Attivato un nuovo protocollo multidisciplinare: prima procedura eseguita con successo a Città di Castello, martedì 6 ottobre il secondo esame a Gubbio
Una nuova possibilità diagnostica per i pazienti portatori di pacemaker e defibrillatori arriva dalla Usl Umbria 1. L’azienda sanitaria ha approvato e testato un protocollo multidisciplinare che permette di eseguire in sicurezza esami di risonanza magnetica anche su persone portatrici di questi dispositivi.
Un risultato importante, soprattutto perché fino a oggi per prestazioni di questo tipo era spesso necessario rivolgersi a strutture fuori regione, con conseguente mobilità sanitaria.
Il nuovo percorso è stato costruito grazie al lavoro di 15 professionisti appartenenti a diverse discipline: cardiologi, radiologi, tecnici sanitari di radiologia medica, fisici sanitari e infermieri. Insieme hanno definito procedure condivise per garantire sicurezza e qualità durante tutte le fasi dell’esame.
Il primo test è stato effettuato con successo lo scorso 22 settembre all’ospedale di Città di Castello, dove è stata eseguita una risonanza magnetica cardiaca su un paziente portatore di defibrillatore. Un secondo esame è già programmato per martedì 6 ottobre all’ospedale di Gubbio-Gualdo Tadino.
La risonanza magnetica cardiaca è una metodica diagnostica avanzata che consente di individuare patologie e anomalie che non sempre possono essere evidenziate attraverso gli strumenti tradizionali. Nei pazienti con dispositivi cardiaci impiantabili sono però necessarie particolari procedure, perché il campo magnetico può interferire con il loro funzionamento.
Il protocollo messo a punto dalla Usl Umbria 1 prevede quindi la temporanea riprogrammazione del dispositivo, attraverso strumentazione dedicata, il monitoraggio continuo del paziente e il controllo clinico durante l’intero esame.
Un ruolo importante è stato svolto anche dal recente potenziamento del servizio presso l’ospedale di Città di Castello, dove è stato attivato un centro Spoke dotato di una risonanza magnetica di ultima generazione, acquistata grazie ai fondi del lascito Mariani.
«Questo importante risultato dimostra come l’innovazione in sanità nasca innanzitutto dalla capacità di fare squadra e valorizzare competenze diverse all’interno di un unico percorso assistenziale», sottolinea il direttore generale della Usl Umbria 1 Emanuele Ciotti.
Il nuovo percorso, aggiunge Ciotti, rappresenta un esempio di integrazione tra Cardiologia, Radiologia, Fisica Sanitaria, personale infermieristico e tecnico, permettendo di offrire prestazioni specialistiche direttamente sul territorio e riducendo la necessità per i pazienti di rivolgersi a strutture di altre regioni.



