San Giustino, alla Casa dei Girasoli la pet therapy fa incontrare gli anziani con i loro ricordi

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Il progetto prende il via nella struttura di Lama grazie alla collaborazione tra Fiore Verde e l’associazione Qua lo Zoccolo, con il sostegno di Luca Podrini. Le interviste all’assessore Enzo Franchi, a Lorenzo Taddei e a Silvia Balducci.

Una signora che comincia a ballare mentre passeggia con un cane. Un’altra che allunga la mano per offrirgli un piccolo premio. Sono alcuni dei momenti vissuti alla Casa dei Girasoli di Lama, dove gli anziani hanno incontrato i protagonisti di un nuovo progetto di pet therapy.

Il cane si chiama Elvis e, insieme agli operatori dell’associazione Qua lo Zoccolo, accompagnerà gli ospiti in un percorso fatto di piccoli esercizi, movimento e ricordi. Perché molti di loro, nel corso della vita, hanno avuto un animale in casa e ritrovarsi oggi accanto a un cane può riportare alla mente persone, abitudini e momenti del passato.

Il progetto, intitolato “Il giardino delle Relazioni – Il Cane come ponte rievocativo”, prevede quattro incontri settimanali. A renderlo possibile è stato il contributo di Luca Podrini, titolare de L’Impronta Cremazioni Animali, che ha finanziato l’iniziativa. <Cite ref=”turn580514search1″/>

Alla presentazione abbiamo incontrato l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di San Giustino, Enzo Franchi, Lorenzo Taddei della cooperativa Fiore Verde e Silvia Balducci dell’associazione Qua lo Zoccolo.

Enzo Franchi, un’altra giornata importante qui alla Casa dei Girasoli. Questa volta parliamo di pet therapy.

«Sì, è una bellissima mattinata, insieme ai nostri anziani e agli amici animali. Voglio ringraziare la cooperativa Fiore Verde, l’associazione Qua lo Zoccolo e Luca Podrini dell’Impronta. È un’iniziativa davvero bella, pensata per il benessere dei nostri anziani. Il rapporto con gli animali può aiutarli a recuperare alcune capacità, ma soprattutto offre loro affetto e compagnia. E sappiamo quanto tutto questo possa essere importante».

Molti di loro avranno avuto un animale domestico. Ritrovarsi oggi accanto a un cane significa anche riavvolgere il nastro della propria vita?

«Assolutamente sì. Gli animali ci sono stati vicini in tanti momenti, senza chiedere niente in cambio. E certi ricordi rimangono per sempre. Per i nostri anziani non si tratta soltanto di avere un po’ di compagnia. È qualcosa di più, perché possono tornare alla mente tanti momenti belli. E anche chi non ha mai avuto un animale ha la possibilità di fare un’esperienza nuova. L’importante è cercare di farli stare meglio».

Lorenzo Taddei, alla Casa dei Girasoli non vi fate mancare nulla. Negli ultimi tempi avete avviato diversi progetti. Adesso arrivano anche gli animali.

«Cerchiamo di arricchire continuamente le attività che proponiamo ai nostri ospiti. Abbiamo già un servizio di animazione, facciamo attività motoria due volte alla settimana e adesso abbiamo pensato di aggiungere anche gli interventi assistiti con gli animali. Siamo molto contenti di iniziare questo percorso e della collaborazione con L’Impronta, che ha finanziato il progetto, e con Qua lo Zoccolo, che svolge queste attività a livello professionale».

Quanto conta dare nuovi stimoli agli anziani, soprattutto a chi trascorre qui tutte le proprie giornate?

«Conta moltissimo. Però è importante anche ascoltarli, capire cosa vogliono fare e cosa gli piace. Abbiamo preparato dei questionari proprio per conoscere meglio i loro interessi. Durante l’estate, per esempio, abbiamo organizzato delle piccole attività di giardinaggio perché c’erano diverse signore a cui piaceva. Adesso, andando verso l’autunno e l’inverno, abbiamo pensato alla pet therapy. È un’attività sperimentale, vedremo come andrà. Speriamo soprattutto che piaccia ai nostri anziani, perché alla fine è questo che conta».

Silvia Balducci, oggi abbiamo visto cosa può succedere quando un anziano incontra un cane. Ma cosa c’è dietro un’attività di pet therapy?

«Ci sono interventi che permettono di lavorare su diversi aspetti della persona. Utilizziamo i cani perché sono animali che si prestano bene a queste attività e che spesso richiamano ricordi della vita e della giovinezza. Possiamo lavorare sulla memoria, sulle relazioni, sulla socializzazione, ma anche sul movimento e sulla manualità. Naturalmente ogni attività viene adattata alle capacità delle persone che partecipano».

Mi ha colpito quella signora che ha iniziato a ballare mentre passeggiava con Elvis. E anche un gesto semplice, come dare un premio al cane, può diventare un esercizio.

«Esattamente. La signora ha cominciato a ballare mentre camminava con Elvis. Un’altra, per dare il premio al cane, ha dovuto prenderlo con la mano, aprirla e porgerglielo. Sono piccoli movimenti, ma hanno un significato importante. Noi cerchiamo di coinvolgere queste persone in attività che possano fare insieme, rispettando naturalmente le capacità di ciascuno. Il cane ci aiuta a creare questo coinvolgimento».

C’è poi un altro aspetto che mi raccontavi. Alcuni degli animali con cui lavorate hanno avuto una vita difficile e attraverso il recupero possono trovare una nuova possibilità.

«Sì, ed è un lavoro molto delicato. Quando recuperiamo un cane, spesso non conosciamo il suo passato, non sappiamo quali traumi abbia vissuto e quali situazioni possano provocare determinate reazioni. Bisogna quindi fare tutte le valutazioni necessarie, sia dal punto di vista sanitario che comportamentale. Quando ci sono le condizioni, cerchiamo di accompagnare questi animali in un percorso che permetta loro di avere anche un ruolo sociale. Non sempre è possibile, ma in questo caso ci siamo riusciti».

Alla Casa dei Girasoli il progetto è appena iniziato. Saranno i prossimi incontri a far capire come gli ospiti vivranno questa nuova esperienza e se potrà diventare un appuntamento stabile tra le attività della struttura.

Intanto, nella prima mattinata, Elvis è già riuscito a coinvolgere gli anziani. E quella signora che ha cominciato a ballare mentre lo accompagnava è forse l’immagine più bella di quello che si vuole fare.

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