Sansepolcro, Piero della Francesca incontra la tradizione della balestra

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Un Palio speciale dedicato al Maestro nel giorno dell’anniversario della sua morte. Vince Luciano Mazzini davanti a Gianluca Baldi e Mauro Sonni

A Sansepolcro l’arte di Piero della Francesca e la tradizione della balestra si sono incontrate in un appuntamento speciale dedicato al più illustre figlio della città.

In occasione dell’anniversario della morte del Maestro, la Società Balestrieri di Sansepolcro ha organizzato un Palio al Campo di Tiro “Luigi Batti”, trasformando ancora una volta una delle tradizioni più rappresentative della città in un modo originale per rendere omaggio a Piero.

A rendere particolare la competizione è stata soprattutto la rotella dipinta dall’artista e balestriere Marco Tontini, ispirata all’eredità artistica e geometrica di Piero della Francesca. Un’opera che ha messo idealmente in dialogo due elementi profondamente legati all’identità biturgense: l’arte e la balestra.

Al termine della gara sono state 30 le verrette che hanno raggiunto la rotella. A conquistare il Palio è stato Luciano Mazzini, seguito da Gianluca Baldi, secondo classificato, e Mauro Sonni, terzo.

Alla manifestazione ha preso parte anche l’assessore Valeria Noferi, a testimonianza della vicinanza dell’Amministrazione comunale a un’iniziativa che ha scelto di celebrare Piero della Francesca partendo proprio dalle tradizioni cittadine.

Un ringraziamento è stato rivolto dalla città alla Società Balestrieri di Sansepolcro, a Marco Tontini e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’appuntamento. Un riconoscimento particolare è andato al presidente della Società Balestrieri, Stefano Tarducci, promotore del Palio speciale dedicato al Maestro.

Un’iniziativa che ha saputo unire memoria, arte e tradizione, riportando ancora una volta Piero della Francesca dentro la vita della sua città.

Perché ricordare Piero non significa soltanto custodirne le opere. Significa anche continuare a far vivere quella identità culturale e storica che Sansepolcro ha costruito nel corso dei secoli e che ancora oggi trova nelle sue tradizioni una delle sue espressioni più autentiche.

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