Il presidente della sezione di Città di Castello richiama la natura laica e plurale dell’associazione: «La fede può essere una spinta personale, ma non deve diventare il linguaggio esclusivo del Movimento»
CITTÀ DI CASTELLO – Una realtà aperta, capace di dialogare con tutti e di mettere al centro, prima di ogni appartenenza, la dignità della persona. È questa l’idea di Movimento per la Vita che Francesco Marconi, membro del Direttivo nazionale del MpV italiano, vicepresidente di FederVita Umbria e presidente della sezione di Città di Castello, torna a ribadire intervenendo sull’identità e sul ruolo dell’associazione.
«Il Movimento per la Vita deve continuare a essere una casa aperta a tutti, attenta ai bisogni concreti dell’intera comunità, capace di dialogare con chiunque metta al centro il valore della dignità umana», sottolinea Marconi.
Una riflessione che parte anche dalla necessità, secondo il presidente tifernate, di evitare che il Movimento venga identificato esclusivamente attraverso una dimensione religiosa.
«Respingiamo con fermezza ogni tentativo di appropriamento religioso del nostro operato – afferma –. La fede vissuta dai singoli soci e volontari è un grande valore e può rappresentare una spinta personale importante, una risorsa che alimenta la capacità di ascolto, di empatia e di discernimento davanti alle fragilità. Ma non può e non deve diventare il fine unico né il linguaggio esclusivo del Movimento».
Per Marconi, la difesa della vita deve quindi rimanere un terreno di confronto e di impegno aperto a sensibilità differenti.
«La vita da accogliere, proteggere e salvaguardare è un bene universale che appartiene a tutti, a prescindere dal credo o dalle convinzioni personali. Per questo la laicità non è un compromesso, ma la condizione fondamentale perché le nostre porte rimangano aperte a chiunque cerchi aiuto, collaborazione o semplicemente un terreno comune sul quale impegnarsi».
Il Movimento per la Vita di Città di Castello conferma così la volontà di continuare a operare sul territorio attraverso attività di solidarietà, sostegno alle maternità difficili, vicinanza alle famiglie e promozione di una cultura che metta al centro la persona nella sua interezza.
Un messaggio che Marconi sintetizza nella volontà di andare oltre appartenenze e steccati: la tutela della vita, nella visione espressa dal Movimento, deve poter rappresentare un impegno civile condiviso e accessibile a tutti.



