L’assessore Letizia Guerri risponde in Consiglio comunale all’interrogazione della Lega. Al centro del confronto qualità, quantità e temperature dei pasti, controlli e partecipazione delle famiglie
Il servizio di ristorazione scolastica di Città di Castello è al centro di un sistema di controlli che coinvolge Comune, scuole, famiglie, USL e aziende incaricate della gestione e della verifica della qualità. È quanto ha spiegato l’assessore ai Servizi Educativi Letizia Guerri in Consiglio comunale, rispondendo all’interrogazione presentata dal capogruppo della Lega Valerio Mancini.
L’interrogazione nasce da alcune segnalazioni che sarebbero arrivate da genitori di bambini delle scuole dell’infanzia e primarie, relative in particolare alla qualità, alla varietà e alla quantità dei pasti, oltre che alla temperatura con cui il cibo viene servito in alcuni plessi.
Mancini ha chiesto all’Amministrazione quali provvedimenti siano stati adottati, quali controlli siano stati effettuati negli ultimi due anni, se siano stati somministrati questionari di gradimento alle famiglie e quali eventuali penali siano state applicate alle aziende incaricate del servizio.
La risposta dell’assessore è partita proprio dal sistema di monitoraggio.
«Il servizio di ristorazione scolastica del Comune di Città di Castello è sottoposto a un sistema di monitoraggio e di partecipazione che coinvolge le famiglie, le scuole e tutti i soggetti istituzionali deputati ai controlli», ha spiegato Guerri.
Il punto centrale di questa organizzazione è il Nucleo di Valutazione, composto da 49 membri: rappresentanti delle scuole, genitori, dirigenze scolastiche, aziende che gestiscono il servizio, Comune, USL Umbria 1 e società incaricata dei controlli sulla qualità.
Il Nucleo si riunisce mediamente tre volte all’anno, a partire da ottobre, per verificare l’andamento del servizio e valutare eventuali modifiche ai menù. A questo si aggiungono i controlli effettuati direttamente nei plessi: l’azienda incaricata della qualità realizza in media 65 audit a sorpresa ogni anno.
C’è poi un ulteriore strumento a disposizione delle famiglie: i rappresentanti dei genitori possono effettuare assaggi a sorpresa nelle mense e compilare schede di valutazione da trasmettere al servizio.
I questionari e le modifiche ai menù
Guerri ha quindi fornito i dati relativi alle schede di valutazione raccolte negli ultimi anni scolastici.
Nel 2023-2024 sono state 23, con 20 valutazioni positive e 3 negative. Nel 2024-2025 le schede sono state 20, di cui 19 positive e una negativa. Nel 2025-2026 sono state 15, con 10 positive e 5 negative. Nell’anno scolastico appena iniziato, 2026-2027, è già arrivata una scheda, con esito positivo.
Proprio sulle cinque valutazioni negative dell’ultimo anno l’Amministrazione ha effettuato una verifica. «Il motivo era relativo a una pietanza servita nel menù, le polpette di ceci, che non era di gradimento dei bambini», ha spiegato Guerri.
Da qui la decisione di intervenire sul menù invernale, eliminando la pietanza e modificando anche la cosiddetta “giornata verde” del giovedì, nella quale venivano proposte portate a base di verdure.
L’obiettivo, ha precisato l’assessore, è stato quello di trovare un maggiore equilibrio tra il gradimento dei bambini e il rispetto delle quantità di legumi e verdure previste dalle linee guida regionali.
Il tema delle temperature e dei punti di cottura
Un altro tema affrontato in aula è stato quello della temperatura dei pasti, soprattutto nei plessi più lontani dai centri di cottura.
Il servizio interessa circa 1.700 bambini di Città di Castello, ma nell’ambito della gara comprensoriale i punti di cottura tifernati servono anche utenti di San Giustino e Citerna.
Per ridurre le criticità legate alla distribuzione, l’Amministrazione ha indicato come elemento importante l’attivazione a pieno regime, da quest’anno scolastico, del terzo punto di cottura nella scuola dell’infanzia Montedoro.
La maggiore distribuzione della produzione dovrebbe consentire di ridurre i tempi e rendere più efficace l’organizzazione del servizio.
Anche sulle porzioni è stato ricordato un intervento già sollecitato dal Nucleo di Valutazione. In particolare, era stata evidenziata la necessità di considerare il diverso fabbisogno alimentare tra bambini di prima e quinta elementare, che in precedenza ricevevano la stessa quantità.
La questione è stata sottoposta ad ANCI e successivamente le quantità sono state aggiornate nelle più recenti linee guida dell’USL.
Controlli e penali
Guerri ha infine chiarito che le segnalazioni formalizzate attraverso l’Ufficio Scuola vengono prese in carico e, quando necessario, fanno scattare i controlli previsti dal contratto.
«Quando i controlli hanno avuto esito positivo, il Comune, sulla base del contratto che regola il servizio, si è mosso con le penali laddove sono state necessarie», ha riferito l’assessore.
Mancini ha preso atto delle informazioni ricevute, mantenendo però le proprie perplessità soprattutto sulla gestione della gara comprensoriale e sulla necessità di garantire la massima attenzione a alimentazione, temperature e puntualità del servizio.
Il confronto in Consiglio ha così riportato al centro una questione che riguarda quotidianamente centinaia di famiglie: quella di una mensa scolastica che deve riuscire a tenere insieme qualità del cibo, sicurezza, corretta alimentazione e, non meno importante, il gradimento dei bambini.



