Dalle rotte del Rinascimento ai social: la lunga storia della @ e il metodo degli “hook” nella didattica

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Dal commercio mediterraneo alle e-mail: il professor Giovanni Tarducci racconta come un simbolo utilizzato ogni giorno possa diventare il punto di partenza per avvicinare gli studenti alla storia

Un simbolo che utilizziamo ogni giorno per inviare una mail, taggare qualcuno sui social o scrivere un indirizzo digitale. Eppure la storia della @, la celebre “chiocciola”, comincia molti secoli prima dell’arrivo di Internet.

Dietro quel segno apparentemente modernissimo si nasconde infatti una vicenda che attraversa paleografia, commerci, rotte mediterranee e antichi sistemi di misura. Ed è proprio da esempi come questo che, secondo Giovanni Tarducci, docente di Storia antica all’Università degli Studi Link, può partire un modo nuovo di insegnare la storia alle generazioni cresciute nell’era digitale.

Una delle testimonianze più conosciute della @ risale al Rinascimento. Nel 2000 Giorgio Stabile, docente di Storia della Scienza all’Università La Sapienza di Roma, richiamò l’attenzione su una lettera commerciale inviata da Siviglia a Roma il 24 maggio 1536 dal mercante fiorentino Francesco Lapi a Filippo Strozzi.

Nel documento compare il simbolo @ all’interno di un passaggio dedicato al prezzo del vino. Stabile lo interpretò come abbreviazione di “anfora”, antica unità di misura utilizzata negli scambi commerciali.

Una lettura affascinante che contribuì a riportare l’origine del simbolo nel cuore dei traffici del Mediterraneo. Ma, come spesso accade nella ricerca storica, la questione non è definitivamente chiusa. Altri studiosi hanno collegato infatti quel segno all’arroba, unità di peso e capacità diffusa nella penisola iberica e derivata dall’arabo al-rub’, “un quarto”.

Esistono inoltre interpretazioni ancora più antiche, che fanno risalire la forma della @ alle abbreviazioni utilizzate dagli amanuensi medievali, in particolare alla possibile fusione grafica delle lettere della preposizione latina “ad”.

Più che un’invenzione avvenuta in un singolo momento, quindi, la chiocciola potrebbe essere il risultato di una lunga evoluzione grafica e funzionale, passata dai manoscritti ai registri dei mercanti e successivamente alla contabilità anglosassone.

Tra Settecento e Ottocento il simbolo venne infatti utilizzato nel mondo commerciale con il significato di “al prezzo di”, tanto da trovare posto anche sulle tastiere delle prime macchine da scrivere americane.

Il grande salto arriva però nel 1971. Ray Tomlinson, impegnato nello sviluppo della posta elettronica sulla rete ARPANET, scelse proprio la @ per separare il nome dell’utente dal computer sul quale quell’utente si trovava. Era un carattere già presente sulle tastiere e poco utilizzato nei nomi propri: una soluzione semplice destinata a entrare nella storia dell’informatica.

Da quel momento lo schema “utente@host” sarebbe diventato uno degli elementi più riconoscibili della comunicazione digitale.

Ed è proprio questo viaggio, dai commerci rinascimentali agli smartphone, a offrire secondo Tarducci uno spunto interessante anche sul piano didattico.

«La sfida è costruire un ponte tra la quotidianità digitale degli studenti e la complessità del passato», osserva il docente.

Il punto di partenza può essere quello che nel linguaggio della comunicazione viene definito “hook”, un gancio: qualcosa di conosciuto, immediato, capace di catturare l’attenzione. Nel caso della storia, può essere proprio un simbolo come la @.

Lo studente lo incontra ogni giorno nelle e-mail e nei social network. Scoprire improvvisamente che quello stesso segno era utilizzato secoli fa nei commerci europei genera sorpresa e curiosità. Ed è da lì che può cominciare il percorso verso argomenti molto più complessi: le rotte commerciali, la paleografia, il Mediterraneo rinascimentale, le unità di misura e perfino il confronto fra diverse interpretazioni storiografiche.

«La sorpresa iniziale – spiega Tarducci – può diventare la porta d’ingresso per accompagnare gli studenti dentro i grandi processi della storia».

Un metodo che non significa rinunciare al rigore scientifico. Al contrario, permette di mostrarlo concretamente, facendo comprendere come la storia non sia fatta soltanto di date da memorizzare, ma anche di fonti da leggere, ipotesi da confrontare e interpretazioni che possono cambiare con nuove ricerche.

E forse è proprio questo l’aspetto più interessante della vicenda della chiocciola: un piccolo simbolo capace di collegare mondi lontanissimi.

Dai manoscritti medievali ai mercanti del Rinascimento, dalle macchine da scrivere ad ARPANET, fino alle e-mail e ai social media.

La storia, in fondo, continua a scorrere sotto le nostre dita ogni volta che tocchiamo lo schermo di uno smartphone.

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