e attrattiva.
Un documento che oggi torna di attualità dopo l’annunciata chiusura e che testimonia come, prima di arrivare allo stop definitivo, fosse stato ipotizzato un percorso per cercare di salvaguardare e rilanciare una realtà con una lunga storia alle spalle.



