Pallavolo Città di Castello femminile, Benegiamo: «La vera squadra si vedrà nella seconda parte del campionato»

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Il direttore sportivo della formazione femminile racconta il lavoro svolto per affrontare la Serie B2: dalle difficoltà del mercato al ruolo di Fiorella Di Leone, fino alla scelta di puntare su un gruppo che unisce esperienza e giovani talenti.

Un anno fa si occupava delle fotografie, dei video e della comunicazione della squadra. Oggi è il direttore sportivo della Pallavolo Città di Castello femminile, chiamata a misurarsi con il campionato nazionale di Serie B2 dopo una promozione che ha regalato grandi soddisfazioni a tutto l’ambiente biancorosso.

Per Diego Benegiamo il passaggio non è stato dei più semplici. Costruire una squadra significa scegliere, confrontarsi con allenatori e procuratori, fare i conti con le risorse disponibili e, soprattutto, capire quali giocatrici possano essere adatte a un progetto. Un lavoro che lo ha impegnato per buona parte dell’estate, con il sostegno dell’allenatrice Fiorella Di Leone.

Ospite di Televaltiberina, Benegiamo ha parlato della nuova stagione, delle aspettative e di una squadra che, pur partendo con l’obiettivo della salvezza, ha qualità interessanti. Senza dimenticare il rapporto con i tifosi, protagonisti anche loro della promozione dello scorso anno.

Diego, fino a poco tempo fa raccontavi la squadra attraverso fotografie e video. Adesso ti ritrovi a costruirla. Come è nato questo cambiamento?

«Sono arrivato lo scorso anno per seguire la comunicazione della formazione femminile. Poi, durante la stagione, ho cominciato a occuparmi anche di altre cose, dall’organizzazione alle trasferte. È stato un anno impegnativo, ma i risultati ci hanno aiutato a lavorare con entusiasmo. Quando la società mi ha proposto il ruolo di direttore sportivo sono rimasto sorpreso. Mi ha fatto piacere, perché significava che il lavoro svolto era stato apprezzato. Poi, naturalmente, sono cominciate le notti insonni».

La promozione ha portato entusiasmo, ma anche la necessità di costruire una squadra per una categoria completamente diversa. Da dove siete partiti?

«Avevamo già una buona base. Alcune ragazze hanno lasciato per motivi di studio o lavoro, ma siamo riusciti a confermare giocatrici importanti come Francesca Mancini, Viola Rossi, Nicol Sasso e Celeste Malcangi. Da lì abbiamo cercato di completare l’organico con ragazze che potessero darci qualcosa in più, mantenendo un equilibrio tra esperienza e gioventù».

Sono arrivate Beatrice Cicciulla, Angelica Cavalchetti, Chiara Montecucco e Alessia Rizza. Quale criterio avete seguito nelle scelte?

«Abbiamo cercato ragazze con qualità tecniche, ma anche motivate a entrare nel nostro ambiente. Angelica, per esempio, ha sedici anni, ma ha già giocato da titolare in B2. Chiara è un’altra giovane interessante, mentre Alessia porta esperienza. L’obiettivo era avere un gruppo nel quale le ragazze più giovani potessero crescere anche grazie alle compagne che conoscono meglio la categoria».

Per te era il primo mercato da direttore sportivo. Come hai fatto a trovare contatti e giocatrici, arrivando da un’esperienza completamente diversa?

«Sono una persona curiosa. Negli ultimi due anni ho guardato tantissime partite, dalla Serie C fino ai campionati di livello superiore. Conoscevo già diverse giocatrici, almeno per averle viste in campo. Poi, attraverso allenatori, amici e persone che lavorano nella pallavolo, sono riuscito a creare i primi contatti. Un aiuto fondamentale è arrivato da Fiorella Di Leone. Conosce molto bene questo ambiente e mi ha affiancato nelle valutazioni tecniche e nelle scelte».

Quanto è stato complicato trovare le giocatrici giuste, considerando anche la concorrenza delle altre società?

«Parecchio. Quest’anno, con l’introduzione della Serie A3 femminile, il mercato è diventato ancora più difficile. Diverse ragazze che avrebbero potuto giocare in B1 o B2 hanno scelto questa nuova categoria. Noi dovevamo trovare giocatrici adatte alle nostre esigenze e alle possibilità della società. Non è stato semplice, ma credo che alla fine siamo riusciti a costruire una buona squadra».

Hai citato Fiorella Di Leone. Che cosa ti colpisce maggiormente del suo lavoro in palestra?

«L’impegno che mette ogni giorno negli allenamenti. Seguo spesso il lavoro della squadra e vedo quanto tenga alla crescita delle ragazze. C’è ancora molto da migliorare, sia dal punto di vista tecnico sia da quello tattico, ma abbiamo una buona base. Fiorella è un’allenatrice di grande livello e sono convinto che il suo lavoro sarà determinante durante la stagione».

Città di Castello continua a portare ragazze del proprio vivaio in prima squadra. È un aspetto che può fare la differenza?

«Certamente. Il nostro settore giovanile lavora molto bene. Viola, Celeste e Giorgia hanno partecipato a diversi stage con il Club Italia e Viola ha proseguito anche quest’anno questa esperienza. Sono ragazze che hanno già raggiunto un buon livello, nonostante l’età. Per chi arriva da fuori non è semplice neppure allenarsi contro di loro. È un patrimonio importante per la società».

Veniamo al campionato. La salvezza è l’obiettivo dichiarato, ma che cosa ti aspetti da questa squadra?

«Mi aspetto una crescita costante. Il girone toscano è storicamente molto competitivo e anche le neopromosse si sono rinforzate. Non ci saranno partite facili. Noi abbiamo tante giovani e dobbiamo mettere in conto che servirà tempo per trovare continuità. Per questo credo che la vera Città di Castello si vedrà soprattutto nella seconda metà del campionato. Le ragazze avranno avuto modo di conoscersi meglio e di crescere attraverso il lavoro quotidiano».

Un peccato non poter disputare il derby con Trestina, inserita in un altro girone.

«Sì, mi sarebbe piaciuto. Abbiamo fatto un allenamento congiunto e ho visto una buona squadra. Con Augusto, il loro allenatore, siamo anche amici ed è stato proprio lui ad avvicinarmi al mondo della pallavolo. Non so perché la federazione abbia deciso di dividere due squadre dello stesso comune. Sarebbero state partite belle da giocare e da vivere anche sugli spalti».

A proposito di spalti, i tifosi sono stati una presenza importante nella cavalcata della scorsa stagione.

«Abbiamo un rapporto straordinario. Durante i playoff ci hanno seguito anche in trasferta e in casa ci hanno dato una spinta enorme. Li considero l’ottavo uomo in campo. Hanno anche trovato un soprannome per le ragazze, le “Cicaline”, e inventato un coro tutto per loro. Sono cose che fanno piacere e che dimostrano quanto questa squadra sia entrata nel cuore dei tifosi».

Chiudiamo tornando a te. Che cosa è cambiato passando dal raccontare la squadra al dover prendere decisioni che riguardano il suo futuro?

«Sono cambiate tante cose. Prima vivevo soprattutto la parte più divertente, i video, le fotografie, gli scherzi con le ragazze. Oggi sento una responsabilità maggiore. Sono molto competitivo e perdere mi dà fastidio, quindi spero che tutto il lavoro fatto durante l’estate porti i risultati che ci aspettiamo. Però non voglio perdere il modo di vivere questo ambiente che ho avuto fin dall’inizio. Continuerò a stare vicino alle ragazze con il sorriso, cercando di affrontare anche i momenti difficili con serenità».

Per Benegiamo sarà la prima stagione completa da direttore sportivo in un campionato nazionale. Per la Pallavolo Città di Castello, invece, la possibilità di misurare il valore di un gruppo costruito senza rinunciare alle proprie giovani. La salvezza resta il primo obiettivo. Il resto, come ha ricordato lo stesso Benegiamo, dipenderà soprattutto da quanto questa squadra riuscirà a migliorare nel corso dei mesi.

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